Categoria: Nutrizione
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È l’era della snackification: il 56% sceglie spuntini al posto dei pasti

5 consigli e 3 ricette sfiziose per snack bilanciati con la Bresaola della Valtellina IGP per chi cerca benessere e praticità
Sempre più persone sostituiscono i pasti tradizionali con snack consumati durante la giornata: una tendenza che i nutrizionisti invitano a gestire con equilibrio e attenzione alla qualità. In questo scenario, la Bresaola della Valtellina IGP si conferma una scelta versatile e adatta a spuntini sani o pranzi leggeri.
Lo specialista in Scienza dell’Alimentazione e in Medicina dello sport Michelangelo Giampietro propone 5 consigli per creare snack semplici e bilanciati con la Bresaola della Valtellina IGP, utilizzando ingredienti spesso già presenti in cucina. Dai suggerimenti dell’esperto sono nate anche tre proposte originali e sfiziose realizzate dagli studenti di Cucina di APF Valtellina – sede Sondrio.
Addio ai pasti tradizionali, spazio agli snack: la snackification sta rivoluzionando le abitudini alimentari, spingendo sempre più persone a consumare piccoli spuntini durante la giornata al posto dei classici cinque pasti. Una tendenza che arriva dai paesi anglosassoni, trainata dai ritmi frenetici della quotidianità che, se non gestita con equilibrio, potrebbe avere effetti negativi sulla salute. Secondo un sondaggio dell’International Food Information Council del 2024, il 56% delle persone dichiara di sostituire i pasti con snack o porzioni ridotte, mentre il 73% consuma almeno uno spuntino al giorno.
In questo contesto, la qualità degli ingredienti e la scelta dei nutrienti diventa sempre più importante: anche una pausa veloce può trasformarsi in un momento di benessere, energia e gusto. Un tema sentito anche in Italia, dove il 48% delle persone considera l’alimentazione uno spazio personale di benessere.[1] La Bresaola della Valtellina IGP si inserisce in modo naturale nella tendenza della snackification: pratica, versatile e facile da abbinare, permette di creare pause alimentari equilibrate.
5 CONSIGLI DELLO SPECIALISTA IN SCIENZA DELL’ALIMENTAZIONE PER CREARE SNACK SANI E BILANCIATI
Ma come costruire una pausa equilibrata senza ricette complicate? Il Lo specialista in Scienza dell’Alimentazione e in Medicina dello sport Michelangelo Giampietro parte da un principio semplice: quando viene consumata nelle giuste quantità e frequenze e se abbinata correttamente ad altri ingredienti, la Bresaola della Valtellina IGP può diventare la base di snack completi, gustosi e facili da preparare.
“La Bresaola della Valtellina IGP può essere una soluzione interessante anche all’interno delle nuove occasioni di consumo legate alla snackification”, spiega Michelangelo Giampietro. “Grazie alla sua versatilità, si presta ad abbinamenti semplici con frutta, cereali, verdure o ingredienti freschi, consentendo di costruire snack equilibrati, pratici e adatti ai ritmi della vita quotidiana”.
- Scegliere ingredienti freschi e di stagione: abbinare la Bresaola della Valtellina IGP a frutta fresca come il melone permette di creare spuntini leggeri, pratici e adatti alla stagione estiva. Erbe aromatiche, limone o spezie possono aggiungere gusto senza eccedere con condimenti elaborati.
- Valorizzare ciò che si ha già in cucina: cereali già pronti come farro, orzo, quinoa o grano saraceno possono diventare una base semplice per snack equilibrati. Abbinati alla Bresaola della Valtellina IGP e a una porzione di frutta secca o fresca di stagione aiutano a rendere la pausa più varia e nutriente.
- Combinare consistenze diverse per una pausa più appagante: alternare elementi croccanti e morbidi aiuta a rendere lo snack più soddisfacente. Pane integrale tostato, crackers o gallette possono essere completati con ingredienti semplici come avocado, ricotta fresca o Bresaola della Valtellina IGP.
- Inserire frutta e verdura anche negli spuntini: frutta e ortaggi/verdure di stagione non dovrebbero essere riservati solo ai pasti principali. Carote, sedano, mele o pomodorini possono arricchire anche una pausa veloce, aggiungendo freschezza, colore e varietà, oltre a nutrienti preziosi.
- Costruire snack semplici ma bilanciati: anche uno spuntino può essere pensato in modo equilibrato, combinando carboidrati, proteine e grassi “buoni”. Bresaola della Valtellina IGP, creme di legumi, formaggi freschi o cereali integrali possono aiutare a creare pause pratiche e complete senza eccessi.
3 RICETTE SFIZIOSE E ORIGINALI CREATE DAGLI STUDENTI DI CUCINA DI APF VALTELLINA
Partendo da questi cinque suggerimenti gli studenti di cucina di APF Valtellina – sede Sondrio hanno elaborato tre ricette sfiziose e originali, capaci di unire gusto e creatività. Con il coordinamento dei professori Ermanno Fomiatti e Gianluca Cardoni, tre studenti di classe prima hanno quindi sviluppato tre proposte originali:
Bresaola e Melone in una versione “mangia e bevi”
La snackification apre la strada a nuove modalità di consumo, anche in formato “mangia e bevi”. Questa ricetta trasforma il tradizionale abbinamento tra Bresaola della Valtellina IGP e melone in un consommé servito in flûte, completato da melone fresco, menta e una granita dello stesso frutto. Una proposta fresca, leggera e originale per una pausa estiva fuori dagli schemi.
Per il consommé si utilizzano 150 g di Bresaola della Valtellina IGP tritata, 50 g di brunoise di carote e sedano, 800 g di acqua, 1 albume d’uovo, 10 g di gelatina in fogli e un rametto di timo. Gli ingredienti vengono uniti e portati a bollore, lasciando poi sobbollire il composto fino a ridurlo di circa un terzo. Una volta filtrato e lasciato raffreddare con la gelatina, il consommé viene servito in flûte con cubetti di melone fresco, julienne di Bresaola della Valtellina IGP e foglie di menta. La preparazione viene completata con una granita ottenuta da 150 g di succo di melone centrifugato, 150 g di zucchero, 2 cucchiai di sciroppo 1:1 e 350 ml di acqua calda.
Grano saraceno e bresaola: lo snack completo da arrotolare
La tendenza a prediligere pasti rapidi non deve significare rinunciare all’equilibrio nutrizionale. Questo involtino combina cereali, frutta secca, frutta fresca e Bresaola della Valtellina IGP in una proposta pratica e saziante, pensata per chi cerca una pausa veloce ma varia e bilanciata.
Il grano saraceno viene cotto in abbondante acqua salata per circa 20 minuti, scolato e lasciato raffreddare. Viene poi condito con noci tritate grossolanamente, mela a cubetti, olio extravergine di oliva e succo di limone. L’insalata ottenuta viene posizionata al centro di una fetta di Bresaola della Valtellina IGP e arrotolata per creare una rosetta. Il piatto viene infine completato con vellutata di Casera, crema di carote, crema di piselli e gocce di lampone.
Cialda croccante di riso Venere con avocado e bresaola
Croccante, pratica e ricca di consistenze diverse, questa ricetta risponde alle esigenze di chi cerca pause alimentari veloci sì, ma appaganti. La cialda di riso Venere diventa la base di una proposta contemporanea che unisce gusto, praticità e ingredienti semplici da abbinare.
Per preparare la cialda si cuociono 200 g di riso Venere in 1,5 litri di acqua fino al completo assorbimento del liquido. Il riso viene poi steso su carta forno, pressato con un mattarello e lasciato essiccare in forno a 60-70°C per circa 3 ore. Una volta pronto, viene spezzato in quadrotti e fritto a 180°C. La cialda viene farcita con avocado tagliato a cubetti e condito con olio e limone, quindi completata con una rosa di Bresaola della Valtellina IGP e gocce di Scimudin.
Consorzio di Tutela Bresaola della Valtellina
Costituitosi il 23 maggio 1998 e riconosciuto dal MIPAAF (oggi MASAF), il Consorzio di Tutela Bresaola della Valtellina ha l’obiettivo di promuovere, valorizzare e tutelare la Bresaola della Valtellina IGP in sinergia con le 13 aziende associate. A tal fine, favorisce e organizza iniziative volte a valorizzare il prodotto per accrescerne la rinomanza in Italia e all’estero, collabora, secondo le direttive ministeriali, alla vigilanza, alla tutela ed alla salvaguardia del prodotto da abusi, atti di concorrenza sleale, contraffazioni, uso improprio della denominazione tutelata e comportamenti comunque vietati dalla legge, e sostiene programmi recanti misure di carattere strutturale e di adeguamento tecnico finalizzate al miglioramento qualitativo della produzione.
[1] Report DECODE – Social Culture Beyond Food firmato da Say Social e Nextplora
Info e bandi: https://psr.regione.lombardia.
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Bresaola della Valtellina IGP: nel 2025 valore al consumo a 502 milioni di euro. export in forte crescita (+32,34%)
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Bresaola della Valtellina IGP: nel 2025 valore al consumo a 502 milioni di euro. export in forte crescita (+32,34%)

Con una produzione complessiva pari a 11.947 tonnellate (-5,47%) e un valore al consumo che raggiunge i 502 milioni di euro (+4,6%), il 2025 conferma la resilienza del comparto della Bresaola della Valtellina IGP, che rafforza il proprio posizionamento sui mercati internazionali nonostante la contrazione produttiva, l’aumento dei costi di produzione e il peso crescente delle barriere doganali sulle importazioni extra-UE.
Con una produzione che tocca le 11.947 tonnellate (-5,47% sul 2024), il comparto della Bresaola della Valtellina IGP – rappresentato dalle 13 aziende certificate dall’Organismo di controllo CSQA (Certificazione Sicurezza Qualità Agroalimentare) – chiude il 2025 confermando la propria capacità di tenuta e resilienza in un contesto socioeconomico complesso. Nonostante l’aumento dei costi di produzione, che ha reso necessario un adeguamento dei prezzi incidendo sui comportamenti di consumo e sulla frequenza d’acquisto, il comparto conferma la propria solidità sia sul mercato nazionale sia soprattutto sui mercati esteri. Un dinamismo che si riflette anche nel valore al consumo, salito a 502 milioni di euro (+4,6% rispetto al 2024).
In notevole crescita i dati relativi all’esportazione. Nel 2025 sono state infatti esportate 836 tonnellate di Bresaola della Valtellina IGP (+32,34% rispetto al 2024), distribuite per il 64% nei Paesi UE (+17% sul 2024) e per il 36% nei Paesi extra UE (+70% sul 2024), dove spiccano diversi paesi del Medio Oriente, soprattutto nei paesi di religione islamica.
Tuttavia, nonostante i segnali di resilienza del comparto, restano elevate le preoccupazioni della filiera. La riduzione della materia prima disponibile sul mercato europeo spinge, infatti, i produttori ad aumentare le importazioni da Paesi extra-UE, sempre più onerose per l’evoluzione delle politiche commerciali internazionali e delle barriere doganali.
