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16/03/2022

Bresaola della Valtellina IGP: l’allarme dei produttori per escalation Ucraina e aumento dei costi di produzione e delle materie prime

  • Il costo della carne bovina proveniente dal Sud America ha subito aumenti oscillanti fra il 30 ed il 40% mentre quella dall’UE è nell’ordine del +30% sul 2021
  • Sono aumentati i costi di imballaggi ed energetici (massimi storici sui mercati del costo di gas e di petrolio), di trasporto merci, carburanti, compreso l’andamento negativo del cambio Euro/Dollaro
  • Il conflitto in Ucraina mette a rischio l’approvvigionamento regolare di energia e ha generato l’aumento dei costi di materie prime fondamentali per l’allevamento dei bovini da carne (grano, mais e girasole)
  • Il Consorzio di Tutela Bresaola della Valtellina esprime forte preoccupazione e lancia l’appello a fare sistema all’interno della filiera, con la collaborazione necessaria delle istituzioni

 

Da mesi si parla della tempesta perfetta che si è abbattuta, a livello nazionale ed internazionale, su tutti i diversi ambiti della filiera produttiva e logistica alimentare con una importante tensione dei prezzi. Oggi, agli effetti perduranti della pandemia si sono aggiunti anche gli aumenti dei costi energetici e le ricadute sempre più gravose della crisi russo-ucraina. Il fenomeno sta avendo un impatto importante anche sul comparto della Bresaola della Valtellina IGP. L’innalzamento complessivo dei costi di produzione non può più essere metabolizzato dai soli produttori, che rischiano di essere schiacciati dalle logiche deformate del mercato.

 

Il Consorzio di Tutela Bresaola della Valtellina esprime forte preoccupazione. L’escalation di questi accadimenti non rende più la situazione controllabile e pianificabile e va ad aggiungersi alle difficoltà che, già a partire dal 2019, il comparto ha dovuto fronteggiare sull’aumento di domanda di carni bovine da parte di Paesi come la Cina, ma non solo, colpita da una minor disponibilità di carni suine a causa della peste suina, facendo lievitare i prezzi delle carni in approvvigionamento e determinando l’impossibilità di competere con i prezzi di acquisto garantiti dagli importatori cinesi.

 

Un ulteriore forte incremento del prezzo delle carni bovine è stato causato dalla riduzione della macellazione all’origine e dal rallentamento complessivo delle operazioni di logistica e sdoganamento delle carni, riducendo la disponibilità di materia prima sui mercati internazionali. Mettendo a confronto mercati diversi di approvvigionamento, le carni provenienti dal Sud America hanno subito aumenti oscillanti fra il 30 ed il 40% (il taglio “fesa” fra le quotazioni dei primi mesi del 2021 ed il corrispondente periodo del 2022 ha subito incremento di prezzo da circa 7,00 €/kg a 9,70/10,00 €/kg). Mentre, a livello UE, gli aumenti della materia prima sono dell’ordine del 30% nel 2022 rispetto al 2021 (il taglio “fesa” fra le quotazioni dei primi mesi del 2021 ed il corrispondente periodo del 2022 ha subito incremento di prezzo da circa 8,00 €/kg a 10,20/10,40 €/kg). Al forte incremento del costo della carne, si aggiungono gli accresciuti costi di imballaggi ed energetici (massimi storici sui mercati del costo di gas e di petrolio), di trasporto merci, carburanti e molti altri, compreso l’andamento del cambio Euro/Dollaro che rimane caratterizzato da una

 

pressione al ribasso, che impatta negativamente sugli acquisti.

Il conflitto in Ucraina ha esacerbato ulteriormente una situazione già difficile ed è impossibile fare previsioni. Ma è certo che, a causa delle relazioni commerciali estere esistenti, è a rischio l’approvvigionamento regolare di materie prime ed energia. In Europa, è già in atto un aumento di prezzi smisurato di gas e di materie prime fondamentali per l’allevamento dei bovini da carne come il grano, il mais e il girasole. Questo aspetto rischia di determinare un anticipo della macellazione o addirittura il blocco degli allevamenti per rinuncia alla produzione, con ulteriori aumenti dei prezzi e il crollo delle produzioni alimentari di origine animale, bresaola compresa.

