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Bresaola della Valtellina
27/08/2026

“Valtellina Taste of Emotion” al Meeting di Rimini: APF Valtellina presenta alla stampa nazionale il racconto di una destinazione alpina da vivere tutto l’anno.

Venerdì 21 agosto, nello stand di Regione Lombardia, due panel dedicati ad autunno, outdoor, montagna autentica, Olimpiadi, prodotti DOP e IGP.

Sondrio, 25 agosto 2026 – La Valtellina si è presentata alla 47ª edizione del Meeting di Rimini, in programma dal 21 al 26 agosto 2026, attraverso il brand “Valtellina Taste of Emotion”, portando nello stand istituzionale di Regione Lombardia, un racconto unitario del territorio provinciale, costruito attorno a turismo outdoor, sport, cultura alpina, sostenibilità, accoglienza e prodotti DOP e IGP.

La partecipazione, coordinata da APF Valtellina – Azienda di Promozione e Formazione della Valtellina, in collaborazione con il Distretto Agroalimentare di Qualità della Valtellina e con il supporto operativo dei Consorzi turistici della Valchiavenna e di Sondrio e Valmalenco, ha avuto il proprio momento centrale nelle giornate di venerdì 21 e sabato 22 agosto. Nel corso della giornata inaugurale sono stati promossi due momenti di presentazione rivolti ai giornalisti accreditati presso il Media Center del Meeting, ai quali hanno preso parte complessivamente circa 50 tra giornalisti e ospiti istituzionali.

Su incarico di APF Valtellina, il sistema valtellinese è stato rappresentato dal direttore del Consorzio Turistico Valchiavenna, Filippo Maria Pighetti, e da Giorgio Bianchi presidente del Consorzio Turistico Sondrio Valmalenco, in uno dei contesti nazionali più rilevanti per capacità di relazione e visibilità istituzionale, con una proposta di sistema: non singole località, ma una destinazione alpina coesa, capace di unire esperienze turistiche, grandi eventi sportivi, paesaggi, prodotti certificati e identità delle comunità locali.

Il Meeting, per sua natura, non è soltanto una manifestazione fieristica, ma un luogo di incontro tra territori, istituzioni, imprese, comunità, associazioni, media e pubblici qualificati. In questo senso, la presenza della Valtellina ha rappresentato un’occasione strategica per raccontare una destinazione alpina che, anche in continuità con il percorso di valorizzazione legato a Milano Cortina 2026, intende consolidare il proprio posizionamento come territorio autentico, accessibile, dinamico e capace di generare esperienze durante tutto l’anno.

Il primo panel, dal titolo “L’autunno in Valtellina: outdoor, paesaggi ed eccellenze enogastronomiche”, è stato condotto da Filippo Maria Pighetti, Direttore del Consorzio Turistico Valchiavenna, in rappresentanza di APF Valtellina.

“Abbiamo voluto presentare l’autunno non come una stagione intermedia tra estate e inverno, ma come un vero prodotto turistico della Valtellina”, dichiara Filippo Maria Pighetti. “È il periodo in cui outdoor, paesaggio, mobilità sostenibile, sagre, rassegne, prodotti identitari e grandi eventi sportivi, possono comporre un’esperienza completa.”

All’interno del primo incontro, è stato valorizzato anche il tema dell’“autunno che corre”, con particolare attenzione agli eventi di trail running e di corsa in montagna. Tra questi, il Valtellina Wine Trail è stato presentato come uno degli esempi più efficaci di integrazione tra sport, paesaggio vitato ed enogastronomia. A raccontarne l’esperienza è intervenuto Simone Bertini, skyrunner e Presidente del Valtellina Wine Trail, che ha catturato l’attenzione dei giornalisti e degli ospiti istituzionali presenti, grazie a un racconto appassionato, sostenuto da immagini emozionali e dai numeri di successo di una competizione ormai riconosciuta come prodotto turistico distintivo del territorio.

Nel pomeriggio, il secondo panel, dal titolo “La montagna autentica – L’inverno della Valtellina oltre le Olimpiadi”, è stato condotto da Giorgio Bianchi, Presidente del Consorzio Turistico Sondrio e Valmalenco, e dedicato all’offerta turistica invernale e al posizionamento della Valtellina nel periodo successivo ai Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali Milano Cortina 2026.

“L’eredità olimpica non può essere considerata un punto di arrivo, ma deve diventare una piattaforma di continuità”, sottolinea Giorgio Bianchi. “Con il secondo panel abbiamo voluto raccontare l’inverno della Valtellina oltre le Olimpiadi: dalle grandi località sportive, alle stazioni sciistiche familiari, dai progetti di turismo sostenibile, alle nuove prospettive aperte dai Giochi Olimpici Giovanili Invernali Dolomiti Valtellina 2028. La sfida è trasformare la visibilità internazionale in prodotti turistici stabili, riconoscibili e coerenti con l’identità autentica della montagna.”

Nel corso dell’incontro sono stati richiamati alcuni esempi concreti di innovazione e turismo sostenibile, tra cui HomeLand Spluga Bianco di Montespluga, in Comune di Madesimo, raccontato da Tomaso Luzzana, ideatore dell’iniziativa e CEO & Partner fondatore di Spiagames Outdoor Agency. Il progetto, sviluppato nell’ambito dell’Interreg Spluga Bianco, propone un modello di montagna “lift-free”, senza impianti di risalita, nel quale sci alpinismo, ciaspole, formazione alla sicurezza, esperienze nella neve e accoglienza diventano gli elementi di un nuovo prodotto turistico responsabile.

Uno dei momenti più apprezzati del secondo panel è stato il collegamento online con Arianna Fontana, Ambassador della Valtellina e atleta italiana più medagliata di sempre nella storia dei Giochi Olimpici, con 14 medaglie. La campionessa valtellinese ha portato una testimonianza capace di unire sport, radici, identità territoriale e sguardo internazionale, con un passaggio conclusivo dedicato anche ai pizzoccheri, simbolo della cucina valtellinese.

Al termine di entrambi i panel, Paola Dolzadelli, in rappresentanza del Distretto Agroalimentare di Qualità della Valtellina, ha accompagnato giornalisti e ospiti istituzionali in una degustazione guidata dei prodotti DOP e IGP simbolo del territorio. Bresaola della Valtellina IGP, Bitto DOP, Valtellina Casera DOP e vini valtellinesi, hanno completato il racconto turistico, trasformando l’incontro con la stampa in un’esperienza diretta di conoscenza della destinazione attraverso le sue filiere certificate.

 

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Nutrizione
22/06/2026

È l’era della snackification: il 56% sceglie spuntini al posto dei pasti

5 consigli e 3 ricette sfiziose per snack bilanciati con la Bresaola della Valtellina IGP per chi cerca benessere e praticità

Sempre più persone sostituiscono i pasti tradizionali con snack consumati durante la giornata: una tendenza che i nutrizionisti invitano a gestire con equilibrio e attenzione alla qualità. In questo scenario, la Bresaola della Valtellina IGP si conferma una scelta versatile e adatta a spuntini sani o pranzi leggeri.

 Lo specialista in Scienza dell’Alimentazione e in Medicina dello sport Michelangelo Giampietro propone 5 consigli per creare snack semplici e bilanciati con la Bresaola della Valtellina IGP, utilizzando ingredienti spesso già presenti in cucina. Dai suggerimenti dell’esperto sono nate anche tre proposte originali e sfiziose realizzate dagli studenti di Cucina di APF Valtellina – sede Sondrio.

Addio ai pasti tradizionali, spazio agli snack: la snackification sta rivoluzionando le abitudini alimentari, spingendo sempre più persone a consumare piccoli spuntini durante la giornata al posto dei classici cinque pasti. Una tendenza che arriva dai paesi anglosassoni, trainata dai ritmi frenetici della quotidianità che, se non gestita con equilibrio, potrebbe avere effetti negativi sulla salute. Secondo un sondaggio dell’International Food Information Council del 2024, il 56% delle persone dichiara di sostituire i pasti con snack o porzioni ridotte, mentre il 73% consuma almeno uno spuntino al giorno.

In questo contesto, la qualità degli ingredienti e la scelta dei nutrienti diventa sempre più importante: anche una pausa veloce può trasformarsi in un momento di benessere, energia e gusto. Un tema sentito anche in Italia, dove il 48% delle persone considera l’alimentazione uno spazio personale di benessere.[1] La Bresaola della Valtellina IGP si inserisce in modo naturale nella tendenza della snackification: pratica, versatile e facile da abbinare, permette di creare pause alimentari equilibrate.

5 CONSIGLI DELLO SPECIALISTA IN SCIENZA DELL’ALIMENTAZIONE PER CREARE SNACK SANI E BILANCIATI

Ma come costruire una pausa equilibrata senza ricette complicate? Il Lo specialista in Scienza dell’Alimentazione e in Medicina dello sport Michelangelo Giampietro parte da un principio semplice: quando viene consumata nelle giuste quantità e frequenze e se abbinata correttamente ad altri ingredienti, la Bresaola della Valtellina IGP può diventare la base di snack completi, gustosi e facili da preparare.

