Mese: Marzo 2026
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Sonno e alimentazione, “vero o falso?”

Il decalogo per disinnescare lo sleep terrorism e dormire meglio
Alcuni luoghi comuni sono ancora duri a morire… Per fare chiarezza sul rapporto tra qualità del sonno e alimentazione, Michelangelo Giampietro, medico specialista in medicina dello sport e in scienza dell’alimentazione, ha realizzato per il Consorzio di Tutela Bresaola della Valtellina un decalogo che sfata alcune delle fake news più diffuse su come le scelte alimentari – e non solo – influenzino l’orologio biologico.
- Bisogna dormire 8 ore per stare bene
FALSO! Non esiste una durata universalmente valida per tutti. Come dimostrato dallo studio della UK Biobank, contano molto di più la regolarità degli orari e la qualità del riposo. L’ossessione per il “numero perfetto” può generare lo stress da sleep terrorism.
- La temperatura corporea influenza il sonno più del buio
VERO! Per scivolare nel sonno profondo, la temperatura interna del corpo deve calare. Pasti ricchi di grassi innalzano il calore interno a causa di una digestione laboriosa, agendo come una “sveglia” biologica che disturba il ritmo circadiano.
- I carboidrati la sera sono “vietati” per chi vuole dormire bene
FALSO! Pasta, riso o pane (meglio se integrali) contengono triptofano e stimolano la produzione di insulina, che ne facilita il trasporto nel cervello. Una cena di sola carne, senza una quota di carboidrati, rende paradossalmente più difficile la sintesi della melatonina.
- La Bresaola della Valtellina IGP è una scelta strategica per chi cena tardi
VERO! Grazie al processo di stagionatura, le sue proteine sono già parzialmente “semplificate” (proteolisi) e quindi più veloci da digerire. Ciò contribuisce a rendere il processo digestivo più efficiente, senza appesantire l’organismo prima del riposo notturno.
- Il cioccolato fondente la sera è un ottimo rilassante
FALSO! Nonostante sia un alimento eccellente, contiene tracce di caffeina e teobromina. Queste sostanze nervine possono aumentare la frequenza cardiaca, rendendo più difficile l’addormentamento nei soggetti sensibili.
- Il magnesio è il minerale del relax
VERO! Contribuisce alla normale funzione del sistema nervoso e alla distensione muscolare. La Bresaola della Valtellina IGP, per esempio, è ricca di magnesio, così come di zinco e potassio, preziosi alleati per evitare risvegli contratti o tesi.
- La qualità delle proteine conta più della quantità
VERO! Non sono gli alimenti che contengono proteine a disturbare il sonno, ma la loro composizione. Alimenti ricchi di grassi richiedono una digestione più lunga e possono interferire con il fisiologico abbassamento della temperatura corporea necessario per addormentarsi. Le proteine magre e facilmente digeribili, come quelle della Bresaola della Valtellina IGP, si inseriscono meglio in una cena leggera, contribuendo a un equilibrio metabolico che favorisce il riposo.
- Il sonno non ha nulla a che fare con il recupero muscolare
FALSO! Durante la notte l’organismo attiva processi di riparazione e rigenerazione dei tessuti, sostenuti anche da un adeguato apporto proteico nella giornata. Inserire a cena una fonte proteica magra e facilmente digeribile – per esempio 40-50 gr di Bresaola della Valtellina IGP due volte la settimana – contribuisce a fornire gli amminoacidi necessari all’organismo senza sovraccaricare la digestione, favorendo un recupero più efficiente durante il riposo.
- Durante la digestione del latte si liberano sostanze sedative
VERO! La digestione delle caseine produce dei peptidi (casomorfine) che agiscono sui recettori cerebrali stimolando un naturale effetto sedativo e di benessere, ideale per conciliare l’arrivo del sonno.
- La regolarità dei pasti “allena” il nostro orologio biologico
VERO! Cenare ogni sera alla stessa ora aiuta a sincronizzare i ritmi circadiani. Il corpo impara a preparare la produzione di ormoni del riposo in anticipo, trasformando l’addormentamento in un processo fluido e naturale.
I contenuti nutrizionali presentati si riferiscono a una persona sana, senza allergie, intolleranze alimentari o problematiche di salute particolari. Le informazioni hanno scopo puramente informativo e non intendono sostituire il parere di un professionista sanitario. Per esigenze specifiche o condizioni cliniche individuali, è sempre consigliato rivolgersi al proprio medico o a un nutrizionista qualificato.