 

Tutti questi fattori sono destinati a gravare in modo non più sostenibile sulla filiera produttiva della Bresaola della Valtellina IGP, poiché comprimono, in modo divenuto oggettivamente intollerabile, fatturato e margini delle aziende certificate: un aumento dei prezzi di materie prime e altre componenti fondamentali per la produzione (energia, gas etc) che non ha caratteri di temporaneità, che non ha precedenti e non permette neppure di pianificare rispetto al futuro.

 

Malgrado gli sforzi profusi ormai da alcuni mesi, l’innalzamento complessivo dei costi di produzione non può più essere metabolizzato dai soli produttori. Il comparto Bresaola della Valtellina IGP è sotto pressione altissima. Il Consorzio di Tutela Bresaola della Valtellina lancia l’appello affinché tutti gli attori della filiera, dai produttori alla distribuzione fino alle Istituzioni e la politica, riflettano e agiscano responsabilmente per garantire continuità e sopravvivenza all’intero comparto. Solo facendo sistema sarà possibile affrontare e superare una situazione come quella attuale.

Questa azione è stata realizzata con il cofinanziamento del Fondo Europeo Agricolo per lo Sviluppo Rurale (FEASR) -PROGRAMMA DI SVILUPPO RURALE 2014-2020 DELLA LOMBARDIA -GRUPPO DI AZIONE LOCALE VALTELLINA: VALLE DEI SAPORI 2014-2020 SCARL.

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14/03/2022

Bresaola della Valtellina IGP il salume tipico amato da 38 milioni di italiani a Expo Dubai 2020

Il Consorzio di Tutela Bresaola della Valtellina sarà ospite della Regione Lombardia, presso l’Hotel InterContinental di Dubai, nell’ambito di una convenzione attivata con la Fondazione Politecnico di Milano, in qualità di ambasciatore del made in Italy

 

La sua origine si perde nella notte dei tempi: nota già all’epoca in cui Leonardo Da Vinci dipingeva la Gioconda, la sua genesi è antecedente ed è da congiungersi alla tradizione tipica dei territori alpini di conservare le carni mediante salatura ed essiccazione. Negli ultimi 20 anni, il suo gradimento è aumentato in modo costante ed esponenziale, elevandosi da salume tipico a eccellenza di largo consumo, amato in Italia e all’estero. Oggi la Bresaola della Valtellina IGP è un piacere alla portata di tutti: solo nel nostro Paese è amata e consumata abitualmente da 38 milioni di italiani. Mentre all’estero, solo nel 2020, sono state consumate 900 tonnellate di prodotto certificato: piace in Europa (Francia, Germania, UK, Spagna, Danimarca e Svezia tra i principali mercati di sbocco) ma anche in Canada, Svizzera, Emirati Arabi, Qatar, Armenia, Macedonia, e altri ancora fino ad Hong Kong.

 

I motivi del suo successo sono tanti. Gli appassionati sono stati sedotti dal mix di ingredienti che caratterizzano questo prodotto tipico, unico e inimitabile, garantito dal 1996 dal marchio comunitario IGP: dalla qualità della carne utilizzata alla sicurezza dell’attento processo con cui viene prodotta, fino al suo sapore e alla sua leggerezza. Un connubio unico di conoscenze, tradizione familiare e storia di un territorio di cui è diretta espressione: oggi chi dice Valtellina dice bresaola, hanno in comune persone, tradizione, cultura e storia. Un legame sempre più apprezzato che posiziona la Valtellina tra le mete turistiche di tendenza. Perché anche il turismo gastronomico riveste un ruolo fondamentale nella conoscenza: le presenze straniere in Valtellina sono quasi raddoppiate negli ultimi 10 anni, con un impatto direttamente proporzionale sull’export di Bresaola.

Proprio per omaggiare il legame indissolubile tra la Valtellina e il salume tipico IGP, il Consorzio di Tutela Bresaola della Valtellina ha lanciato nel 2021 la campagna “Destinazione Bresaola”, che continuerà anche nel 2022 con la seconda edizione.

 

La zona tipica di produzione di questo salume è il territorio della Provincia di Sondrio. Il clima irripetibile della Valtellina e la conformazione particolare della valle giocano un ruolo fondamentale per rendere unica e inimitabile la Bresaola della Valtellina IGP. L’aria fresca e pulita che discende dal cuore delle Alpi e assume d’estate i profumi dei fiori e delle erbe aromatiche degli alpeggi si incontra nel fondovalle con la mite Breva, la tipica brezza che risale dal Lario (Lago di Como), generando un clima ideale per la graduale stagionatura della Bresaola, ottenendo un prodotto conservabile anche mediante una salatura contenuta e perciò morbido e moderatamente sapido, il cui gusto unico lo rende versatile e adatto a tante diverse preparazioni, e le cui caratteristiche nutrizionali lo rendono adatto all’interno di un regime alimentare di chiama la forma e lo sport.