“La Bresaola della Valtellina IGP può essere una soluzione interessante anche all’interno delle nuove occasioni di consumo legate alla snackification”, spiega Michelangelo Giampietro. “Grazie alla sua versatilità, si presta ad abbinamenti semplici con frutta, cereali, verdure o ingredienti freschi, consentendo di costruire snack equilibrati, pratici e adatti ai ritmi della vita quotidiana”.

  1. Scegliere ingredienti freschi e di stagione: abbinare la Bresaola della Valtellina IGP a frutta fresca come il melone permette di creare spuntini leggeri, pratici e adatti alla stagione estiva. Erbe aromatiche, limone o spezie possono aggiungere gusto senza eccedere con condimenti elaborati.
  2. Valorizzare ciò che si ha già in cucina: cereali già pronti come farro, orzo, quinoa o grano saraceno possono diventare una base semplice per snack equilibrati. Abbinati alla Bresaola della Valtellina IGP e a una porzione di frutta secca o fresca di stagione aiutano a rendere la pausa più varia e nutriente.
  3. Combinare consistenze diverse per una pausa più appagante: alternare elementi croccanti e morbidi aiuta a rendere lo snack più soddisfacente. Pane integrale tostato, crackers o gallette possono essere completati con ingredienti semplici come avocado, ricotta fresca o Bresaola della Valtellina IGP.
  4. Inserire frutta e verdura anche negli spuntini: frutta e ortaggi/verdure di stagione non dovrebbero essere riservati solo ai pasti principali. Carote, sedano, mele o pomodorini possono arricchire anche una pausa veloce, aggiungendo freschezza, colore e varietà, oltre a nutrienti preziosi.
  5. Costruire snack semplici ma bilanciati: anche uno spuntino può essere pensato in modo equilibrato, combinando carboidrati, proteine e grassi “buoni”. Bresaola della Valtellina IGP, creme di legumi, formaggi freschi o cereali integrali possono aiutare a creare pause pratiche e complete senza eccessi.

3 RICETTE SFIZIOSE E ORIGINALI CREATE DAGLI STUDENTI DI CUCINA DI APF VALTELLINA

Partendo da questi cinque suggerimenti gli studenti di cucina di APF Valtellina – sede Sondrio hanno elaborato tre ricette sfiziose e originali, capaci di unire gusto e creatività. Con il coordinamento dei professori Ermanno Fomiatti e Gianluca Cardoni, tre studenti di classe prima hanno quindi sviluppato tre proposte originali:

Bresaola e Melone in una versione “mangia e bevi”

La snackification apre la strada a nuove modalità di consumo, anche in formato “mangia e bevi”. Questa ricetta trasforma il tradizionale abbinamento tra Bresaola della Valtellina IGP e melone in un consommé servito in flûte, completato da melone fresco, menta e una granita dello stesso frutto. Una proposta fresca, leggera e originale per una pausa estiva fuori dagli schemi.

Per il consommé si utilizzano 150 g di Bresaola della Valtellina IGP tritata, 50 g di brunoise di carote e sedano, 800 g di acqua, 1 albume d’uovo, 10 g di gelatina in fogli e un rametto di timo. Gli ingredienti vengono uniti e portati a bollore, lasciando poi sobbollire il composto fino a ridurlo di circa un terzo. Una volta filtrato e lasciato raffreddare con la gelatina, il consommé viene servito in flûte con cubetti di melone fresco, julienne di Bresaola della Valtellina IGP e foglie di menta. La preparazione viene completata con una granita ottenuta da 150 g di succo di melone centrifugato, 150 g di zucchero, 2 cucchiai di sciroppo 1:1 e 350 ml di acqua calda.

Grano saraceno e bresaola: lo snack completo da arrotolare

La tendenza a prediligere pasti rapidi non deve significare rinunciare all’equilibrio nutrizionale. Questo involtino combina cereali, frutta secca, frutta fresca e Bresaola della Valtellina IGP in una proposta pratica e saziante, pensata per chi cerca una pausa veloce ma varia e bilanciata.

Il grano saraceno viene cotto in abbondante acqua salata per circa 20 minuti, scolato e lasciato raffreddare. Viene poi condito con noci tritate grossolanamente, mela a cubetti, olio extravergine di oliva e succo di limone. L’insalata ottenuta viene posizionata al centro di una fetta di Bresaola della Valtellina IGP e arrotolata per creare una rosetta. Il piatto viene infine completato con vellutata di Casera, crema di carote, crema di piselli e gocce di lampone.

Cialda croccante di riso Venere con avocado e bresaola

Croccante, pratica e ricca di consistenze diverse, questa ricetta risponde alle esigenze di chi cerca pause alimentari veloci sì, ma appaganti. La cialda di riso Venere diventa la base di una proposta contemporanea che unisce gusto, praticità e ingredienti semplici da abbinare.

Per preparare la cialda si cuociono 200 g di riso Venere in 1,5 litri di acqua fino al completo assorbimento del liquido. Il riso viene poi steso su carta forno, pressato con un mattarello e lasciato essiccare in forno a 60-70°C per circa 3 ore. Una volta pronto, viene spezzato in quadrotti e fritto a 180°C. La cialda viene farcita con avocado tagliato a cubetti e condito con olio e limone, quindi completata con una rosa di Bresaola della Valtellina IGP e gocce di Scimudin.

Consorzio di Tutela Bresaola della Valtellina

Costituitosi il 23 maggio 1998 e riconosciuto dal MIPAAF (oggi MASAF), il Consorzio di Tutela Bresaola della Valtellina ha l’obiettivo di promuovere, valorizzare e tutelare la Bresaola della Valtellina IGP in sinergia con le 13 aziende associate. A tal fine, favorisce e organizza iniziative volte a valorizzare il prodotto per accrescerne la rinomanza in Italia e all’estero, collabora, secondo le direttive ministeriali, alla vigilanza, alla tutela ed alla salvaguardia del prodotto da abusi, atti di concorrenza sleale, contraffazioni, uso improprio della denominazione tutelata e comportamenti comunque vietati dalla legge, e sostiene programmi recanti misure di carattere strutturale e di adeguamento tecnico finalizzate al miglioramento qualitativo della produzione.

[1] Report DECODE – Social Culture Beyond Food firmato da Say Social e Nextplora

 

Iniziativa finanziata dal Fondo Europeo Agricolo per lo Sviluppo Rurale (FEASR) attraverso il Complemento di Sviluppo Rurale del Piano Strategico della PAC della Regione Lombardia 2023-2027.

Info e bandi: https://psr.regione.lombardia.it

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Nutrizione
09/06/2026

Bresaola della Valtellina IGP: nel 2025 valore al consumo a 502 milioni di euro. export in forte crescita (+32,34%)

Con una produzione complessiva pari a 11.947 tonnellate (-5,47%) e un valore al consumo che raggiunge i 502 milioni di euro (+4,6%), il 2025 conferma la resilienza del comparto della Bresaola della Valtellina IGP, che rafforza il proprio posizionamento sui mercati internazionali nonostante la contrazione produttiva, l’aumento dei costi di produzione e il peso crescente delle barriere doganali sulle importazioni extra-UE.

Con una produzione che tocca le 11.947 tonnellate (-5,47% sul 2024), il comparto della Bresaola della Valtellina IGP – rappresentato dalle 13 aziende certificate dall’Organismo di controllo CSQA (Certificazione Sicurezza Qualità Agroalimentare) – chiude il 2025 confermando la propria capacità di tenuta e resilienza in un contesto socioeconomico complesso.  Nonostante l’aumento dei costi di produzione, che ha reso necessario un adeguamento dei prezzi incidendo sui comportamenti di consumo e sulla frequenza d’acquisto, il comparto conferma la propria solidità sia sul mercato nazionale sia soprattutto sui mercati esteri. Un dinamismo che si riflette anche nel valore al consumo, salito a 502 milioni di euro (+4,6% rispetto al 2024). 

In notevole crescita i dati relativi all’esportazione. Nel 2025 sono state infatti esportate 836 tonnellate di Bresaola della Valtellina IGP (+32,34% rispetto al 2024), distribuite per il 64% nei Paesi UE (+17% sul 2024) e per il 36% nei Paesi extra UE (+70% sul 2024), dove spiccano diversi paesi del Medio Oriente, soprattutto nei paesi di religione islamica.

Tuttavia, nonostante i segnali di resilienza del comparto, restano elevate le preoccupazioni della filiera. La riduzione della materia prima disponibile sul mercato europeo spinge, infatti, i produttori ad aumentare le importazioni da Paesi extra-UE, sempre più onerose per l’evoluzione delle politiche commerciali internazionali e delle barriere doganali.

Le licenze GATT (General Agreement on Tariffs and Trade), che consentono l’importazione di carne con un dazio agevolato del 20%, restano infatti vincolate a contingenti rigidi e non ampliabili. Nel contesto attuale, caratterizzato da una persistente scarsità di materia prima, tali licenze non vengono più impiegate soltanto per l’importazione di tagli nobili – come la fesa utilizzata per la produzione di bresaola – ma anche per numerose altre lavorazioni dell’industria alimentare, incluse quelle destinate alla produzione di hamburger e preparati. Di conseguenza, il ricorso alle importazioni in regime extra-GATT è diventato strutturale e quasi inevitabile per i produttori di Bresaola della Valtellina IGP.

