Categoria: Nutrizione
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Dal pranzo alla cena, la Bresaola della Valtellina IGP è l’alleato numero uno del gusto

Tre ricette con la Bresaola della Valtellina IGP protagonista, da preparare per stupire la vostra famiglia
Oggi vi presentiamo tre ricette sane, buone e facili da preparare che vedono protagonista la nostra Bresaola della Valtellina IGP, un salume versatile e facilmente digeribile che ci fornisce amminoacidi ramificati, come leucina, isoleucina e valina, ed è naturalmente ricca di vitamina B 1, B6 e B12. Inoltre possiede un contenuto importante di sali minerali, soprattutto ferro, zinco, fosforo e potassio. Scopriamole insieme.
Insalata depurativa con il cavolfiore violetto di Sicilia e la Bresaola della Valtellina IGP – Un piatto che, oltre alla sua bontà, ci fornisce la Vitamina A (cavolfiore) che aiuta a proteggere il fegato dalle malattie croniche, il selenio (Bresaola della Valtellina IGP e cavolfiore), la cui funzione è proteggere l’integrità delle membrane cellulari.
Ingredienti:
- 100 gr di fette di Bresaola della Valtellina IGP
- 1 cavolfiore viola
- 2 cipolle rosse
- 2 arance
- 1 limone
- 1 cucchiaino di miele di arancio
- 2 cucchiai di aceto di mele
- 2 cucchiai di olio extravergine di oliva
- 4 gherigli di noce tritati
- q.b. sale
- q.b. pepe
Procedimento:
- Dividete in cimette il cavolfiore, tagliate a dadini un’ arancia e spremere l’altra, tritare le noc.
- In una tazza mettere il miele, l’aceto, il sale, mescolare bene e aggiungere l’olio e il succo d’arancia, sbattendo bene per creare un’emulsione.
- In un tegame mettere un filo d’olio d’oliva, saltate la cipolla con il cavolfiore tagliato in precedenza e aggiungete il succo di limone, facendo rosolare il tutto (le verdure devono rimanere croccanti).
- Successivamente, in una insalatiera di porcellana bianca condire il cavolo e la cipolla insieme alle noci e gli spicchi di arancia e l’emulsione precedentemente preparata.
- Prima di servire far riposare il tutto almeno un’ora in frigo.
Zuppa di cavolfiore bianco, curcuma e Bresaola della Valtellina IGP – Un piatto semplice e salutare della tradizione contadina, rivisto in chiave moderna. Il Cavolfiore è un ortaggio particolarmente ricco di proprietà benefiche per la salute, ricco in minerali (ferro, fosforo, calcio, potassio, magnesio), acido folico, vitamina C, fibre e composti fenolici antiossidanti (tiocianati). Con queste temperature fredde, è consigliabile aumentare il consumo di zuppe di verdura calde, specialmente nel pasto serale. In questa ricetta, l’aggiunta della Bresaola della Valtellina IGP , insieme a qualche crostino di pane integrale, apporta la giusta dose di proteine nobili e carboidrati creando un piatto leggero, equilibrato, dall’alto potere antiossidante, ideale da consumare dopo una faticosa giornata lavorativa.
Ingredienti per 2 persone:
- 600 gr di cavolfiore bianco
- 1 costa di sedano
- 50 gr di Bresaola della Valtellina IGP tagliata a pezzettini
- 3 cucchiai di olio extravergine d’oliva
- 2 spicchi di aglio
- 1 cucchiaio di maggiorana essiccata
- 1 cucchiaino di curcuma in polvere
- 2 bicchieri di acqua
- 20 gr di crostini di pane integrale
- formaggio parmigiano q.b.
- sale q.b.
- pepe q.b.
Procedimento:
- Pulite il cavolfiore dalle foglie verdi, staccate poi le cimette dal torsolo e dividetele in modo che abbiano all’incirca pari dimensioni, questo per permettere una omogeneità di cottura.
- In una pentola, versate l’olio extravergine di oliva, il sedano tagliato a pezzettini e i due spicchi d’aglio schiacciati facendo soffriggere per poco tempo fino a doratura dell’aglio.
- A questo punto aggiungete le cimette precedentemente lavate, mescolando a fuoco vivo per circa un minuto, aggiungete poi un bicchiere di acqua, un cucchiaio di maggiorana essiccata e un pizzico di sale e pepe (senza eccedere per entrambi).
- Coprite con il coperchio la pentola e lasciare cuocere per circa 20 minuti a fiamma bassa girando di tanto in tanto.
- Terminata la cottura, togliete gli spicchi di aglio e con una forchetta frantumate il cavolo.
- Aggiungete due bicchieri di acqua, un cucchiaio di curcuma, la Bresaola della Valtellina IGP e coprite nuovamente con il coperchio portando a termine la cottura.
- Servite la zuppa ben calda, accompagnata da crostini di pane tostato integrale, un filo d’olio extravergine e parmigiano grattugiato.
Fagottini di pasta integrale con zucca, funghi champignon e Bresaola della Valtellina IGP – Chiudiamo questo articolo con dei fagottini ai quali, siamo pronti a scommettere, nessuno potrà resistere! Zucca, funghi champignon e Bresaola della Valtellina IGP si fondono in un piatto delicato e gustoso.
Ingredienti per 4 persone:
- 100 ml di acqua
- 220 gr di farina integrale
- 100 gr di Bresaola della Valtellina IGP tagliata a pezzettini
- 500 gr di funghi champignon
- 1000 gr di zucca
- 200 gr di ricotta
- 4 cucchiai di olio extravergine d’oliva
- 2 spicchi di aglio
- sale q.b.
- 2 rami di rosmarino
Procedimento:
- Setacciate la farina in un’ampia ciotola, create poi un incavo al centro dove versare prima i 4 cucchiai di olio extra vergine di oliva e poi l’acqua nella quale si è fatto disciogliere il sale.
- Amalgamate il tutto dapprima con un cucchiaio di legno e poi trasferire l’impasto su un piano di lavoro lavorando la pasta per alcuni minuti fino a che non diventerà liscia ed omogenea.
- Se occorre, aggiungete un cucchiaio di acqua in più.
- Formate infine una palla e lasciate riposare a temperatura ambiente per circa 1 ora.
- Per il ripieno, prima sbucciate la zucca con un coltello affilato, eliminando i semi e tagliandola poi a cubetti.
- In una padella mettete l’olio extravergine di oliva, i due spicchi di aglio e cuocete a fuoco moderato. Quando l’aglio incomincia a soffriggere aggiungete i pezzi di zucca e i funghi champignon precedentemente puliti e tagliati.
- Mescolate accuratamente di tanto in tanto e cucinate il tutto per quindici minuti.
- A termine cottura aggiungete la Bresaola della Valtellina IGP tagliata a pezzettini e i rametti di rosmarino, chiudete con un coperchio e lasciare raffreddare il tutto.
- Una volta raffreddato, versatelo in una ciotola, togliendo gli spicchi di aglio e i rametti di rosmarino, aggiungete la ricotta e, usando un cucchiaio di legno, mescolate creando un composto omogeneo.
- Stendete poi la pasta sulla spianatoia infarinata in 4 sottili dischi di 20/22 centimetri di diametro, farciteli con il composto preparato e chiudeteli a mezzaluna, ripiegando e premendo i bordi con le dita per sigillarli.
- Disponeteli sulla placca coperta di carta forno e spennellateli con una emulsione fatta con 3 cucchiai di olio e 3 di acqua.
- Cuocete nel forno a 220 gradi per 20 minuti circa, finché la pasta non diventa croccante e dorata.
Per altre ricette buone, facili da preparare e nutrienti, vi invitiamo a visitare il nostro sito. Non ci resta che augurarvi buon appetito!
“Questa azione è stata realizzata con il cofinanziamento del Fondo Europeo Agricolo per lo Sviluppo Rurale (FEASR) – PROGRAMMA DI SVILUPPO RURALE 2014-2020 DELLA LOMBARDIA – GRUPPO DI AZIONE LOCALE VALTELLINA: VALLE DEI SAPORI 2014-2020 SCARL”
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Bresaola della Valtellina IGP per una merenda sana, genuina è gustosa

Scopriamo con i consigli dell’esperto la merenda più adatta al nostro fabbisogno energetico
La merenda è da sempre uno dei pasti più importanti della giornata, poiché ci permette di ricaricarci e di arrivare ai pasti né troppo affamati né troppo sazi. “Introdurre uno spuntino a metà mattina e a metà pomeriggio – afferma Michelangelo Giampietro, nutrizionista e medico dello sport – evita un livello di fame eccessivo e la conseguente necessità di attingere alle energie di riserva, riduce i cali glicemici e migliora il metabolismo. Una merenda sana dovrebbe coprire circa il 5-10% dell’energia totale della giornata e dovrebbe avere 3 caratteristiche: pratica (meglio se monoporzione), fatta con ingredienti leggeri e genuini, gustosa. Deve permettere all’organismo di riprendere le ‘forze’ ma non deve appesantirlo”.
Un buon panino è sempre l’idea giusta – Qual è la merenda più adatta secondo il nostro esperto? “In generale – afferma Giampietro – l’ideale è che si tratti di spuntini che non forniscano troppe calorie, che contengano carboidrati, senza escludere le proteine, e una quota di grassi, la più ridotta possibile. Questi ultimi in particolare, troppe volte irrazionalmente demonizzati, se consumati nelle giuste quantità oltre a fornire energia, apportano anche acidi grassi essenziali, aumentano il senso di sazietà e veicolano le vitamine liposolubili. Per una merenda gustosa e nutrizionalmente bilanciata consiglio yogurt o latte, frutta fresca e secca, prodotti e dolci da forno senza creme o un panino con la Bresaola della Valtellina IGP che, grazie al ridotto apporto calorico (76 chilocalorie per 50 g) e all’elevato contenuto in proteine ad alto valore biologico di facile digestione, è un ingrediente di ottima qualità per una merenda genuina e nutriente”. Un panino di 40 grammi, accompagnato a 30 grammi di Bresaola della Valtellina IGP, fornisce, per esempio, 158 chilocalorie e permette ai soggetti in crescita di disporre del corretto apporto di proteine, ferro, zinco e vitamine del gruppo B. Grazie, infatti, al ridotto apporto calorico, all’alto potere nutrizionale e alla facile digeribilità, la Bresaola della Valtellina Igp è uno degli alimenti più amati dagli sportivi e da coloro che tengono alla propria forma fisica. Le proteine nobili, pari al 33,1% dei macronutrienti complessivi del prodotto e l’adeguata quota di amminoacidi ramificati garantisce un’ulteriore fonte energetica nei momenti di sforzo fisico intenso, accorciando i tempi di recupero, favoriscono la sintesi proteica e, di conseguenza, l’aumento della massa magra.