Le licenze GATT (General Agreement on Tariffs and Trade), che consentono l’importazione di carne con un dazio agevolato del 20%, restano infatti vincolate a contingenti rigidi e non ampliabili. Nel contesto attuale, caratterizzato da una persistente scarsità di materia prima, tali licenze non vengono più impiegate soltanto per l’importazione di tagli nobili – come la fesa utilizzata per la produzione di bresaola – ma anche per numerose altre lavorazioni dell’industria alimentare, incluse quelle destinate alla produzione di hamburger e preparati. Di conseguenza, il ricorso alle importazioni in regime extra-GATT è diventato strutturale e quasi inevitabile per i produttori di Bresaola della Valtellina IGP.
“Il comparto chiude un 2025 che riflette le complesse dinamiche socioeconomiche degli ultimi anni – dichiara Mario Francesco Moro, presidente del Consorzio di Tutela Bresaola della Valtellina -. Il valore al consumo pari a 502 milioni di euro (+4,6%) è stato sostenuto anche dalla diminuzione della produzione e dal conseguente adeguamento dei prezzi. A incidere ulteriormente sul settore sono oggi anche le difficoltà di approvvigionamento e l’aumento dei costi legati alle importazioni extra-UE, aggravati dalle attuali dinamiche tariffarie internazionali. Da un lato, è fondamentale sostenere i produttori europei, incentivandoli ad aumentare i volumi di produzione per rafforzare l’autosufficienza del continente. Dall’altro, è innegabile che, nell’attesa, le imprese di trasformazione della carne stanno subendo pesanti conseguenze, trovandosi a fronteggiare una carenza di materia prima che potrebbe comprometterne la stabilità”.
In questo contesto, il 2025 si rivela un anno di complessità per il comparto della Bresaola della Valtellina IGP, che dimostra solidità nonostante lo scenario economico caratterizzato da forti pressioni sui costi produttivi e di approvvigionamento. Il Consorzio sottolinea quindi la necessità di creare una maggiore sinergia tra istituzioni, filiera e operatori del settore, al fine di affrontare con strumenti condivisi le criticità legate alla disponibilità della materia prima e all’impatto crescente delle dinamiche tariffarie internazionali.
“Il comparto continua a dimostrare solidità e capacità di tenuta, ma senza interventi concreti sarà difficile sostenere a lungo questa situazione. L’aumento dei costi di produzione, che da anni pesa sulle aziende, non può più gravare esclusivamente sui produttori. Come Consorzio siamo impegnati nel contenere questo squilibrio, ma è necessario uno sforzo condiviso lungo tutta la filiera, che coinvolga non solo i produttori, ma anche la distribuzione, le Istituzioni e i decisori politici. Solo attraverso un’azione comune sarà possibile affrontare con efficacia le sfide del contesto attuale.” conclude il Presidente Moro.
Bresaola della Valtellina IGP: nuove norme nel disciplinare di produzione
Nel mese di marzo è stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana la domanda di modifica ordinaria del disciplinare di produzione della Bresaola della Valtellina IGP, entrata oggi ufficialmente in vigore.
Tra le principali novità del disciplinare figura il rafforzamento dei sistemi di tracciabilità e rintracciabilità del prodotto. In particolare, tutte le fasi del processo produttivo dovranno essere documentate attraverso una registrazione puntuale dei flussi in entrata delle materie prime e di quelli in uscita dei prodotti finiti.
A questo si affianca l’obbligo di iscrizione in appositi elenchi – gestiti dall’organismo delegato – per tutti gli operatori coinvolti nelle diverse fasi, inclusi elaboratori, porzionatori, affettatori e confezionatori, nonché la comunicazione tempestiva delle quantità lavorate. L’insieme di queste misure consente di garantire una piena tracciabilità e rintracciabilità del prodotto lungo l’intera filiera produttiva, da monte a valle.
Consorzio di Tutela Bresaola della Valtellina
Costituitosi il 23 maggio 1998 e riconosciuto dal MIPAAF (oggi MASAF), il Consorzio di Tutela Bresaola della Valtellina ha l’obiettivo di promuovere, valorizzare e tutelare la Bresaola della Valtellina IGP in sinergia con le 13 aziende associate. A tal fine, favorisce e organizza iniziative volte a valorizzare il prodotto per accrescerne la rinomanza in Italia e all’estero, collabora, secondo le direttive ministeriali, alla vigilanza, alla tutela ed alla salvaguardia del prodotto da abusi, atti di concorrenza sleale, contraffazioni, uso improprio della denominazione tutelata e comportamenti comunque vietati dalla legge, e sostiene programmi recanti misure di carattere strutturale e di adeguamento tecnico finalizzate al miglioramento qualitativo della produzione. Il Consorzio di Tutela Bresaola della Valtellina è socio del Distretto Agroalimentare di Qualità della Valtellina che è Sponsor dei Giochi Olimpici e Paralimpici invernali di Milano Cortina 2026.
Info e bandi: https://psr.regione.lombardia.
Ufficio stampa Consorzio di Tutela Bresaola della Valtellina
INC – Istituto Nazionale per la Comunicazione
Marta Ciurli 342 3858671 – m.ciurli@inc-comunicazione.it
Francesca Bellini 348 7241096– f.bellini@inc-comunicazione.it
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Sonno e alimentazione, “vero o falso?”
Giornata mondiale del sonno – “Sleep terrorism” e il mito delle 8 ore: la qualità del riposo si costruisce anche a tavola
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Sonno e alimentazione, “vero o falso?”

Il decalogo per disinnescare lo sleep terrorism e dormire meglio
Alcuni luoghi comuni sono ancora duri a morire… Per fare chiarezza sul rapporto tra qualità del sonno e alimentazione, Michelangelo Giampietro, medico specialista in medicina dello sport e in scienza dell’alimentazione, ha realizzato per il Consorzio di Tutela Bresaola della Valtellina un decalogo che sfata alcune delle fake news più diffuse su come le scelte alimentari – e non solo – influenzino l’orologio biologico.
- Bisogna dormire 8 ore per stare bene
FALSO! Non esiste una durata universalmente valida per tutti. Come dimostrato dallo studio della UK Biobank, contano molto di più la regolarità degli orari e la qualità del riposo. L’ossessione per il “numero perfetto” può generare lo stress da sleep terrorism.
- La temperatura corporea influenza il sonno più del buio
VERO! Per scivolare nel sonno profondo, la temperatura interna del corpo deve calare. Pasti ricchi di grassi innalzano il calore interno a causa di una digestione laboriosa, agendo come una “sveglia” biologica che disturba il ritmo circadiano.
- I carboidrati la sera sono “vietati” per chi vuole dormire bene
FALSO! Pasta, riso o pane (meglio se integrali) contengono triptofano e stimolano la produzione di insulina, che ne facilita il trasporto nel cervello. Una cena di sola carne, senza una quota di carboidrati, rende paradossalmente più difficile la sintesi della melatonina.
- La Bresaola della Valtellina IGP è una scelta strategica per chi cena tardi
VERO! Grazie al processo di stagionatura, le sue proteine sono già parzialmente “semplificate” (proteolisi) e quindi più veloci da digerire. Ciò contribuisce a rendere il processo digestivo più efficiente, senza appesantire l’organismo prima del riposo notturno.
- Il cioccolato fondente la sera è un ottimo rilassante
FALSO! Nonostante sia un alimento eccellente, contiene tracce di caffeina e teobromina. Queste sostanze nervine possono aumentare la frequenza cardiaca, rendendo più difficile l’addormentamento nei soggetti sensibili.
- Il magnesio è il minerale del relax
VERO! Contribuisce alla normale funzione del sistema nervoso e alla distensione muscolare. La Bresaola della Valtellina IGP, per esempio, è ricca di magnesio, così come di zinco e potassio, preziosi alleati per evitare risvegli contratti o tesi.
- La qualità delle proteine conta più della quantità
VERO! Non sono gli alimenti che contengono proteine a disturbare il sonno, ma la loro composizione. Alimenti ricchi di grassi richiedono una digestione più lunga e possono interferire con il fisiologico abbassamento della temperatura corporea necessario per addormentarsi. Le proteine magre e facilmente digeribili, come quelle della Bresaola della Valtellina IGP, si inseriscono meglio in una cena leggera, contribuendo a un equilibrio metabolico che favorisce il riposo.
- Il sonno non ha nulla a che fare con il recupero muscolare
FALSO! Durante la notte l’organismo attiva processi di riparazione e rigenerazione dei tessuti, sostenuti anche da un adeguato apporto proteico nella giornata. Inserire a cena una fonte proteica magra e facilmente digeribile – per esempio 40-50 gr di Bresaola della Valtellina IGP due volte la settimana – contribuisce a fornire gli amminoacidi necessari all’organismo senza sovraccaricare la digestione, favorendo un recupero più efficiente durante il riposo.
- Durante la digestione del latte si liberano sostanze sedative
VERO! La digestione delle caseine produce dei peptidi (casomorfine) che agiscono sui recettori cerebrali stimolando un naturale effetto sedativo e di benessere, ideale per conciliare l’arrivo del sonno.
- La regolarità dei pasti “allena” il nostro orologio biologico
VERO! Cenare ogni sera alla stessa ora aiuta a sincronizzare i ritmi circadiani. Il corpo impara a preparare la produzione di ormoni del riposo in anticipo, trasformando l’addormentamento in un processo fluido e naturale.
I contenuti nutrizionali presentati si riferiscono a una persona sana, senza allergie, intolleranze alimentari o problematiche di salute particolari. Le informazioni hanno scopo puramente informativo e non intendono sostituire il parere di un professionista sanitario. Per esigenze specifiche o condizioni cliniche individuali, è sempre consigliato rivolgersi al proprio medico o a un nutrizionista qualificato.
Info e bandi: https://psr.regione.lombardia.
“Valtellina Taste of Emotion” al Meeting di Rimini: APF Valtellina presenta alla stampa nazionale il racconto di una destinazione alpina da vivere tutto l’anno.
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Giornata mondiale del sonno – “Sleep terrorism” e il mito delle 8 ore: la qualità del riposo si costruisce anche a tavola

- L’ossessione per il sonno perfetto è il nuovo nemico: recenti studi clinici mettono in guardia dallo “sleep terrorism” o ortosomnia, l’ansia da prestazione che colpisce chi monitora ossessivamente il riposo. La scienza dimostra che la qualità biochimica del sonno conta più del conteggio delle ore.
- La crononutrizione come antidoto: non esistono cibi magici per dormire, ma scelte alimentari che rispettano il ritmo circadiano. Una cena pesante innesca processi termogenici che frammentano il riposo e tengono l’organismo in allerta.
- La Bresaola della Valtellina IGP, alleata della cena: grazie alla sua digeribilità (proteine “scomposte” dal processo di stagionatura) e all’apporto di triptofano e sali minerali, è un alimento ideale per non interferire con i meccanismi ormonali notturni.
- Alcuni luoghi comuni sono però ancora duri a morire… Per questo, al fine di fare chiarezza sul rapporto tra qualità del sonno e alimentazione, Michelangelo Giampietro, medico specialista in medicina dello sport e in scienza dell’alimentazione, ha realizzato per il Consorzio di Tutela Bresaola della Valtellina un decalogo che sfata alcune delle fake news più diffuse su come le scelte alimentari – e non solo – influenzino l’orologio biologico.