“Il comparto chiude un 2025 che riflette le complesse dinamiche socioeconomiche degli ultimi anni – dichiara Mario Francesco Moro, presidente del Consorzio di Tutela Bresaola della Valtellina -. Il valore al consumo pari a 502 milioni di euro (+4,6%) è stato sostenuto anche dalla diminuzione della produzione e dal conseguente adeguamento dei prezzi. A incidere ulteriormente sul settore sono oggi anche le difficoltà di approvvigionamento e l’aumento dei costi legati alle importazioni extra-UE, aggravati dalle attuali dinamiche tariffarie internazionali. Da un lato, è fondamentale sostenere i produttori europei, incentivandoli ad aumentare i volumi di produzione per rafforzare l’autosufficienza del continente. Dall’altro, è innegabile che, nell’attesa, le imprese di trasformazione della carne stanno subendo pesanti conseguenze, trovandosi a fronteggiare una carenza di materia prima che potrebbe comprometterne la stabilità”.

In questo contesto, il 2025 si rivela un anno di complessità per il comparto della Bresaola della Valtellina IGP, che dimostra solidità nonostante lo scenario economico caratterizzato da forti pressioni sui costi produttivi e di approvvigionamento. Il Consorzio sottolinea quindi la necessità di creare una maggiore sinergia tra istituzioni, filiera e operatori del settore, al fine di affrontare con strumenti condivisi le criticità legate alla disponibilità della materia prima e all’impatto crescente delle dinamiche tariffarie internazionali.

“Il comparto continua a dimostrare solidità e capacità di tenuta, ma senza interventi concreti sarà difficile sostenere a lungo questa situazione. L’aumento dei costi di produzione, che da anni pesa sulle aziende, non può più gravare esclusivamente sui produttori. Come Consorzio siamo impegnati nel contenere questo squilibrio, ma è necessario uno sforzo condiviso lungo tutta la filiera, che coinvolga non solo i produttori, ma anche la distribuzione, le Istituzioni e i decisori politici. Solo attraverso un’azione comune sarà possibile affrontare con efficacia le sfide del contesto attuale.” conclude il Presidente Moro.

Bresaola della Valtellina IGP: nuove norme nel disciplinare di produzione

Nel mese di marzo è stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana la domanda di modifica ordinaria del disciplinare di produzione della Bresaola della Valtellina IGP, entrata oggi ufficialmente in vigore.

Tra le principali novità del disciplinare figura il rafforzamento dei sistemi di tracciabilità e rintracciabilità del prodotto. In particolare, tutte le fasi del processo produttivo dovranno essere documentate attraverso una registrazione puntuale dei flussi in entrata delle materie prime e di quelli in uscita dei prodotti finiti.

A questo si affianca l’obbligo di iscrizione in appositi elenchi – gestiti dall’organismo delegato – per tutti gli operatori coinvolti nelle diverse fasi, inclusi elaboratori, porzionatori, affettatori e confezionatori, nonché la comunicazione tempestiva delle quantità lavorate. L’insieme di queste misure consente di garantire una piena tracciabilità e rintracciabilità del prodotto lungo l’intera filiera produttiva, da monte a valle.

Consorzio di Tutela Bresaola della Valtellina

Costituitosi il 23 maggio 1998 e riconosciuto dal MIPAAF (oggi MASAF), il Consorzio di Tutela Bresaola della Valtellina ha l’obiettivo di promuovere, valorizzare e tutelare la Bresaola della Valtellina IGP in sinergia con le 13 aziende associate. A tal fine, favorisce e organizza iniziative volte a valorizzare il prodotto per accrescerne la rinomanza in Italia e all’estero, collabora, secondo le direttive ministeriali, alla vigilanza, alla tutela ed alla salvaguardia del prodotto da abusi, atti di concorrenza sleale, contraffazioni, uso improprio della denominazione tutelata e comportamenti comunque vietati dalla legge, e sostiene programmi recanti misure di carattere strutturale e di adeguamento tecnico finalizzate al miglioramento qualitativo della produzione. Il Consorzio di Tutela Bresaola della Valtellina è socio del Distretto Agroalimentare di Qualità della Valtellina che è Sponsor dei Giochi Olimpici e Paralimpici invernali di Milano Cortina 2026.

Iniziativa finanziata dal Fondo Europeo Agricolo per lo Sviluppo Rurale (FEASR) attraverso il Complemento di Sviluppo Rurale del Piano Strategico della PAC della Regione Lombardia 2023-2027.

Info e bandi: https://psr.regione.lombardia.it

Ufficio stampa Consorzio di Tutela Bresaola della Valtellina

INC – Istituto Nazionale per la Comunicazione

Marta Ciurli 342 3858671 – m.ciurli@inc-comunicazione.it

Francesca Bellini 348 7241096– f.bellini@inc-comunicazione.it

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Nutrizione
12/03/2026

Sonno e alimentazione, “vero o falso?”

Il decalogo per disinnescare lo sleep terrorism e dormire meglio 

Alcuni luoghi comuni sono ancora duri a morire… Per fare chiarezza sul rapporto tra qualità del sonno e alimentazione, Michelangelo Giampietro, medico specialista in medicina dello sport e in scienza dell’alimentazione, ha realizzato per il Consorzio di Tutela Bresaola della Valtellina un decalogo che sfata alcune delle fake news più diffuse su come le scelte alimentari – e non solo – influenzino l’orologio biologico.

  1. Bisogna dormire 8 ore per stare bene

FALSO! Non esiste una durata universalmente valida per tutti. Come dimostrato dallo studio della UK Biobank, contano molto di più la regolarità degli orari e la qualità del riposo. L’ossessione per il “numero perfetto” può generare lo stress da sleep terrorism.

  1. La temperatura corporea influenza il sonno più del buio

VERO! Per scivolare nel sonno profondo, la temperatura interna del corpo deve calare. Pasti ricchi di grassi innalzano il calore interno a causa di una digestione laboriosa, agendo come una “sveglia” biologica che disturba il ritmo circadiano.

  1. I carboidrati la sera sono “vietati” per chi vuole dormire bene

FALSO! Pasta, riso o pane (meglio se integrali) contengono triptofano e stimolano la produzione di insulina, che ne facilita il trasporto nel cervello. Una cena di sola carne, senza una quota di carboidrati, rende paradossalmente più difficile la sintesi della melatonina.

  1. La Bresaola della Valtellina IGP è una scelta strategica per chi cena tardi

VERO! Grazie al processo di stagionatura, le sue proteine sono già parzialmente “semplificate” (proteolisi) e quindi più veloci da digerire. Ciò contribuisce a rendere il processo digestivo più efficiente, senza appesantire l’organismo prima del riposo notturno.

  1. Il cioccolato fondente la sera è un ottimo rilassante

FALSO! Nonostante sia un alimento eccellente, contiene tracce di caffeina e teobromina. Queste sostanze nervine possono aumentare la frequenza cardiaca, rendendo più difficile l’addormentamento nei soggetti sensibili.

  1. Il magnesio è il minerale del relax

VERO! Contribuisce alla normale funzione del sistema nervoso e alla distensione muscolare. La Bresaola della Valtellina IGP, per esempio, è ricca di magnesio, così come di zinco e potassio, preziosi alleati per evitare risvegli contratti o tesi.

  1. La qualità delle proteine conta più della quantità

VERO! Non sono gli alimenti che contengono proteine a disturbare il sonno, ma la loro composizione. Alimenti ricchi di grassi richiedono una digestione più lunga e possono interferire con il fisiologico abbassamento della temperatura corporea necessario per addormentarsi. Le proteine magre e facilmente digeribili, come quelle della Bresaola della Valtellina IGP, si inseriscono meglio in una cena leggera, contribuendo a un equilibrio metabolico che favorisce il riposo.

  1. Il sonno non ha nulla a che fare con il recupero muscolare

FALSO! Durante la notte l’organismo attiva processi di riparazione e rigenerazione dei tessuti, sostenuti anche da un adeguato apporto proteico nella giornata. Inserire a cena una fonte proteica magra e facilmente digeribile – per esempio 40-50 gr di Bresaola della Valtellina IGP due volte la settimana – contribuisce a fornire gli amminoacidi necessari all’organismo senza sovraccaricare la digestione, favorendo un recupero più efficiente durante il riposo.

  1. Durante la digestione del latte si liberano sostanze sedative

VERO! La digestione delle caseine produce dei peptidi (casomorfine) che agiscono sui recettori cerebrali stimolando un naturale effetto sedativo e di benessere, ideale per conciliare l’arrivo del sonno.

  1. La regolarità dei pasti “allena” il nostro orologio biologico

VERO! Cenare ogni sera alla stessa ora aiuta a sincronizzare i ritmi circadiani. Il corpo impara a preparare la produzione di ormoni del riposo in anticipo, trasformando l’addormentamento in un processo fluido e naturale.

I contenuti nutrizionali presentati si riferiscono a una persona sana, senza allergie, intolleranze alimentari o problematiche di salute particolari. Le informazioni hanno scopo puramente informativo e non intendono sostituire il parere di un professionista sanitario. Per esigenze specifiche o condizioni cliniche individuali, è sempre consigliato rivolgersi al proprio medico o a un nutrizionista qualificato.

