Categoria: Bresaola della Valtellina
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Bresaola, la mangiano 8 connazionali su 10

PER LA META’ CIRCA DEGLI ITALIANI QUALITÀ E SISTEMA DI ALLEVAMENTO
CONTANO PIU’ DELL’ORIGINE ITALIANA DELLA MATERIA PRIMA.
Una ricerca Doxa/Consorzio di Tutela Bresaola della Valtellina indaga sulla passione degli italiani per questo alimento: 8 su 10 la mangiano abitualmente, apprezzandone gusto, leggerezza e praticità.
Pochi sanno che spesso è realizzata con carni di qualità di provenienza estera, ma una volta informati, la maggioranza reagisce positivamente (9 su 10 non modificheranno le abitudini d’acquisto).
Tutti, o quasi però chiedono di essere informati su qualità e sicurezza del prodotto.
Per questo il Consorzio di Tutela Bresaola della Valtellina lancia una campagna di comunicazione e trasparenza sul sito www.bresaoladellavaltellina.it, in nome delle 14 aziende associate e di un settore che negli ultimi 15 anni (in netta controtendenza rispetto al comparto delle carni bovine, fresche e lavorate) ha visto crescere i consumi del +39%.
Gli italiani e la Bresaola della Valtellina IGP: 8 su 10 la mangiano abitualmente e la apprezzano, soprattutto per il gusto, leggerezza e praticità d’uso. La consumano più spesso a cena che a pranzo, ma conoscono troppo poche ricette (appena 2 o 3). Per loro la bresaola ideale è morbida, di un bel rosso-rosa, magra e senza troppe striature di grasso.
Lo rivela una ricerca condotta da Doxa per il Consorzio di Tutela Bresaola della Valtellina su percezione e abitudini di consumo degli italiani di questo salume magro che orami appartiene alla nostra migliore tradizione gastronomica.
Per il 74% degli italiani sapere che la Bresaola della Valtellina IGP è spesso prodotta con carne bovina pregiata importata dall’estero non è motivo per cambiare abitudini d’acquisto (anzi per un 7% è motivo per consumarla di più).
Quello che fa una carne di qualità, infatti, non è tanto la provenienza quanto piuttosto il sistema di allevamento (lo afferma il 51% degli italiani rispetto al 28% che ritiene che l’origine italiana della carne sia di per sé garanzia di qualità). Quasi 7 italiani su 10 vogliono comunque sapere da dove vengono i bovini utilizzati per produrre la Bresaola della Valtellina IGP e 8 su 10 vorrebbero che questa informazione venisse riportata anche in etichetta.
Per questo il Consorzio di Tutela Bresaola della Valtellina lancia una campagna di informazione su qualità e sicurezza delle carni utilizzate per la produzione di questo alimento sul sito www.bresaoladellavaltellina.it, in rappresentanza delle 14 aziende associate, che producono la quasi totalità della bresaola certificata IGP in Italia: 12.272 tonnellate, che diventano 17.000 se si conteggia anche il prodotto non IGP.
“Abbiamo fatto una scelta di trasparenza: ai nostri consumatori diciamo tutto quello che vogliono sapere – afferma Mario Della Porta, presidente del Consorzio Tutela Bresaola della Valtellina. Per questo abbiamo scelto di avviare una campagna di informazione che racconti loro quali sono i fattori di qualità che rendono unica la Bresaola della Valtellina IGP (la tradizione secolare dei produttori della Valtellina nella selezione delle migliori carni, la loro rifilatura, il dosaggio degli aromi, la cura del prodotto durante la stagionatura, favorita dal nostro clima unico) e di comunicare con trasparenza anche l’origine della materia prima, dedicando a questo tema una sezione del sito internet del Consorzio. Questa ricerca evidenzia che gli italiani sanno che quello che conta per la Bresaola della Valtellina è la qualità: non sembrano preoccupati dalla provenienza estera della materia prima ma vogliono sapere da dove vengono i bovini che utilizziamo per fare la nostra Bresaola, oggi garantita dal marchio comunitario IGP”.
“Per la produzione della Bresaola della Valtellina IGP – spiega Della Porta – vengono utilizzati solo tagli di prima categoria, i più pregiati e teneri, tratti esclusivamente dalla coscia di bovini di razze selezionate di età non inferiore ai 18 mesi, preferibilmente allevati all’aperto e al pascolo e nutriti con alimenti selezionati. È una scelta di qualità perché tutti questi fattori (razza ed età dell’animale, sistema di allevamento e alimentazione, scelta dei tagli muscolari più pregiati della coscia bovina, come la punta d’anca) contribuiscono ad assicurare carni migliori, sia dal punto di vista organolettico (avendo effetto su sapore, consistenza, morbidezza, gusto e colore), sia da quello nutrizionale (comportando un minor contenuto in grassi). La materia prima proviene da allevamenti Europei e Sud-Americani, dove i sistemi di allevamento e i controlli in tutte le fasi della filiera garantiscono carni che rispondono alle elevate esigenze di qualità che richiede la produzione della Bresaola della Valtellina IGP”.
I plus della Bresaola per gli italiani: gusto e leggerezza, poi tradizione e praticità.