 

Per la produzione della Bresaola della Valtellina IGP vengono utilizzati solo tagli di prima categoria, i più pregiati e teneri, tratti esclusivamente dalla coscia di bovini di razze selezionate, preferibilmente allevati all’aperto e al pascolo e nutriti con alimenti selezionati. È una scelta di qualità che contribuisce ad assicurare carni migliori, sia dal punto di vista organolettico che nutrizionale, caratterizzando il prodotto e rendendolo ideale per tutta la famiglia, ottimo in purezza e versatile in cucina, adatto a diverse preparazioni: dalla pausa pranzo in ufficio o in smartworking, a una cena a frigo vuoto, una ricetta fantasiosa, un piatto leggero e nutriente adatto a tutte le fasi di crescita.

 

IGP, GARANZIA DI QUALITÀ E MADE IN ITALY

Ogni produttore ha la sua ricetta segreta che rende unico il proprio prodotto, ma c’è una caratteristica comune: il marchio di qualità. Dal 1996 la vera Bresaola della Valtellina è garantita dall’IGP, utilizzato esclusivamente dalle aziende certificate della Provincia di Sondrio, che si attengono al rigoroso Disciplinare di Produzione. Solo il prodotto stagionato che supera i controlli chimici, sensoriali e merceologici previsti dal Disciplinare può essere messo in commercio contrassegnato con il marchio IGP. Il documento ufficiale, che si compone di 8 articoli (denominazione, zona di produzione, materie prime, metodo di elaborazione, stagionatura, caratteristiche, controlli, designazione e presentazione) individua le caratteristiche di composizione e di lavorazione, con il compito di tutelare l’identità e la tipicità artigianale del prodotto, anche nei processi di produzione su scala industriale. Il controllo è realizzato a più livelli: quello svolto dalle autorità sanitarie, l’autocontrollo del produttore e il controllo dell’Ente terzo di certificazione e sorveglianza indipendente. Se non vengono rispettati tutti i requisiti previsti la Bresaola viene declassata e non può essere messa in commercio con la denominazione Bresaola della Valtellina IGP, che oggi rappresenta un’eccellenza della tradizione gastronomica italiana, contribuendo al prestigio del Made in Italy in tutto il mondo.

 

CONSORZIO DI TUTELA BRESAOLA DELLA VALTELLINA: UN RUOLO IN EVOLUZIONE

Il successo della Bresaola della Valtellina IGP è legato indissolubilmente all’attività svolta dall’omonimo Consorzio di Tutela. Costituitosi il 23 maggio 1998, e riconosciuto dal MIPAAF con Decreto ministeriale nel 2004, il Consorzio ha seguito il complesso e rigoroso iter di attuazione del marchio IGP ed è nato con l’obiettivo di promuovere e valorizzare, vigilare sulla denominazione e sul prodotto, nella tutela di produttori e consumatori. Ed opera in sintonia con il territorio tipico di produzione. Il Consorzio, infatti, è inserito all’interno della proposta territoriale, agroalimentare e turistica, a supporto dei produttori, dislocati nella provincia di Sondrio. Nel corso di questi 20 anni, il ruolo è cresciuto abbracciando competenze sempre più ampie, di pari passo con l’incremento di notorietà della Bresaola della Valtellina IGP, promuovendo con iniziative a tutto tondo il valore del prodotto, proteggendolo da abusi, atti di concorrenza sleale, contraffazioni e uso improprio della denominazione tutelata. Inoltre, offre un servizio di formazione e aggiornamento continuo alle aziende, cura le relazioni con le Istituzioni e gestisce le proposte di modifica al Disciplinare. 

 

Questa azione è stata realizzata con il cofinanziamento del Fondo Europeo Agricolo per lo Sviluppo Rurale (FEASR) -PROGRAMMA DI SVILUPPO RURALE 2014-2020 DELLA LOMBARDIA -GRUPPO DI AZIONE LOCALE VALTELLINA: VALLE DEI SAPORI 2014-2020 SCARL.