 

Iniziativa finanziata dal Fondo Europeo Agricolo per lo Sviluppo Rurale (FEASR) attraverso il Complemento di Sviluppo Rurale del Piano Strategico della PAC della Regione Lombardia 2023-2027.

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Nutrizione

Giornata mondiale del sonno – “Sleep terrorism” e il mito delle 8 ore: la qualità del riposo si costruisce anche a tavola

  • L’ossessione per il sonno perfetto è il nuovo nemico: recenti studi clinici mettono in guardia dallo “sleep terrorism” o ortosomnia, l’ansia da prestazione che colpisce chi monitora ossessivamente il riposo. La scienza dimostra che la qualità biochimica del sonno conta più del conteggio delle ore.
  • La crononutrizione come antidoto: non esistono cibi magici per dormire, ma scelte alimentari che rispettano il ritmo circadiano. Una cena pesante innesca processi termogenici che frammentano il riposo e tengono l’organismo in allerta.
  • La Bresaola della Valtellina IGP, alleata della cena: grazie alla sua digeribilità (proteine “scomposte” dal processo di stagionatura) e all’apporto di triptofano e sali minerali, è un alimento ideale per non interferire con i meccanismi ormonali notturni.
  • Alcuni luoghi comuni sono però ancora duri a morire… Per questo, al fine di fare chiarezza sul rapporto tra qualità del sonno e alimentazione, Michelangelo Giampietro, medico specialista in medicina dello sport e in scienza dell’alimentazione, ha realizzato per il Consorzio di Tutela Bresaola della Valtellina un decalogo che sfata alcune delle fake news più diffuse su come le scelte alimentari – e non solo – influenzino l’orologio biologico.

Per anni la narrazione collettiva ha imposto il “numero magico” delle otto ore di sonno come unico standard di benessere. Tuttavia, la ricerca scientifica internazionale sta scardinando questo paradigma. Un imponente studio della UK Biobank, condotto su mezzo milione di individui, ha dimostrato che non esiste una durata del sonno universale valida per tutti, ma che la differenza la fanno la regolarità e la qualità del riposo. Parallelamente, esperti come Giorgio Gilestro, neurobiologo all’Imperial College di Londra, denunciano il fenomeno dello “sleep terrorism”: quell’allarmismo mediatico e digitale che trasforma il sonno in una sfida numerica, generando un’ansia da prestazione (ortosomnia) che finisce paradossalmente per sabotare il riposo stesso. In occasione della Giornata Mondiale del Sonno (13 marzo), l’attenzione si sposta dunque dalla quantità alla biochimica del riposo, che inizia proprio a tavola.

L’ALIMENTAZIONE COME REGOLATORE DEL RITMO CIRCADIANO

Quando si parla di alimentazione e sonno, è importante fare una distinzione fondamentale: non esistono alimenti “che fanno dormire”, ma scelte alimentari che aiutano a non interferire con il naturale funzionamento del riposo notturno e in parte a conciliarlo. “Il sonno è un processo complesso, regolato principalmente da fattori ormonali e neurologici. Gli alimenti non inducono il sonno, ma posono contribuire a creare le condizioni affinchè il corpo non venga ostacolato nel suo naturale percorso verso il riposo”, spiega Michelangelo Giampietro, medico specialista in medicina dello sport e in scienza dell’alimentazione.

Secondo la crononutrizione, la disciplina che studia come l’assunzione del cibo interagisce con i ritmi circadiani  (i cicli di circa 24 ore che regolano sonno, fame e metabolismo), una cena inappropriata può comportare un lavoro digestivo che innalza la temperatura corporea, inviando segnali di “veglia” al cervello e sabotando la fase REM.

BRESAOLA DELLA VALTELLINA IGP: LA PROTEINA CHE COLLABORA CON IL RIPOSO

In questo equilibrio delicato, la tipologia delle proteine assunte la sera gioca un ruolo cruciale. La qualità del sonno, infatti, può essere influenzata negativamente da pasti serali troppo abbondanti, ricchi di grassi o eccessivamente proteici, che rallentano la digestione e aumentano il lavoro dell’apparato digerente. Al contrario, una cena ben strutturata punta su volumi contenuti e alimenti poveri di grassi. In tal senso, la Bresaola della Valtellina IGP rappresenta una scelta strategica: infatti, il processo di stagionatura contribuisce a una parziale scomposizione delle proteine (proteolisi), agevolando la digestione e riducendo l’impegno gastrico.

“Una proteina magra e ben digeribile, se consumata nelle giuste quantità e abbinata ai carboidrati, non peggiora la qualità del sonno e non interferisce con i suoi meccanismi”. – sottolinea Giampietro – “La Bresaola della Valtellina IGP è inoltre fonte di proteine ad alto valore biologico e apporta nutrienti essenziali per il sistema nervoso come le vitamine del gruppo B (in particolare la B12), ferro, magnesio, potassio e zinco”.

I 5 CONSIGLI ALIMENTARI PER UN SONNO SENZA INTERFERENZE

Per contrastare gli effetti dello sleep terrorism e favorire una biochimica del riposo efficiente, la ricerca nutrizionale identifica alcuni alimenti chiave capaci di dialogare con il nostro orologio biologico:

  1. Proteine magre e digeribili: se consumate nelle giuste quantità (0,9-1,0g/kg di peso corporeo desiderabile/giorno) e abbinate ai carboidrati, non sovraccaricano la digestione serale e contribuiscono a non interferire con i meccanismi del sonno. In questo contesto, la Bresaola della Valtellina IGP, naturalmente povera di grassi e ricca di proteine ad alto valore biologico, rappresenta un’opzione leggera e facilmente digeribile. Il processo di stagionatura favorisce, infatti, una parziale scomposizione delle proteine in peptidi e amminoacidi più semplici, rendendole più assimilabili dall’organismo. Tra questi è presente anche il triptofano, un amminoacido essenziale che agevola la sintesi di serotonina e melatonina, molecole coinvolte nella regolazione del tono dell’umore e del ritmo sonno-veglia.
  2. Latte e derivati leggeri: Oltre al triptofano, questi alimenti contengono il lattosio, zucchero che facilita il passaggio di questo amminoacido al cervello. Durante la digestione delle caseine si producono inoltre peptidi bioattivi (β-casomorfine e α,β-lattorfine) che generano un effetto sedativo naturale.
  3. Legumi, in particolare la soia: Apportano aminoacidi e carboidrati complessi che contribuiscono a non interferire con i meccanismi ormonali. Sono inoltre una buona fonte di fitomelatonina (melatonina vegetale), con la stessa struttura chimica di quella sintetizzata dal regno animale.
  4. Pesce azzurro: Sgombro e sardine apportano acidi grassi omega-3, noti per il supporto al sistema nervoso. La presenza di grassi “buoni”, se controllati, non rallenta la digestione e favorisce un equilibrio nutrizionale favorevole.
  5. Carboidrati complessi: Pane, riso o pasta integrale favoriscono il rilascio di insulina e “aiutano” il triptofano a raggiungere il cervello. Un apporto equilibrato consente di evitare cali glicemici notturni e contribuisce a una digestione graduale.

LA SOLUZIONE PRATICA CONTRO L’ANSIA DA PRESTAZIONE NOTTURNA

In definitiva, per tutelare il riposo dall’ossessione dei dati digitali, la soluzione risiede in una cena semplice ed equilibrata. Un esempio funzionale può essere composto da 40-50gr di Bresaola della Valtellina IGP, una porzione (50gr) di pane integrale, verdure e frutta di stagione e un filo di olio extravergine di oliva. Un pasto completo che non sovraccarica la digestione e asseconda la fisiologia del corpo. Cosa evitare invece? Alcol e bevande nervine, cioè contenenti sostanze stimolanti del sistema nervoso centrale (come caffè, tè, cola ed energy drink), che agiscono come “sabotatori” chimici, interferendo con la fase di addormentamento e la continuità del riposo, alimentando così quel circolo vizioso di stanchezza che nessuna app di monitoraggio del sonno potrà mai risolvere.

I contenuti nutrizionali presentati si riferiscono a una persona sana, senza allergie, intolleranze alimentari o problematiche di salute particolari. Le informazioni hanno scopo puramente informativo e non intendono sostituire il parere di un professionista sanitario. Per esigenze specifiche o condizioni cliniche individuali, è sempre consigliato rivolgersi al proprio medico o a un nutrizionista qualificato.

 

Iniziativa finanziata dal Fondo Europeo Agricolo per lo Sviluppo Rurale (FEASR) attraverso il Complemento di Sviluppo Rurale del Piano Strategico della PAC della Regione Lombardia 2023-2027.

Info e bandi: https://psr.regione.lombardia.it

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Eventi
02/03/2026

Milano Cortina 2026, “Valtellina Taste of Emotion”: i pizzoccheri e il territorio conquistano il New York Times. le due nuove ricette dello chef Negrini in omaggio alla Valtellina

Palladi (Presidente Distretto Agroalimentare di Qualità della Valtellina): “Olimpiadi Invernali Milano Cortina 2026 volano per il territorio, 27% delle presenze da Usa. Si sta aprendo un nuovo mercato per i nostri prodotti”

(Sondrio, 23 febbraio 2026).  Riflettori puntati sulle Alpi lombarde grazie alle Olimpiadi Invernali di Milano Cortina 2026, autentico volano per il territorio e i suoi prodotti, a partire dai Pizzoccheri fino ai vini e alle mele che conquistano il pubblico e il New York Times. La ricetta della tradizione, ma anche i prodotti del territorio protagonista oggi di un nuovo articolo sul New York Times hanno conquistato Kim Severson, premio Pulitzer 2018 e tra le firme più autorevoli del giornalismo gastronomico internazionale. Una passione, questa, nata da un viaggio immersivo tra Milano e la Valtellina in occasione delle Olimpiadi costruito su misura dallo chef valtellinese Alessandro Negrini.