Secondo la ricerca “Gli italiani e la Bresaola della Valtellina”, realizzata su un campione di 1000 persone rappresentativo della popolazione italiana adulta (15+ anni di età), consuma bresaola l’81% della popolazione adulta, oltre 42 milioni di persone. Trasversali le occasioni di consumo: 1 italiano su 3 la mangia soprattutto a cena (34%), a sottolineare che tra i plus del prodotto c’è la sua alta digeribilità. Il 19% la preferisce a pranzo, mentre il 28% del campione la consuma sia a pranzo che a cena.
In generale, il consumo della Bresaola della Valtellina IGP registra una crescita del 39% negli ultimi 15 anni, in controtendenza rispetto alle altri carni lavorate e a quelle rosse in generale.
La fotografia scattata dall’indagine rivela un prodotto molto amato, con un’ottima immagine e un percepito positivo: le caratteristiche più apprezzate nella Bresaola della Valtellina IGP sono il gusto inimitabile (35%) e la leggerezza (28%), che la rende adatta alle esigenze di quanti vogliono stare in forma o vogliono mettersi a dieta.
A seguire, gli italiani premiano il valore della tradizione (20%) – legato alla sua storia centenaria e ai forti legami con il territorio – e la sua praticità (20%), perché “basta un filo d’olio e poche gocce di limone per avere un piatto pronto in pochi minuti”.
La bresaola ideale? Per gli italiani, deve risultare “morbida e non stoppacciosa” (41%) alla masticazione, e alla vista “magra e senza striature di grasso” (39%) e di un bel colore rosso/rosa, non troppo scura (39%).
A fronte di un forte interesse per questo prodotto, il 60% degli italiani conosce al massimo 2 o 3 ricette, peraltro estremamente semplici: le più gettonate sono infatti la bresaola con olio e limone e quella condita con rucola e grana, scelte rispettivamente dal 29 e dal 28% del campione. Che abbinano soprattutto con acqua (52%) o con un bicchiere di vino (37%), preferibilmente rosso (28%).
Qualità della carne: per 1 italiano su 2 è garantita dal sistema di allevamento.
Interrogati sul fattore più importante per l’acquisto, la qualità è al primo posto per quasi 1 italiano su 2 (43%), mentre il 26% ritiene che sia più importante l’origine della materia prima.
A ribadire l’importanza di questo aspetto, per i 2 italiani su 3 (62%) che leggono l’etichetta sulla confezione, l’origine è la prima informazione che cercano (60%), seguita dalla data di consumo preferibile (52%) e dalla lista degli ingredienti (36%).
Mentre se si parla dei fattori che rendono più buona la carne, solo il 28% ritiene che l’origine italiana sia l’aspetto più importante, mentre il 51% riconosce che il valore guida della qualità è il sistema di allevamento. Nel dettaglio, il 43% degli intervistati specifica che deve avvenire allo stato brado e su terreni aperti e molto ampi, cui si aggiunge un 8% che preferisce le carni che arrivano da Paesi con le migliori tradizioni in fatto di allevamenti. Per il 16%, infine, l’importante è che la carne sia sicura, prodotta con tecniche di lavorazione che devono rispettare le regole dei disciplinari IGP e DOP.
Carni non italiane nella Bresaola? no problem per 3 italiani su 4 (che non diminuiranno i consumi).
Informati sull’origine della materia prima della Bresaola della Valtellina i tre quarti della popolazione non reagisce negativamente: non si stupiscono e, soprattutto, non pensano di diminuire i consumi. Che i migliori tagli di coscia di manzo utilizzati per la Bresaola della Valtellina IGP arrivino principalmente dal Sudamerica e da alcuni Paesi europei, il 21% “lo sapeva già” e il 54% “non lo sapeva, ma la cosa non preoccupa e non dispiace affatto”. Solo per il 25% del campione sapere questa informazione è fonte di preoccupazione.
Ma c’è di più. Sapere che la Bresaola della Valtellina IGP è preparata da molti decenni utilizzando le migliori materie prime disponibili e ricette e conoscenze tradizionali della Valtellina non cambierà le abitudini di acquisto del 67% degli italiani e il 7% acquisterà più spesso e con più piacere questo prodotto.
La maggioranza degli italiani (84%) chiede però di essere informata (sia in etichetta che attraverso la comunicazione) sull’origine della carne utilizzata per fare la bresaola.
Mentre il 64% si sentirebbe più tranquillo se il Consorzio di Tutela Bresaola della Valtellina spiegasse perché acquista la carne all’estero, dando rassicurazioni sulla qualità di questo prodotto.
“Abbiamo ritenuto di parlare con chiarezza al consumatore – conclude Mario Della Porta, presidente del Consorzio di Tutela Bresaola della Valtellina – anche per spiegare che Il ricorso all’’importazione è dettato dal fatto che in Italia non c’è una disponibilità di bovini capace di soddisfare contemporaneamente le esigenze di qualità e di quantità di produzione della Bresaola della Valtellina IGP. L’importazione è una strada obbligata quindi, non dettata – è bene precisarlo – da ragioni economiche, anche perché la carne utilizzata per la produzione della Bresaola della Valtellina IGP ha, in genere, un costo decisamente più elevato sia rispetto al costo di altri tagli bovini, sia proprio per le sue intrinseche caratteristiche compositive ed organolettiche, che dipendono dalle metodologie di allevamento, dall’alimentazione dell’animale, dalla sua età e dalle condizioni ambientali in cui è stato allevato”.
