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Nutrizione
28/09/2015

Bresaola della Valtellina IGP: un prodotto che assicura benessere e gusto.

A Milano un incontro con il dott. Speciani, scienziato e allergologo, conferma la Bresaola della Valtellina come ottimo alimento nell’alimentazione moderna.

 

 

Sondrio, 24 settembre 2015 – Una serata magica quella a Milano vissuta lunedì 21 settembre dal Consorzio di Tutela Bresaola della Valtellina. Nella meravigliosa cornice di un palazzo d’epoca di Via Dante, dove è presente con il Distretto Agroalimentare di Qualità della Valtellina in collaborazione con Valtellina EXPOne, si è svolto il convegno “Siamo ciò che mangiamo”.

Un momento di approfondimento dove la Bresaola della Valtellina IGP è stata protagonista con un altro prodotto simbolo della Valtellina, il grano saraceno. Ospite illustre della serata: Attilio Speciani, noto Allergologo ed immunologo.

Paola Dolzadelli, Coordinatrice del Consorzio ha introdotto con un excursus storico il tema della serata, spiegando ai presenti come l’etimologia e le origini di questo salume siano profondamente ancorati al territorio e alle sue tradizioni.

Si è ricordato quindi come il termine bresaola, in passato brisavola o bresavola, sia d’origine molto incerta. Infatti, se il suffisso “saola” può facilmente ricondursi all’utilizzo del sale nella conservazione del prodotto, più difficile è individuare un’interpretazione unica e condivisa sull’origine del termine nella sua completezza.
Secondo una prima interpretazione, l’etimologia si può ricercare nella voce germanica “brasa”, brace, dal momento che anticamente, per riscaldare e deumidificare l’aria dei locali di stagionatura, venivano utilizzati dei bracieri, dai quali si sprigionava un fumo aromatico, ottenuto gettando bacche di ginepro e foglie di alloro su carboni ardenti di legno di abete.
Secondo altra interpretazione invece l’origine del nome è da ricercarsi nel dialettismo locale “brisa”, che indica una ghiandola dei bovini che veniva insaporita per essere consumata e ancora oggi, con l’espressione “Salàa come brisa”, si intende la carne salata. Una terza ipotesi associa il prefisso “bre” al tipo di animale da cui originariamente la carne veniva tratta: il cervo. Con il passare del tempo poi l’originario “brisaola” si è trasformato nell’odierno “bresaola”.
Riguardo alla storia le prime testimonianze letterarie relative alla produzione della bresaola risalgono al XV secolo, ma l’origine del salume tipico è senz’altro antecedente, in quanto legata all’antichissima tradizione alpina di conservare la carne mediante salatura ed essiccamento.

Per finire, il legame con il territorio: il clima e le caratteristiche ambientali della Valtellina unitamente alla lavorazione tipica rendono questo prodotto inimitabile al di fuori della zona tipica di produzione.

“La bellezza di questo prodotto, dallo standard qualitativo elevato e costante, è che ancora oggi pur avvantaggiandosi delle più moderne tecnologie produttive, mantiene un forte connotato di artigianalità legato alla componente umana che è e resta insostituibile. Una combinazione di buone prassi che sono l’eredità di una grande tradizione locale, talmente qualificanti da essere state definitivamente assunte a requisiti essenziali del Disciplinare di produzione” ha affermato Paola Dolzadelli, Coordinatrice del Consorzio di Tutela della Bresaola della Valtellina.

Il professor Attilio Speciani nel suo intervento ha elogiato le qualità organolettiche e nutrizionali della Bresaola della Valtellina IGP, sottolineando soprattutto l’apporto proteico che essa contiene:
“La Bresaola è una ottima fonte di proteine. Dai valori nutrizionali del Crea (Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria ex INRAN) si evince infatti come in 100 grammi di prodotto siano presenti 33 grammi di proteine. E’ un valido esempio di come ci si possa nutrire in modo positivo per avere benessere e gusto”.

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Ricette

L’autunno si festeggia con acini di salute.

Petto di pollo con uva nera e Bresaola della Valtellina IGP.