Per anni la narrazione collettiva ha imposto il “numero magico” delle otto ore di sonno come unico standard di benessere. Tuttavia, la ricerca scientifica internazionale sta scardinando questo paradigma. Un imponente studio della UK Biobank, condotto su mezzo milione di individui, ha dimostrato che non esiste una durata del sonno universale valida per tutti, ma che la differenza la fanno la regolarità e la qualità del riposo. Parallelamente, esperti come Giorgio Gilestro, neurobiologo all’Imperial College di Londra, denunciano il fenomeno dello “sleep terrorism”: quell’allarmismo mediatico e digitale che trasforma il sonno in una sfida numerica, generando un’ansia da prestazione (ortosomnia) che finisce paradossalmente per sabotare il riposo stesso. In occasione della Giornata Mondiale del Sonno (13 marzo), l’attenzione si sposta dunque dalla quantità alla biochimica del riposo, che inizia proprio a tavola.
L’ALIMENTAZIONE COME REGOLATORE DEL RITMO CIRCADIANO
Quando si parla di alimentazione e sonno, è importante fare una distinzione fondamentale: non esistono alimenti “che fanno dormire”, ma scelte alimentari che aiutano a non interferire con il naturale funzionamento del riposo notturno e in parte a conciliarlo. “Il sonno è un processo complesso, regolato principalmente da fattori ormonali e neurologici. Gli alimenti non inducono il sonno, ma posono contribuire a creare le condizioni affinchè il corpo non venga ostacolato nel suo naturale percorso verso il riposo”, spiega Michelangelo Giampietro, medico specialista in medicina dello sport e in scienza dell’alimentazione.
Secondo la crononutrizione, la disciplina che studia come l’assunzione del cibo interagisce con i ritmi circadiani (i cicli di circa 24 ore che regolano sonno, fame e metabolismo), una cena inappropriata può comportare un lavoro digestivo che innalza la temperatura corporea, inviando segnali di “veglia” al cervello e sabotando la fase REM.
BRESAOLA DELLA VALTELLINA IGP: LA PROTEINA CHE COLLABORA CON IL RIPOSO
In questo equilibrio delicato, la tipologia delle proteine assunte la sera gioca un ruolo cruciale. La qualità del sonno, infatti, può essere influenzata negativamente da pasti serali troppo abbondanti, ricchi di grassi o eccessivamente proteici, che rallentano la digestione e aumentano il lavoro dell’apparato digerente. Al contrario, una cena ben strutturata punta su volumi contenuti e alimenti poveri di grassi. In tal senso, la Bresaola della Valtellina IGP rappresenta una scelta strategica: infatti, il processo di stagionatura contribuisce a una parziale scomposizione delle proteine (proteolisi), agevolando la digestione e riducendo l’impegno gastrico.
“Una proteina magra e ben digeribile, se consumata nelle giuste quantità e abbinata ai carboidrati, non peggiora la qualità del sonno e non interferisce con i suoi meccanismi”. – sottolinea Giampietro – “La Bresaola della Valtellina IGP è inoltre fonte di proteine ad alto valore biologico e apporta nutrienti essenziali per il sistema nervoso come le vitamine del gruppo B (in particolare la B12), ferro, magnesio, potassio e zinco”.
I 5 CONSIGLI ALIMENTARI PER UN SONNO SENZA INTERFERENZE
Per contrastare gli effetti dello sleep terrorism e favorire una biochimica del riposo efficiente, la ricerca nutrizionale identifica alcuni alimenti chiave capaci di dialogare con il nostro orologio biologico:
- Proteine magre e digeribili: se consumate nelle giuste quantità (0,9-1,0g/kg di peso corporeo desiderabile/giorno) e abbinate ai carboidrati, non sovraccaricano la digestione serale e contribuiscono a non interferire con i meccanismi del sonno. In questo contesto, la Bresaola della Valtellina IGP, naturalmente povera di grassi e ricca di proteine ad alto valore biologico, rappresenta un’opzione leggera e facilmente digeribile. Il processo di stagionatura favorisce, infatti, una parziale scomposizione delle proteine in peptidi e amminoacidi più semplici, rendendole più assimilabili dall’organismo. Tra questi è presente anche il triptofano, un amminoacido essenziale che agevola la sintesi di serotonina e melatonina, molecole coinvolte nella regolazione del tono dell’umore e del ritmo sonno-veglia.
- Latte e derivati leggeri: Oltre al triptofano, questi alimenti contengono il lattosio, zucchero che facilita il passaggio di questo amminoacido al cervello. Durante la digestione delle caseine si producono inoltre peptidi bioattivi (β-casomorfine e α,β-lattorfine) che generano un effetto sedativo naturale.
- Legumi, in particolare la soia: Apportano aminoacidi e carboidrati complessi che contribuiscono a non interferire con i meccanismi ormonali. Sono inoltre una buona fonte di fitomelatonina (melatonina vegetale), con la stessa struttura chimica di quella sintetizzata dal regno animale.
- Pesce azzurro: Sgombro e sardine apportano acidi grassi omega-3, noti per il supporto al sistema nervoso. La presenza di grassi “buoni”, se controllati, non rallenta la digestione e favorisce un equilibrio nutrizionale favorevole.
- Carboidrati complessi: Pane, riso o pasta integrale favoriscono il rilascio di insulina e “aiutano” il triptofano a raggiungere il cervello. Un apporto equilibrato consente di evitare cali glicemici notturni e contribuisce a una digestione graduale.
LA SOLUZIONE PRATICA CONTRO L’ANSIA DA PRESTAZIONE NOTTURNA
In definitiva, per tutelare il riposo dall’ossessione dei dati digitali, la soluzione risiede in una cena semplice ed equilibrata. Un esempio funzionale può essere composto da 40-50gr di Bresaola della Valtellina IGP, una porzione (50gr) di pane integrale, verdure e frutta di stagione e un filo di olio extravergine di oliva. Un pasto completo che non sovraccarica la digestione e asseconda la fisiologia del corpo. Cosa evitare invece? Alcol e bevande nervine, cioè contenenti sostanze stimolanti del sistema nervoso centrale (come caffè, tè, cola ed energy drink), che agiscono come “sabotatori” chimici, interferendo con la fase di addormentamento e la continuità del riposo, alimentando così quel circolo vizioso di stanchezza che nessuna app di monitoraggio del sonno potrà mai risolvere.
I contenuti nutrizionali presentati si riferiscono a una persona sana, senza allergie, intolleranze alimentari o problematiche di salute particolari. Le informazioni hanno scopo puramente informativo e non intendono sostituire il parere di un professionista sanitario. Per esigenze specifiche o condizioni cliniche individuali, è sempre consigliato rivolgersi al proprio medico o a un nutrizionista qualificato.
Info e bandi: https://psr.regione.lombardia.
“Valtellina Taste of Emotion” al Meeting di Rimini: APF Valtellina presenta alla stampa nazionale il racconto di una destinazione alpina da vivere tutto l’anno.
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Milano Cortina 2026: cosa mangiano gli atleti a meno di un mese dai Giochi

Countdown alla Cerimonia di Apertura attivato. Michelangelo Giampietro, medico specialista in medicina dello sport e in scienza dell’alimentazione, spiega l’importanza di un’alimentazione mirata, falsi miti da sfatare e ruolo della Bresaola della Valtellina IGP nella dieta pre-gara.
La testimonianza dell’argento olimpico Michele Antonioli: “per noi atleti valtellinesi, la Bresaola della Valtellina IGP significa certamente un valido e gustoso supporto nutrizionale ma anche momento di convivialità e tradizione”.
Manca meno di un mese alla Cerimonia di Apertura dei Giochi Olimpici Invernali di Milano Cortina 2026. L’attenzione è tutta rivolta alla preparazione degli atleti: mesi, spesso anni, di allenamenti e sacrifici che, nelle ultime settimane, passano anche da un elemento chiave quanto la preparazione fisica: l’alimentazione. Negli ultimi anni, il tema delle proteine ha assunto un ruolo centrale nella dieta degli sportivi. Secondo i dati GS1 Italy – Osservatorio Immagino, nel 2024 circa il 4% di oltre 3.300 prodotti analizzati riportava diciture legate alle proteine, per un fatturato di 1,9 miliardi di euro, in crescita del +4,5% rispetto al 2023. Un interesse crescente che riflette una maggiore consapevolezza sull’importanza di un apporto proteico senza eccessi, equilibrato e di qualità.
In questo contesto si inserisce la Bresaola della Valtellina IGP, riconosciuta come una delle fonti proteiche povere di grassi più apprezzate dagli italiani e dagli sportivi. Lo conferma un’indagine 2025 di AstraRicerche per il Consorzio di Tutela Bresaola della Valtellina: il 38,5% degli intervistati la considera ideale per chi pratica attività fisica, soprattutto per la sua leggerezza. Un risultato che si aggiunge a una precedente rilevazione Doxa/Consorzio, che aveva già inserito la Bresaola della Valtellina IGP nella Top 5 degli alimenti immancabili nella dieta degli atleti.
L’ALIMENTAZIONE PRE E POST GARA
Michelangelo Giampietro, medico specialista in medicina dello sport e in scienza dell’alimentazione, che ha seguito numerosi atleti olimpici nel corso della sua carriera, spiega cosa succede nel piatto di un atleta a ridosso di una competizione non solo olimpica: “Nel giorno della gara l’aspetto più importante è la digeribilità: l’atleta non deve avvertire disturbi di nessun genere. Nelle ore immediatamente precedenti si privilegiano infatti alimenti ricchi di carboidrati e poveri di grassi e proteine. Fino a tre ore prima della competizione, però, l’alimentazione può includere anche proteine, meglio se a basso contenuto di grassi”.
È in questa fase che la Bresaola della Valtellina IGP si rivela particolarmente adatta. Grazie ai processi di stagionatura, le proteine risultano in parte già “scomposte”, rendendo il prodotto più digeribile rispetto ad altre fonti proteiche. Con circa il 33% di proteine, un basso contenuto di grassi e una buona presenza di amminoacidi ramificati – tra cui la leucina, fondamentale per la sintesi proteica muscolare – la Bresaola della Valtellina IGP si presta sia ai pasti pre-gara sia, soprattutto, al recupero post allenamento. Non a caso, la Bresaola della Valtellina IGP è spesso inserita in abbinamento a carboidrati semplici.
“Dopo lo sforzo – continua Giampietro – è importante associare le proteine a una quota adeguata di carboidrati: circa 3-4 grammi di carboidrati per ogni grammo di proteine. Ho inserito spesso la Bresaola della Valtellina IGP, nei piani alimentari per gli atleti olimpici. In un piatto di pasta o riso oppure in un panino, rappresenta infatti una soluzione efficace e bilanciata. Inserita nei giusti quantitativi – due porzioni a settimana da 40-50 grammi, che possono diventare tre per atleti con fabbisogni proteici più elevati – la Bresaola della Valtellina IGP può far parte di un’alimentazione varia e completa, senza eccessi”.