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10/03/2022

Gli abbinamenti con la Bresaola della Valtellina IGP per il “perfect match” cromatico ed emotivo

Abbinare la Bresaola della Valtellina IGP è un’arte che incontra molti alleati in diverse categorie di alimenti. Sul piano cromatico, ci si può sbizzarrire dando spazio alla fantasia negli accostamenti con il suo rosso intenso che, nella cromoterapia, è sinonimo di forza, sicurezza e ottimismo. Ecco alcune suggestioni cromatiche per il “perfect match” emozionale.

 

#1 ARANCIONE/GIALLO, MIGLIORA LA PERCEZIONE DI BENESSERE E DI SPERANZA

Assolutamente da provare il match tra il rosso della Bresaola della Valtellina IGP e il giallo della frutta esotica. L’ananas crea un equilibrio interessante mentre il mango a perfetta maturazione regala note fresche e dolci. Accostamento più intraprendente quello con l’arancia, il caco, l’albicocca, il melone. Con una grattugiata di tuorlo d’uovo sodo, non solo genera un piacevole effetto estetico a contrasto, ma anche dolcezza e sapidità che ricordano sentori di spezie.

 

#2 ROSSO, IL COLORE DELLA FORZA CONTRO MALINCONIA E INSICUREZZA

Per gli amanti del ton sur ton, tripudio di rosso con Bresaola della Valtellina IGP e pomodorino, melagrana o bacche rosse. Con i loro profumi dolci e decisi, si uniscono alla delicata freschezza delle spezie del salume esaltandone la varietà e la complessità. Ricordate però: la frutta deve essere alla giusta maturazione, così da esaltare la delicatezza della Bresaola della Valtellina IGP.

 

#3 VERDE? È ANTISTRESS ED È UN OTTIMO ALLEATO PER RITROVARE CALMA E AUTONOMIA

Tutto l’universo ‘veg’ si sposa naturalmente con la Bresaola della Valtellina IGP. Basta fare attenzione alle proporzioni. Che siano avocado, zucchina, erbetta e spinaci ogni accostamento è promosso. Ma l’abbinamento degli abbinamenti inediti nelle verdure è con il finocchio, che con il suo profumo delicato, leggermente balsamico, si accompagna a meraviglia con la bresaola.

 

#4 BLU: VALIDO ALLEATO IN CASO DI STRESS, INSONNIA, NERVOSISMO

L’accostamento rosso/blu crea un mix di emozioni positive in grado di contrastare malinconia, stress, insonnia e nervosismo. Quindi via libera a Bresaola della Valtellina IGP e melanzane, ribes, radicchio, more, prugne. In ultimo i fichi secchi: questa è la vera sorpresa, la vera esperienza. Un frutto dolce e delicato, che esalta l’aromaticità del salume tipico certificato.

 

#5 BIANCO, SIMBOLEGGIA LA PACE, L’ONESTÀ E LA LUCIDITÀ

Il pane bianco da solo con la Bresaola della Valtellina IGP, la valorizza al massimo. Ma vale lo stesso anche per i formaggi: perfetto il Valtellina Casera stagionato, il formaggio di capra, il Bitto (con parsimonia, per non coprire il gusto della bresaola), lo Scimudin, formaggio fresco a pasta molle a breve stagionatura. Da provare anche con la mozzarella di bufala: la sostiene alla perfezione, senza coprirla. Un matrimonio inaspettato.

 

 

 

Questa azione è stata realizzata con il cofinanziamento del Fondo Europeo Agricolo per lo Sviluppo Rurale (FEASR) -PROGRAMMA DI SVILUPPO RURALE 2014-2020 DELLA LOMBARDIA -GRUPPO DI AZIONE LOCALE VALTELLINA: VALLE DEI SAPORI 2014-2020 SCARL.

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Cromoterapia a tavola: i colori degli alimenti che fanno bene all’umore ecco il carrello della spesa per nutrire energia, ottimismo e speranza

Dalla lotta al virus alla guerra in Ucraina è stato un attimo. Secondo gli esperti di psichiatria, il sovraccarico da stress emotivo rischia di bruciare le energie derivanti da quello che sembrava un ritorno alla normalità. Il consiglio degli esperti? Nutrire emozioni e umore con la cromoterapia a tavola. Dal Consorzio di Tutela Bresaola della Valtellina, con l’aiuto della psicologa e psicoterapeuta Gaia Vicenzi, arriva la guida sull’alimentazione a colori. Cinque classi di colori che racchiudono emozioni diverse. Il must immancabile? Il rosso della Bresaola della Valtellina IGP. Il salume light tipico, con il suo apporto di Triptofano, Ferro, Proteine e Vitamina B è sinonimo di forza, vitalità e ottimismo. 