 

Ingredienti per 2 persone:

– 300 gr di uva nera
– 1 cucchiaio di olio extravergine di oliva
– 100 gr di Bresaola della Valtellina IGP tagliata a listarelle
– 200 gr di petti di pollo (due petti di pollo)
– mezzo bicchiere di aceto di mele
– sale q.b.
– timo q.b.
– miele q.b
– 2 gherigli di noce tagliati a pezzetti

 

Procedimento
Lavare gli acini d’uva e tagliarli uno ad uno con un coltellino affilato, disporli poi in una ciotola con qualche rametto di timo, sale e un cucchiaio di olio extravergine di oliva.
Tagliare a listarelle i petti di pollo, cucinandoli in una padella antiaderente con olio e sale e un rametto di rosmarino. A termine cottura aggiungere la Bresaola della Valtellina IGP, l’uva precedentemente preparata e mezzo bicchiere di aceto di mele e fate rosolare il tutto a fuoco alto.
Disporre infine il tutto in un piatto da portata decorando con un filo di miele e i gherigli di noce precedentemente tagliati.

 

Il consiglio del Biologo nutrizionista – Dott. Emanuele Rondina
a ricetta presentata è adatta per prepararci all’arrivo della stagione fredda. Contene infatti ingredienti ricchissimi di proprietà nutrizionali che agiscono sul nostro sistema immunitario. In particolare la buccia dell’uva è un concentrato di polifenoli, di cui il più noto è il resveratrolo. Tale molecola, oltre a combattere l’azione dei radicali liberi, agisce in sinergia con lo zinco (Zn) migliorando la risposta immunitaria e contrastando la replicazione virale. Lo zinco (Zn) infatti permette di rinforzare il sistema immunitario, regolando positivamente i linfociti T, le cellule CD4, le cellule natural killer e l’interleuchina-2.
Nel nostro organismo, non esistono riserve specifiche di zinco (Zn), per cui è necessario un apporto regolare con l’alimentazione. La sua concentrazione nell’organismo umano, è pari a circa 2 g, ed è distribuito in tutti in tessuti, ma si concentra in particolare nella muscolatura striata (60%), nelle ossa (30%) e nella pelle (4-6%). L’omeostasi dello zinco viene regolata attraverso l’assorbimento e in misura minore, attraverso la regolazione dell’escrezione renale. Solo lo zinco epatico può essere in parte mobilizzato in caso di carenza. La quota assorbita dall’organismo varia a seconda della forma chimica in cui viene introdotto, della sua concentrazione ematica, e della contemporanea presenza nel lume intestinale di microelementi in competizione per il trasporto. Lo zinco (Zn) non assorbito, viene eliminato principalmente con le feci ma anche con le urine, la quantità di zinco eliminata invece mediante desquamazione e con i capelli varia a secondo degli apporti precedenti.
Il fabbisogno medio quotidiano di zinco è pari a circa 10 mg nei maschi e 7 mg nelle femmine.
Nella ricetta descritta lo troviamo nella Bresaola della Valtellina IGP, 100 gr apportano 4,51 mg di Zinco, (pari al 46% del fabbisogno giornaliero raccomandato) e nei gherigli di noce, di cui 100 gr apportano 5 mg di Zinco (pari al 51% del fabbisogno giornaliero raccomandato).

 

Valori nutritivi della ricetta indicata:
1 porzione contiene:
– Calorie 295 Kcal
– Proteine 37,1 gr
– Carboidrati 23,7 gr
– Grassi 6,5 gr
– Zinco 3,8 mg
– Fibra 2,2 gr

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Ricette
10/09/2015

Inizia settembre con leggerezza.

Trota in salsa di mele e Bresaola della Valtellina IGP.

 

Ingredienti per 4 persone:

– 800 gr di trota normale o salmonata
– 3 mele sbucciate e tagliate a cubetti (200 gr)
– 3 cucchiai di aceto di mele
– 1 bicchiere di vino bianco
– zenzero q.b.
– 100 gr di Bresaola della Valtellina IGP
– mezzo bicchiere di vino bianco
– sale q.b.
– timo, rosmarino, salvia q.b.