ALCUNI FALSI MITI SULLA PREPARAZIONE NUTRIZIONALE SPORTIVA
Giampietro racconta inoltre come, nella fase di preparazione – anche a livello agonistico – persistono alcune convinzioni errate che rischiano di compromettere la performance:
- Carbofobia: “È il più grande errore che uno sportivo possa fare”, spiega Giampietro. “Gli atleti hanno un fabbisogno di carboidrati superiore rispetto alla popolazione generale: possono arrivare fino a 6–10 grammi per chilo di peso corporeo desiderabile, e anche oltre nei giorni precedenti le gare di lunga durata”.
- Eccesso di proteine: “L’atleta ha bisogno di più proteine, ma non di quantità illimitate”, sottolinea l’esperto. “Nella maggior parte dei casi si dovrebbe rimanere entro i 2 grammi per chilo di peso corporeo”.
- Abuso di integratori: “I dati scientifici dimostrano che anche per gli atleti di élite un’alimentazione varia e bilanciata, realizzata con alimenti e bevande di uso comune, è in grado di coprire tutte le necessità nutrizionali”, afferma Giampietro. “Gli integratori vanno utilizzati solo in presenza di carenze diagnosticate”.
- Allenarsi a digiuno: “L’organismo mal sopporta i digiuni”, avverte. “Allenarsi senza mangiare aumenta il rischio di intaccare la massa muscolare e può favorire l’insorgenza di infortuni muscolari”.
- Diete estreme, come la chetogenica: “Sono regimi poverissimi di carboidrati che sovvertono i principi nutrizionali, scientificamente validati, più adatti allo sport”, spiega Giampietro. “Sono indicate solo in particolari condizioni patologiche, non nella preparazione atletica”.
- Non mangiare e non bere durante l’attività sportiva: “È un falso mito pensare che così l’organismo si “alleni meglio allo sforzo”, conclude. “Idratazione e apporto energetico durante l’attività sono fondamentali per sostenere la performance”.
LA VOCE DI CHI HA VISSUTO LE OLIMPIADI: MICHELE ANTONIOLI
A confermare l’importanza di un’alimentazione semplice e funzionale è anche Michele Antonioli, ex atleta olimpico di short track, originario di Bormio, argento a Salt Lake City 2002 nella staffetta 5.000 metri, campione del mondo Team con la stessa staffetta e oggi Sport Manager dello Short Track per Milano Cortina 2026.
“Quando ero atleta c’era meno consapevolezza rispetto a oggi sulla corretta alimentazione di uno sportivo, ma già allora il nutrizionista che seguiva la mia squadra ci diceva che, se si segue una dieta bilanciata e sana, non serve assumere integratori, in mancanza ovviamente di carenze diagnosticate – racconta Antonioli. La Bresaola della Valtellina IGP era spesso presente nella nostra alimentazione come secondo piatto o come recupero proteico post allenamento. È infatti pratica, veloce e gustosa”.
Durante le trasferte e le competizioni, la Bresaola della Valtellina IGP era una scelta naturale. “Ci portavamo dietro una vaschetta di Bresaola della Valtellina IGP”, ricorda. “Nei giorni di gara la inserivamo principalmente la sera prima, ma capitava spesso anche il giorno stesso essendo molto più facilmente digeribile rispetto ad altri alimenti”. Oltre alla funzione nutrizionale, c’era anche un forte legame con il territorio: “Essendo tutti valtellinesi, c’era proprio una cultura della bresaola. Era il simbolo di un momento conviviale, che ci riportava alle nostre origini anche quando eravamo in giro per il mondo”.
Oggi, da tecnico e dirigente, Antonioli conferma il cambiamento nelle nuove generazioni: “I ragazzi sono molto più attenti e recettivi sul tema nutrizione. Possiamo dirlo tranquillamente: la Bresaola della Valtellina IGP è uno degli alimenti preferiti dagli atleti: magro, proteico, perfetto per uno sportivo”.
A pochissimo dall’inizio dei Giochi Olimpici Invernali di Milano Cortina 2026, il conto alla rovescia passa anche dalla tavola, dove tradizione, scienza e territorio si incontrano per accompagnare gli atleti verso l’appuntamento più importante della loro carriera.
Il Consorzio di Tutela Bresaola della Valtellina fa parte del Distretto Agroalimentare di Qualita’ della Valtellina Sponsor dei Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali di Milano Cortina 2026.
Info e bandi: https://psr.regione.lombardia.
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GEN Z: IL 57% SCEGLIE LA MONTAGNA IN ESTATE

TRA SPORT, BELLEZZE NATURALI E ENOGASTRONOMIA. SPICCA LA BRESAOLA DELLA VALTELLINA IGP
La generazione più attenta alla cura del corpo sceglie la montagna per cibo e sport. In particolare, il 64% della Gen Z la predilige perché ama fare trekking e il 30% per la sua offerta enogastronomica
Più attenta all’aspetto fisico, più consapevole nelle scelte alimentari, più sportiva e sempre più attratta dalla montagna: è questo il profilo della Generazione Z, i nati tra il 1997 e il 2012, emerso dall’indagine di mercato sul percepito e il posizionamento del brand Valtellina condotta tra il 19 febbraio e il 6 marzo 2025 dalla Camera di Commercio di Sondrio, d’intesa con Provincia di Sondrio e APF Valtellina. Lo studio è stato condotta da SWG, società specializzata in ricerche di mercato, di opinione e studi di settore, che si è avvalsa della collaborazione del Distretto Agroalimentare di Qualità della Valtellina, di cui il Consorzio di Tutela della Bresaola della Valtellina è socio.
Fotografia confermata anche dalla recente rilevazione di YouGov dal titolo “Gen Z & Health, come cambia il carrello della spesa”, pubblicata lo scorso maggio, secondo cui la Gen Z è il 16% più attenta alla cura del corpo rispetto alla media nazionale e non sorprende, quindi, che l’attività fisica – anche all’aria aperta – occupi un ruolo centrale nella loro quotidianità e nei momenti di svago.
Dall’indagine SWG emerge che il 41% di questa generazione individua la montagna come meta preferita per le proprie vacanze e la maggioranza (il 57%) sceglie di visitarla in estate. In particolare, il 64% dei giovani di questa generazione ama dedicarsi a escursioni naturalistiche nella stagione estiva, mentre il 42% sceglie la montagna d’inverno per sci alpino (22%), sci di fondo (23%) e altri sport sulla neve (20%).
“La Gen Z dimostra una crescente consapevolezza nei confronti del benessere, adottando con sempre maggiore convinzione uno stile di vita equilibrato, attento alla qualità dell’alimentazione e alla salute mentale- afferma la Dott.ssa Manuela Mapelli, biologa nutrizionista – Le giovani generazioni prediligono alimenti naturali, stagionali, sostenibili, cercando un’alimentazione che sia non solo sana, ma anche in linea con i propri valori. La Bresaola della Valtellina IGP è un alimento ideale non solo dal punto di vista nutrizionale — grazie all’elevato contenuto di proteine nobili, il basso apporto di grassi e l’elevata digeribilità — ma anche sotto il profilo della sostenibilità, con una produzione che genera appena l’1% di scarti. A questo si unisce una crescente attenzione verso l’attività fisica, intesa non più solo come esercizio, ma come parte essenziale di un approccio olistico al benessere. Il mio consiglio? Seguire un’alimentazione varia ed equilibrata, senza eccessi né privazioni, e abbinarla a un’attività fisica quotidiana che sia sostenibile e piacevole. In quest’ottica, la Bresaola della Valtellina IGP rappresenta una scelta pratica e gustosa per chi desidera sentirsi leggero e performante, dentro e fuori dalla palestra. La Gen Z lo ha già capito: prendersi cura di sé oggi significa gettare le basi per un futuro più sano e consapevole”.
VALTELLINA AMATA DALLA GEN Z PER L’OFFERTA ENOGASTRONOMICA
Non solo sport: la montagna è anche sinonimo di esperienza enogastronomica. Per il 22% della Gen Z, la Valtellina è una meta privilegiata per l’enogastronomia, capace di offrire prodotti DOP e IGP genuini e fortemente identitari. Tra questi spicca la Bresaola della Valtellina IGP, considerata un alimento smart, versatile e adatto a uno stile di vita attivo.
Sempre secondo lo studio condotto da SWG, infatti, con quasi il 70% di gradimento tra gli italiani, la Bresaola della Valtellina IGP è oggi sempre più percepita come l’integratore “naturale” perfetto per chi pratica sport: è magra, ricca di proteine nobili, povera di grassi e altamente digeribile.
“Questa è una generazione che si sta trasformando e che può insegnare molto a tutte le altre. – dichiara Mario Francesco Moro, Presidente del Consorzio di Tutela Bresaola della Valtellina – Se da un lato è conosciuta come la generazione sempre connessa, dall’altra di fatto sta riscoprendo l’importanza di prendersi del tempo per sé con un’attenzione sempre più elevata alla cura del proprio benessere fisico e mentale. In qualità di Consorzio impegnato nella tutela di un prodotto simbolo del nostro territorio, riteniamo fondamentale ascoltare e interpretare le nuove esigenze e i fenomeni emergenti tra i diversi target di consumatori, compresi quelli delle generazioni più giovani. Da tempo abbiamo intrapreso un percorso che mira a promuovere non solo il prodotto in sé, ma l’identità profonda del nostro territorio. Un’identità che ha moltissimo da offrire sotto il profilo naturalistico, culturale, esperienziale e, naturalmente, enogastronomico”.
LA GEN Z E LE OLIMPIADI E PARALIMPIADI INVERNALI MILANO CORTINA 2026
Sempre stando ai dati SWG, lo spirito sportivo e sostenibile della Gen Z si riflette anche in un’attenzione crescente verso il territorio: ben il 71% dei giovani intervistati ritiene che le Olimpiadi e Paralimpiadi Invernali Milano Cortina 2026 rappresentino una grande opportunità per valorizzare le piccole località montane, spesso fuori dai radar turistici più battuti.
Secondo l’indagine, il 31% di loro ha già preso in considerazione l’acquisto di un biglietto per assistere agli eventi dal vivo, una percentuale superiore rispetto a tutte le altre fasce generazionali.
Un segnale importante, che parla di un nuovo modo di vivere lo sport: più esperienziale, consapevole e radicato nella cultura dei luoghi. In questo scenario, la Bresaola della Valtellina IGP si conferma simbolo di uno stile alimentare equilibrato, autentico e legato alla tradizione, perfettamente in sintonia con i valori di genuinità della nuova generazione.
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ITALIANI E FORMA FISICA: IL 20% ADOTTA UNO STILE DI VITA SEDENTARIO

Quattro attività per rimettersi in moto in vista dell’estate con il supporto della Bresaola della Valtellina IGP integratore “naturale”
Aumenta la consapevolezza che stare bene significa prendersi cura del proprio corpo in modo costante, non solo nei momenti di maggiore motivazione. Lo dimostrano i dati dell’indagine condotta da Cisalfa Group – Community Research & Analysis, che raccontano un’Italia sempre più attiva: quasi 8 italiani su 10 (79,7%) della popolazione si dichiara “in movimento”, tra sportivi regolari (44%) e attivi saltuari (35,7%). Eppure, c’è ancora un 20% che rimane fermo: un dato che tocca in particolare le donne (24,3%) e gli over 65 (27%). In questo scenario, prende forza una nuova idea di benessere: non più legata soltanto alla performance o all’aspetto estetico, ma al bisogno di sentirsi in forma ogni giorno. Dal punto di vista dell’alimentazione, chi fa sport è più attento a tenere una nutrizione corretta (78,5%), il primo passo per una resa al top e per una condizione generale di forma fisica.