Info e bandi: https://psr.regione.lombardia.
“Valtellina Taste of Emotion” al Meeting di Rimini: APF Valtellina presenta alla stampa nazionale il racconto di una destinazione alpina da vivere tutto l’anno.
È l’era della snackification: il 56% sceglie spuntini al posto dei pasti
Bresaola della Valtellina IGP: nel 2025 valore al consumo a 502 milioni di euro. export in forte crescita (+32,34%)
Sonno e alimentazione, “vero o falso?”
Giornata mondiale del sonno – “Sleep terrorism” e il mito delle 8 ore: la qualità del riposo si costruisce anche a tavola
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Giornata mondiale del sonno – “Sleep terrorism” e il mito delle 8 ore: la qualità del riposo si costruisce anche a tavola

- L’ossessione per il sonno perfetto è il nuovo nemico: recenti studi clinici mettono in guardia dallo “sleep terrorism” o ortosomnia, l’ansia da prestazione che colpisce chi monitora ossessivamente il riposo. La scienza dimostra che la qualità biochimica del sonno conta più del conteggio delle ore.
- La crononutrizione come antidoto: non esistono cibi magici per dormire, ma scelte alimentari che rispettano il ritmo circadiano. Una cena pesante innesca processi termogenici che frammentano il riposo e tengono l’organismo in allerta.
- La Bresaola della Valtellina IGP, alleata della cena: grazie alla sua digeribilità (proteine “scomposte” dal processo di stagionatura) e all’apporto di triptofano e sali minerali, è un alimento ideale per non interferire con i meccanismi ormonali notturni.
- Alcuni luoghi comuni sono però ancora duri a morire… Per questo, al fine di fare chiarezza sul rapporto tra qualità del sonno e alimentazione, Michelangelo Giampietro, medico specialista in medicina dello sport e in scienza dell’alimentazione, ha realizzato per il Consorzio di Tutela Bresaola della Valtellina un decalogo che sfata alcune delle fake news più diffuse su come le scelte alimentari – e non solo – influenzino l’orologio biologico.
Per anni la narrazione collettiva ha imposto il “numero magico” delle otto ore di sonno come unico standard di benessere. Tuttavia, la ricerca scientifica internazionale sta scardinando questo paradigma. Un imponente studio della UK Biobank, condotto su mezzo milione di individui, ha dimostrato che non esiste una durata del sonno universale valida per tutti, ma che la differenza la fanno la regolarità e la qualità del riposo. Parallelamente, esperti come Giorgio Gilestro, neurobiologo all’Imperial College di Londra, denunciano il fenomeno dello “sleep terrorism”: quell’allarmismo mediatico e digitale che trasforma il sonno in una sfida numerica, generando un’ansia da prestazione (ortosomnia) che finisce paradossalmente per sabotare il riposo stesso. In occasione della Giornata Mondiale del Sonno (13 marzo), l’attenzione si sposta dunque dalla quantità alla biochimica del riposo, che inizia proprio a tavola.
L’ALIMENTAZIONE COME REGOLATORE DEL RITMO CIRCADIANO
Quando si parla di alimentazione e sonno, è importante fare una distinzione fondamentale: non esistono alimenti “che fanno dormire”, ma scelte alimentari che aiutano a non interferire con il naturale funzionamento del riposo notturno e in parte a conciliarlo. “Il sonno è un processo complesso, regolato principalmente da fattori ormonali e neurologici. Gli alimenti non inducono il sonno, ma posono contribuire a creare le condizioni affinchè il corpo non venga ostacolato nel suo naturale percorso verso il riposo”, spiega Michelangelo Giampietro, medico specialista in medicina dello sport e in scienza dell’alimentazione.
Secondo la crononutrizione, la disciplina che studia come l’assunzione del cibo interagisce con i ritmi circadiani (i cicli di circa 24 ore che regolano sonno, fame e metabolismo), una cena inappropriata può comportare un lavoro digestivo che innalza la temperatura corporea, inviando segnali di “veglia” al cervello e sabotando la fase REM.
BRESAOLA DELLA VALTELLINA IGP: LA PROTEINA CHE COLLABORA CON IL RIPOSO
In questo equilibrio delicato, la tipologia delle proteine assunte la sera gioca un ruolo cruciale. La qualità del sonno, infatti, può essere influenzata negativamente da pasti serali troppo abbondanti, ricchi di grassi o eccessivamente proteici, che rallentano la digestione e aumentano il lavoro dell’apparato digerente. Al contrario, una cena ben strutturata punta su volumi contenuti e alimenti poveri di grassi. In tal senso, la Bresaola della Valtellina IGP rappresenta una scelta strategica: infatti, il processo di stagionatura contribuisce a una parziale scomposizione delle proteine (proteolisi), agevolando la digestione e riducendo l’impegno gastrico.