“Questa azione è stata realizzata con il cofinanziamento del Fondo Europeo Agricolo per lo Sviluppo Rurale (FEASR) – PROGRAMMA DI SVILUPPO RURALE 2014-2020 DELLA LOMBARDIA – GRUPPO DI AZIONE LOCALE VALTELLINA: VALLE DEI SAPORI 2014-2020 SCARL”
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Smart working, la nuova normalità amata da 1 lavoratore su 2. Gli esperti: attenzione all’alimentazione a casa, ecco il vademecum. E la pausa pranzo? Con la bresaola è “energica” grazie alla vitamina B

In poco tempo, in Italia, il lavoro agile è diventato una modalità condivisa: per 8 milioni di lavoratori continuerà ad esserlo anche per i prossimi 6 mesi (Fonte – Nomisma) e nelle grandi aziende diventerà per sempre la “nuova normalità”. Ma se i vantaggi sono tanti, il rischio di non staccarsi più dalla sedia e trascurare l’alimentazione è dietro l’angolo, causando aumento di peso e stress. Il nutrizionista: “A casa, lo smart working non deve coincidere con lo smart eating. In pausa pranzo è importante consumare pasti leggeri e completi, senza escludere, per quanto possibile, nessun nutriente. Un posto d’onore per la Bresaola della Valtellina IGP, pratica, versatile e ricca di proteine, vitamine e sali minerali, preziosa per aiutarci ad affrontare le attività della giornata”. Ecco 5 ricette sane, gustose e pratiche con il salume tipico IGP che piace a 38 milioni di italiani e che proprio nel pranzo ha il suo pasto d’elezione (Ricerca Doxa)
L’emergenza Covid-19 ha cambiato le abitudini di tutti gli italiani e oggi lavorare da casa piace ad 1 lavoratore su 2: in molti sostengono che ormai non si torna più indietro e il 56% dei dipendenti vorrà continuare con lo smart working (Fonte: ricerca Nomisma). E se da un lato è diventato un diritto per chi ha figli under 14, per alcune grandi realtà è già da ora la “nuova normalità“, per tutti i dipendenti che lo richiederanno, per sempre. Lavorando da casa, le riunioni sono diventate conference call e il tempo risparmiato per andare e tornare dall’ufficio si è tramutato in ulteriore produttività. I sondaggi dicono infatti che da casa si lavori fino a 3 ore in più, senza contare che la maggiore flessibilità aiuta il dipendente a distrarsi meno senza perdersi nelle questioni organizzative.
Se i vantaggi sono tanti, il rischio è di non avere più una suddivisione dei momenti e pasti che scandiscono la giornata. In molti lamentano un aumento di peso, soprattutto a causa del lockdown, e si chiedono se, trascorrendo la propria giornata lavorativa in casa, non ci sia qualche controindicazione in termini di salute e forma fisica. L’alimentazione ha un ruolo importantissimo, ça va sans dire, soprattutto in tempi di Covid-19, nel giusto apporto di tutti i nutrienti, vitamine comprese e quelle del gruppo B in particolare. “Prestare attenzione a ciò che mangiamo è fondamentale per evitare cali di energia, per conservare un una buona condizione tanto fisica quanto psicologica, supportando la produttività. Le lunghe ore di “lavoro di concetto” che richiedono attenzione, spesso in totale solitudine, potrebbero infatti portare a improvvisi momenti di “crollo” e mettere a dura prova l’umore, la concentrazione e la buona volontà”, parola di Michelangelo Giampietro, specialista in Medicina dello Sport e Scienza dell’Alimentazione.
SMART WORKING VS SMART EATING: PASTO “AGILE” CON LA BRESAOLA DELLA VALTELLINA IGP
Una domanda sorge spontanea: lavorando da casa si mangia meglio, di più o di meno? Il lavoro agile può essere un’opportunità per dedicare maggiore attenzione e tempo alla preparazione di cibi più salutari e più gustosi, nel rispetto delle nostre tradizioni mediterranee. “Innanzitutto smart working non significa smart eating – premette Giampietro – Nonostante i meeting virtuali a ogni ora e le urgenze dell’ultimo minuto, i pasti devono essere leggeri ed equilibrati, rispettando sempre gli stessi orari, con il giusto apporto calorico e nutrizionale per consentirci di affrontare la giornata al top. La pausa pranzo, per chi lavora, è il pasto topico perché deve essere “agile” nel senso di semplice, vario e di facile digeribilità, per evitare disturbi post-prandiali come difficoltà di concentrazione, sonnolenza e pesantezza gastrica. Al contempo deve essere gustoso e nutrizionalmente bilanciato. Un evergreen è il piatto composto da proteine, cereali, verdure e una quota di grassi sani, mai eccessiva. L’idea in più? Con la Bresaola della Valtellina IGP, il salume light ricco di proteine e sali minerali, ma soprattutto ottima fonte di Vitamina B, molto preziosa anche in questo periodo”. Per i 38 milioni di italiani che consumano il salume tipico IGP, il pasto d’elezione è proprio il pranzo: lo consuma a mezzogiorno il 51% degli italiani, soprattutto come piatto principale (46%) e come antipasto (42%), ma c’è chi lo utilizza come condimento per il primo piatto (29%) o come ingrediente per un panino (26%) (Fonte: Ricerca Doxa).
BRESAOLA DELLA VALTELLINA IGP: AZIONE ANTISTRESS GRAZIE ALLE VITAMINE DEL GRUPPO B
La Bresaola della Valtellina è nota per la sua bontà, per il gusto e la praticità di utilizzo. Nella sua versione preaffettata in vaschetta è pratica e pronta all’uso, venendo incontro all’esigenze del lavoratore moderno. Una porzione da 50 grammi (consigliata) apporta mediamente 76 chilocalorie e solo 1 grammo di lipidi. Non mancano i sali minerali preziosi per la salute complessiva dell’organismo, soprattutto ferro, zinco, fosforo, potassio e selenio, alleati del metabolismo, con proprietà antiossidanti. Ed è ricca di proteine nobili di alto valore biologico (amminoacidi essenziali) e vitamine, “soprattutto del gruppo B – continua Giampietro – che il nostro corpo deve assorbire dagli alimenti, vegetali e animali, eccetto la Biotina (B8) prodotta anche nel nostro intestino”.
In generale, tra i tanti benefici, la vitamina B aiuta ad essere attivi ed energici, allontanando stanchezza e cattivo umore. “In particolare, la Bresaola della Valtellina IGP ha un buon apporto vitamina B6, che aiuta le funzioni cerebrali, prevenendo difficoltà di concentrazione, irritabilità e insonnia, intervenendo nella sintesi della serotonina e di alcuni neurotrasmettitori, e anche di Vitamina B12 che partecipa a molti processi vitali, aiutando a mantenere in salute il sistema nervoso e a prevenire difficoltà mnemoniche e declino cerebrale, rappresentando a buon diritto un’alternativa valida ed efficace anche nei momenti di stanchezza, di umore negativo e di maggiore impegno. Infine, secondo alcuni lavori scientifici potrebbe anche aiutare ad alleviare il dolore e pertanto qualcuno la definisce come la “vitamina antidolorifica”. Sono assenti i carboidrati, il calcio e la vitamina D, che possiamo “recuperare” associando alla bresaola una porzione di pane e qualche scaglia di formaggio grana o parmigiano (per le 5 idee di pausa pranzo con la Bresaola della Valtellina IGP, commentate dal nutrizionista, vd. Focus 1).
UNA, NESSUNA E CENTOMILA: L’ANIMA VERSATILE E INSOSPETTABILE DEL SALUME LIGHT
La bresaola sta vivendo una stagione di attenzione e gradimento da parte degli italiani e molti cominciano a padroneggiare un numero maggiore di ricette a base di Bresaola della Valtellina IGP, dimostrando una discreta conoscenza e capacità di abbinamento (il 25% dei consumatori conosce 3-4 preparazioni e il 12% addirittura tra 5 e 10). Il bello della Bresaola è, infatti il suo saper adattarsi a svariate preparazioni, con creatività e piacere. Come piatto unico, per insaporire preparazioni e per variare le ricette, aggiunge quel gusto in più e costituisce un valore aggiunto dal punto di vista nutrizionale. Tutto (o quasi) l’universo ‘veg’ si sposa naturalmente con la bresaola, ma la sorpresa è il finocchio, che con il suo profumo delicato, leggermente balsamico, si accompagna a meraviglia con la Bresaola della Valtellina IGP. Con la frutta esotica trova il suo equilibrio, in particolare con ananas, mango e avocado, ma anche albicocca e melone, per restare in tema estivo. Infine, ottimo mix con la frutta secca: le mandorle, dolci e croccanti, la valorizzano alla grande. E noci e pistacchi sono più o meno sulla stessa lunghezza d’onda (per i consigli su come abbinarla vd. Focus 2).
TEMPO E LIVELLO DI SAZIETÀ: LE DUE CONDIZIONI ESSENZIALI DEL PASTO
Infine, dedichiamo al pasto il giusto tempo, sia nella preparazione che nel consumo, “lontani da computer e connessione, e apparecchiando sempre la tavola – conclude Giampietro – Volersi bene è importante. E per evitare l’aumento di peso, il consiglio è di portare in tavola solo quello che hai deciso di mangiare, servendoti una porzione “giusta” di ogni portata, “ascoltando” il tuo stomaco e il suo livello di sazietà”. E un occhio di riguardo anche al movimento fisico, a maggior ragione se sei costretto tutto il giorno a casa, seduto e senza neanche più compiere il movimento per recarti a lavoro: “sforzati di mantenere una regolare attività motoria, ad es. cyclette, tapis roulant ma anche fare le scale a piedi e ginnastica a corpo libero o con piccoli attrezzi “domestici” (bottiglie riempite con acqua o terra/sabbia, corda per saltare, elastici) 1 o 2 volte al giorno quanti più giorni a settimana e cerca se possibile di esporre ogni giorno braccia e gambe al sole per 15-30 minuti per favorire la produzione di vitamina D”.
Questa azione è stata realizzata con il cofinanziamento del Fondo Europeo Agricolo per lo Sviluppo Rurale (FEASR) -PROGRAMMA DI SVILUPPO RURALE 2014-2020 DELLA LOMBARDIA -GRUPPO DI AZIONE LOCALE VALTELLINA: VALLE DEI SAPORI 2014-2020 SCARL.
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Sindrome da stress post natalizio: un aiuto arriva dalla tavola con gli alimenti ricchi di triptofano

Malinconia, stanchezza, insonnia, apatia e cattivo umore: sono alcune delle sensazioni accusate dopo il periodo festivo. Per gli esperti è una sensazione definita, che ha un nome: “Sindrome da stress post natalizio”. Dal pianificare i regali, al carico emotivo delle preparazioni fino al sonno alterato, può capitare infatti di vivere le feste come delle vere e proprie fatiche che generano tensione, e di provare al contempo malinconia quando sono terminate. Numerosi studi scientifici hanno dimostrato che l’umore è anche una questione di chimica e si può veicolare a tavola con una serie di alimenti che contengono o stimolano la produzione di sostanze che aiutano il buonumore. Ciò che mettiamo ogni giorno nel piatto aiuta a mantenere in salute non solo il corpo, ma anche la mente.