Grazie alla presenza di aminoacidi ramificati – necessari per “nutrire” anche le fibre muscolari, di vitamine e sali minerali e all’alto contenuto di proteine, la Bresaola della Valtellina IGP può essere considerata a giusto titolo un vero e proprio “integratore naturale”. È sempre presente nel menu di sportivi e di chi vuole tenersi in forma, tanto da essere eletta nella Top 5 degli alimenti immancabili nella dieta degli atleti.
E IL 20% CHE NON PRATICA SPORT? 5 ATTIVITÀ DA CUI INIZIARE PER I PIÙ SEDENTARI
La buona notizia? Non servono ore in palestra o rinunce drastiche. Con l’estate alle porte, basta iniziare da piccoli cambiamenti nella quotidianità che contribuiscono al benessere fisico, soprattutto se affiancati a un’alimentazione sana ed equilibrata, per affrontare la stagione estiva con energia e vitalità.
- Spostarsi a piedi invece che in auto. Secondo uno studio pubblicato su The Journal of Human Hypertension, anche solo 10 minuti di camminata moderata al giorno migliorano la salute cardiovascolare e, secondo una meta-analisi del British Journal of Sports Medicine, una camminata di almeno 10 minuti al giorno contribuisce a ridurre il rischio di malattie
- Salire le scale anziché prendere l’ascensore. Uno studio presentato all’ESC Preventive Cardiology 2024, ha evidenziato come salire quotidianamente le scale comporti benefici sulla respirazione, resistenza, capacità aerobica, salute cardiocircolatoria e aiuti a prevenire e contrastare l’obesità.
- Approfittare della pausa pranzo per una breve camminata o qualche esercizio di stretching. Un’ottima idea per rinvigorire mente e corpo e aumentare la produttività. Una passeggiata all’aria aperta può migliorare il flusso di sangue e la concentrazione, mentre lo stretching aiuta a rilasciare le tensioni Secondo l’OMS, chi fa un lavoro sedentario deve impegnarsi ad alzarsi dalla sedia ogni mezz’ora e muoversi per circa 3 minuti: una dritta importante soprattutto nelle giornate di smart working. Ogni tot (quando siamo al telefono, in pausa caffè o dopo che siamo andati in bagno) bisognerebbe anche fare un po’ di stretching, sollecitando quei muscoli che teniamo immobili mentre siamo al computer: gambe e collo in primis.
- Dedicarsi a un’attività rilassante ma dinamica come lo yoga o il pilates. Migliorano la postura, rafforzano i muscoli profondi e aiutano a gestire lo stress, contribuendo al benessere complessivo. Lo yoga può migliorare la regolazione emotiva e ridurre lo stress aumentando la consapevolezza somatica. Si tratta di una pratica che la letteratura conferma avere un impatto benefico su ansia e depressione.1 Il Pilates, focalizzandosi sul controllo del corpo e sulla respirazione, può contribuire a migliorare l’equilibrio emotivo e il benessere generale. C’è riscontro del fatto che praticare pilates migliori il tono dell’umore.2
“Anche una vita attiva fatta di piccoli gesti quotidiani può fare la differenza, se sostenuta da un’alimentazione mirata – spiega la Dott.ssa Manuela Mapelli, biologa nutrizionista –. Il corpo ha bisogno di energia e di nutrienti di qualità per funzionare al meglio. A ogni tipo di attività – anche leggera – deve corrispondere un apporto bilanciato di carboidrati, proteine, grassi buoni e micronutrienti”.
Su questo tema, anche l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha aggiornato recentemente le proprie Linee Guida sull’attività fisica e la sedentarietà3, sottolineando che muoversi regolarmente è essenziale per la salute a tutte le età. Le raccomandazioni prevedono, per gli adulti, almeno 150-300 minuti di attività aerobica moderata a settimana, accompagnati da esercizi di rafforzamento muscolare due o più volte alla settimana. Per bambini e adolescenti dai 5 ai 17 anni, si consiglia almeno 60 minuti al giorno di movimento, includendo attività che migliorino forza e capacità motorie almeno tre volte a settimana. Anche anziani e persone con disabilità sono invitati a mantenersi attivi, con programmi personalizzati per migliorare equilibrio, mobilità e benessere generale.
LA DIETA GIUSTA? QUELLA CHE SOSTIENE IL MOVIMENTO
Chi pratica sport, anche con regolarità moderata, sa che nutrirsi nel modo corretto migliora la performance, il recupero muscolare e il benessere generale. E sono sempre di più le persone che scelgono alimenti semplici, naturali, ma completi. In questo contesto, la Bresaola della Valtellina IGP si conferma una delle opzioni più apprezzate da sportivi e appassionati di fitness, grazie al suo profilo nutrizionale unico. È ricca di proteine nobili (16 grammi per porzione da 50 g), contiene vitamine del gruppo B (B1, B6 e B12) e sali minerali fondamentali come ferro, zinco, fosforo e potassio, che contribuiscono al corretto funzionamento del metabolismo e dei muscoli. Inoltre, ha mediamente 1,5 grammi di grassi per porzione, è altamente digeribile e contiene L-carnitina, utile per il metabolismo energetico.
“La Bresaola è uno di quegli alimenti che consiglio spesso perché racchiude gusto, leggerezza e funzionalità – continua la Dott.ssa Mapelli –. È perfetta come spuntino post-allenamento, ma anche come secondo piatto leggero in una dieta bilanciata. Grazie alla sua digeribilità può essere consumata anche prima di una sessione di sport, soprattutto se abbinata a una fonte di carboidrati complessi. In più, è versatile e si adatta a ogni pasto della giornata, dalla colazione salata alla cena. La quantità consigliabile di bresaola, al pari della quota proteica giornaliera globale, varia in funzione dell’età, del sesso, del tipo di attività sportiva e della struttura fisica dello sportivo. In generale per chi si allena 2 o 3 volte a settimana per un’ora (palestra o corsa, ad esempio), la porzione consigliata è di 50 grammi 1-2 volte alla settimana. Per chi invece pratica un’attività ad alto “consumo energetico (maratoneti, triatleti, ciclisti, sollevatori di pesi, nuotatori e sciatori di fondo, canottieri, rugbisti o cestisti ad esempio) il fabbisogno proteico è maggiore. In questo caso le porzioni, senza inutili eccessi, possono arrivare anche a 60-70 grammi”.
MILANO CORTINA 2026: L’ENERGIA DELLA VALTELLINA, TRA SPORT E TERRITORIO
Il 2026 sarà l’anno delle Olimpiadi e Paralimpiadi Invernali Milano Cortina 2026, e la Valtellina sarà tra i territori protagonisti. Una vetrina internazionale per lo sport, la montagna e le eccellenze italiane. In questo contesto, la Bresaola della Valtellina IGP rappresenta non solo un simbolo gastronomico, ma anche un modello di ingrediente per un’alimentazione equilibrata e funzionale per chi pratica attività fisica.
Dalla tavola quotidiana degli sportivi italiani alle cucine d’alta quota degli atleti olimpici, la Bresaola della Valtellina IGP continua a raccontare la sua storia fatta di territorio, tradizione e benessere. Perché oggi più che mai, alimentarsi bene è parte integrante dell’essere in forma. E scegliere prodotti autentici è il primo passo per affrontare ogni sfida, nello sport come nella vita.
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10 TIPS SULL’ALIMENTAZIONE IDEALE IN ALTA QUOTA DALLA COLAZIONE

La montagna è alla portata di tutti, grandi e piccoli, professionisti e amanti dell’attività all’aria aperta, sia che si tratti di brevi che di lunghe distanze, a patto di essere in ascolto con sé stessi e con la montagna, con prudenza, che ci sia un buon allenamento e una sana alimentazione. Parola di nutrizionista.
“La premessa più importante è che un regime alimentare bilanciato per uno sportivo amatore o agonistico, dovrebbe prevedere circa il 60% di carboidrati, il 15% di proteine ed il 25 % di grassi, oltre ad un certo apporto di fibre che si possono assumere con frutta e verdura – afferma Manuela Mapelli, biologa nutrizionista. Un apporto adeguato di carboidrati aiuta a ripristinare le riserve di glicogeno muscolare, fondamentali per le prestazioni, le proteine aiutano a costruire e riparare i muscoli, contribuendo al recupero muscolare, i grassi forniscono un’ulteriore fonte di energia e aiutano a mantenere la sazietà e la frutta fresca di stagione fornisce nutrienti essenziali, quindi vitamine, minerali e antiossidanti, utili per sostenere il sistema immunitario e la salute generale”.
In generale, spiega l’esperta, il vero segreto è quello di mangiare di tutto, variando gli alimenti nell’arco della giornata e della settimana, tenendo conto che in uno sportivo il fabbisogno energetico sarà proporzionalmente superiore in base al tipo e all’intensità dell’esercizio fisico svolto. “Ad esempio, un fondista amatore avrà un consumo orario di circa 650 kcal. Questo vuol dire che avrà un fabbisogno energetico supplementare del 25-30% in più per ogni ora di attività rispetto al suo consumo normale a riposo. Da ciò ne consegue la necessità di un’alimentazione corretta che tenga conto di queste richieste. Ottimizzare la propria alimentazione vuol dire poter migliorare le prestazioni fisiche non solo degli sportivi ma di tutte le persone attive nel pieno rispetto della propria salute. Una corretta integrazione alimentare è indispensabile sia al campione che gareggia per vincere che all’appassionato amatore che pratica sport per mantenersi in forma”.
Una corretta alimentazione ed un’opportuna integrazione, quando è necessario, devono diventare una vera e propria regola per tutti gli amanti della montagna. Andando in montagna si suda, si fa fatica e soprattutto in quota, dove l’aria è più rarefatta, ci si disidrata di più ed il dispendio energetico diventa sempre più elevato. “La regola base è la preparazione alimentare, che diventa un momento fondamentale della giornata sia per chi si avvicina per la prima volta alla montagna che per l’alpinista più esperto – continua l’esperta – Il consiglio è di consumare un pasto abbondante circa 2-3 ore prima della prestazione. Si raccomandano carboidrati complessi da integrare nella sosta con proteine, indispensabili per il recupero muscolare. In questo la Bresaola della Valtellina IGP si conferma il cibo ideale. Pochi grassi, tante proteine, sali minerali, vitamine. A differenza della maggior parte degli altri salumi, la Bresaola della Valtellina IGP ha pochissime calorie, perché viene prodotta dalla lavorazione da tagli di manzo magri. Nelle soste intermedie sarà poi bene spartire piccoli recuperi di proteine per minimizzare l’affaticamento, e anche qui la bresaola può dare quel contributo capace di fare la differenza”.
Ecco, quindi, le linee guida della nutrizionista per l’alimentazione in montagna, tenendo a mente che questi consigli sono validi solo per soggetti sani e vanno considerati unicamente come linee guida di riferimento per personalizzare la propria alimentazione sportiva in alta quota.