“Una proteina magra e ben digeribile, se consumata nelle giuste quantità e abbinata ai carboidrati, non peggiora la qualità del sonno e non interferisce con i suoi meccanismi”. – sottolinea Giampietro – “La Bresaola della Valtellina IGP è inoltre fonte di proteine ad alto valore biologico e apporta nutrienti essenziali per il sistema nervoso come le vitamine del gruppo B (in particolare la B12), ferro, magnesio, potassio e zinco”.
I 5 CONSIGLI ALIMENTARI PER UN SONNO SENZA INTERFERENZE
Per contrastare gli effetti dello sleep terrorism e favorire una biochimica del riposo efficiente, la ricerca nutrizionale identifica alcuni alimenti chiave capaci di dialogare con il nostro orologio biologico:
- Proteine magre e digeribili: se consumate nelle giuste quantità (0,9-1,0g/kg di peso corporeo desiderabile/giorno) e abbinate ai carboidrati, non sovraccaricano la digestione serale e contribuiscono a non interferire con i meccanismi del sonno. In questo contesto, la Bresaola della Valtellina IGP, naturalmente povera di grassi e ricca di proteine ad alto valore biologico, rappresenta un’opzione leggera e facilmente digeribile. Il processo di stagionatura favorisce, infatti, una parziale scomposizione delle proteine in peptidi e amminoacidi più semplici, rendendole più assimilabili dall’organismo. Tra questi è presente anche il triptofano, un amminoacido essenziale che agevola la sintesi di serotonina e melatonina, molecole coinvolte nella regolazione del tono dell’umore e del ritmo sonno-veglia.
- Latte e derivati leggeri: Oltre al triptofano, questi alimenti contengono il lattosio, zucchero che facilita il passaggio di questo amminoacido al cervello. Durante la digestione delle caseine si producono inoltre peptidi bioattivi (β-casomorfine e α,β-lattorfine) che generano un effetto sedativo naturale.
- Legumi, in particolare la soia: Apportano aminoacidi e carboidrati complessi che contribuiscono a non interferire con i meccanismi ormonali. Sono inoltre una buona fonte di fitomelatonina (melatonina vegetale), con la stessa struttura chimica di quella sintetizzata dal regno animale.
- Pesce azzurro: Sgombro e sardine apportano acidi grassi omega-3, noti per il supporto al sistema nervoso. La presenza di grassi “buoni”, se controllati, non rallenta la digestione e favorisce un equilibrio nutrizionale favorevole.
- Carboidrati complessi: Pane, riso o pasta integrale favoriscono il rilascio di insulina e “aiutano” il triptofano a raggiungere il cervello. Un apporto equilibrato consente di evitare cali glicemici notturni e contribuisce a una digestione graduale.
LA SOLUZIONE PRATICA CONTRO L’ANSIA DA PRESTAZIONE NOTTURNA
In definitiva, per tutelare il riposo dall’ossessione dei dati digitali, la soluzione risiede in una cena semplice ed equilibrata. Un esempio funzionale può essere composto da 40-50gr di Bresaola della Valtellina IGP, una porzione (50gr) di pane integrale, verdure e frutta di stagione e un filo di olio extravergine di oliva. Un pasto completo che non sovraccarica la digestione e asseconda la fisiologia del corpo. Cosa evitare invece? Alcol e bevande nervine, cioè contenenti sostanze stimolanti del sistema nervoso centrale (come caffè, tè, cola ed energy drink), che agiscono come “sabotatori” chimici, interferendo con la fase di addormentamento e la continuità del riposo, alimentando così quel circolo vizioso di stanchezza che nessuna app di monitoraggio del sonno potrà mai risolvere.
I contenuti nutrizionali presentati si riferiscono a una persona sana, senza allergie, intolleranze alimentari o problematiche di salute particolari. Le informazioni hanno scopo puramente informativo e non intendono sostituire il parere di un professionista sanitario. Per esigenze specifiche o condizioni cliniche individuali, è sempre consigliato rivolgersi al proprio medico o a un nutrizionista qualificato.
Info e bandi: https://psr.regione.lombardia.