“Esiste una stretta relazione tra cibo e umore, e determinati alimenti hanno un forte potere riequilibrante – commenta Michelangelo Giampietro, medico specialista in Scienza dell’Alimentazione e in Medicina dello Sport e docente di “Alimentazione, nutrizione e idratazione” presso la Scuola dello Sport CONI Roma -. I cibi giusti sono quelli ricchi di specifici micronutrienti (cioè presenti in piccole quantità) come le vitamine del gruppo B (soprattutto B12, considerata la vitamina dell’energia), la vitamina C, gli acidi grassi omega 3 e il triptofano (un amminoacido presente nella maggior parte delle proteine che assumiamo con gli alimenti) che migliorano umore, concentrazione e memoria. Il triptofano ha un effetto positivo sullo stress, perché, in presenza di vitamine del gruppo B, di carboidrati e di ferro, aumenta la produzione della serotonina”.
ORMONI E AMMINOACIDI: UNA QUESTIONE DI AFFINITÀ ELETTIVE
La serotonina, le endorfine e la dopamina, gli ormoni della felicità, svolgono un ruolo molto importante per l’umore e le emozioni, come sostengono numerose ricerche scientifiche. Si tratta di neurotrasmettitori chimici che veicolano le informazioni fra i neuroni, attraverso la trasmissione sinaptica, stimolando la sensazione di piacere, serenità, motivazione e ricompensa. La serotonina viene sintetizzata a partire da un amminoacido essenziale, il triptofano, dal quale dipende anche la produzione di un altro importante ormone, la melatonina, che regola i ritmi sonno-veglia. La dopamina è sintetizzata grazie ad altri due amminoacidi, la tirosina e la fenilalanina: quest’ultima non viene prodotta dal nostro organismo e va perciò assunta dall’esterno (alimenti ricchi sono: il frumento, i ceci, i fagioli, le fave, le lenticchie, il formaggio, ecc.).
ECCO L’ELENCO DEI “FANTASTICI 10” PER COMBATTERE STANCHEZZA E STRESS
1. Latte e yogurt
Il latte, così come lo yogurt e i latticini in generale, ha un effetto benefico sull’ansia perché i batteri attivi che contiene agiscono positivamente sul microbioma intestinale e molti studi hanno provato la connessione esistente tra profilo intestinale alterato e l’ansia. Inoltre, le sostanze contenute, definite “caseomorfine”, agiscono da oppiacei naturali sul sistema nervoso. Per i vegani, l’alternativa è il latte vegetale, per esempio di mandorle e di avena, anch’esso ricco di triptofano e minerali. È bene invece stare alla larga da quello di soia. Favorisce la sintesi di noradrenalina, neurotrasmettitore dagli effetti eccitanti. È bene invece stare alla larga da quello di soia. Favorisce la sintesi di noradrenalina, neurotrasmettitore dagli effetti eccitanti.
2.Mandorle
Le mandorle e la frutta secca in generale sono grandi fonti di vitamina E, consumata rapidamente dall’organismo nei momenti di stress e ansia favorendo il buonumore. Inoltre, sono ricche di magnesio, aiutano a proteggere il nostro corpo da stanchezza fisica e mentale. Non a caso sono ottime come spuntino spezza fame a metà mattina o metà pomeriggio. Infine, contengono tirosina e triptofano, rafforzando l’effetto “buonumore”.
3.Uova
Sono considerate un vero e proprio toccasana per il nostro umore: ricche di vitamina D, vitamina E, zinco e Omega 3, influiscono positivamente su tante funzioni del nostro organismo. Sono utili per preservare le funzioni cognitive e contrastare i cali di memoria e l’invecchiamento. In particolare, il rosso d’uovo, che contiene vitamina B12, regolarizza il tono dell’umore con effetto sedativo sull’ansia. E la vitamina D, di cui le uova sono ricche, ha lo stesso effetto del sole… aiuta a sorridere.
4.Bresaola della Valtellina IGP
Le sue proprietà nutrizionali sono ormai note: proteine, vitamine del gruppo B e sali minerali, soprattutto zinco, ferro e selenio, e pochi grassi (2 g per 100 g di prodotto). Sarà per questo che, secondo una recente ricerca Doxa, la Bresaola della Valtellina IGP è nella Top 3 dei salumi più amati, insieme ai prosciutti, dove il salume tipico valtellinese vince per salubrità, gusto e leggerezza. Forse quello che ancora non tutti sanno è che la Bresaola, rispetto a molte altre carni trasformate e lavorate, contiene un livello significativo di triptofano (336.2 mg/100 g di prodotto).
5.Pasta
È una buona fonte di energia e in particolare di carboidrati, la “benzina” dell’organismo, e di triptofano. Numerosi studi hanno sfatato l’errata convinzione secondo cui non andrebbe consumata a cena, dimostrando invece che un piatto di pasta rende felici a aiuta a dormire bene, proprio perché i carboidrati sono in realtà perfetti per ridurre l’ansia. Inoltre, i cereali integrali aumentano la produzione di serotonina. E si sa che, recuperare un buon ritmo di veglia e sonno, è un’assicurazione per avere nuova energia, ripristinare il buonumore e il proprio metabolismo.
6.Banane
Sono ricche di potassio e di magnesio, due sostanze che ci aiutano a ritrovare energia e benessere. Inoltre contengono cromo, una sostanza che aiuta a regolare la serotonina. Non a caso, anche i bambini le utilizzano per mimare il sorriso. Inoltre, contengono vitamina B9 o acido folico. Alcuni studi hanno evidenziato una carenza di acido folico nel 50% dei pazienti affetti da depressione.
7.Salmone e Tonno
Elisir del buonumore, sono molto ricchi di Omega 3, acidi grassi essenziali che vanno ad agire sulla serotonina e sono preziosi per il funzionamento del nostro cervello. Inoltre anche nelle conserve in scatola, sono molto ricchi di Vitamina D, un vero e proprio antidepressivo naturale che va a regolare gli sbalzi d’umore. Il salmone, tonno, sardine e pesce azzurro in generale sono ricchi di acidi grassi omega-3 contengono una buona percentuale di vitamina D utile per assimilare il calcio. Entrambi i nutrienti sono necessari per stimolare la produzione e il rilascio di serotonina, il neurotrasmettitore che regola il buon umore.
8.Miele
Come tutti gli alimenti zuccherati, il miele ha la capacità di stimolare la produzione di serotonina. Ma al contrario degli altri zuccheri semplici (saccarosio in primis) il miele contiene molte altre vitamine e sostanze nutritive che fanno bene a corpo e mente: manganese, ferro, iodio, vitamine A, E, il complesso delle B e il potassio sono dei toccasana per l’organismo e, in sinergia, favoriscono l’assorbimento del magnesio, primo responsabile della sensazione di buonumore prodotta dal miele, considerato da sempre un antidepressivo naturale che favorisce concentrazione e riposo.
9.Cioccolato
Consumato in piccoli quantitativi non fa ingrassare e regala un momento di intenso piacere. I flavonoidi del cioccolato aiutano la concentrazione e favoriscono la calma, mentre gli antiossidanti naturali contenuti nel cacao sono ricchi di proprietà benefiche. Ricco di triptofano, può essere considerato un alleato dell’umore. Aiuta a ridurre lo stress e ci regala una piacevole sensazione di benessere. Nella versione fondente, contiene antiossidanti che migliorano la funzione cerebrale favorendo il flusso di sangue al cervello.
10.Lenticchie
Questo legume ha mille virtù: è nutriente, si adatta facilmente in cucina ad ogni ricetta ed è gustoso. Contiene ferro e fornisce al nostro corpo potassio e fosforo, coinvolti in processi fisiologici importanti. Si tratta di un cibo contenente carboidrati complessi come tutti i legumi, e con un basso indice glicemico, aiutando a mantenere un livello costante di zuccheri nel sangue durante tutto il giorno.
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Bresaola della Valtellina IGP, scopriamola nella Giornata Nazionale della Merenda: ecco curiosità e benefici

È una tradizione tutta italiana che contraddistingue l’alimentazione del nostro Paese, poi adottata anche nel mondo. A metà mattina come a metà pomeriggio la merenda è un rito per 34 milioni di italiani, tanto da avere una Giornata Nazionale tutta sua. Nel Calendario Ufficiale della Cucina Italiana ricorre il 17 settembre, forse proprio perché in questo mese rivive la sua stagione d’oro, a scuola o a lavoro, diventando il momento preferito della giornata per concedersi una ricompensa, con il plauso di nutrizionisti e dietologi. La merenda rientra, infatti, nella buona abitudine di consumare più pasti durante la giornata, cinque secondo gli esperti (tre principali e due “spezza-fame”), che hanno la funzione di portarci a fine giornata con un apporto energetico e nutrizionale adeguato, e con una giusta gratificazione del gusto. È grazie alla merenda che si recuperano le energie per sopperire al calo di concentrazione di metà mattinata e per affrontare gli impegni del pomeriggio.
IN PRINCIPIO FU LA RICOMPENSA PREPARATA DAI MONACI
L’etimologia deriva dal latino (è il gerundio del verbo “merere”, “meritare”). Originariamente, era un momento che bisognava meritarsi, una ricompensa dopo il duro lavoro nei campi o in attività fisicamente pesanti e, a metà mattina e pomeriggio, era un vero e proprio pasto, principalmente salato, che doveva essere estremamente sostanzioso per reintegrare il grande dispendio energetico e soprattutto compensare i pasti serali che di norma erano molto frugali. Già dagli anni ’50, le mutate condizioni sociali ed economiche arricchirono l’alimentazione giornaliera con piccoli spuntini intermedi. La merenda più antica della storia di cui abbiamo notizia è il bretzel (o pretzel), il noto biscotto salato preparato dai monaci europei proprio come premio da dare ai bambini che studiavano e imparavano a memoria la Bibbia (“pretiola”, “ricompensa” in latino, e da qui “pretzel”). In effetti, spesso ancora oggi i genitori usano dire ai bambini che se non fanno i bravi saltano la merenda, proprio per punizione. La merenda principale, quella che proveniva direttamente dall’origine contadina, era il pane con l’olio, con il pomodoro o con il companatico (come nel caso della Bresaola della Valtellina IGP). Tra le varianti dolci, la più diffusa e apprezzata era pane, burro e zucchero, o vino.