“Le Olimpiadi sono state un’occasione incredibile per valorizzare il territorio e l’agroalimentare di montagna e valle – racconta il Presidente del Distretto Agroalimentare di Qualità della Valtellina, Claudio Palladi – con le sue eccellenze certificate: dalla Bresaola della Valtellina IGP ai Vini di Valtellina DOP e IGP e alla Mela di Valtellina IGP ai Pizzoccheri della Valtellina IGP fino ai formaggi DOP Bitto e Valtellina Casera. Prodotti autentici, identitari, che in queste settimane sono ambasciatori di una montagna evoluta, consapevole e orgogliosa, ormai sempre più apprezzata. Secondo i dati diffusi da Regione Lombardia, durante le Olimpiadi il 27% delle presenze in Valtellina è arrivato dagli Usa: si sta aprendo un nuovo mercato, che vogliamo coltivare, con l’obiettivo di farlo crescere nei prossimi anni. Come Distretto Agroalimentare di Qualità della Valtellina stiamo cogliendo questo momento storico per trasformare la visibilità dei nostri prodotti offerta dalle Olimpiadi Invernali Milano Cortina 2026 in passione per il territorio e per le sue tradizioni”.

Grazie alla collaborazione con lo chef Alessandro Negrini nella lounge Voce di Aimo e Nadia, in piazza della Scala a Milano i formaggi DOP Bitto e Valtellina Casera e la Bresaola della Valtellina IGP sono stati protagonisti nel menu.

Debuttano ora inoltre  2 nuove video-ricette (scaricabili qui), in dialogo diretto con il territorio e la sua storia: Bresaola della Valtellina IGP con sfere di grano saraceno e Valtellina Casera DOP, radicchio all’aceto di Nebbiolo e miele e Cannelloni di Bitto DOP e Bresaola della Valtellina IGP con cannella e noci.

Bresaola della Valtellina IGP con sfere di grano saraceno e Valtellina Casera DOP, radicchio all’aceto di Nebbiolo e miele.

“Un piatto che è l’emblema del territorio– spiega Negrini –. Qui la Bresaola della Valtellina IGP, proposta “santa”, quindi al naturale, e “in fette vaporose”, diviene l’ingrediente principale e si accosta a sfere di grano saraceno. Un omaggio alla Bresaola, che non è un ingrediente ma è una vera e propria ricetta, e allo sciatt, che in questo caso non è più un “rospo” (in dialetto Valtellinese) ma diventa una sfera perfetta che richiama l’ingegno di Leonardo”.  Le sfere di grano saraceno vengono realizzate con un impasto sifonato, più arioso, elegante. Al cuore il radicchio tardivo, erba amara che dialoga con l’aceto di Nebbiolo e il miele.

“È il territorio nella sua massima evoluzione – continua Negrini –: in questo piatto vigneti terrazzati, api di montagna, formaggi d’alpeggio e trovano un punto di equilibrio moderno. Le stesse sensazioni palatali di un grande piatto di Bresaola con rucola e formaggio da grattugia, ma trasfigurate in chiave alpina”.

Cannelloni di Bitto DOP e Bresaola della Valtellina IGP con cannella e noci.

“Il cannellone è il piatto della domenica. Come dico spesso, è una lasagna che non ce l’ha fatta – continua Negrini -. Un piatto sbagliato: sappiamo che spesso ha troppa farcia, mal distribuita. Con questa preparazione ridiamo dignità al cannellone. La tecnica va a supporto della grande ricetta e la rende corretta: due strati di pasta, arrotolati, cotti e gratinati in salamandra. All’interno, il Bitto DOP, saporito e complesso, si fonde con le biete cotte, le noci — proteina storica del bosco — e un tocco di cannella, spezia antica protagonista della ricetta della Bresaola ma anche dei primi piatti rinascimentali. La Bresaola della Valtellina IGP qui non copre, ma profuma: è nota alta, elegante, che alleggerisce e definisce”.

Un piatto che secondo lo chef di Aimo e Nadia idealmente può ricondurre alla Via Priula e al Passo San Marco, costruiti dalla Repubblica di Venezia per collegare la bergamasca con Morbegno, la Valtellina e l’Oltralpe senza passare per il Ducato di Milano, allora sotto il dominio spagnolo con le relative imposizioni di dazi di transito. Un tratto percorso da mercanti, messaggeri, una sorta di via delle spezie valtellinese. La montagna era già allora crocevia europeo.

La Valtellina al mondo

In questo contesto, il Distretto Agroalimentare di Qualità non si limita a promuovere prodotti, ma racconta una cultura gastronomica stratificata, capace di parlare agli atleti, ai visitatori internazionali, agli appassionati di cucina. “Queste Olimpiadi Invernali in Valtellina resteranno negli occhi e nel cuore come eventi di entusiasmo straordinario – afferma Negrini -. Bormio e Livigno hanno mostrato al mondo l’eccellenza della nostra terra. Sono orgoglioso del lavoro realizzato finora dal Distretto Agroalimentare di Qualità – Valtellina Taste of Emotion, che ha saputo valorizzare viticoltori, mele, bresaola, pizzoccheri e formaggi, portandoli ad essere protagonisti di un evento globale. Il Distretto non valorizza solo i prodotti, ma difende il territorio e chi lo abita, offrendo agli operatori la possibilità di promuoversi. Essere coesi è la chiave: il ruolo del Distretto è unico e va salvaguardato, perché solo insieme possiamo continuare a far brillare la Valtellina nel mondo.”

Il Distretto Agroalimentare di Qualità della Valtellina (DAQ) associa i Consorzi di Tutela della Valle per far conoscere al mondo la bontà delle eccellenze della Valtellina a marchio DOP e IGP come espressione di un unico territorio sotto il brand “Valtellina – Taste of emotion”.

Il DAQ – “Valtellina – Taste of emotion” racchiude in un’unica compagine nove eccellenze agroalimentari a marchio DOP e IGP, simbolo di una cultura centenaria e di un territorio montano particolarmente vocato alla produzione agroalimentare. Con un valore complessivo di 301,5 milioni di euro e un indotto che coinvolge oltre 5.200 occupati, il Distretto rappresenta prodotti di fama internazionale come la Bresaola della Valtellina IGP, i formaggi Bitto DOP, e Valtellina Casera DOP, i vini Alpi Retiche IGT, il Rosso di Valtellina DOC, il Valtellina Superiore DOCG e lo Sforzato di Valtellina DOCG, la Mela di Valtellina IGP e i Pizzoccheri della Valtellina IGP.

Le sue principali attività riguardano la promozione e la valorizzazione, per dare voce unanime ai Consorzi di tutela e a tutti i produttori.  Nel dettaglio, il DAQ cura le relazioni e i rapporti con le istituzioni territoriali e lavora insieme agli operatori e agli stakeholder locali per la valorizzazione del settore agroalimentare, promuovendo il territorio e tutto ciò che ha da offrire: natura, storia, cultura ed enogastronomia. La peculiarità, la genuinità e la qualità che distinguono i prodotti tipici a Indicazione Geografica si ritrovano anche nel marchio “Valtellina – Taste of emotion”.

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Eventi
27/01/2026

Milano Cortina 2026: cosa mangiano gli atleti a meno di un mese dai Giochi

Countdown alla Cerimonia di Apertura attivato. Michelangelo Giampietro, medico specialista in medicina dello sport e in scienza dell’alimentazione, spiega l’importanza di un’alimentazione mirata, falsi miti da sfatare e ruolo della Bresaola della Valtellina IGP nella dieta pre-gara.

La testimonianza dell’argento olimpico Michele Antonioli: “per noi atleti valtellinesi, la Bresaola della Valtellina IGP significa certamente un valido e gustoso supporto nutrizionale ma anche momento di convivialità e tradizione”.

Manca meno di un mese alla Cerimonia di Apertura dei Giochi Olimpici Invernali di Milano Cortina 2026. L’attenzione è tutta rivolta alla preparazione degli atleti: mesi, spesso anni, di allenamenti e sacrifici che, nelle ultime settimane, passano anche da un elemento chiave quanto la preparazione fisica: l’alimentazione. Negli ultimi anni, il tema delle proteine ha assunto un ruolo centrale nella dieta degli sportivi. Secondo i dati GS1 Italy – Osservatorio Immagino, nel 2024 circa il 4% di oltre 3.300 prodotti analizzati riportava diciture legate alle proteine, per un fatturato di 1,9 miliardi di euro, in crescita del +4,5% rispetto al 2023. Un interesse crescente che riflette una maggiore consapevolezza sull’importanza di un apporto proteico senza eccessi, equilibrato e di qualità.