“Valtellina Taste of Emotion” al Meeting di Rimini: APF Valtellina presenta alla stampa nazionale il racconto di una destinazione alpina da vivere tutto l’anno.
È l’era della snackification: il 56% sceglie spuntini al posto dei pasti
Bresaola della Valtellina IGP: nel 2025 valore al consumo a 502 milioni di euro. export in forte crescita (+32,34%)
Sonno e alimentazione, “vero o falso?”
Giornata mondiale del sonno – “Sleep terrorism” e il mito delle 8 ore: la qualità del riposo si costruisce anche a tavola
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Milano Cortina 2026, “Valtellina Taste of Emotion”: i pizzoccheri e il territorio conquistano il New York Times. le due nuove ricette dello chef Negrini in omaggio alla Valtellina

Palladi (Presidente Distretto Agroalimentare di Qualità della Valtellina): “Olimpiadi Invernali Milano Cortina 2026 volano per il territorio, 27% delle presenze da Usa. Si sta aprendo un nuovo mercato per i nostri prodotti”
(Sondrio, 23 febbraio 2026). Riflettori puntati sulle Alpi lombarde grazie alle Olimpiadi Invernali di Milano Cortina 2026, autentico volano per il territorio e i suoi prodotti, a partire dai Pizzoccheri fino ai vini e alle mele che conquistano il pubblico e il New York Times. La ricetta della tradizione, ma anche i prodotti del territorio protagonista oggi di un nuovo articolo sul New York Times hanno conquistato Kim Severson, premio Pulitzer 2018 e tra le firme più autorevoli del giornalismo gastronomico internazionale. Una passione, questa, nata da un viaggio immersivo tra Milano e la Valtellina in occasione delle Olimpiadi costruito su misura dallo chef valtellinese Alessandro Negrini.
“Le Olimpiadi sono state un’occasione incredibile per valorizzare il territorio e l’agroalimentare di montagna e valle – racconta il Presidente del Distretto Agroalimentare di Qualità della Valtellina, Claudio Palladi – con le sue eccellenze certificate: dalla Bresaola della Valtellina IGP ai Vini di Valtellina DOP e IGP e alla Mela di Valtellina IGP ai Pizzoccheri della Valtellina IGP fino ai formaggi DOP Bitto e Valtellina Casera. Prodotti autentici, identitari, che in queste settimane sono ambasciatori di una montagna evoluta, consapevole e orgogliosa, ormai sempre più apprezzata. Secondo i dati diffusi da Regione Lombardia, durante le Olimpiadi il 27% delle presenze in Valtellina è arrivato dagli Usa: si sta aprendo un nuovo mercato, che vogliamo coltivare, con l’obiettivo di farlo crescere nei prossimi anni. Come Distretto Agroalimentare di Qualità della Valtellina stiamo cogliendo questo momento storico per trasformare la visibilità dei nostri prodotti offerta dalle Olimpiadi Invernali Milano Cortina 2026 in passione per il territorio e per le sue tradizioni”.
Grazie alla collaborazione con lo chef Alessandro Negrini nella lounge Voce di Aimo e Nadia, in piazza della Scala a Milano i formaggi DOP Bitto e Valtellina Casera e la Bresaola della Valtellina IGP sono stati protagonisti nel menu.
Debuttano ora inoltre 2 nuove video-ricette (scaricabili qui), in dialogo diretto con il territorio e la sua storia: Bresaola della Valtellina IGP con sfere di grano saraceno e Valtellina Casera DOP, radicchio all’aceto di Nebbiolo e miele e Cannelloni di Bitto DOP e Bresaola della Valtellina IGP con cannella e noci.
Bresaola della Valtellina IGP con sfere di grano saraceno e Valtellina Casera DOP, radicchio all’aceto di Nebbiolo e miele.
“Un piatto che è l’emblema del territorio– spiega Negrini –. Qui la Bresaola della Valtellina IGP, proposta “santa”, quindi al naturale, e “in fette vaporose”, diviene l’ingrediente principale e si accosta a sfere di grano saraceno. Un omaggio alla Bresaola, che non è un ingrediente ma è una vera e propria ricetta, e allo sciatt, che in questo caso non è più un “rospo” (in dialetto Valtellinese) ma diventa una sfera perfetta che richiama l’ingegno di Leonardo”. Le sfere di grano saraceno vengono realizzate con un impasto sifonato, più arioso, elegante. Al cuore il radicchio tardivo, erba amara che dialoga con l’aceto di Nebbiolo e il miele.