1.LA COLAZIONE? ABBONDANTE ED ENERGETICA
La prima colazione deve essere particolarmente abbondante, composta da carboidrati complessi (come fiocchi d’avena, pane integrale/segale o cereali senza zuccheri aggiunti), proteine (ok a yogurt greco bianco naturale, uova strapazzate, sode o in omelette, salumi magri come bresaola, tacchino o prosciutto cotto oppure latte o bevande vegetali), grassi (noci, mandorle, nocciole, semi misti e avocado) e frutta fresca di stagione.
Almeno il 20-25% dell’apporto calorico giornaliero deve essere assunto a colazione.
2.IDRATAZIONE FA RIMA CON PRESTAZIONE
In qualsiasi situazione l’organismo umano riesce ad assumente 125 ml d’acqua all’ora o poco più. Bisogna, quindi, bere con regolarità un sorso ogni 15/20 minuti al fine di favorirne un reale assorbimento. Già nell’ora che precede l’inizio dell’attività fisica, è importante bere a piccoli sorsi e con una certa frequenza acqua naturale e non fredda, specialmente se l’attività fisica è intensa.
3.GLI SPUNTINI MERITANO LA LORO DIGNITÀ
Per quanto riguarda l’aspetto energetico, è inutile digiunare per ore e poi mangiare in abbondanza, meglio nutrirsi costantemente durante l’impegno fisico ogni 60 minuti circa, con piccoli spuntini, snack nutrienti come frutta secca (noci, mandorle, nocciole), frutta essiccata (datteri, albicocche e prugne), un panino con la Bresaola della Valtellina IGP, cioccolato extra fondente, barrette energetiche home made o fette biscottate/pane secco tostato per mantenere alti i livelli di energia durante le escursioni. Limitare il consumo di alimenti contenenti zuccheri semplici per evitare sbalzi glicemici.
4.IL PRANZO IDEALE È MONOPIATTO
Se a pranzo si opta per una pausa in qualche rifugio, meglio evitare un pasto completo per orientarsi preferibilmente su un mono-piatto, un piatto di pasta o di riso, con verdure e proteine, che risulta sicuramente più facilmente digeribile di un secondo elaborato e permetterà di avere sufficiente energia per sostenere la forza e continuare le attività. Il messaggio è utilizzare alimenti che consentano tempi di digestione rapidi, alternando alimenti liquidi ad alimenti solidi.
5.MENZIONE SPECIALE PER LE PROTEINE
Includere fonti di proteine magre ai pasti – come carne bianca, pesce specialmente quello azzurro ricco anche di omega 3, salumi magri come la Bresaola della Valtellina IGP, legumi o tofu, formaggi/latticini magri e freschi – favorisce il recupero muscolare. Una porzione da 50 grammi (consigliata dai LARN) di Bresaola della Valtellina IGP apporta 16 g di proteine nobili di alto valore biologico. Inoltre, non mancano le vitamine (B1, B6 e soprattutto B12), i sali minerali, soprattutto ferro, zinco, fosforo, potassio e selenio, preziosi alleati del metabolismo, con proprietà antiossidanti e “amici dei muscoli.
6.GLI ZUCCHERI DEVONO ESSERE INTELLIGENTI
Evitare di mangiare zollette di zucchero comune o dolciumi, perché il glucosio che contengono provoca degli innalzamenti repentini della glicemia a cui segue, dopo un primo momento di benessere, la cosiddetta “ipoglicemia reattiva”, con conseguente senso di svuotamento fisico e successivo calo energetico. Meglio invece mangiare della frutta secca.
7.L’APERITIVO PER CONCLUDERE LE ATTIVITÀ “IN LEGGEREZZA”
Il bicchiere di vino o quello di grappa alla sera ogni tanto è concesso. Quando stanchi ma soddisfatti rientrerete a valle, potrete finalmente concedervi un aperitivo completo, sufficientemente ricco, per riprendervi le energie perse durante l’ascensione, concludendo in “leggerezza” la giornata in montagna. Come accompagnamento, si consiglia un mix di olive, formaggi stagionati come il Parmigiano, grissini integrali e una fonte proteica magra come la Bresaola della Valtellina IGP.
8.CENA LEGGERA MA NUTRIENTE E CHE FAVORISCA IL SONNO
Per la cena, scegliere piatti leggeri ma nutrienti – come zuppe di cereali e legumi, minestroni o insalate fresche miste con legumi o anche formaggi magri, ovvero cibi che aiutano la digestione dopo una giornata attiva – e non appesantirsi troppo prima di andare a dormire. Il suggerimento in più? Optare per alimenti che contengono il Triptofano l’amminoacido che insieme ai carboidrati favorisce la produzione di serotonina (l’ormone della felicità), migliorando umore, concentrazione, riposo e memoria. 100 grammi di bresaola ne contengono 336,2 mg, di cui 15 mg liberi.
9.SCEGLIERE LE SCORTE ALIMENTARI PER CHI FA ESCURSIONI
Scegliere le scorte alimentari per giornate di escursionismo è molto importante. Prima di tutto bisogna sapere quello di cui si ha bisogno e poi pensare all’organizzazione vera e propria. Tutti gli sportivi sono molto attenti alla valutazione dell’equipaggiamento, dell’abbigliamento, del peso dell’attrezzatura mentre, spesso, viene trascurata l’alimentazione. È invece responsabile organizzare le scorte alimentari pensando al tipo di attività e alla sua durata, informandosi sui punti acqua, bar e rifugi presenti sul percorso, visionando l’itinerario che si andrà a compiere e valutando il giusto peso da portarsi dietro.
9.CARBOIDRATI, PROTEINE E FIBRE, IL MIX VINCENTE PER BILANCIARE BENE I PASTI
Tra i 70 e 120 g di carboidrati post attività aiutano a ristabilire la quota di glicogeno muscolare consumato, 80 g di bresaola + 40 g di formaggio (a fette o spalmabile) rappresentano l’apporto di amminoacidi essenziali per la sintesi proteica. Tra i 100 e i 250 g di verdure danno un importante apporto di fibre e vitamine. Dai 10 ai 20 g di olio extravergine di oliva forniscono il giusto apporto calorico, con la quota raccomandata di antiossidanti. Questi consigli sono validi solo per soggetti sani e vanno considerati unicamente come linee guida di riferimento per personalizzare la propria alimentazione sportiva in alta quota.
10.ASCOLTARE IL CORPO E LA MONTAGNA
Infine, due raccomandazioni. È fondamentale essere in linea con le esigenze del proprio corpo: mangiare quando si ha fame e fare attenzione a come ci si sente dopo i pasti per ottimizzare la propria alimentazione. È bene essere rilassati prima di ogni attività: la tensione può influire negativamente sui tempi di digestione. E per concludere, mantenersi in connessione con la montagna permette di affrontare in sicurezza e tranquillità tutte le attività di escursionismo, che si tratti di trekking o alpinismo, per non avventurarsi in percorsi o attività al di sopra delle proprie capacità o preparazioni.
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Bresaola della Valtellina IGP, immancabile nella dieta dello sportivo, anche in inverno: ecco tutti i perché secondo il nutrizionista Luca Piretta

La Bresaola della Valtellina IGP è uno degli alimenti più apprezzati da chi pratica sport e da coloro che desiderano mantenersi in forma. Con il suo gusto inconfondibile, leggerezza e un profilo nutrizionale ricco di proteine e minerali, è ideale per rinforzare il sistema immunitario, soprattutto durante l’inverno. Secondo il gastroenterologo e nutrizionista Luca Piretta dell’Università Campus Biomedico di Roma, ecco i motivi per cui non può mancare nella dieta di ogni sportivo.
- Ricca Fonte di Proteine Nobili e Magre
La Bresaola della Valtellina IGP offre un contenuto proteico di altissima qualità, con 16,5 g di proteine per una porzione da 50 g. Grazie alla sua lavorazione, le proteine della bresaola sono tra le più concentrate tra le carni bovine, ideali per supportare l’attività fisica intensa. Con 33,1 g di proteine ogni 100 g, offre una densità proteica superiore ad altre fonti, rendendola perfetta per il pasto pre-gara e per chi cerca una fonte proteica magra e priva di scarti.
- Alto Potere Saziante con Basso Contenuto Calorico
Nonostante l’apporto calorico moderato, la Bresaola della Valtellina è altamente saziante. Contiene aminoacidi come arginina e lisina, che contribuiscono a mantenere la sensazione di sazietà e a favorire la sintesi proteica, essenziale per chi si allena intensamente. Grazie a un contenuto di grassi saturi ridotto (solo 1 g di grassi e 30 mg di colesterolo per porzione), è un’opzione leggera ma nutriente per chi vuole controllare il peso senza rinunciare al gusto.
- Fonte di Vitamine del Gruppo B per il Sistema Immunitario
Ogni porzione di Bresaola della Valtellina IGP fornisce una buona quantità di vitamine del gruppo B (B1, B6 e B12), essenziali per supportare il sistema immunitario. Una sola porzione copre il 25% del fabbisogno giornaliero di vitamina B6 e il 18% di vitamina B12. Queste vitamine, unite a minerali come zinco e selenio, potenziano le difese immunitarie e favoriscono la produzione di globuli rossi, oltre a supportare il sistema nervoso e il metabolismo energetico.
- Un “Integratore Naturale” per Sportivi
La Bresaola è naturalmente ricca di aminoacidi ramificati, che supportano la riparazione muscolare e la crescita della massa magra. Fornisce minerali essenziali come ferro, potassio e fosforo: il ferro è fondamentale per l’ossigenazione del corpo, mentre potassio e fosforo sono essenziali per la contrazione muscolare e il trasporto di energia cellulare (ATP). Inoltre, la bresaola aiuta a compensare la perdita di sodio dovuta alla sudorazione, offrendo un supporto completo per chi pratica sport.
- Ricca di Antiossidanti Naturali
Tra i benefici della Bresaola della Valtellina IGP c’è il suo contributo in antiossidanti naturali, come acido lipoico, coenzima Q10, L-carnitina e glutatione, che contrastano i radicali liberi e l’invecchiamento cellulare. La presenza di L-carnitina, con una media di 60 mg ogni 100 g, è particolarmente vantaggiosa per il metabolismo dei lipidi e per il supporto delle cellule muscolari e cardiache.
- Contiene Triptofano per il Benessere Psico-Fisico
La Bresaola della Valtellina IGP è anche un alleato del buonumore, grazie alla presenza di triptofano (336,2 mg/100 g). Questo amminoacido favorisce la produzione di serotonina, il cosiddetto “ormone della felicità”, contribuendo al benessere psico-fisico e alla regolazione dell’umore. Rispetto ad altre carni trasformate, è un’opzione gustosa e nutriente per sostenere non solo il corpo ma anche la mente.
Con queste caratteristiche uniche, la Bresaola della Valtellina IGP si conferma un alimento eccellente per chi vuole prendersi cura del proprio corpo e mantenere alti livelli di energia, senza rinunciare al gusto.
Questa azione è stata realizzata con il cofinanziamento del Fondo Europeo Agricolo per lo Sviluppo Rurale (FEASR) – PROGRAMMA DI SVILUPPO RURALE 2014-2020 DELLA LOMBARDIA -GRUPPO DI AZIONE LOCALE VALTELLINA: VALLE DEI SAPORI 2014-2020 SCARL.