In questo contesto si inserisce la Bresaola della Valtellina IGP, riconosciuta come una delle fonti proteiche povere di grassi più apprezzate dagli italiani e dagli sportivi. Lo conferma un’indagine 2025 di AstraRicerche per il Consorzio di Tutela Bresaola della Valtellina: il 38,5% degli intervistati la considera ideale per chi pratica attività fisica, soprattutto per la sua leggerezza. Un risultato che si aggiunge a una precedente rilevazione Doxa/Consorzio, che aveva già inserito la Bresaola della Valtellina IGP nella Top 5 degli alimenti immancabili nella dieta degli atleti.

L’ALIMENTAZIONE PRE E POST GARA

Michelangelo Giampietro, medico specialista in medicina dello sport e in scienza dell’alimentazione, che ha seguito numerosi atleti olimpici nel corso della sua carriera, spiega cosa succede nel piatto di un atleta a ridosso di una competizione non solo olimpica: “Nel giorno della gara l’aspetto più importante è la digeribilità: l’atleta non deve avvertire disturbi di nessun genere. Nelle ore immediatamente precedenti si privilegiano infatti alimenti ricchi di carboidrati e poveri di grassi e proteine. Fino a  tre ore prima della competizione, però, l’alimentazione può includere anche proteine, meglio se a basso contenuto di grassi”.

È in questa fase che la Bresaola della Valtellina IGP si rivela particolarmente adatta. Grazie ai processi di stagionatura, le proteine risultano in parte già “scomposte”, rendendo il prodotto più digeribile rispetto ad altre fonti proteiche. Con circa il 33% di proteine, un basso contenuto di grassi e una buona presenza di amminoacidi ramificati – tra cui la leucina, fondamentale per la sintesi proteica muscolare – la Bresaola della Valtellina IGP si presta sia ai pasti pre-gara sia, soprattutto, al recupero post allenamento. Non a caso, la Bresaola della Valtellina IGP è spesso inserita in abbinamento a carboidrati semplici.

“Dopo lo sforzo – continua Giampietro – è importante associare le proteine a una quota adeguata di carboidrati: circa 3-4 grammi di carboidrati per ogni grammo di proteine. Ho inserito spesso la Bresaola della Valtellina IGP, nei piani alimentari per gli atleti olimpici. In un piatto di pasta o riso oppure in un panino, rappresenta infatti una soluzione efficace e bilanciata. Inserita nei giusti quantitativi – due porzioni a settimana da 40-50 grammi, che possono diventare tre per atleti con fabbisogni proteici più elevati – la Bresaola della Valtellina IGP può far parte di un’alimentazione varia e completa, senza eccessi”.

ALCUNI FALSI MITI SULLA PREPARAZIONE NUTRIZIONALE SPORTIVA

Giampietro racconta inoltre come, nella fase di preparazione – anche a livello agonistico – persistono alcune convinzioni errate che rischiano di compromettere la performance:

  • Carbofobia: “È il più grande errore che uno sportivo possa fare”, spiega Giampietro. “Gli atleti hanno un fabbisogno di carboidrati superiore rispetto alla popolazione generale: possono arrivare fino a 6–10 grammi per chilo di peso corporeo desiderabile, e anche oltre nei giorni precedenti le gare di lunga durata”.
  • Eccesso di proteine: “L’atleta ha bisogno di più proteine, ma non di quantità illimitate”, sottolinea l’esperto. “Nella maggior parte dei casi si dovrebbe rimanere entro i 2 grammi per chilo di peso corporeo”.
  • Abuso di integratori: “I dati scientifici dimostrano che anche per gli atleti di élite un’alimentazione varia e bilanciata, realizzata con alimenti e bevande di uso comune, è in grado di coprire tutte le necessità nutrizionali”, afferma Giampietro. “Gli integratori vanno utilizzati solo in presenza di carenze diagnosticate”.
  • Allenarsi a digiuno: “L’organismo mal sopporta i digiuni”, avverte. “Allenarsi senza mangiare aumenta il rischio di intaccare la massa muscolare e può favorire l’insorgenza di infortuni muscolari”.
  • Diete estreme, come la chetogenica: “Sono regimi poverissimi di carboidrati che sovvertono i principi nutrizionali, scientificamente validati, più adatti allo sport”, spiega Giampietro. “Sono indicate solo in particolari condizioni patologiche, non nella preparazione atletica”.
  • Non mangiare e non bere durante l’attività sportiva: “È un falso mito pensare che così l’organismo si “alleni meglio allo sforzo”, conclude. “Idratazione e apporto energetico durante l’attività sono fondamentali per sostenere la performance”.

LA VOCE DI CHI HA VISSUTO LE OLIMPIADI: MICHELE ANTONIOLI

A confermare l’importanza di un’alimentazione semplice e funzionale è anche Michele Antonioli, ex atleta olimpico di short track, originario di Bormio, argento a Salt Lake City 2002 nella staffetta 5.000 metri, campione del mondo Team con la stessa staffetta e oggi Sport Manager dello Short Track per Milano Cortina 2026.

“Quando ero atleta c’era meno consapevolezza rispetto a oggi sulla corretta alimentazione di uno sportivo, ma già allora il nutrizionista che seguiva la mia squadra ci diceva che, se si segue una dieta bilanciata e sana, non serve assumere integratori, in mancanza ovviamente di carenze diagnosticate – racconta Antonioli. La Bresaola della Valtellina IGP era spesso presente nella nostra alimentazione come secondo piatto o come recupero proteico post allenamento. È infatti pratica, veloce e gustosa”.

Durante le trasferte e le competizioni, la Bresaola della Valtellina IGP era una scelta naturale. “Ci portavamo dietro una vaschetta di Bresaola della Valtellina IGP”, ricorda. “Nei giorni di gara la inserivamo principalmente la sera prima, ma capitava spesso anche il giorno stesso essendo molto più facilmente digeribile rispetto ad altri alimenti”. Oltre alla funzione nutrizionale, c’era anche un forte legame con il territorio: “Essendo tutti valtellinesi, c’era proprio una cultura della bresaola. Era il simbolo di un momento conviviale, che ci riportava alle nostre origini anche quando eravamo in giro per il mondo”.

Oggi, da tecnico e dirigente, Antonioli conferma il cambiamento nelle nuove generazioni: “I ragazzi sono molto più attenti e recettivi sul tema nutrizione. Possiamo dirlo tranquillamente: la Bresaola della Valtellina IGP è uno degli alimenti preferiti dagli atleti: magro, proteico, perfetto per uno sportivo”.

A pochissimo dall’inizio dei Giochi Olimpici Invernali di Milano Cortina 2026, il conto alla rovescia passa anche dalla tavola, dove tradizione, scienza e territorio si incontrano per accompagnare gli atleti verso l’appuntamento più importante della loro carriera.

Il Consorzio di Tutela Bresaola della Valtellina fa parte del Distretto Agroalimentare di Qualita’ della Valtellina Sponsor dei Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali di Milano Cortina 2026.

 

Iniziativa finanziata dal Fondo Europeo Agricolo per lo Sviluppo Rurale (FEASR) attraverso il Complemento di Sviluppo Rurale del Piano Strategico della PAC della Regione Lombardia 2023-2027.

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21/11/2025

Un tocco di rosso light e gourmet? Ecco le ricette natalizie con la Bresaola della Valtellina IGP

Il Natale, si sa, è territorio di panettoni, lasagne fumanti e brindisi infiniti. Ma in un Paese in cui cresce la voglia di leggerezza — secondo il Rapporto Coop 2024 i consumi di prodotti ipocalorici salgono del +3% — è possibile trovare un nuovo equilibrio anche durante le feste?

La risposta arriva con stile (e un pizzico di ironia) dalla Bresaola della Valtellina IGP, che lancia cinque ricette natalizie inedite per dimostrare che gusto e leggerezza, sì, possono convivere anche nei menu più golosi dell’anno.

Il Natale è tradizione… ma anche benessere

Panettoni e primi importanti rimangono protagonisti assoluti, certo. Ma gli italiani stanno cambiando approccio: cresce l’attenzione al benessere, alla qualità degli ingredienti, alla voglia di sentirsi bene senza rinunciare alla convivialità.

E allora perché non portare un tocco “light” anche sotto l’albero? Con un po’ di fantasia, la Bresaola della Valtellina IGP — simbolo di gusto genuino e leggerezza — può diventare un ingrediente perfetto per aprire, accompagnare o reinterpretare le portate delle feste.

Cinque abbinamenti natalizi (e inaspettati) con la Bresaola della Valtellina IGP

Troppo spesso considerata un ingrediente “estivo”, la Bresaola della Valtellina IGP sa in realtà adattarsi anche ai menu invernali. E può persino stupire il parente più tradizionalista del pranzo di Natale. Ecco cinque idee facili e d’effetto:

  1. Insalata di Bresaola, finocchi e melograno

Fresca, croccante e festosa grazie ai chicchi di melograno — simbolo di buon auspicio — è il modo perfetto per iniziare il pranzo con leggerezza. Rosso e bianco: più natalizia di così?

  1. Radicchio al forno con Bresaola croccante

Basta una passata in forno a fine cottura per rendere la Bresaola della Valtellina IGP leggermente croccante. Il radicchio, con la sua nota amarognola, bilancia tutto con eleganza. Un contorno semplice ma scenografico.