I 3 MUST DELLA MERENDA SECONDO L’ESPERTO: GENUINA, PRATICA E GUSTOSA
Oggi ancora di più, la merenda è un pasto estremamente importante al quale dedicare la giusta attenzione. E il parere degli esperti è unanime. “Introdurre uno spuntino a metà mattina e a metà pomeriggio – afferma Michelangelo Giampietro, nutrizionista e medico dello sport – evita un livello di fame eccessivo e la conseguente necessità di attingere alle energie di riserva, riduce i cali glicemici e migliora il metabolismo. Una merenda sana dovrebbe coprire circa il 5-10% dell’energia totale della giornata e dovrebbe avere 3 caratteristiche: pratica (meglio se monoporzione), fatta con ingredienti leggeri e genuini, gustosa. Deve permettere all’organismo di riprendere le ‘forze’ ma non deve appesantirlo”. Il beneficio di un’alimentazione di questo tipo è dimostrato: diverse ricerche hanno provato infatti che, con 5 pasti, si ha un miglioramento generale dei parametri metabolici (lipidici e glicemici) e un minor rischio di malattie cardiovascolari, metaboliche e cronico-degenerative. Uno studio condotto dalla Community Alliance for Research and Engagement (Care) della Yale School of Public Health pubblicato sulla rivista scientifica Pediatric Obesity mostra come gli studenti che fanno lo spuntino a scuola oltre alla colazione abbiano meno probabilità di essere in sovrappeso.
BRESAOLA DELLA VALTELLINA IGP PER UNA MERENDA GUSTOSA E BILANCIATA
Ma qual è la merenda migliore? “In generale – continua Giampietro – l’ideale è che si tratti di spuntini che non forniscano troppe calorie, che contengano carboidrati, senza escludere le proteine, e una quota di grassi, la più ridotta possibile. Questi ultimi in particolare, troppe volte irrazionalmente demonizzati, se consumati nelle giuste quantità oltre a fornire energia, apportano anche acidi grassi essenziali, aumentano il senso di sazietà e veicolano le vitamine liposolubili. Per una merenda gustosa e nutrizionalmente bilanciata consiglio yogurt o latte, frutta fresca e secca, prodotti e dolci da forno senza creme o un panino con la Bresaola della Valtellina IGP che, grazie al ridotto apporto calorico (76 chilocalorie per 50 g) e all’elevato contenuto in proteine ad alto valore biologico di facile digestione, è un ingrediente di ottima qualità per una merenda genuina e nutriente”. Un panino di 40 grammi, accompagnato a 30 grammi di Bresaola della Valtellina Igp, fornisce, per esempio, 158 chilocalorie e permette ai soggetti in crescita di disporre del corretto apporto di proteine, ferro, zinco e vitamine del gruppo B. Grazie, infatti, al ridotto apporto calorico, all’alto potere nutrizionale e alla facile digeribilità, la Bresaola della Valtellina Igp è amata da 42 milioni di italiani e consumata anche da sportivi e da coloro che tengono alla propria forma fisica. Le proteine nobili, pari al 33,1% dei macronutrienti complessivi del prodotto e l’adeguata quota di amminoacidi ramificati garantisce un’ulteriore fonte energetica nei momenti di sforzo fisico intenso, accorciando i tempi di recupero, favoriscono la sintesi proteica e, di conseguenza, l’aumento della massa magra.
8 MERENDE CON LA BRESAOLA DELLA VALTELLINA IGP A CURA DELLA BLOGGER LEYLA FARRELLA
Un’idea veloce, gustosa e facile da preparare? La food blogger Leyla Farrella (Dulcisss in Forno) ha ideato 8 merende con la Bresaola della Valtellina IGP che coniugano il piacere del gusto alle indicazioni del nutrizionista: “La Bresaola della Valtellina IGP è un salume delicato, dal sapore aromatico e stuzzicante. Negli abbinamenti, quindi, ho cercato sempre di fare attenzione a quantità e proporzioni perché altri sapori non ne coprano il gusto delizioso. Tutti i sapori si esaltano a vicenda, in un felice incontro tra sapidità e delicatezza, rivelandosi un’esperienza sensoriale curiosa per una merenda sana e golosa”. Dalle “Crostatine con bresaola e mozzarelline”, al “Pane di segale con bresaola, avocado e noci”, passando per le “Pizzette soffici allo yogurt e bresaola”, la Bresaola della Valtellina IGP è in grado di soddisfare le esigenze per una merenda sana e golosa, anche prima dello sport, nel rispetto di un’alimentazione equilibrata.
Questa azione è stata realizzata con il cofinanziamento del Fondo Europeo Agricolo per lo Sviluppo Rurale (FEASR) -PROGRAMMA DI SVILUPPO RURALE 2014-2020 DELLA LOMBARDIA -GRUPPO DI AZIONE LOCALE VALTELLINA: VALLE DEI SAPORI 2014-2020 SCARL.
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Bresaola, la mangiano 8 connazionali su 10

“BRESAOLA INEDITA”: ARRIVA LA WEB APP DEDICATA ALLA BRESAOLA DELLA VALTELLINA ABBINAMENTI E 40 RICETTE PER VALORIZZARE E RISCOPRIRE IL SALUME TRADIZIONALE CHE FA TENDENZA (+43% DEI CONSUMI DAL 2000)
Continuano a crescere i consumi di Bresaola della Valtellina IGP (+43% dal 2000). Ai 42 milioni di italiani che amano questo salume della tradizione, il Consorzio di Tutela Bresaola della Valtellina regala “Bresaola Inedita” (www.bresaolainedita.it) ,una web app che insegna come valorizzarla al meglio. Consigli, falsi miti, guida all’assaggio e 40 ricette e abbinamenti approvati da un panel di esperti. Finocchio, frutta esotica e melograno tra i mix più intriganti. E attenzione a due classici come limone e rucola…
La Bresaola della Valtellina IGP è tra i protagonisti delle nostre tavole, ma sono tante le cose da sapere e da scoprire sulle sue potenzialità, ancora sottovalutate. Oltre 42 milioni di persone – 8 italiani su 10 – la mangiano abitualmente e la apprezzano per il suo sapore inimitabile, la sua consistenza morbida e vellutata, la leggerezza: un piacere triplicato per tutti coloro che tengono alla forma e al gusto.
Nel 2016 sono state prodotte poco meno di 12.700 tonnellate di Bresaola della Valtellina IGP, con una crescita di consumo del +3,2% rispetto all’ anno scorso e addirittura +43% rispetto al 2000. Il consumo in vaschetta ha superato il 42% del mercato. Trasversali le occasioni di consumo: secondo la ricerca “Gli italiani e la Bresaola della Valtellina”, realizzata da Doxa per il Consorzio di Tutela Bresaola della Valtellina, 1 italiano su 3 la mangia soprattutto a cena (34%), a sottolineare che tra i plus del prodotto c’è la sua alta digeribilità. Il 19% la preferisce a pranzo, mentre il 28% del campione la consuma sia a pranzo che a cena.
Quasi tutti, però, la propongono sempre allo stesso modo e conoscono appena 2 o 3 ricette, e non sanno che una delle sue caratteristiche è proprio quella di adattarsi a centinaia di preparazioni. Partendo da questa idea, nasce “Bresaola Inedita” (www.bresaolainedita.it), la web app del Consorzio di Tutela Bresaola della Valtellina, online dal 19 aprile, pensata per raccontare i mille volti di un salume magro ed eclettico, da interpretare in modo contemporaneo, con leggerezza, esotismo e sperimentazione. Una personalità che si concretizza in 40 ricette, che spaziano tanto nel mondo del caldo che del freddo, passando da primi piatti complessi a finger food di tendenza, da insalate “a Km Italia” o esotiche, a piatti unici e light, senza dimenticare pizza e panini creativi, dove questo salume esprime la sua impronta più friendly.
A dare forma a Bresaola Inedita, un summit del gusto di degustatori professionisti, chef, ristoratori, critici gastronomici, blogger e sommelier, convocati dal Consorzio di Tutela Bresaola della Valtellina e guidati dall’esperto Marco Chiapparini in 3 panel di degustazione, per analizzare questo alimento e esaltarne la versatilità. Il risultato: un vademecum di 10 regole per diventare degli intenditori (v. focus) e 40 piatti alla portata di tutti, suddivisi in 4 aree (antipasti, primi, insalate e street), tutti abbinati a un calice di vino.
Tra i piatti invernali, gli Gnocchi di zucca, Bresaola della Valtellina IGP, Taleggio Dop ed erba cipollina da servire caldi accompagnati da un buon Sauvignon. Per gli amanti dei piatti freddi, i Cannoli di Bresaola della Valtellina IGP e Quinoa al profumo di curcuma esaltati da un Fiano di Avellino DOCG, o il Riso Basmati con Bresaola della Valtellina IGP, scorza di limone, pomodorini, zenzero, bacche rosse, pepe verde, Quartirolo Lombardo DOP e Emmentaler DOP, accompagnato da uno Chardonnay. Infine, per uno panino gourmet, intriga il Variopinto: pane di grano duro, Bresaola della Valtellina IGP, Mela Rokit, Asiago DOP e Rosso d’uovo sodo, perfetto se accompagnato da un calice di Falanghina.
IGP, LA TRADIZIONE CERTIFICATA GARANZIA DI QUALITA’
“La Bresaola della Valtellina è un prodotto unico e inimitabile, da 21 anni garantito dal marchio comunitario IGP – commenta Paola Dolzadelli, coordinatrice del Consorzio di Tutela Bresaola della Valtellina. Una sapienza centenaria ci guida nella selezione dei tagli migliori del bovino. Carni sicure e controllate, ma non solo. Alle migliori materie prime si accompagnano le garanzie di unicità dell’IGP: l’elemento umano, come l’abilità nella rifilatura, il sapiente dosaggio degli aromi naturali utilizzati, il massaggio della carne in salagione, le giuste variazioni di temperatura e umidità durante la stagionatura. E infine, il nostro ingrediente segreto, l’aria della Valtellina, perfetta per far maturare la carne senza seccarla. Dall’anno scorso abbiamo avviato una campagna di comunicazione per raccontare agli italiani questo prodotto meraviglioso, cominciando da un’operazione trasparenza sull’origine e la qualità delle carni utilizzate. Con ‘Bresaola Inedita’ facciamo il passo successivo e raccontiamo ai tanti appassionati la sua versatilità a tavola e nuovi sapori e suggerimenti per valorizzarla al meglio.”
FALSE FRIENDS & CO: LE CONTROINDICAZIONI DI LIMONE E RUCOLA… E ALTRI UTILI CONSIGLI
Limone? Meglio una citronette. Rucola? Nelle giuste proporzioni. Anche i grandi classici hanno le loro controindicazioni e Bresaola Inedita spiega quali. Limone e bresaola, per esempio, è l’abbinamento più gettonato dagli italiani, ma non tutti sanno che il succo di limone direttamente sulla bresaola tende a ossidarla e cuocerla. Meglio allora se aggiungerlo in una più delicata emulsione con olio e pepe. E con la Rucola? Dato che i sapori troppo amari sono nemici della delicata Bresaola della Valtellina IGP, la proporzione perfetta è 4-5 parti di Bresaola per una di verdura. Subito oltre questi sentieri, già molto battuti, c’è un mondo, nel piatto ma anche nel bicchiere. E il progetto ‘Bresaola Inedita’ è l’occasione per conoscerlo e condividerlo. Come i piatti caldi: tra paste, risotti e pizze la Bresaola della Valtellina IGP è di casa, ma solo se aggiunta a fine cottura o fuori dal fuoco, per evitare che indurendosi perda in aroma. E anche con i vini le possibilità sono tantissime, ma a patto di cercare il matrimonio giusto tra vini bianchi, rosé o spumanti, che, a differenza dei rossi, non ne coprono il sapore.