 

Senza che ce ne accorgessimo, siamo passati in un attimo dalla lotta al virus alla guerra in Ucraina. Le preoccupazioni sui contagi sono passate in secondo piano, le conseguenze disastrose degli scontri sono il pensiero costante di questi giorni e l’umore non è al massimo. Secondo la Società Italiana di Psichiatria (SIP), il mix di guerra e pandemia rende le persone più instabili, insicure e impotenti, incentivando il disagio psichico già attivato da due anni di pandemia, con il rischio di sviluppare un esaurimento emotivo da sovraccarico di stress con ansia e disturbi dell’umore, proprio mentre tornavamo timidamente a sperimentare e riassaporare sentimenti di fiducia e speranza per il futuro.

 

Per avere la forza di affrontare gli effetti che potrebbe avere sulla psiche la compresenza di guerra e pandemia, è necessario disporre di una riserva di energia, speranza ed equilibrio emotivo. Un aiuto può arrivare dai colori e dall’alimentazione con la cromoterapia a tavola. Ogni colore ha la capacità di influenzare le nostre emozioni e i nostri comportamenti. Ce lo insegna la cromoterapia, un vero e proprio trend che, passando dall’armocromia nella scelta degli outfit e dei fiori, ingloba a 360° anche l’alimentazione. Il Consorzio di Tutela Bresaola della Valtellina, con l’aiuto di Gaia Vicenzi, psicologa e psicoterapeuta, che tiene seminari sul valore del colore nel quotidiano, lancia la guida sulla cromoterapia a tavola per nutrire le emozioni e caricarsi di energia positiva.

 

I COLORI TRASMETTONO INFORMAZIONI ALLE EMOZIONI: LA SPIEGAZIONE SCIENTIFICA

La scienza parla chiaro: i colori sono indispensabili per ritrovare l’armonia e l’equilibrio psicofisico. Proprio per questo, la cromoterapia è praticata anche a tavola. Ogni alimento possiede una sua specifica “valenza cromatica”: i colori dei cibi ci forniscono informazioni sulla loro qualità e freschezza, influenzando le nostre scelte alimentari, facendoci preferire il colore più affine al nostro stato d’animo, agendo direttamente sui livelli di energia e sul nostro stato emotivo. La temperatura del corpo cambia, cambia la luminosità, avvengono reazioni chimiche e elettriche, l’energia trasmessa viene in parte riflessa, in parte assorbita. E una spiegazione scientifica c’è: i colori sono costituiti da onde elettromagnetiche con una loro frequenza specifica all’interno dello spettro della luce bianca. Queste frequenze ci inviano messaggi che sollecitano risposte, sottoforma di energia, attraverso la vista, la pelle e la calotta cranica. Secondo alcune teorie, poi, i colori dilatano o restringono i vasi sanguigni, aumentano la produzione di globuli rossi, bianchi ed enzimi, rinforzano il sistema immunitario e i tessuti e favoriscono l’ossigenazione del sangue.

 

 

“La continua esposizione all’imprevedibilità, prima del virus, ora degli scenari di combattimenti alle porte, può renderci disorientati – come spiega Gaia Vicenzi, psicologa e psicoterapeuta. Per affrontare la stanchezza emotiva è importante prendersi cura di sé stessi e se il benessere passa anche per il cibo, il cibo si declina – oltre che in diverse varietà nutritive – in colori differenti. Ad ogni alimento il proprio colore, ad ogni colore la propria forza. I colori agiscono sul nostro stato d’animo, influenzando le nostre emozioni”.  

 

CROMOTERAPIA A TAVOLA: LA GUIDA DEL CONSORZIO DI TUTELA BRESAOLA DELLA VALTELLINA

Tra mille e più sfumature, è possibile classificare tutti i colori in 5 classi: arancione, rosso, verde, blu, e bianco. Ad ogni classe, appartengono innumerevoli alimenti e altrettante emozioni. “L’ideale, per un buon equilibrio psicofisico – continua Gaia Vicenzi – è coprire tutte le classi, con le relative emozioni, nell’arco della giornata, così come avviene in ambito nutrizionale con la Dieta Mediterranea. Inoltre, assumere due alimenti di due colori diversi, equivale a creare il giusto equilibrio elettromagnetico. Cerchiamo, quindi, di comporre un carrello della spesa suddiviso per colore. Al supermercato, può essere anche un gioco piacevole da fare in compagnia dei propri figli”.