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Italiani e sport: sono quasi 20 milioni i “praticanti”, con benefici per il sistema immunitario

9 sportivi su 10 seguono un preciso regime alimentare per migliorare la performance.
Ecco il vademecum per la dieta amica dello sportivo con la Bresaola della Valtellina IGP
È tra gli alimenti più amati dagli sportivi e da chi vuole tenersi in forma. Gusto, leggerezza e profilo nutrizionale rendono la Bresaola della Valtellina Igp un’alleata nell’alimentazione dello sportivo, anche in inverno, per rafforzare il sistema immunitario. E grazie alle presenza di amminoacidi ramificati, fondamentali per “nutrire” le fibre muscolari, può essere considerata un “integratore naturale”. A dirlo è Luca Piretta, gastroenterologo e nutrizionista dell’Università Campus Biomedico di Roma, che ha messo a punto una dieta settimanale con gli alimenti immancabili (tra cui la Bresaola della Valtellina Igp) e un piccolo vademecum sugli allenamenti ideali in inverno per rafforzare il sistema immunitario: “Fare movimento col freddo, soprattutto outdoor, porta benefici a corpo e mente”
In Italia, sempre più persone si dedicano allo sport: solo nel 2022, sono stati 19,9 milioni a praticarlo in modo continuativo o saltuario, più di un terzo della popolazione di 3 anni e più (Fonte: rapporto “Gli Italiani e lo Sport 2023” dall’Osservatorio permanente sullo sport). E sono oltre 4 milioni gli italiani che praticano sport invernali con un aumento degli appassionati delle discipline sulla neve. Dati che testimoniano l’ottima salute dello sport anche in inverno.
“Praticare sport in inverno, soprattutto all’esterno, ha effetti benefici sul corpo, sulla mente e sul nostro sistema immunitario – afferma Luca Piretta, gastroenterologo e nutrizionista dell’Università Campus Biomedico di Roma – In primo luogo, recarsi fuori casa e godere della luce solare, soprattutto nei mesi in cui è più difficile esporsi al sole, ha un impatto positivo a 360°. In secondo luogo, il freddo stimola il nostro metabolismo aiutandoci, nel caso in cui questo sia il nostro obiettivo, a perdere peso più velocemente. Ma con l’attività fisica al freddo la nostra alimentazione deve essere adeguata anche in funzione del tipo di attività che decidiamo di eseguire, e quindi è importante aumentare l’apporto di vitamina B, di proteine e di sali minerali, fondamentali a sostenere la struttura e la funzione dei tessuti muscolari. La Bresaola della Valtellina IGP oltre ad essere una vera fonte di proteine è anche una preziosa alleata per rafforzare il sistema immunitario, in quanto contiene Vitamina B, zinco e selenio, essenziali per il metabolismo, la produzione di energia e la salute di cellule, muscoli e organi”.
Il ruolo strategico dell’alimentazione per lo sportivo è un dato di fatto: quasi 9 italiani su 10 (85,5%), seguono un preciso regime alimentare per migliorare la performance. Fra i regimi alimentari più seguiti, il 23,7% predilige il consumo di cibi specifici per gli sportivi (ricchi di proteine, sali minerali, vitamine, ecc.) e in particolare le proteine di origine animale (17,5%) – Fonte: AstraRicerche. Più di uno sportivo su 2 (55,0%) ritiene importante assumere cibi proteici per la crescita muscolare (40,6%), aiutano il sistema metabolico (32,3%) e facilitano l’equilibrio del sistema immunitario (24,1%).
BRESAOLA DELLA VALTELLINA IGP: “PROTEINE, SALI MINERALI E CARNITINA PER UNA RESA AL TOP”
“La Bresaola della Valtellina IGP vanta una giusta concentrazione di aminoacidi ramificati fondamentali per ‘nutrire’ le fibre muscolari – afferma Piretta -. Può essere considerato, inoltre, un “integratore naturale”. 50 grammi apportano mediamente 76 chilocalorie e solo 1 grammo di lipidi (Fonte: Tabelle nutrizionali del Crea). Apporta proteine nobili di alto valore biologico (50 grammi registrano mediamente una quota proteica pari a 16 grammi e 1 grammo di grassi) e vitamine (B1, B6 e B12, tanto che una porzione da 50 grammi è in grado di coprire il 25% dei fabbisogni della popolazione adulta per la vitamina B6 e il 18% per la vitamina B12). Inoltre, non mancano i sali minerali come ferro, zinco, fosforo, potassio e selenio. “Quello che molti non sanno – continua Piretta – è che la Bresaola contiene alcuni composti bioattivi come l’acido lipoico, il coenzima Q-10, la L-carnitina e il glutatione, che possono esercitare un’attività antiossidante contro i radicali liberi, responsabili dell’invecchiamento del DNA e di alcune malattie degenerative. In particolare, la Bresaola apporta L-carnitina (la carne con cui viene prodotta ne contiene in media 60 mg/100g), che svolge un ruolo importante nel metabolismo ossidativo dei lipidi e di alcune cellule, tra cui quelle cardiache e muscolari. Meglio un “integratore” costituito da un alimento che un prodotto di sintesi”.
LA PORZIONE GIUSTA DI BRESAOLA DELLA VALTELLINA IGP? VARIA IN BASE AL TIPO DI ATTIVITÀ SVOLTA
Chi svolge attività fisica intensa o deve aumentare la massa muscolare ha un fabbisogno giornaliero di proteine superiore, che può arrivare a circa 1,2-2 grammi per kg di peso corporeo. Le proteine apportano una quantità di amminoacidi essenziali ottimali per la sintesi proteica, garantendo il tono e l’efficienza dell’apparato locomotore e la sintesi di ormoni e neurotrasmettitori, indispensabili per ottimizzare tutto il lavoro muscolare. Inoltre, svolgono anche un ruolo nella sazietà. La quantità consigliabile di bresaola, al pari della quota proteica giornaliera globale, varia in funzione dell’età, del sesso, del tipo di attività sportiva. In generale per chi si allena 2 o 3 volte a settimana per un’ora (palestra o corsa, ad esempio), la porzione consigliata è di 50 grammi 1-2 volte alla settimana. Per chi invece pratica un’attività ad alto “consumo energetico (maratoneti, triatleti, ciclisti, sollevatori di pesi, nuotatori e sciatori di fondo, ad esempio) il fabbisogno proteico è maggiore. In questo caso le porzioni possono arrivare anche a 60-70 grammi. Questo salume può essere un valido alleato – come spuntino pre e post allenamento o come secondo piatto – anche per chi svolge un’attività sportiva a livello amatoriale, occasionalmente o con una certa regolarità. Grazie alla sua elevata digeribilità, prima dell’attività fisica e di uno sforzo aerobico prolungato, può essere indicata in forma di panino. Consumata dopo l’attività sportiva, la bresaola è un valido alleato per reintegrare il fabbisogno proteico, grazie alla presenza di valina, leucina e isoleucina, gli amminoacidi ramificati utili per “nutrire” le fibre muscolari.
PER DIMAGRIRE O DI RESISTENZA, ECCO LA GUIDA ALLE DISCIPLINE DA PREFERIRE IN INVERNO
Grazie all’allenamento open air al freddo, l’organismo brucia più energia del consueto per mantenere la propria temperatura. La camminata all’aria aperta, con ritmo regolare e spedito, è un ottimo modo per recuperare la forma e bruciare energia ma occorre mantenere la frequenza cardiaca sopra un certo livello almeno per quindici minuti. Una camminata veloce quotidiana di almeno mezz’ora, a circa 5-6 chilometri all’ora, ha effetti positivi sui livelli di colesterolo e trigliceridi, attenua lo stress, libera endorfine e, se c’è un po’ di sole, alza i livelli di vitamina D. Quando fa molto freddo, sono indicati gli allenamenti di resistenza rispetto a quelli a intervalli: meglio il jogging e lo sci di fondo alla corsa di velocità e allo scatto. In questo modo la respirazione si mantiene più regolare. È indispensabile una fase di riscaldamento prima di partire, per evitare strappi o crampi. Proprio a causa della fatica aumentata dall’allenarsi col freddo, il corpo rilascia un numero maggiore di endorfine, migliorando anche l’umore. Infine, l’allenamento nei mesi invernali aiuta a prevenire possibili raffreddori e influenze stagionali: l’esercizio fisico moderato e continuo, e l’alimentazione corretta mantengono efficiente il nostro microbiota che stimola in modo protettivo il sistema immunitario. “Non solo lo sport agonistico, ma tutta l’attività fisica (considerando età, genere, patologie, ecc.) rappresenta oggi, insieme a una corretta alimentazione, una strategia preventiva efficace e una terapia per contrastare le malattie croniche non trasmissibili, come quelle metaboliche (diabete, obesità, etc), cardiovascolari e polmonari. È quindi evidente che uno degli elementi chiave nella promozione della salute è l’implementazione dell’attività fisica” conclude Piretta.
Questa azione è stata realizzata con il cofinanziamento del Fondo Europeo Agricolo per lo Sviluppo Rurale (FEASR) – PROGRAMMA DI SVILUPPO RURALE 2014-2020 DELLA LOMBARDIA -GRUPPO DI AZIONE LOCALE VALTELLINA: VALLE DEI SAPORI 2014-2020 SCARL.
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La Bresaola della Valtellina IGP? Un vero concentrato di proteine nobili

Il salume light valtellinese è una fonte privilegiata: una porzione da 50 g assicura un contenuto medio proteico nobile di circa 17 g. Non tutti sanno che ne contiene anche di più rispetto ad altri alimenti notoriamente proteici come carni bianche, uova, latticini e altri salumi e che, a parità o maggioranza di proteine, non ha scarti e ha pochi grassi. Il nutrizionista Luca Piretta: “Le proteine animali sono definite di alto valore biologico perché contengono tutti gli aminoacidi essenziali senza dover ricorrere a particolari combinazioni alimentari. La Bresaola della Valtellina IGP contiene anche aminoacidi sazianti come arginina e lisina e garantisce un’alta biodisponibilità unita ad un elevato valore biologico”
Le proteine sono da qualche tempo una tendenza globale e sembrano destinate a diventare ancora più popolari tra i consumatori italiani: sono 7,4 milioni le famiglie che ne fanno il pieno (Fonte: Gfk Italia Consumer Panel), ben 85 italiani su 100 (Fonte: Natruly). I cibi ricchi (o arricchiti) di proteine sono esplosi, con una crescita del +18% in 12 mesi, per un valore di oltre 1,2 miliardi di euro di vendite (+8,4%). Per dimagrire, per migliorare le prestazioni sportive e mettere su massa muscolare, ma anche per gli anziani, le proteine sono fondamentali per la salute in generale: insieme a lipidi e carboidrati, rappresentano i macronutrienti di cui il nostro corpo ha bisogno quotidianamente (il 45-60% delle calorie quotidiane deve provenire dai carboidrati, il 15-20% dalle proteine e il 25-30% dai grassi). L’opinione dei nutrizionisti è unanime: il loro corretto consumo è correlato alla riduzione della mortalità e delle malattie croniche, svolgendo attività enzimatiche o ormonali, funzionare come recettori o ‘leganti’ per varie sostanze, farmaci in primis. Possono essere coinvolte, inoltre, nella contrazione muscolare, nella risposta immunitaria, nella coagulazione del sangue ma non solo. Secondo l’OMS, la quantità di proteine da assumere quotidianamente corrisponde a circa 1 grammo per ogni chilo di peso corporeo, per l’adulto in normali condizioni di salute.