BRESAOLA QUATTRO STAGIONI: GLI ABBINAMENTI PROMOSSI DALL’ESPERTO MARCO CHIAPPARINI
Alimento versatile e sempre più di tendenza, abbinare la Bresaola è un’arte varia e sorprendente, che incontra molti alleati in diverse categorie di alimenti. Ecco alcune suggestioni provate da Marco Chiapparini, coordinatore del panel di degustazione Bresaola Inedita: “La Bresaola della Valtellina IGP è un salume delicato, da abbinare con attenzione. Sapevamo che si abbina benissimo con i formaggi, ma questo lavoro ci ha permesso di trovare incontri del gusto nuovi e sorprendenti. In particolare, con la frutta esotica, come l’ananas, il mango e l’avocado, che, specie se maturi, offrono note fresche e dolci accanto al delicato sapore del salume. Zenzero e fichi secchi sono perfetti. E gli accostamenti con l’arancia, il caco, la melagrana o il finocchio dimostrano che la Bresaola della Valtellina IGP sa essere protagonista anche d’inverno. Da limitare, invece, l’abbinamento con peperoni rossi o carciofi, i cui sapori sono troppo prevaricanti.”
UNA PAGINA DEDICATA ALLA COMMUNITY DEI “BRESAOLA LOVERS”
Bresaola inedita vuole essere un laboratorio del gusto rivolto a tutti. Per questo, una sezione del sito è dedicata alla community dei “bresaola lovers” italiani, che hanno la possibilità di incontrarsi e raccontare la loro visione del prodotto, condividere piatti, ricette e idee da provare sui canali social (Facebook e Instagram) del Consorzio di Tutela Bresaola della Valtellina. A cominciare da 5 stelle della Rete e appassionati d’eccezione come Roberta Castrichella, Stefania Fiorese, Adriana Fusè, Claudio Gagliardini e Luisa Orizio, che hanno inaugurato il wall con le loro interpretazioni d’autore.
Ufficio stampa Consorzio di Tutela Bresaola della Valtellina
INC – Istituto Nazionale per la Comunicazione
Ivana Calò Tel. 324 8175786 – i.calo@inc-comunicazione.it
Matteo De Angelis – Tel. 334 6788708 – m.deangelis@inc-comunicazione.it
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Bresaola, la mangiano 8 connazionali su 10

PER LA META’ CIRCA DEGLI ITALIANI QUALITÀ E SISTEMA DI ALLEVAMENTO
CONTANO PIU’ DELL’ORIGINE ITALIANA DELLA MATERIA PRIMA.
Una ricerca Doxa/Consorzio di Tutela Bresaola della Valtellina indaga sulla passione degli italiani per questo alimento: 8 su 10 la mangiano abitualmente, apprezzandone gusto, leggerezza e praticità.
Pochi sanno che spesso è realizzata con carni di qualità di provenienza estera, ma una volta informati, la maggioranza reagisce positivamente (9 su 10 non modificheranno le abitudini d’acquisto).
Tutti, o quasi però chiedono di essere informati su qualità e sicurezza del prodotto.
Per questo il Consorzio di Tutela Bresaola della Valtellina lancia una campagna di comunicazione e trasparenza sul sito www.bresaoladellavaltellina.it, in nome delle 14 aziende associate e di un settore che negli ultimi 15 anni (in netta controtendenza rispetto al comparto delle carni bovine, fresche e lavorate) ha visto crescere i consumi del +39%.
Gli italiani e la Bresaola della Valtellina IGP: 8 su 10 la mangiano abitualmente e la apprezzano, soprattutto per il gusto, leggerezza e praticità d’uso. La consumano più spesso a cena che a pranzo, ma conoscono troppo poche ricette (appena 2 o 3). Per loro la bresaola ideale è morbida, di un bel rosso-rosa, magra e senza troppe striature di grasso.
Lo rivela una ricerca condotta da Doxa per il Consorzio di Tutela Bresaola della Valtellina su percezione e abitudini di consumo degli italiani di questo salume magro che orami appartiene alla nostra migliore tradizione gastronomica.
Per il 74% degli italiani sapere che la Bresaola della Valtellina IGP è spesso prodotta con carne bovina pregiata importata dall’estero non è motivo per cambiare abitudini d’acquisto (anzi per un 7% è motivo per consumarla di più).
Quello che fa una carne di qualità, infatti, non è tanto la provenienza quanto piuttosto il sistema di allevamento (lo afferma il 51% degli italiani rispetto al 28% che ritiene che l’origine italiana della carne sia di per sé garanzia di qualità). Quasi 7 italiani su 10 vogliono comunque sapere da dove vengono i bovini utilizzati per produrre la Bresaola della Valtellina IGP e 8 su 10 vorrebbero che questa informazione venisse riportata anche in etichetta.
Per questo il Consorzio di Tutela Bresaola della Valtellina lancia una campagna di informazione su qualità e sicurezza delle carni utilizzate per la produzione di questo alimento sul sito www.bresaoladellavaltellina.it, in rappresentanza delle 14 aziende associate, che producono la quasi totalità della bresaola certificata IGP in Italia: 12.272 tonnellate, che diventano 17.000 se si conteggia anche il prodotto non IGP.
“Abbiamo fatto una scelta di trasparenza: ai nostri consumatori diciamo tutto quello che vogliono sapere – afferma Mario Della Porta, presidente del Consorzio Tutela Bresaola della Valtellina. Per questo abbiamo scelto di avviare una campagna di informazione che racconti loro quali sono i fattori di qualità che rendono unica la Bresaola della Valtellina IGP (la tradizione secolare dei produttori della Valtellina nella selezione delle migliori carni, la loro rifilatura, il dosaggio degli aromi, la cura del prodotto durante la stagionatura, favorita dal nostro clima unico) e di comunicare con trasparenza anche l’origine della materia prima, dedicando a questo tema una sezione del sito internet del Consorzio. Questa ricerca evidenzia che gli italiani sanno che quello che conta per la Bresaola della Valtellina è la qualità: non sembrano preoccupati dalla provenienza estera della materia prima ma vogliono sapere da dove vengono i bovini che utilizziamo per fare la nostra Bresaola, oggi garantita dal marchio comunitario IGP”.
“Per la produzione della Bresaola della Valtellina IGP – spiega Della Porta – vengono utilizzati solo tagli di prima categoria, i più pregiati e teneri, tratti esclusivamente dalla coscia di bovini di razze selezionate di età non inferiore ai 18 mesi, preferibilmente allevati all’aperto e al pascolo e nutriti con alimenti selezionati. È una scelta di qualità perché tutti questi fattori (razza ed età dell’animale, sistema di allevamento e alimentazione, scelta dei tagli muscolari più pregiati della coscia bovina, come la punta d’anca) contribuiscono ad assicurare carni migliori, sia dal punto di vista organolettico (avendo effetto su sapore, consistenza, morbidezza, gusto e colore), sia da quello nutrizionale (comportando un minor contenuto in grassi). La materia prima proviene da allevamenti Europei e Sud-Americani, dove i sistemi di allevamento e i controlli in tutte le fasi della filiera garantiscono carni che rispondono alle elevate esigenze di qualità che richiede la produzione della Bresaola della Valtellina IGP”.
I plus della Bresaola per gli italiani: gusto e leggerezza, poi tradizione e praticità.
Secondo la ricerca “Gli italiani e la Bresaola della Valtellina”, realizzata su un campione di 1000 persone rappresentativo della popolazione italiana adulta (15+ anni di età), consuma bresaola l’81% della popolazione adulta, oltre 42 milioni di persone. Trasversali le occasioni di consumo: 1 italiano su 3 la mangia soprattutto a cena (34%), a sottolineare che tra i plus del prodotto c’è la sua alta digeribilità. Il 19% la preferisce a pranzo, mentre il 28% del campione la consuma sia a pranzo che a cena.
In generale, il consumo della Bresaola della Valtellina IGP registra una crescita del 39% negli ultimi 15 anni, in controtendenza rispetto alle altri carni lavorate e a quelle rosse in generale.
La fotografia scattata dall’indagine rivela un prodotto molto amato, con un’ottima immagine e un percepito positivo: le caratteristiche più apprezzate nella Bresaola della Valtellina IGP sono il gusto inimitabile (35%) e la leggerezza (28%), che la rende adatta alle esigenze di quanti vogliono stare in forma o vogliono mettersi a dieta.
A seguire, gli italiani premiano il valore della tradizione (20%) – legato alla sua storia centenaria e ai forti legami con il territorio – e la sua praticità (20%), perché “basta un filo d’olio e poche gocce di limone per avere un piatto pronto in pochi minuti”.
La bresaola ideale? Per gli italiani, deve risultare “morbida e non stoppacciosa” (41%) alla masticazione, e alla vista “magra e senza striature di grasso” (39%) e di un bel colore rosso/rosa, non troppo scura (39%).
A fronte di un forte interesse per questo prodotto, il 60% degli italiani conosce al massimo 2 o 3 ricette, peraltro estremamente semplici: le più gettonate sono infatti la bresaola con olio e limone e quella condita con rucola e grana, scelte rispettivamente dal 29 e dal 28% del campione. Che abbinano soprattutto con acqua (52%) o con un bicchiere di vino (37%), preferibilmente rosso (28%).
Qualità della carne: per 1 italiano su 2 è garantita dal sistema di allevamento.
Interrogati sul fattore più importante per l’acquisto, la qualità è al primo posto per quasi 1 italiano su 2 (43%), mentre il 26% ritiene che sia più importante l’origine della materia prima.
A ribadire l’importanza di questo aspetto, per i 2 italiani su 3 (62%) che leggono l’etichetta sulla confezione, l’origine è la prima informazione che cercano (60%), seguita dalla data di consumo preferibile (52%) e dalla lista degli ingredienti (36%).
Mentre se si parla dei fattori che rendono più buona la carne, solo il 28% ritiene che l’origine italiana sia l’aspetto più importante, mentre il 51% riconosce che il valore guida della qualità è il sistema di allevamento. Nel dettaglio, il 43% degli intervistati specifica che deve avvenire allo stato brado e su terreni aperti e molto ampi, cui si aggiunge un 8% che preferisce le carni che arrivano da Paesi con le migliori tradizioni in fatto di allevamenti. Per il 16%, infine, l’importante è che la carne sia sicura, prodotta con tecniche di lavorazione che devono rispettare le regole dei disciplinari IGP e DOP.