 

#1 ARANCIONE/GIALLO, MIGLIORA LA PERCEZIONE DI BENESSERE E DI SPERANZA

L’arancione è il colore dell’apertura. Induce serenità, allegria e ottimismo, stimola l’appetito e la sinergia fisica e mentale. Il giallo, colore caldo che sprigiona un’intensa forza vitale, migliora la percezione di benessere e di speranza, aumenta la capacità di concentrazione, aiuta a liberare la mente dai pensieri negativi e induce a assaporare la libertà. Il consiglio? Una nota di giallo o arancione ogni giorno, non guasta mai. Gli alimenti che rientrano in questa categoria, quali albicocche, meloni, agrumi, zucca, pesche, carote e ananas, aiuteranno a migliorare la capacità di ascolto interiore e a saper dare retta al proprio corpo e alle emozioni.

 

#2 ROSSO, IL COLORE DELLA FORZA CONTRO MALINCONIA E INSICUREZZA

Il rosso è un colore caldo, rivitalizzante, spesso associato alla passione. Comunica forza e sicurezza, con effetti positivi contro malinconia, depressione e insicurezza. Esprime una condizione di stimolo, aumentando il battito cardiaco e la frequenza respiratoria, migliorando la circolazione sanguigna e stimolando l’attività nervosa. Pomodori, fragole, ravanelli, barbabietole rosse, uva rossa, crescione, melograno, ciliegie, peperoncino… e Bresaola della Valtellina IGP. Il salume light tipico contiene triptofano, un aminoacido essenziale precursore della serotonina, ormone che agisce come neurotrasmettitore, controlla l’umore a livello cerebrale e provoca il restringimento dei vasi sanguigni.

 

#3 VERDE? È ANTISTRESS ED È UN OTTIMO ALLEATO PER RITROVARE CALMA E AUTONOMIA

Il verde è un colore freddo, crea armonia e calma, evoca autonomia e tenacia. Se si è stanchi e stressati è quello che ci vuole per ritrovare il proprio baricentro. È il colore della natura, del relax, della calma e della serenità. Promuove il benessere dell’organismo, aumenta la vitalità e ripristina l’equilibrio di tutte le sue funzioni. A livello fisico disintossica e decongestiona l’organismo, è molto utile in caso di mal di testa, nevralgie e febbre. Mangiando verde, ti sentirai più tranquillo e in pace con il mondo. Via libera a frutta, verdura e ortaggi: avocado, cetrioli, lattuga, rucola, olive, spinaci, asparagi, fagiolini, lime, piselli, kiwi, broccoli, prezzemolo, basilico e mele verdi saranno grandi alleati.

 

#4 BLU: VALIDO ALLEATO IN CASO DI STRESS, INSONNIA, NERVOSISMO

Il blu è il colore dell’intelletto, capace di stimolare la distensione, la tranquillità e la fiducia. Le parole chiave sono sensibilità, calma e serenità. Aiuta nell’introspezione, ed è un valido alleato in caso di stress, insonnia, nervosismo. Nelle sfumature indaco, acquisisce potere di equilibrio tra emisfero destro e sinistro del cervello. Ha un forte potere purificante, meditativo e della riflessione profonda. Mentre il viola è simbolo di intelligenza, conoscenza, santità e devozione religiosa. Gli alimenti di questa categoria: melanzane, fichi, frutti di bosco, prugne, radicchio, uva nera e bacche di açai.

 

#5 BIANCO, SIMBOLEGGIA LA PACE, L’ONESTÀ E LA LUCIDITÀ

Il bianco, colore freddo, è simbolo di purezza, verità, innocenza, freschezza e rinascita. Contiene tutti i sette colori dell’iride e nella sua chiarezza, simboleggia la pace, l’onestà, l’intelligenza e la lucidità. Mangiare bianco aiuta ad affrontare le sfide quotidiane con maggior equilibrio e consapevolezza. È il colore da scegliere quando abbiamo buoni propositi e ci sentiamo carichi dell’energia giusta per metterli in pratica. Latte, yogurt, banane, mele e pere bianche, aglio, ceci, cipolle bionde, cavolfiore, finocchi, funghi, indivia e porri hanno potere rivitalizzante, rigenerano l’organismo e schiariscono la mente.