  1. Fichi secchi ripieni di Bresaola e miele

Dolce e salato, morbido e sapido: un incontro sorprendente. Una versione “smart” dei classici abbinamenti natalizi che unisce energia, gusto e un tocco gourmet.

  1. Crostini integrali con caprino, noci e Bresaola

L’aperitivo che fa sentire virtuosi… anche con un calice in mano. Il caprino è cremoso, le noci croccano, la Bresaola fa il resto. Impossibile sbagliare.

  1. Risotto allo zafferano con Bresaola e scorza di limone

Un primo piatto dorato come le luci dell’albero. Le striscioline di Bresaola aggiungono profumo e struttura, mentre il limone regala una chiusura fresca e raffinata.

Perché la Bresaola della Valtellina IGP è l’alleata perfetta delle feste

Leggera, proteica, versatile: la Bresaola della Valtellina IGP è un alimento unico nel panorama dei salumi. Una porzione da 50 g apporta mediamente 76 calorie e solo 1,45 g di grassi, garantendo però circa 17 g di proteine facilmente digeribili e ricche di aminoacidi essenziali.

È quindi ideale per bilanciare i pasti più ricchi del periodo natalizio.

Come spiega il nutrizionista e medico dello sport Michelangelo Giampietro:

“La Bresaola della Valtellina IGP è povera di grassi, ricca di proteine nobili e fonte di ferro, zinco e vitamine del gruppo B. Inserirla nei menu delle feste permette di equilibrare la dieta senza rinunciare al gusto. Aiuta a sentirsi sazi più a lungo e a gestire meglio i pasti dei giorni di festa”.

Un prodotto che racconta un territorio

La Bresaola della Valtellina IGP nasce da una tradizione secolare, protetta da un Disciplinare che unisce artigianalità e innovazione. Tutte le fasi produttive si svolgono nella provincia di Sondrio, dove il microclima unico e la maestria dei salumieri creano un prodotto autentico e riconoscibile.

Un salume moderno nella sua semplicità: genuino, pratico, ma allo stesso tempo gourmet. Perfetto per chi vuole vivere il Natale con gusto… e con leggerezza.

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Bresaola della Valtellina
17/10/2025

Le fasi di produzione della Bresaola della Valtellina IGP

Nonostante la normativa europea sulle Indicazioni Geografiche Protette preveda che almeno una fase del processo produttivo debba avvenire nella zona geografica designata, nel caso specifico della Bresaola della Valtellina IGP, il Disciplinare di produzione stabilisce espressamente che tutte le operazioni di elaborazione del prodotto, come dettagliatamente descritte nel Disciplinare stesso, devono svolgersi nel territorio della provincia di Sondrio. È proprio qui infatti che il clima unico della valle, unito al sapere artigianale tramandato dai maestri salumieri, rende ogni fase di lavorazione della Bresaola della Valtellina IGP un autentico rituale di tradizione, tipicità e qualità.

Ma non si tratta solo di un luogo fisico: la Valtellina è un insieme di condizioni naturali, culturali e umane che, intrecciandosi, conferiscono al prodotto il suo carattere distintivo. L’aria fresca e pura che discende dalle Alpi e la particolare conformazione della valle generano le condizioni ideali per una stagionatura lenta e graduale, rispettosa dei ritmi della natura. Si tratta di un equilibrio irriproducibile altrove e che rappresenta uno dei segreti più autentici della qualità e specificità del prodotto gelosamente custoditi dai produttori.

La Bresaola della Valtellina IGP nasce dal secolare sapere artigianale dei salumieri valtellinesi, da mani che conoscono tempi, gesti e sensibilità maturate nel tempo. Le moderne tecnologie aiutano a controllare i processi e a garantire sicurezza e tracciabilità, ma è ancora la sensibilità umana a fare la differenza. Il Disciplinare prevede infatti che ogni fase di produzione avvenga in territorio valtellinese:

Rifilatura della carne. Il taglio selezionato viene accuratamente rifilato per rimuovere il grasso e le parti tendinose esterne, avendo cura di salvaguardare l’integrità di ogni singolo pezzo da salare ed essiccare.

Salagione a secco: la carne è cosparsa con una concia di sale, aromi naturali, spezie e piante aromatiche. Una limitata quantità di conservanti garantisce la massima sicurezza del prodotto. La soluzione salina si forma con il succo della carne. La salagione dura mediamente 10-15 giorni e prevede operazioni di massaggio per favorire la penetrazione uniforme del sale e degli aromi. Ogni produttore ha la sua ricetta distintiva, gelosamente custodita.

Stagionatura lenta e graduale: dopo la salagione e l’insacco, la carne viene sottoposta ad asciugatura per mediamente una settimana. La stagionatura, che dura tra 4 e 8 settimane, avviene in ambienti a temperatura e umidità controllate. È possibile la ventilazione e l’esposizione all’umidità naturale, tenuto conto dei fattori climatici della zona di produzione, ma sono vietate tecniche di disidratazione accelerata.

Controlli e confezionamento: nella lavorazione il prodotto stagionato è sottoposto a numerosi controlli. Solo la bresaola conforme agli standard del Disciplinare di produzione può essere marchiata IGP e commercializzata con l’uso della denominazione protetta Bresaola della Valtellina nei diversi formati: intera sfusa o sottovuoto, a pezzi o in tranci sottovuoto o affettata nelle vaschette in atmosfera protettiva.

In Valtellina, ogni fetta di bresaola racconta dunque una storia fatta di montagne, mani sapienti e tempo. È un racconto che unisce passato e presente, tradizione e innovazione, e che continua a fare della Bresaola della Valtellina IGP un simbolo autentico e riconosciuto del legame profondo tra prodotto e territorio.

 

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Bresaola della Valtellina

Bresaola della Valtellina IGP: gusto, territorio e certificazione. quanto ne sappiamo davvero?

La Bresaola della Valtellina IGP sarà protagonista della 118ª Mostra del Bitto, storica vetrina delle eccellenze agroalimentari della Valtellina. Un’occasione per raccontare l’identità unica di un prodotto certificato IGP, sottolineandone le garanzie di qualità, sicurezza e tracciabilità.

Il Consorzio di Tutela della Bresaola della Valtellina IGP affronta con trasparenza i temi dell’origine della carne, dell’approvvigionamento extra UE e delle barriere tariffarie, sottolineando il proprio impegno verso sostenibilità ambientale e filiera responsabile.

La Bresaola della Valtellina IGP: tradizione, territorio e qualità certificata

La Bresaola della Valtellina IGP nasce esclusivamente nella provincia di Sondrio, secondo un rigoroso Disciplinare di Produzione approvato dall’Unione Europea e sotto la supervisione dell’Organismo di Controllo CSQA Certificazioni.
Dalla scelta della materia prima alla stagionatura, ogni fase della lavorazione rispetta regole precise che combinano tradizione artigianale e innovazione, garantendo un prodotto sicuro, controllato e di eccellenza.

“La Bresaola della Valtellina IGP racconta il territorio e le persone che lo producono. Il marchio IGP è garanzia di trasparenza, sicurezza e qualità – afferma Mario Moro, presidente del Consorzio – La tradizione valtellinese si rinnova ogni giorno grazie al clima, ai saperi artigianali e alla passione dei produttori. È un patrimonio da proteggere e valorizzare, simbolo del futuro del nostro territorio”.

Carne di qualità: tagli, razze e controllo rigoroso

La Bresaola della Valtellina IGP utilizza solo i tagli più pregiati e teneri della coscia di bovini adulti, di età compresa tra 18 mesi e 4 anni. Le razze bovine selezionate includono:

  • Europee: Charolaise, Limousine, Blonde d’Aquitaine, Garonnese, Piemontese e incroci Charolaise-Limousine.
  • Sudamericane: Zebù (Nellore, Guzerat, Brahman).

Ogni pezzo è sottoposto a rigorosi controlli di età, origine, tracciabilità e sicurezza igienico-sanitaria, per garantire standard elevati e conformità al disciplinare IGP.

Approvvigionamento estero: una necessità, non una scelta

La disponibilità limitata di bovini italiani costringe il comparto a rivolgersi a mercati europei e sudamericani, dove la filiera è tracciata e garantita. Nel 2024, circa l’80% della materia prima proviene dal Sud America (Brasile, Paraguay, Uruguay, Argentina), mentre il 20% dall’Europa (Francia, Irlanda, Austria, Germania).

L’importazione non è economica: i tagli destinati alla Bresaola IGP hanno un costo più elevato rispetto ad altri salumi, a causa della qualità della carne e dei metodi di allevamento.

Barriere tariffarie e sostenibilità: il ruolo dell’EUDR

Le barriere tariffarie europee aumentano il costo della materia prima fino al 50%, rendendo complessa la programmazione del comparto. Il Consorzio di Tutela della Bresaola della Valtellina auspica un rafforzamento della capacità europea di autoapprovvigionamento e interventi rapidi per supportare la filiera.

In tema ambientale, il Consorzio sostiene l’entrata in vigore del Regolamento UE 2023/1115 sulla Deforestazione (EUDR), che impone l’importazione di prodotti a deforestazione zero, a partire dal 30 dicembre 2025 per le grandi imprese e dal 30 giugno 2026 per le PMI.