Carni non italiane nella Bresaola? no problem per 3 italiani su 4 (che non diminuiranno i consumi).
Informati sull’origine della materia prima della Bresaola della Valtellina i tre quarti della popolazione non reagisce negativamente: non si stupiscono e, soprattutto, non pensano di diminuire i consumi. Che i migliori tagli di coscia di manzo utilizzati per la Bresaola della Valtellina IGP arrivino principalmente dal Sudamerica e da alcuni Paesi europei, il 21% “lo sapeva già” e il 54% “non lo sapeva, ma la cosa non preoccupa e non dispiace affatto”. Solo per il 25% del campione sapere questa informazione è fonte di preoccupazione.
Ma c’è di più. Sapere che la Bresaola della Valtellina IGP è preparata da molti decenni utilizzando le migliori materie prime disponibili e ricette e conoscenze tradizionali della Valtellina non cambierà le abitudini di acquisto del 67% degli italiani e il 7% acquisterà più spesso e con più piacere questo prodotto.
La maggioranza degli italiani (84%) chiede però di essere informata (sia in etichetta che attraverso la comunicazione) sull’origine della carne utilizzata per fare la bresaola.
Mentre il 64% si sentirebbe più tranquillo se il Consorzio di Tutela Bresaola della Valtellina spiegasse perché acquista la carne all’estero, dando rassicurazioni sulla qualità di questo prodotto.
“Abbiamo ritenuto di parlare con chiarezza al consumatore – conclude Mario Della Porta, presidente del Consorzio di Tutela Bresaola della Valtellina – anche per spiegare che Il ricorso all’’importazione è dettato dal fatto che in Italia non c’è una disponibilità di bovini capace di soddisfare contemporaneamente le esigenze di qualità e di quantità di produzione della Bresaola della Valtellina IGP. L’importazione è una strada obbligata quindi, non dettata – è bene precisarlo – da ragioni economiche, anche perché la carne utilizzata per la produzione della Bresaola della Valtellina IGP ha, in genere, un costo decisamente più elevato sia rispetto al costo di altri tagli bovini, sia proprio per le sue intrinseche caratteristiche compositive ed organolettiche, che dipendono dalle metodologie di allevamento, dall’alimentazione dell’animale, dalla sua età e dalle condizioni ambientali in cui è stato allevato”.
Ufficio stampa Consorzio di Tutela Bresaola della Valtellina
INC – Istituto Nazionale per la Comunicazione
Matteo De Angelis – Tel. 334 6788708 – m.deangelis@inc-comunicazione.it
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La dieta ideale per tornare in forma prima della prova costume

Dire addio ai chili di troppo mantenendo il buon umore è l’obiettivo di una dieta che mette al centro un piano alimentare equilibrato, con verdure e piatti di stagione senza escludere carboidrati, pesce, uova, latticini e carne. Contare solo le calorie non è più di moda, più esattamente si è evidenziato che basare una dieta solo sul calcolo calorico non è sufficiente ma bisogna cambiare il nostro stile di vita e di alimentazione se vogliamo ottenere dei risultati duraturi. Oggi infatti la tendenza è di rimettere in moto il metabolismo per consentirgli di bruciare di più e meglio, grazie ad una corretta e quotidiana attività sportiva e cinque pasti bilanciati distribuiti lungo tutta la giornata. Ecco un utile decalogo di consigli per rimettere in moto il metabolismo cambiando il nostro stile di vita e di alimentazione… senza troppa fatica!
- Evitare diete che comportano un regime nutrizionale troppo rigido e non bilanciato, la dieta ideale non deve essere difficile da seguire e deve presentare cibi appetitosi.
- Scegliere alimenti di qualità, salutari, gustosi ma dal buon apporto nutrizionale.
- Non rinunciare mai alla colazione. Il primo pasto del mattino è importante perché attiva il metabolismo e fornisce l’energia necessaria per affrontare al meglio la giornata. Inoltre recenti studi confermano che preferire le proteine al mattino aiuta a mantenersi in forma e in salute.
- Condire con erbe e spezie, che renderanno il piatto colorato e gustoso apportando ulteriori nutrienti salutari.
- Bere più acqua durante il giorno, meglio se con un rapporto sodio/potassio pari a 1. Il Fabbisogno di acqua giornaliero va da 0,45 a 0,50 dl per chilo di peso corporeo. Perciò una persona che pesa 80 Kg ne richiederà dai 3,5 a 4 l al giorno. Tale quantitativo si introduce in parte con l’alimentazione, soprattutto grazie a frutta e verdura.
- Scegliere i carboidrati a basso indice glicemico. Questi sono i carboidrati poco raffinati e ricchi di fibre: orzo, farro, avena, pane o pasta integrale
- Scegliere frutta e verdura di stagione per avere il massimo apporto vitaminico e nutrizionale.
- Fare sport con regolarità. Quando si decide di seguire un regime alimentare puntato alla perdita di peso, per ottenere risultati più efficaci e duraturi bisogna abbinare una buona attività fisica alla dieta.
- Elimina le tentazioni… quando si segue un regime alimentare controllato è consigliabile, specialmente all’inizio, evitare d’avere a portata di mano alimenti “vietati” quali dolci, merendine, patatine, ecc.
- Scrivere annotando in un diario gli alimenti inseriti durante la giornata. Questo ci permette di avere sempre sott’occhio una panoramica di insieme del nostro piano alimentare e di capire al meglio eventuali errori e quanto essi siano frequenti.
Il consiglio del Biologo nutrizionista – Dott. Emanuele Rondina
Ecco un esempio di una settimana tipo per prepararci alla temuta prova-costume grazie anche all’inserimento di un prodotto “salva-linea” e di qualità quale la Bresaola della Valtellina IGP.
La Bresaola della Valtellina IGP è ideale per chi vuole sottoporsi ad una dieta, oltre ad essere un alimento decisamente adatto alla nostra vita frenetica: affettata fresca o già preparata in vaschetta, la Bresaola IGP abbinata alle verdure e ad una giusta dose di carboidrati, garantisce un piatto, leggero, equilibrato e povero di grassi, anche per colazione, per la pausa pranzo o per una cena leggera. Secondo le Linee guida italiane per una sana alimentazione, viene indicata una porzione da 50 grammi (pari a circa 5-6 fette, per un quantitativo calorico di 76 kcal), con una frequenza di consumo di 3-4 volte a settimana.
1° Giorno
colazione – caffè, 3 gallette di avena, 50 gr di Bresaola, 1 cucchiaino di pinoli, 2 fette di pomodoro
spuntino – 1 frutto, 2 mandorle
pranzo – insalata mista con pomodori datterini, 100 gr di fagioli borlotti, 40 gr di caprino fresco
merenda – un centrifugato di frutta e verdura
cena – insalata mista, 80 gr di tofu, 2 noci, sale, olio evo q.b.,
dopocena- tisana tarassaco e betulla
2° Giorno
colazione – caffè, yogurt magro alla frutta 125 gr, 1 cucchiaio di semi di lino
spuntino – 1 frutto, 3 noci
pranzo – insalata mista con finocchio, 1 uovo sodo, 2 carote, 1 cuore di sedano
merenda – un centrifugato di frutta e verdura
cena – insalata mista, pomodoro, nocciole tritate, 1 orata, sale, olio evo q.b.,
3° Giorno
colazione – caffè, 1 mela cotta alla cannella, 4 mandorle
spuntino – 1 spremuta di arance, 2 mandorle
pranzo – risotto alle zucchine e Bresaola IGP (50 gr di riso integrale, 350 gr di zucchine, 30 gr di formaggio grana, 50 gr di Bresaola IGP in straccetti)
merenda – frutta
cena – 150 gr di merluzzo al pomodoro con olive e capperi, sale, olio evo q.b., verdure lesse e valeriana
4° Giorno
colazione – caffè, 1 mela cotta alla cannella, 4 mandorle
spuntino – 1 frutto, 2 mandorle
pranzo – insalata mista con finocchio, 1 mela fuji, 2 carote, 100 gr di fagioli rossi
merenda – 1 frutto
cena – 100 gr di petto di pollo, sale, olio evo q.b., peperoni e zucchine grigliati
5° Giorno
colazione – thè bancha, 1 panino integrale con 50 gr di Bresaola IGP, cetrioli e lattuga
spuntino – 1 spremuta di arance, 2 mandorle
pranzo – risotto alle zucchine (50 gr di riso integrale, 350 gr di zucchine, 40 gr di formaggio grana)
merenda – 1 frutto
cena – 150 gr di merluzzo al pomodoro con olive e capperi, sale, olio evo q.b., verdure lesse e valeriana
6° Giorno
colazione – thè bancha, 1 tortina di carote, 4 mandorle
spuntino – 1 frutto, 3 noci
pranzo – pomodori al forno, 50 gr di mozzarella tagliata a fette, 50 gr di Bresaola IGP, melanzane alla piastra, 50 gr di pane integrale
merenda – 1 frutto
cena – insalata mista, crema di piselli con timo e menta,
7° Giorno
colazione – tisana ai frutti rossi, 2 gallette d’avena,
spuntino – 1 banana
pranzo – pasta alle verdure (70 gr di pasta integrale, 350 gr di zucchine, 60 gr di formaggio di capra)
merenda – 1 frutto
cena – insalata belga, cetrioli, limone, 120 di salmone, 40 gr di farro.
Si tenga presente che la dieta descritta è puramente esemplificativa ed è riferita ad un individuo adulto sano. Per equilibrare il proprio regime alimentare si consiglia sempre di rivolgersi ad un medico o ad un esperto del settore per poter ricevere consigli dietetici personalizzati in base alle proprie caratteristiche e alle proprie necessità nutrizionali.
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Passione Bresaola, la si sceglie per gusto e leggerezza ma 6 italiani su 10 conoscono solo 2 o 3 ricette per prepararla…

Per gli italiani attenti alla linea (siamo i più magri e longevi d’Europa, 18 milioni praticano sport in modo regolare o salutario), la prova costume comincia anche a tavola, dove la bresaola rappresenta una scelta ideale: povera di grassi e ricca di proteine nobili (in 100 grammi di prodotto, il 33,1%, contro il 24% del tacchino e il 19% del prosciutto cotto), vitamine (specie B12) e minerali come ferro, potassio e zinco. A fronte di un gradimento diffuso verso il più magro dei salumi tradizionali, 6 italiani su 10 la mangiano sempre allo stesso modo… E il Consorzio di Tutela Bresaola della Valtellina firma 5 ricette light e creative a base di bresaola, per affrontare la bella stagione all’insegna dell’equilibrio e del piacere della buona tavola.
Arriva la bella stagione e cresce la voglia di stare all’aria aperta. E come ogni anno gli italiani riscoprono un piacevole alleato nella Bresaola della Valtellina IGP, salume tradizionale che nel 2015 ha visto i volumi in crescita dell’1,2% e un consumo nazionale che si è attestato (solo prodotto certificato) a 12.272 tonnellate. Che diventano 17.000 se si conteggia anche il prodotto non IGP. Allargando lo sguardo, scopriamo che il gradimento degli italiani verso la Bresaola certificata è cresciuto del +39% rispetto a 15 anni fa, a confermare quanto questo prodotto sia entrato in pianta stabile nelle nostre dispense.