“È il territorio nella sua massima evoluzione – continua Negrini –: in questo piatto vigneti terrazzati, api di montagna, formaggi d’alpeggio e trovano un punto di equilibrio moderno. Le stesse sensazioni palatali di un grande piatto di Bresaola con rucola e formaggio da grattugia, ma trasfigurate in chiave alpina”.
Cannelloni di Bitto DOP e Bresaola della Valtellina IGP con cannella e noci.
“Il cannellone è il piatto della domenica. Come dico spesso, è una lasagna che non ce l’ha fatta – continua Negrini -. Un piatto sbagliato: sappiamo che spesso ha troppa farcia, mal distribuita. Con questa preparazione ridiamo dignità al cannellone. La tecnica va a supporto della grande ricetta e la rende corretta: due strati di pasta, arrotolati, cotti e gratinati in salamandra. All’interno, il Bitto DOP, saporito e complesso, si fonde con le biete cotte, le noci — proteina storica del bosco — e un tocco di cannella, spezia antica protagonista della ricetta della Bresaola ma anche dei primi piatti rinascimentali. La Bresaola della Valtellina IGP qui non copre, ma profuma: è nota alta, elegante, che alleggerisce e definisce”.
Un piatto che secondo lo chef di Aimo e Nadia idealmente può ricondurre alla Via Priula e al Passo San Marco, costruiti dalla Repubblica di Venezia per collegare la bergamasca con Morbegno, la Valtellina e l’Oltralpe senza passare per il Ducato di Milano, allora sotto il dominio spagnolo con le relative imposizioni di dazi di transito. Un tratto percorso da mercanti, messaggeri, una sorta di via delle spezie valtellinese. La montagna era già allora crocevia europeo.
La Valtellina al mondo
In questo contesto, il Distretto Agroalimentare di Qualità non si limita a promuovere prodotti, ma racconta una cultura gastronomica stratificata, capace di parlare agli atleti, ai visitatori internazionali, agli appassionati di cucina. “Queste Olimpiadi Invernali in Valtellina resteranno negli occhi e nel cuore come eventi di entusiasmo straordinario – afferma Negrini -. Bormio e Livigno hanno mostrato al mondo l’eccellenza della nostra terra. Sono orgoglioso del lavoro realizzato finora dal Distretto Agroalimentare di Qualità – Valtellina Taste of Emotion, che ha saputo valorizzare viticoltori, mele, bresaola, pizzoccheri e formaggi, portandoli ad essere protagonisti di un evento globale. Il Distretto non valorizza solo i prodotti, ma difende il territorio e chi lo abita, offrendo agli operatori la possibilità di promuoversi. Essere coesi è la chiave: il ruolo del Distretto è unico e va salvaguardato, perché solo insieme possiamo continuare a far brillare la Valtellina nel mondo.”
Il Distretto Agroalimentare di Qualità della Valtellina (DAQ) associa i Consorzi di Tutela della Valle per far conoscere al mondo la bontà delle eccellenze della Valtellina a marchio DOP e IGP come espressione di un unico territorio sotto il brand “Valtellina – Taste of emotion”.
Il DAQ – “Valtellina – Taste of emotion” racchiude in un’unica compagine nove eccellenze agroalimentari a marchio DOP e IGP, simbolo di una cultura centenaria e di un territorio montano particolarmente vocato alla produzione agroalimentare. Con un valore complessivo di 301,5 milioni di euro e un indotto che coinvolge oltre 5.200 occupati, il Distretto rappresenta prodotti di fama internazionale come la Bresaola della Valtellina IGP, i formaggi Bitto DOP, e Valtellina Casera DOP, i vini Alpi Retiche IGT, il Rosso di Valtellina DOC, il Valtellina Superiore DOCG e lo Sforzato di Valtellina DOCG, la Mela di Valtellina IGP e i Pizzoccheri della Valtellina IGP.
Le sue principali attività riguardano la promozione e la valorizzazione, per dare voce unanime ai Consorzi di tutela e a tutti i produttori. Nel dettaglio, il DAQ cura le relazioni e i rapporti con le istituzioni territoriali e lavora insieme agli operatori e agli stakeholder locali per la valorizzazione del settore agroalimentare, promuovendo il territorio e tutto ciò che ha da offrire: natura, storia, cultura ed enogastronomia. La peculiarità, la genuinità e la qualità che distinguono i prodotti tipici a Indicazione Geografica si ritrovano anche nel marchio “Valtellina – Taste of emotion”.