“Un ulteriore rinvio sarebbe un passo indietro per la tutela delle foreste. La nostra filiera si sta già adeguando alle disposizioni, confermando trasparenza e responsabilità ambientale”, spiega Mario Moro.

IGP e territorio: un legame imprescindibile

Solo la Bresaola della Valtellina che rispetta tutti i controlli può fregiarsi della denominazione IGP. Tutte le fasi di lavorazione avvengono nella provincia di Sondrio, dove il clima unico e il sapere artigianale garantiscono tipicità, qualità e autenticità.

Il Consorzio sottolinea come il valore territoriale della Bresaola vada oltre il prodotto: il comparto preserva un tessuto economico e culturale, offre lavoro a centinaia di famiglie e promuove una cultura alimentare basata su trasparenza e autenticità.

“La IGP identifica e tutela un prodotto che racchiude essenza e passione del territorio – conclude Moro – Tutto nasce in Valtellina: tradizione, clima e maestria artigianale si fondono per creare un’eccellenza autentica”.

 

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09/10/2025

La campagna “Destinazione Bresaola – Valtellina Nascosta” vince il Travel Food Award come “Migliore Destinazione Gastronomica”

La campagna Destinazione Bresaola – Valtellina Nascosta, realizzata dal Consorzio di Tutela Bresaola della Valtellina, si è aggiudicata il Travel Food Award promosso dal GIST – Gruppo Italiano Stampa Turistica, come Migliore Destinazione Gastronomica. Il premio, che da otto anni valorizza territori e attività turistiche legate al patrimonio enogastronomico, nasce con l’obiettivo di incoraggiare le realtà locali impegnate nella conservazione delle proprie tradizioni culturali e gastronomiche, promuovendo un turismo sostenibile, diffuso e identitario. Il turismo enogastronomico ha un valore economico, culturale e sociale fondamentale per il nostro Paese. Favorisce la scoperta dei borghi, delle aree rurali e dei territori meno conosciuti, creando identità, sensibilizzando al consumo consapevole e preservando la biodiversità. Solo in Italia, infatti, ha registrato nel 2024 una crescita del 12% rispetto al 2023, generando 40 miliardi di euro di impatto[1].

LA CAMPAGNA: “DESTINAZIONE BRESAOLA – VALTELLINA NASCOSTA”                   

La campagna vincitrice ha proposto un viaggio multisensoriale in cui la Bresaola della Valtellina IGP si è trasformata in una sorta di “Virgilio”, capace di guidare i visitatori alla scoperta di luoghi nascosti, storie e sapori autentici di questa valle alpina che, in un territorio relativamente contenuto, racchiude un’infinita varietà di emozioni. Grazie a una web app interattiva, i turisti hanno potuto vivere un’esperienza digitale arricchita da immagini evocative e da un percorso che ha svelato 18 destinazioni segrete della Valtellina. Queste mete sono state raccontate con emozione e autenticità attraverso le “Storie Segrete”, una serie di podcast che offre prospettive originali e affascinanti su persone, tradizioni e paesaggi del territorio.

La campagna non si è limitata al digitale: 21 luoghi del cibo con una forte identità locale, tra ristoranti e bistrot, hanno ideato aperitivi e abbinamenti unici a base di Bresaola della Valtellina IGP e prodotti del territorio, creando così un’esperienza fisica e concreta per i visitatori. Un’iniziativa che ha saputo intrecciare online e offline, innovazione e tradizione, gusto ed emozione, consacrando la Valtellina come una destinazione enogastronomica d’eccellenza.

“Questo premio rappresenta per noi un importante traguardo e un riconoscimento al lavoro svolto nel valorizzare un prodotto simbolo come la Bresaola della Valtellina IGP, capace di farsi ambasciatore di un territorio unico – afferma Mario Moro, Presidente del Consorzio di Tutela Bresaola della Valtellina – Destinazione Bresaola è diventata negli anni un appuntamento fisso per il territorio. Quest’anno, per la prima volta, l’abbiamo presentata anche nella sua edizione invernale, in occasione del sempre più vicino appuntamento con le Olimpiadi Invernali del 2026, che rappresenterà una grande occasione di crescita e visibilità per la Valtellina. La campagna nasce infatti con l’obiettivo di accogliere al meglio turisti italiani e stranieri, per fare in modo che conoscano e apprezzino la vera identità del nostro territorio, con il suggerimento di luoghi particolari che solo chi è nato e vive in Valtellina può conoscere. Ed è un modo per il Consorzio di Tutela Bresaola della Valtellina di fare squadra con i produttori e attori locali in quanto socio del Distretto Agroalimentare di Qualità Valtellina Taste of Emotion, Sponsor delle Olimpiadi e Paralimpiadi Invernali Milano Cortina 2026”.

“Complimenti al Consorzio di Tutela Bresaola della Valtellina per questo importante riconoscimento che testimonia la bontà del lavoro svolto – afferma Elio Moretti, Presidente di APF Valtellina – La campagna “Destinazione Bresaola – Valtellina Nascosta”  è un esempio vincente del binomio turismo ed enogastronomia, sempre più rilevante per la nostra destinazione. Vivere la Valtellina significa anche lasciarsi andare alle grandi emozioni che regala a tavola: la sua tradizione enogastronomica, fatta di materie prime genuine e di antichi saperi tramandati nel tempo, è una chiave preziosa per conoscere, custodire e tramandare la nostra identità alpina, con radici ben salde nella nostra storia e sguardo proiettato verso il futuro”.

La cerimonia di premiazione si è svolta oggi durante il TTG Travel Experience 2025 in corso a Rimini, alla presenza dell’Assessore al Turismo Marketing Territoriale e Moda della Regione Lombardia, Barbara Mazzali.

 

Iniziativa finanziata dal Fondo Europeo Agricolo per lo Sviluppo Rurale (FEASR) attraverso il Complemento di Sviluppo Rurale del Piano Strategico della PAC della Regione Lombardia 2023-2027.

Info e bandi: https://psr.regione.lombardia.it

 

[1] Rapporto 2024 – Aite-Associazione Italiana Turismo Enogastronomico

News

Eventi
02/10/2025

Il Consorzio di Tutela della Bresaola della Valtellina protagonista alla 118ª Mostra del Bitto

La Bresaola della Valtellina IGP torna protagonista a Morbegno in un’edizione speciale della Mostra del Bitto, che quest’anno celebra la sua 118ª edizione. L’appuntamento è per il 18 e 19 ottobre 2025, tra sapori, tradizioni e momenti di condivisione che raccontano la ricchezza enogastronomica della Valtellina, a pochi passi dalle Olimpiadi e Paralimpiadi Invernali Milano Cortina 2026.

In Piazza Sant’Antonio, la Bresaola della Valtellina IGP sarà presente nello stand del Distretto Agroalimentare di Qualità della Valtellina (DAQ), sponsor ufficiale dei Giochi, insieme a eccellenze locali come formaggi DOP Bitto e Valtellina Casera, Mela di Valtellina IGP, Pizzoccheri della Valtellina IGP e vini DOCG e IGT della zona. Un vero e proprio percorso sensoriale che permette ai visitatori di scoprire la storia, l’anima e l’autenticità di questi prodotti unici.

Ma l’esperienza non si ferma al gusto: nell’area soppalco del Convento di Sant’Antonio, il Consorzio propone un vero e proprio angolo di benessere. Ogni giorno saranno organizzate quattro sedute di yoga della durata di 45 minuti (ore 11.00, 13.00, 15.00 e 17.00), seguite da un kit merenda dello sportivo con Bresaola della Valtellina IGP. Un modo semplice e gustoso per scoprire come questo prodotto possa inserirsi in una dieta equilibrata e attiva, senza rinunciare al piacere del buon cibo.

La Bresaola della Valtellina IGP è delicata e saporita, frutto di una selezione accurata delle migliori carni, della stagionatura lenta e della maestria artigianale che da generazioni tramanda i suoi segreti. Ogni fetta offre proteine nobili, pochi grassi e nutrienti essenziali, rendendola l’alleata perfetta per chi ama prendersi cura di sé, praticare sport o semplicemente portare in tavola benessere e autenticità.

“Partecipare alla Mostra del Bitto è per noi un’occasione preziosa per rafforzare il legame con il territorio e con i visitatori, valorizzando la qualità e l’unicità della Bresaola della Valtellina IGP – spiega Mario Moro, Presidente del Consorzio di Tutela. – In un anno che guarda alle Olimpiadi e Paralimpiadi Invernali Milano Cortina 2026, vogliamo trasmettere i valori che ci rappresentano: tradizione, autenticità, salute e benessere.”

Con questa partecipazione, il Consorzio di Tutela della Bresaola della Valtellina conferma il suo impegno nel diffondere la cultura del prodotto e nel promuoverlo come ambasciatore di gusto, salute e stile di vita sano, in perfetta sintonia con lo spirito di coesione ed entusiasmo che accompagnerà la Valtellina verso il 2026.

Iniziativa finanziata dal Fondo Europeo Agricolo per lo Sviluppo Rurale (FEASR) attraverso il Complemento di Sviluppo Rurale del Piano Strategico della PAC della Regione Lombardia 2023-2027.

Info e bandi: https://psr.regione.lombardia.it