Secondo il Consorzio di Tutela Bresaola della Valtellina, la consuma ormai l’80% degli italiani e a guidare le preferenze di acquisto è soprattutto quella preaffettata in vaschetta, che ormai rappresenta ormai circa il 40% del mercato, con un trend di crescita doppio rispetto alla media generale (+3,53%) e il valore aggiunto di avere sempre a portata di mano un piatto pronto, gustoso e salutare.
Una quota rilevante dei consumi (in media il 20-30% in più rispetto agli altri mesi dell’anno) si concentra nel periodo primavera-estate. Sarà per la semplicità d’uso del prodotto (basta un filo d’olio e due gocce di limone per mangiare qualcosa di buono e fresco senza perdere ore nella preparazione), sarà perché piace a tutti, inclusi i giovani che con la bella stagione perdono il piacere di passare le serate a tavola e scelgono molto più volentieri piatti leggeri e veloci da consumare.
Ma bresaola fa rima con bel tempo e, soprattutto, con la voglia di rimettersi in forma, in vista della stagione in cui tutti sono “costretti” a scoprire il proprio corpo: che si scelga il mare o la montagna poco importa…Gusto e leggerezza sono i due driver più importanti di questo successo outdoor della Bresaola della Valtellina IGP.
Che non manca mai, infatti, sulle tavole dei 18 milioni di italiani più attenti alla salute e al benessere che, dati rapporto COOP 2015, praticano attività fisica in una delle 12 mila palestre del Paese (la media più alta dell’UE)…
Conferma la bontà di questa scelta Emanuele Rondina, biologo e nutrizionista: “Il plus della Bresaola della Valtellina IGP è la bassa concentrazione di grassi a fronte di un elevato contenuto proteico. È un alimento ricco di proteine nobili (mediamente 100 gr di prodotto ne contengono il 33,1%, contro il 24% del tacchino e il 19% del prosciutto cotto), di vitamine, specie la B12, e minerali come fosforo, prezioso per la salute complessiva dell’organismo, ferro (particolarmente indicato per le donne) e potassio, minerale usato dal nostro corpo anche per mantenere l’equilibrio elettrolitico, la conduzione nervosa e le contrazioni muscolari.
La sua digeribilità la rende particolarmente adatta a chi fa sport, ma anche alle persone anziane e ai ragazzi in crescita, che hanno un fabbisogno proteico maggiore. Secondo le Linee guida italiane per una sana alimentazione, viene indicata una porzione da 50 grammi (pari a circa 5-6 fette, per un quantitativo calorico di 76 kcal), con una frequenza di consumo di 3-4 volte a settimana.”
Per gli sportivi, in particolare, la bresaola può essere consumata dopo l’attività fisica, per reintegrare il fabbisogno proteico, grazie alla presenza di valina, leucina e isoleucina (aminoacidi fondamentali per “nutrire” le fibre muscolari), in concentrazioni similari a quelle raccomandate dall’Istituto Superiore di Sanità. Oppure, grazie alla sua elevata digeribilità, la bresaola può essere indicata anche prima dell’attività fisica, magari in forma di panino prima di uno sforzo aerobico prolungato, come un’escursione in bicicletta o una impegnativa sessione di running o interval training.
E nella vita di tutti i giorni? “Per chi vuole mettersi a dieta, la Bresaola della Valtellina IGP è un alimento estremamente adatto alla nostra vita frenetica, specie se già preparata in vaschetta – spiega Rondina. Se abbinata alle verdure e ad una giusta dose di carboidrati, garantisce un piatto, leggero, equilibrato e povero di grassi, anche per la pausa pranzo in ufficio.”
Colpisce che, a fronte di un amore dichiarato per questo prodotto, secondo una ricerca DOXA 6 italiani su 10 conoscono solo 2-3 ricette a base di questo alimento.
E 1 su 3 (33%) la prepara sempre allo stesso modo. Le più celebri? Bresaola con olio e limone (29%) o con rucola e grana (28%)…
“Con un po’ di fantasia possiamo scoprire che la bresaola ha molto da dire anche in una cucina più creativa – dichiara Mario Della Porta, presidente del Consorzio Tutela Bresaola della Valtellina. La bellezza di questo prodotto, dallo standard qualitativo elevato e costante garantito dal marchio IGP, è che ancora oggi mantiene un forte connotato di artigianalità legato alla componente umana. Una combinazione di buone prassi, eredità di una grande tradizione locale, unita alle più moderne tecnologie produttive e a materie prime di qualità superiore, visto che solo 5 tagli del bovino adulto (18 mesi) possono diventare Bresaola della Valtellina. Tutti questi sono requisiti essenziali del suo Disciplinare di produzione.”
Per questo, il Consorzio di Tutela Bresaola della Valtellina, che dal 1998 promuove, valorizza e tutela questo salume della tradizione, propone 5 ricette facili leggere e di sicuro effetto adatte alla bella stagione, che presentano la Bresaola della Valtellina IGP in modo diverso per dare al pasto tutto il suo sapore e la sua leggerezza. Accanto a 3 ricette “quotidiane” (la Millestrati di bresaola e finocchio, profumata da una salsa alla senape e olive nere; i Ravioli di Bresaola della Valtellina IGP con maionese di pistacchi; un antipasto fresco e tutto “naso”, come i Tartufini fantasia, dove la Bresaola della Valtellina IGP incontra i sapori e il colore di curcuma, semi di lino, paprika dolce) 2 interpretazioni d’autore realizzate dagli chef Andrea e Roberto Tonola: il Sushi di bresaola, piatto glocal tutto gusto e leggerezza, dove il salume sostituisce l’alga Nori nell’abbraccio al ripieno di riso basmati e verdure; e un fingerfood tradizionale e croccante come gli Sciatt valtellinesi, frittelline ripiene di Bresaola della Valtellina IGP e formaggio fuso.
Ufficio stampa Consorzio di Tutela Bresaola della Valtellina
INC – Istituto Nazionale per la Comunicazione
Matteo De Angelis – Tel. 334 6788708 – m.deangelis@inc-comunicazione.it
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Nutrigenomica e segreti di “lunga vita”.

La Nutigenomica è una scienza multidisciplinare che combina la genetica con la nutrizione, cercando di svolgere un ruolo di prevenzione nei confronti delle malattie metaboliche, quelle neurodegenerative, quelle neoplastiche e correggendo i danni da stress ossidativo che portano all’invecchiamento precoce. Lo stile di vita e di alimentazione interagiscono infatti costantemente con il nostro personale patrimonio genetico, accelerando i processi d’invecchiamento o generando patologie quali obesità, ipertensione, ecc.
Grazie alle più attuali e approfondite conoscenze dei meccanismi biologici d’interazione tra nutrienti e DNA, la nutrigenomica valuta come sia possibile indurre un processo di riprogrammazione in positivo del nostro metabolismo. In particolare zuccheri, grassi, proteine, vitamine, minerali e fibre alimentari contenuti nei cibi, se uniti in armonia come elementi di un’orchestra, possono controllare specifici eventi biochimici che avvengono all’interno delle nostre cellule agendo sui processi che portano all’accumulo del grasso. Attualmente sappiamo con certezza che numerosi geni si attivano o si disattivano in funzione della quantità ma soprattutto della tipologia del cibo ingerito. Ad esempio, gli acidi grassi polinsaturi, meglio noti come omega 3, regolano l’espressione di oltre 100 geni presenti coinvolti nel funzionamento delle cellule celebrali. Gli ultimi studi hanno evidenziato anche come gli omega 3, contenuti nel pesce azzurro e nella frutta secca (mandorle, noci, pinoli), assunti insieme alla vitamina A (caroteni), possono modificare anche il metabolismo energetico degli adipociti (le cellule del grasso). L’azione sinergica delle due molecole (omega 3 e carotene), infatti, stimola il DNA a produrre proteine attivatrici dei perossiosomi; tali organelli cellulari sono deputati alla produzioni di enzimi lipolitici che favoriscono il rilascio del grasso (quindi dimagrimento). Per attuare questo “fitness-metabolico” con l’alimentazione, si può unire quindi un alimento povero di grassi e ricco in proteine come la Bresaola della Valtellina IGP insieme a pinoli, noci o mandorle (contenenti omega 3) a verdure (carote, tarassaco) o frutta (fragole) contenenti vitamina A..
Insalata di con tarassaco, fragole,
Bresaola della Valtellina IGP, carote e pinoli
Ingredienti per 2 persone:
– 300 gr di tarassaco
– 180 gr di carote
– 200 gr di fragole
– 100 gr di Bresaola della Valtellina IGP tagliata a pezzettini
– 10 gr di pinoli
– 100 gr di ricotta
Ingredienti per la Vinaigrette balsamica:
– 2 cucchiai di olio extravergine d’oliva
– 1 cucchiaio di succo di limone non trattato
– 1 cucchiaino di aceto balsamico
– sale q.b. e pepe q.b.
Procedimento
Lavate le foglie di tarassaco, le fragole e le carote. Tagliare poi le fragole e le carote a rondelle.
Nel frattempo preparare una salsa mescolando: 2 cucchiai di olio extravergine d’oliva, 1 cucchiaio di succo di un limone, e 1 cucchiaino di aceto balsamico, aggiungendo un pizzico di sale e pepe e mescolando il tutto per alcuni minuti con un frustino da cucina, fino ad ottenere una emulsione omogenea.
In una ciotola di vetro mettere le foglie di tarassaco, le fragole, le carote, la Bresaola della Valtellina IGP e l’emulsione preparata in precedenza, mescolare il tutto e coprire poi con un coperchio lasciando riposare in frigo per mezz’ora.
Prima di servire aiutandosi con un cucchiaio aggiungere la ricotta e versate infine i pinoli a pioggia.
Valori nutritivi della ricetta indicata:
1 (su 100 gr di prodotto)
1 porzione contiene:
– Calorie 293 Kcal
– Proteine 33,1 gr
– Carboidrati 20 gr
– Grassi 11 gr
1 cucchiaio di salsa:
– Calorie 32 cal
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Salumi e social media? Mi Piace!

Dall’Istituto Valorizzazione Salumi Italiani (IVSI) alla Mortadella Bologna; dal Prosciutto di Modena alla Bresaola della Valtellina: la comunicazione dei salumi italiani passa dal web.