 

 

Questa azione è stata realizzata con il cofinanziamento del Fondo Europeo Agricolo per lo Sviluppo Rurale (FEASR) -PROGRAMMA DI SVILUPPO RURALE 2014-2020 DELLA LOMBARDIA -GRUPPO DI AZIONE LOCALE VALTELLINA: VALLE DEI SAPORI 2014-2020 SCARL.

 

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07/03/2022

Franco Moro, presidente Consorzio tutela Bresaola Valtellina: ‘Flessibilità e capacità di adattarsi’

Il presidente del Consorzio ha sottolineato come il marchio IGP abbia contribuito alla crescita del prodotto e trainato l’intero sistema

Per la serie Blasting Talks intervistiamo Franco Moro, presidente del Consorzio di tutela della Bresaola di Valtellina che garantisce la provenienza di questo raffinato prodotto, ne promuove l’immagine e lo salvaguardia da imitazioni e contraffazioni. Dal 1996 la vera Bresaola della Valtellina è garantita dal marchio comunitario di Indicazione Geografica Protetta, utilizzato esclusivamente dai produttori certificati della Provincia di Sondrio, che si attengono al rigoroso Disciplinare di Produzione.

Blasting Talks è una serie di interviste esclusive con business e opinion leader nazionali e internazionali per capire come la pandemia di coronavirus abbia accelerato il processo di digitalizzazione e come le aziende stiano rispondendo a questi cambiamenti epocali.

È possibile leggere le altre interviste della serie sul canale BlastingTalks Italia.

Il presidente Consorzio tutela Bresaola Franco Moro: ‘La crisi globale ha colpito il sistema’

Si parla di ripartenza in moltissimi settori produttivi, in che modo il Consorzio sta affrontando questo momento? Avete cambiato il vostro modello di business o state ripercorrendo quello che è sembrato vincente degli ultimi anni?

Flessibilità e capacità di adattarsi ad uno scenario in continuo cambiamento sono stati ingredienti fondamentali per affrontare le sfide di questo periodo. Sicuramente è stato necessario apportare delle modifiche agli investimenti, per non gravare eccessivamente sulle aziende, già provate dalla pandemia e dall’aumento dei costi produttivi.

In secondo luogo, siamo andati ad operare sulle strategie di comunicazione, al fine di rinforzare quei contenuti chiave che possano sostenere i consumi e dare valore ai plus del prodotto, che sono amati e apprezzati dai consumatori. E nel fare questo, ci ha sicuramente supportato la nostra campagna “Destinazione Bresaola”.

A due anni dall’inizio della pandemia è possibile stilare un bilancio della fase emergenziale?

Le attività del Consorzio sono state colpite dalla crisi globale, approvvigionamenti, logistica e distribuzione?

Sicuramente la crisi globale ha colpito il sistema, andando ad incidere sugli approvvigionamenti e portando a forti difficoltà logistiche, cali nelle spedizioni e di conseguenza, importanti aumenti nei costi. Per ovviare a queste problematiche abbiamo chiesto una modifica temporanea del disciplinare, al fine di far fronte alle difficoltà legate agli approvvigionamenti, operando comunque nel rispetto della qualità del prodotto finito.

Ovviamente non si possono ignorare gli ultimi eventi della politica internazionale, che stanno incidendo negativamente su tutti i comparti, con la problematica del caro energia e l’aumento dei costi delle materie prime e degli imballaggi.

In questi ultimi due anni avete notato dei cambiamenti nelle abitudini di consumo dei vostri clienti? Il prodotto in vaschetta è il prodotto di maggior traino per il Consorzio?

Le abitudini sono sicuramente cambiate, con una contrazione nei consumi che nel 2020 ha toccato il -8%, motivata soprattutto dal calo dei consumi fuori casa e dalla chiusura dell’Horeca. Fortunatamente stiamo assistendo a una forte ripresa: il consumatore ama la Bresaola della Valtellina IGP ed è tornato a comprarla e consumarla.

In questo scenario il prodotto in vaschetta si è rivelato una forza trainante nel mercato, quando ancora, a causa della pandemia, persisteva la paura di acquistare gli alimenti direttamente dal banco.