PROTEINE ANIMALI E VEGETALI: “ENTRAMBE PREZIOSI MA QUELLE ANIMALI SONO PIÙ COMPLETE”
Esistono tanti tipi di fonti proteiche e occorre distinguere tra quelle di origine animale e vegetale ma è necessaria una distinzione: “Le proteine animali sono definite di alto valore biologico e sono più complete, quindi facilmente sfruttabili per la sintesi proteica – Luca Piretta, gastroenterologo e nutrizionista all’Università Campus Biomedico di Roma – perché contengono tutti gli aminoacidi essenziali senza dover ricorrere a particolari combinazioni alimentari e che non troviamo, nella loro completezza nelle proteine vegetali se non facendo abbinamenti mirati e studiati”. Quindi, il loro consumo regolare soddisfa facilmente il fabbisogno proteico. Quelle vegetali, di basso o medio valore biologico, “sebbene forniscano un importante contributo nutrizionale, sono molecole più difficili da digerire da un punto di vista enzimatico e la loro biodisponibilità è minore rispetto a quelle di origine animale. Detto questo, è ovvio che anche queste devono far parte di una sana alimentazione”. Ci sono, poi, alimenti che per loro natura sono una fonte privilegiata di proteine, come la Bresaola della Valtellina IGP: una porzione da 50 g assicura un contenuto proteico nobile di 16,5 g. Il salume tipico certificato è uno dei cibi più proteici, grazie al fatto di essere carne essiccata e di contenere un alto concentrato di proteine pari alla materia prima all’origine. A parità o maggioranza di proteine rispetto ad altri alimenti, non ha scarti e ha pochi grassi.
BRESAOLA DELLA VALTELLINA IGP, IN 100 GRAMMI MOLTE PIÙ PROTEINE RISPETTO A POLLO E UOVA
“Quelle della Bresaola della Valtellina IGP sono le proteine più concentrate per 100g di alimento rispetto agli altri prodotti della carne vaccina. Si tratta, altresì, di proteine di alta qualità racchiuse in poco volume, essenziali quindi per gli anziani inappetenti o per chi fa attività sportiva nel pasto pre-gara, che deve essere di scarsa quantità” continua il nutrizionista. Non tutti sanno che, se calcoliamo l’unità proteica di 100 g di Bresaola della Valtellina IGP (che forniscono 33.1 g di proteine) ed effettuiamo una comparazione con altre fonti proteiche (salumi, carni bianche, uova, latticini, ecc.), il salume tipico valtellinese regge tranquillamente il confronto e in alcuni casi lo supera anche. Basti pensare che 100 g di prosciutto cotto sgrassato forniscono circa 17 g di proteine, la stessa quantità di prosciutto crudo nazionale ne garantisce 27,8 g, a fronte dei 15,7 g per 100 g di Mortadella Bologna IGP (Fonte: Tabelle di composizioni degli alimenti del Crea). E ancora, paragonato ad altri alimenti notoriamente ritenuti buona fonte di proteine, 100 g di pollo intero, senza pelle e cotto al forno forniscono 27,9 g, mentre 100 g di uova hanno una quota proteica di 12,4 g e un hamburger da 100 g ne contiene 24,5 g. “Inoltre, contiene aminoacidi sazianti come arginina (2.048 mg per una porzione di 100 g) e lisina (2.929 mg per 100 g) e garantisce un’alta biodisponibilità unita ad un elevato valore biologico – conclude Piretta – A fronte di questi plus nutrizionali, non si accompagna di grassi saturi (solo 1 g di grassi e 30 mg di colesterolo per una porzione di 50 g). Grazie al ridotto apporto calorico, all’alto potere nutrizionale e alla facile digeribilità, la Bresaola della Valtellina Igp è amata e consumata anche da sportivi e da coloro che tengono alla propria forma fisica. Le proteine nobili, pari al 33,1% dei macronutrienti complessivi del prodotto e l’adeguata quota di amminoacidi ramificati garantiscono un’ulteriore fonte di nutrimento nei momenti di sforzo fisico intenso, accorciando i tempi di recupero, favoriscono la sintesi proteica e, di conseguenza, l’aumento della massa magra”.
ECCO I 5 MOTIVI PER CUI LE PROTEINE DELLA BRESAOLA DELLA VALTELLINA IGP SONO “PREMIUM” A 360°
1.Un concentrato di proteine. Quelle della Bresaola della Valtellina Igp sono le proteine più concentrate per 100g di alimento rispetto agli altri prodotti della carne vaccina.
2.Alta qualità in pochissimo volume. Si tratta di proteine di alta qualità racchiuse in poco volume e quindi diventano essenziali per gli anziani inappetenti o per chi fa attività sportiva nel pasto pre-gara che deve essere di scarsa quantità.
3.Uno scrigno di plus nutrizionali. Contiene aminoacidi sazianti come arginina (2.048 mg per una porzione di 100 g) e lisina (2.929 mg per 100 g) e garantisce un’alta biodisponibilità unita ad un elevato valore biologico.
4.Energia allo stato puro. Le proteine nobili, pari al 33,1% dei macronutrienti complessivi del prodotto, e gli aminoacidi ramificati garantiscono un’ulteriore fonte energetica nei momenti di sforzo fisico intenso.
5.High protein, low fat. A fronte di tanti plus nutrizionali, non si accompagna di grassi saturi (solo 1 g di grassi e 30 mg di colesterolo per una porzione di 50 g).
Infine, il consiglio più importante di tutti perché il buon senso non è mai troppo: “è bene che le proteine non diventino assolute protagoniste della dieta. Le diete iperproteiche possono essere molto efficaci per dimagrire subito, ma è fondamentale che siano fatte su consiglio di un esperto, con il suo stretto controllo e per periodi brevi. Questo perché, alla lunga, un regime privo o povero di altri elementi può avere ripercussioni sul sistema endocrinologico”.
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Tante proteine e pochi grassi la Bresaola della Valtellina IGP ideale per ogni pedalata

Il cicloturismo vuole essere alla portata di tutti, grandi e piccoli, biker professionisti e amanti dell’attività all’aria aperta, sia che si tratti di brevi che lunghe distanze, a patto che ci sia un buon allenamento e una sana alimentazione. Parola di nutrizionista. “La regola base è allenarsi a stomaco vuoto o a digestione completata – spiega Emilio Buono, biologo nutrizionista, specializzato in ambito sportivo – Si raccomandano carboidrati complessi o semplici nel pre-pedalata, da reintegrare nella sosta con proteine, indispensabili per il recupero muscolare. In questo la Bresaola della Valtellina IGP si conferma il cibo ideale. Pochi grassi, tante proteine, sali minerali, vitamine. A differenza della maggior parte degli altri salumi, la Bresaola della Valtellina ha pochissime calorie, perché viene prodotta dalla lavorazione da tagli di manzo magri. Per il cicloturista è la soluzione più indicata come pasto principale della giornata, o comunque per un momento di sosta più lungo, per far trascorrere le 2/3 ore richieste per la digestione. Nelle soste intermedie sarà poi bene spartire piccoli recuperi di proteine per minimizzare l’affaticamento, e anche qui la bresaola può dare quel contributo capace di fare la differenza. Nelle soste più brevi meglio, invece, fare ricariche di zuccheri semplici: se ne avvertirà il bisogno durante il tragitto”.
Una porzione da 50 grammi (consigliata dai LARN) di Bresaola della Valtellina IGP apporta mediamente 76 kcal e solo 1 grammo di lipidi. È ricca di proteine nobili di alto valore biologico (16 g per 50 g di prodotto) e vitamine (B1, B6 e soprattutto B12, tanto che una porzione da 50 grammi è in grado di coprirne il 25% dei fabbisogni della popolazione adulta per la vitamina B6 e il 18% per la vitamina B12). Inoltre, non mancano i sali minerali, soprattutto ferro, zinco, fosforo, potassio e selenio, preziosi alleati del metabolismo, con proprietà antiossidanti e “amici dei muscoli”. Sono assenti i carboidrati, il calcio e la vitamina D, integrabili associando alla bresaola del pane e qualche scaglia di formaggio grana o parmigiano.
Il suo gusto lievemente aromatico, la consistenza morbida e l’alta digeribilità la rendono l’alimento preferito da chi ama la leggerezza senza rinunciare al gusto, nonché da chi pratica sport, a tutte le età: dai più piccoli alla silver generation. “La Bresaola della Valtellina IGP ha il privilegio di concentrare in sé tanti vantaggi, tanto da considerarla uno scrigno di plus nutrizionali – continua il nutrizionista – È un alimento “magro” con una buona quantità e qualità di proteine, indispensabili per mantenere, riparare e ricostruire i muscoli del corpo. È ideale per qualsiasi dieta equilibrata, anche ipocalorica, perfetta per chi deve ridurre grassi e calorie, in quanto è leggera e molto digeribile e non incide troppo sul conto totale delle calorie ingerite. Inoltre, è utile per recuperare le perdite di sodio, che avvengono con la sudorazione durante l’attività fisica. Infine, è una buona fonte di Triptofano, l’amminoacido che insieme ai carboidrati favorisce la produzione di serotonina (l’ormone della felicità), migliorando umore, concentrazione e memoria. 100 grammi di bresaola ne contengono 336,2 mg, di cui 15 mg liberi”.
Delicata e raffinata, non ama il connubio con sapori troppo decisi. Si sposa, invece, con prodotti freschi e morbidi. Ingrediente base di infinite ricette è però nel panino che esprime il suo massimo potenziale. Ecco, quindi, le linee guida del nutrizionista per il panino “Destinazione Bresaola” da assaporare fra una tappa e l’altra:
- Che panino sarebbe senza carboidrati?
Tra i 70 e 120 g di pane post allenamento aiutano a ristabilire la quota di glicogeno muscolare consumato.
- Per chi fa sport le proteine sono fondamentali.
80 g di bresaola + 40 g di formaggio (a fette o spalmabile) rappresentano l’apporto di amminoacidi essenziali per la sintesi proteica.
- In un pasto le verdure non devono mai mancare, panino compreso.
Tra i 100 e i 250 g danno un importante apporto di fibre e vitamine.
- Bene i grassi, ma senza esagerare
Dai 10 ai 20 g di olio extravergine di oliva o di pesto forniscono il giusto apporto calorico, con la quota raccomandata di antiossidanti.
- Dulcis in fundo, l’ingrediente segreto: un pizzico di creatività
Lasciarsi stupire dalle combinazioni e dalle sperimentazioni è l’ingrediente finale.
Questa azione è stata realizzata con il cofinanziamento del Fondo Europeo Agricolo per lo Sviluppo Rurale (FEASR) -PROGRAMMA DI SVILUPPO RURALE 2014-2020 DELLA LOMBARDIA -GRUPPO DI AZIONE LOCALE VALTELLINA: VALLE DEI SAPORI 2014-2020 SCARL.