Milanofiori 8 febbraio 2016 – Negli ultimi anni, si è registrato un significativo aumento della presenza sul web nelle cosiddette piattaforme ‘social’ del mondo dei salumi italiani: spazi virtuali dove gli utenti entrano in contatto fra loro. Il successo di questi strumenti in chiave di business, oggi imprescindibili per supportare l’attività di comunicazione di un’azienda o un’istituzione, è basato in larga parte sulla possibilità da parte degli utenti di fruire ‘senza filtri’ delle informazioni messe a disposizione, entrando in contatto diretto con la fonte, commentando quanto condiviso e prendendo parte alla storia di ciascun attore di questo palcoscenico virtuale. Così, si arriva a conoscere le attività di un Consorzio, i dettagli sul prodotto che tutela, la sua storia, la tradizione che lo ha portato fino a noi e l’impegno quotidiano dei produttori.
A differenza però di pagine e profili creati per scopi commerciali e gestiti dalle aziende, le rappresentanze istituzionali del mondo dei salumi hanno dovuto strutturare la propria presenza sui social media in modo da poter raccontare il prodotto con uno stile tutto nuovo, creando community virtuali interessanti per chi spesso scopre di conoscere ancora troppo poco di questi prodotti.
I presidi social attivi del settore salumi ad oggi sono davvero tanti. SalumiAmo®, creato dall’Istituto Valorizzazione Salumi Italiani (IVSI) con i suoi oltre 26mila fan è un esempio di come ci si possa appassionare e seguire questo mondo. L’IVSI ha creato anche il canale Youtube SalumiamoTv che conta 1500 iscritti con un totale di 950mila visualizzazioni dei video pubblicati.
Esperienze positive arrivano anche dal mondo dei salumi tutelati. Il Consorzio Mortadella Bologna, utilizza Facebook, Twitter, Instagram e Youtube per tenersi in contatto col pubblico di appassionati, per proporre ricette, segnalare gli eventi a cui partecipa durante l’anno, fino ad arrivare a trasmettere una diretta via web dell’evento MortadellaBò, la festa che si tiene abitualmente nel mese di ottobre ogni anno a Bologna. Oppure il Consorzio di Tutela Bresaola della Valtellina, che via Facebook offre spunti creativi in cucina con l’aiuto di una foodblogger e fra i tanti contenuti, propone anche le ‘pillole del nutrizionista’, cioè brevi interventi di carattere nutrizionale in cui un esperto consiglia come consumare la bresaola in una dieta corretta, unendo gusto ed equilibrio: un’iniziativa, questa, che denota la grande attenzione per il tema nutrizionale e che infatti aveva già trovato spazio sul sito del Consorzio, dove gli utenti possono chiedere un consiglio personalizzato all’esperto che è stato messo a loro disposizione.
E ancora, c’è chi anima la propria community con idee innovative, senza dimenticare il comparto trade, come il Consorzio del Prosciutto Toscano DOP, che tiene aggiornati i fan su Facebook e Twitter circa le manifestazioni a cui partecipa il Consorzio e ha indetto il concorso fotografico ‘La vetrina più bella del Natale 2015’ nel dicembre scorso, aperto a tutti gli operatori del dettaglio tradizionale o della ristorazione. Altri interessanti spunti vengono poi dalla pagina Facebook del Consorzio Zampone Modena Cotechino Modena IGP, che pubblica illustrazioni divertenti e diffonde in modo creativo le informazioni sui salumi che tutela, con l’obiettivo di condividere ricette diverse dal solito e destagionalizzare il consumo del prodotto, per portare cotechino e zampone sulle tavole italiane anche nei periodi lontani dalle feste natalizie.
Come non citare il salame italiano DOP più amato, il Salame Cacciatore, che su Facebook ha oltre 20mila fan – fra cui moltissimi giovani – a cui sottopone simpatici quiz, suggerisce accompagnamenti particolari o ricette semplici e veloci per spuntini in compagnia, senza dimenticare di informare il consumatore sul tema degli aspetti nutrizionali, sempre attuale. Il Prosciutto di Modena DOP invece, ha avviato di recente le attività sulle principali piattaforme, ma molto rapidamente ha registrato risultati positivi, come su Facebook (5mila fan), dove condivide ricette e idee creative, oltre a fare un grande lavoro di informazione sul sistema di tutela e garanzia proprio della DOP, con cenni storici sul Consorzio e il rigore con cui viene lavorato secondo regole condivise dai produttori dal 1969. Il Consorzio Salumi DOP Piacentini oltre a raccontare attraverso il proprio sito la storia dei tre salumi DOP, dà la possibilità di scaricare una serie di interessanti pubblicazioni come “I Salumi piacentini nella Storia” o “L’analisi sensoriale dei Salumi Piacentini DOP”. Ha anche una pagina attiva su Facebook con circa 3mila fan.
Diverso invece l’esempio dello Speck dell’Alto Adige IGP, che ha scelto fare sistema con gli altri prodotti tipici della zona del Sud Tirolo e promuovere sui social media in Italia e nel mondo (con la versione inglese del profilo Twitter) un esempio di coesione territoriale delle produzioni agroalimentari, per creare un filo diretto fra gli utenti e un intero paniere di prodotti tradizionali.
IVSI – Istituto Valorizzazione Salumi Italiani – opera dal 1985 con lo scopo di favorire la conoscenza dei salumi tipici e di diffondere una corretta informazione sui valori nutrizionali e sugli aspetti culturali, produttivi e gastronomici di questi prodotti. Sul territorio nazionale l’Istituto Valorizzazione Salumi Italiani ha promosso pubblicazioni editoriali, ricerche di mercato, indagini scientifiche ed altre iniziative ed eventi rivolti ai mass media, opinion leader, comunità scientifica e al vasto pubblico dei consumatori. All’estero sono stati realizzati programmi di promozione dei salumi in Francia, Germania, Belgio, Svezia, Finlandia, Russia, Brasile, Canada, Stati Uniti, Corea del Sud, Giappone ed Hong Kong.[/vc_column_text][vc_separator type=”normal” position=”center”][vc_column_text]I canali social dei Consorzi citati sono:[/vc_column_text][vc_separator type=”normal” position=”center” color=”#ffffff” up=”10″ down=”10″][vc_column_text]SALUMIAMO® (IVSI)
www.salumi-italiani.it
www.facebook.com/SalumiAmo
www.youtube.com/user/SalumiAmoTV[/vc_column_text][vc_separator type=”normal” position=”center” color=”#ffffff” up=”10″ down=”10″][vc_column_text]MORTADELLA BOLOGNA IGP
www.mortadellabologna.com
www.facebook.com/MortadellaBolognam
www.twitter.com/MortadellaBo?lang=it[/vc_column_text][vc_separator type=”normal” position=”center” color=”#ffffff” up=”10″ down=”10″][vc_column_text]BRESAOLA DELLA VALTELLINA IGP
www.bresaolavaltellina.it
www.facebook.com/BresaoladellaValtellinaIGP
https://twitter.com/BresaolaIGP[/vc_column_text][vc_separator type=”normal” position=”center” color=”#ffffff” up=”10″ down=”10″][vc_column_text]PROSCIUTTO TOSCANO DOP
www.prosciuttotoscano.eu
www.facebook.com/prosciutto.toscano
www.twitter.com/prosctoscano[/vc_column_text][vc_separator type=”normal” position=”center” color=”#ffffff” up=”10″ down=”10″][vc_column_text]ZAMPONE MODENA/COTECHINO MODENA IGP
www.modenaigp.it
www.facebook.com/consorziozamponecotechinomodenaigp[/vc_column_text][vc_separator type=”normal” position=”center” color=”#ffffff” up=”10″ down=”10″][vc_column_text]SALUMI DOP PIACENTINI
www.salumidoppiacentini.com
www.facebook.com/Salumi-DOP-piacentini-165280253521948[/vc_column_text][vc_separator type=”normal” position=”center” color=”#ffffff” up=”10″ down=”10″][vc_column_text]PROSCIUTTO DI MODENA DOP
www.consorzioprosciuttomodena.it
www.facebook.com/consorzioprosciuttomodena
www.twitter.com/ConsorzioModena[/vc_column_text][vc_separator type=”normal” position=”center” color=”#ffffff” up=”10″ down=”10″][vc_column_text]SPECK DELL’ALTO ADIGE IGP
www.speck.it
www.facebook.com/suedtirol.prodotti[/vc_column_text][vc_separator type=”normal” position=”center” color=”#ffffff” up=”10″ down=”10″][vc_column_text]SALAME CACCIATORE DOP
www.salamecacciatore.it
www.facebook.com/SalameCacciatore
wwww.twitter.com/CacciatoreDOP[/vc_column_text]
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Promossa a pieni voti la Bresaola della Valtellina IGP.

Sondrio 11 gennaio 2016
Per i bimbi della Valtellina nessun divieto riguardo la Bresaola. A ribadirlo chiaramente è Lorella Cecconami, Direttore Sanitario dell’ATS della Montagna, che riguardo alle notizie recentemente apparse in merito alla presenza del salume nella ristorazione scolastica precisa “Il nostro compito è quello di supervisionare i menù, dando indicazioni e consigli dal punto di vista nutrizionale, in modo da favorire un’alimentazione equilibrata ed adeguata ad ogni fascia d’età. Per quanto riguarda i bambini più piccoli della scuola dell’infanzia, consigliamo di somministrare la Bresaola sempre tagliata a pezzettini, proprio per facilitarne la masticazione, ma non di eliminarla”.
Puntuale la risposta del Consorzio di Tutela Bresaola della Valtellina, che sul tema ha fatto studi scientifici e analisi che testimoniano la valenza del prodotto dal punto di vista nutrizionale, nelle diverse fasi di crescita del bambino.
Paola Dolzadelli, Coordinatrice del Consorzio, sottolinea infatti come la Bresaola della Valtellina IGP sia il salume più leggero per eccellenza. “Povera di grassi, ricca di proteine nobili, di ferro, di sali minerali e vitamine, è un alimento tradizionale, leggero e nutriente e adattissimo a tutte le fasi di crescita del bambino. Tenuto conto della difficoltà nella masticazione nei più piccoli, consigliamo a coloro che gestiscono la ristorazione scolastica di avvalersi al meglio della versatilità del prodotto. Possono essere tanti gli usi della bresaola in cucina, anche come ingrediente di primi e secondi piatti o di piatti unici completi da un punto di vista nutrizionale e spesso assai graditi ai bambini”.
“Oltre ad essere un alimento nutriente e gustoso, la Bresaola della Valtellina è anche un prodotto garantito e sicuro. Il Simbolo giallo e blu dell’Unione Europea, l’Indicazione Geografica Protetta, riportato su tutte le confezioni garantisce che non si tratta di una bresaola qualsiasi ma della Bresaola della Valtellina prodotta dalle nostre aziende locali nel rispetto di un rigoroso disciplinare di produzione” conclude il Consorzio.
Ulteriori rassicurazioni arrivano da Evelina Flachi, Specialista in Scienza dell’Alimentazione e Presidente di Food Education Italy “la bresaola apporta un buon valore proteico con un basso contenuto lipidico. Per i bambini in età scolare tra i 7 e 10 anni, è una buona fonte anche di zinco e ferro”.