Da Consorzio locale siete ormai diventati un brand internazionale, cosa vi ha fatto capire che potevate fare questo salto e chi sono stati gli attori protagonisti di questa crescita? Il marchio IGP che impatto ha avuto sul vostro business?

Da questo punto di vista è fondamentale il ruolo del marchio IGP, che ha trainato il sistema non solo in termini di volumi produttivi, ma anche di standard qualitativi e di notorietà: questo ci ha permesso di affermarci come un’eccellenza del Made in Italy in tutto il mondo.

La Bresaola a marchio IGP si pone come un importante ambasciatore della qualità valtellinese, in Italia e all’estero, con un forte turismo gastronomico da paesi come Francia, Germania, UK, Spagna. E in Italia la consumano 8 italiani su 10.

Spesso le cronache riportano di sequestri alle dogane su carne non certificata importata in modo illegale che viene poi trasformata negli stabilimenti sul nostro territorio, come si tutela il Consorzio da eventuali tentativi di frodi?

Siamo tranquilli da questo punto di vista poiché siamo protetti da diversi livelli di tutela, con rigorosi controlli che vengono effettuati a livello nazionale e internazionale dalle Istituzioni di riferimento. A ciò si aggiungono ovviamente le verifiche effettuate negli stabilimenti di produzione dai produttori stessi e dalle autorità sanitarie.

E non dobbiamo dimenticare l’ulteriore garanzia dell’IGP, che prevede il rispetto ulteriore di uno specifico Piano dei controlli e quindi il controllo di un Ente terzo di sorveglianza.

La Bresaola della Valtellina è un prodotto molto imitato all’estero, ma anche in Italia, come si può aiutare il consumatore a riconoscere una Bresaola contraffatta?

In realtà più che di imitazioni dovremmo parlare di produzioni similari o affini poiché il mondo della bresaola è molto variegato ed espressione di un territorio ricco di tradizioni e di suggestioni diverse che convivono. Possiamo dire che il fenomeno dell’Italian Sounding non è così impattante in questo momento tuttavia al riguardo come Consorzio abbiamo una soglia di attenzione molto alta.

Come riconoscere la vera Bresaola della Valtellina? Leggendo innanzitutto l’etichetta, che riporta sempre la denominazione completa e il marchio giallo e blu dell’UE di Indicazione Geografica Protetta e ovviamente i necessari requisiti di legge. Gli strumenti di designazione e presentazione sono quelli previsti dal disciplinare, che permettono al consumatore di diffidare dalle imitazioni e riconoscere subito il prodotto.

In che modo le attività del Consorzio incontrano le esigenze del turismo locale? Abbiamo letto degli itinerari enogastronomici “Destinazione Bresaola”, avete già tracciato un bilancio di questa iniziativa? Si ripeterà in futuro ampliando l’offerta?

Come abbiamo detto la Bresaola promossa e tutelata dal Consorzio è un prodotto che funge da “ambasciatore” della Valtellina: chi dice Valtellina dice Bresaola.

Con “Destinazione Bresaola” abbiamo costruito un percorso coerente, con dieci sentieri di trekking e dieci panini (ovviamente a base di Bresaola), andando incontro alle tendenze del turismo nel 2021, all’insegna di attività outdoor e scoperta dell’offerta enogastronomica locale. Un nuovo “ritorno” sul territorio, dopo un anno passato in lockdown. L’iniziativa ha avuto successo: la Bresaola della Valtellina si è confermata un prodotto di tendenza e ha rafforzato il suo legame con il territorio. Ovviamente stiamo già lavorando alla seconda parte della campagna, che riprenderà il cuore pulsante di “Destinazione Bresaola”, ma con tante novità: rimanete “sintonizzati” per saperne di più!

Quali sfide attende il Consorzio nei prossimi mesi e anni?

Quali progetti avete per ripartire dopo la pandemia?

Indubbiamente le sfide più pressanti sono legate agli incrementi elevati dei costi produttivi e soprattutto della carne bovina e alle difficoltà nel ripartire queste spese sulla filiera distributiva, in modo tale da garantire ai produttori margini adeguati che rendano tali costi. Ciò è fondamentale soprattutto per un comparto come quello della Bresaola della Valtellina IGP che ha un valore importantissimo per la provincia di Sondrio. È una sfida che stiamo affrontando con determinazione e grande senso di responsabilità.

Fonte: Blasting News