 

Procedimento
La prima operazione è la marinatura: in una ciotola capiente distendere i filetti di trota ricavati tagliando il pesce con un coltello dalla lama ben affilata, coprire poi il pesce con il rosmarino, le foglie di salvia e il timo, infine versare l’aceto di mele, salare a piacere e lasciare marinare per almeno 15 minuti, avendo cura di coprire la preparazione con la pellicola trasparente (ricordo che prima di questa operazione, sia il pesce che gli aromi devono essere ben lavati in acqua fredda corrente). Nel frattempo, in una pentola antiaderente cuocere i pezzi di mela tagliati a cubetti. Quando le mele saranno morbide, aggiungere il vino bianco e lo zenzero a scaglie facendo sfumare poi il tutto. Lasciare raffreddare a temperatura ambiente il composto, per ottenere infine una crema utilizzando un frullatore ad immersione.
Terminato il tempo di marinatura, dorare velocemente i filetti in una padella antiaderente a fuoco alto, spegnere poi il fuoco, coprire i filetti con la salsa di mele e le fette di Bresaola della Valtellina IGP, chiudere il tegame con il coperchio lasciando riposare 2 minuti per insaporire il tutto. Per la presentazione utilizzare un piatto piano da portata su cui adagiare i filetti di trota disponendoli a cerchio come fossero i petali di una margherita. Coprire ciascun filetto di trota con una fetta di Bresaola della Valtellina IGP, porre la salsa di mele al centro, infine cospargere il tutto con le foglioline di timo fresco e servire in tavola.

 

Il consiglio del Biologo nutrizionista – Dott. Emanuele Rondina
Questo piatto è ideale per iniziare una dieta disintossicante dopo gli eccessi del periodo feriale.
La Bresaola della Valtellina e la trota sono entrambi alimenti altamente digeribili e dal basso valore di lipidi e colesterolo e dal buon apporto di proteine.
In particolare ricordo che il livello soglia di assunzione di colesterolo per la media di popolazione è stato stabilito in 300 mg/die nell’adulto e di 100mg/1000kcal nel bambino.
Anche il metodo di preparazione del piatto descritto ne favorisce la salubrità. Infatti, la cottura eccessiva degli alimenti provoca fenomeni di tipo chimico che incidono in termini quantitativi sui lipidi assunti con la dieta. Nello specifico, nel caso di alimenti quali la carne o il pesce, cotture prolungate provocano fenomeni di ossidazione con formazione di ossidi e di idroperossidi a carico di lipidi e la trasformazione del colesterolo in ossisteroli. Questi ultimi posseggono una aterogenicità (capacità di indurre l’aterosclerosi) 10 volte maggiore del colesterolo stesso. Questo si spiega perché il recettore chiamato LOX-1, che si trova nelle pareti interne di arterie e vene (endotelio), è specializzato nell’attrarre come una calamita e nel legare a se il cosiddetto colesterolo cattivo, ossia il colesterolo ossidato perché legato ai radicali liberi che lo rendono tossico. Catturato
dal recettore, il colesterolo si annida e si accumula lungo le pareti interne dei vasi sanguigni, formando le placche aterosclerotiche all’origine delle malattie cardiovascolari e dell’infarto.

 

Valori nutritivi della ricetta indicata:
1 porzione contiene:
– Calorie 236 Kcal
– Proteine 37,8 gr
– Carboidrati 6,9 gr
– Grassi 6,6 gr
– Colesterolo 126 mg
– Fibra 1 gr

 

CALORIE DEI SINGOLI ELEMENTI DELLA RICETTA:
(su 100 gr di prodotto)

 

Bresaola della Valtellina IGP 151 Kcal
– proteine 33,1 gr
– lipidi 2 gr
– grassi saturi 0,72 gr
– grassi monoinsaturi 0,69 gr
– grassi polinsaturi 0,40 gr
– colesterolo 63 mgr

 

Trota 85,8 Kcal
– proteine 14,7 gr
– lipidi 3 gr
– grassi saturi 0,70 gr
– grassi monoinsaturi 0,77 gr
– grassi polinsaturi 1,17 gr
– colesterolo 55 mgr

 

Mele 53 Kcal