Ufficio stampa Consorzio di Tutela Bresaola della Valtellina
INC – Istituto Nazionale per la Comunicazione
Matteo De Angelis – Tel. 334 6788708 – m.deangelis@inc-comunicazione.it
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Bresaola della Valtellina: in crescita il preaffettato, +3,53% lieve aumento della produzione, +1,2%

Sondrio 24 febbraio 2016 – Il Consorzio di Tutela Bresaola della Valtellina ha ufficializzato i dati di produzione del 2015. La produzione di Bresaola della Valtellina IGP riferita alle 15 aziende consorziate nell’anno 2015, ammonta a oltre 12.272 tonnellate di prodotto certificato per un valore alla produzione di 215 milioni di Euro. Rispetto al 2014 la produzione registra una lieve aumento, 1,2% e rappresenta ben il 70% dell’intera produzione di bresaola.
Ottimi i risultati del preaffettato in vaschetta, che con una produzione che rappresenta il 40% del totale certificato (circa 4.925 tonnellate), registra una continua e decisa progressione anche in termini assoluti (+3,53% rispetto al 2014).
Il prodotto preaffettato rappresenta senza dubbio una categoria dinamica con un andamento di crescita eccellente sia in Italia sia all’estero. I motivi sono semplici: i salumi preaffettati confezionati in atmosfera protettiva garantiscono un prodotto che si conserva a lungo senza perdere le proprie caratteristiche organolettiche e consentono al consumatore di avere sempre a portata di mano un piatto pronto, gustoso e salutare
“La Bresaola della Valtellina mantiene trend interessanti di consumo pur essendo un prodotto di fascia alta di prezzo. La sua forza sta nelle sue caratteristiche dietetiche e nutrizionali, che ben si adattano alle moderne abitudini di consumo e agli stili della vita di oggi” ha affermato Mario della Porta, Presidente del Consorzio di Tutela Bresaola della Valtellina.
Anche sul fronte estero i dati sono positivi. Il 2015 ha segnato importanti traguardi, in primis l’apertura del mercato canadese e un deciso passo avanti nelle trattative per l’export di bresaola in Giappone, tanto che nel 2016 si dovrebbe partire con i primi invii di prodotto.
“L’export di Bresaola della Valtellina IGP rappresenta oggi il 6,5% del totale, una percentuale quindi ancora contenuta ma che sicuramente tenderà a crescere. L’impegno dei produttori è infatti orientato nella direzione di esplorare e attivare nuovi sbocchi, soprattutto in ambito extra UE” ha concluso il Presidente.
Se in ambito europeo i partner commerciali principali sono Francia, Germania, UK, Svezia, Olanda, Belgio e Spagna, al di fuori dell’Unione Europea il prodotto è presente in Svizzera, Canada, Federazione russa, fino agli Emirati Arabi, al Libano e alle Antille francesi.
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Salumi e social media? Mi Piace!

Dall’Istituto Valorizzazione Salumi Italiani (IVSI) alla Mortadella Bologna; dal Prosciutto di Modena alla Bresaola della Valtellina: la comunicazione dei salumi italiani passa dal web.
Milanofiori 8 febbraio 2016 – Negli ultimi anni, si è registrato un significativo aumento della presenza sul web nelle cosiddette piattaforme ‘social’ del mondo dei salumi italiani: spazi virtuali dove gli utenti entrano in contatto fra loro. Il successo di questi strumenti in chiave di business, oggi imprescindibili per supportare l’attività di comunicazione di un’azienda o un’istituzione, è basato in larga parte sulla possibilità da parte degli utenti di fruire ‘senza filtri’ delle informazioni messe a disposizione, entrando in contatto diretto con la fonte, commentando quanto condiviso e prendendo parte alla storia di ciascun attore di questo palcoscenico virtuale. Così, si arriva a conoscere le attività di un Consorzio, i dettagli sul prodotto che tutela, la sua storia, la tradizione che lo ha portato fino a noi e l’impegno quotidiano dei produttori.
A differenza però di pagine e profili creati per scopi commerciali e gestiti dalle aziende, le rappresentanze istituzionali del mondo dei salumi hanno dovuto strutturare la propria presenza sui social media in modo da poter raccontare il prodotto con uno stile tutto nuovo, creando community virtuali interessanti per chi spesso scopre di conoscere ancora troppo poco di questi prodotti.
I presidi social attivi del settore salumi ad oggi sono davvero tanti. SalumiAmo®, creato dall’Istituto Valorizzazione Salumi Italiani (IVSI) con i suoi oltre 26mila fan è un esempio di come ci si possa appassionare e seguire questo mondo. L’IVSI ha creato anche il canale Youtube SalumiamoTv che conta 1500 iscritti con un totale di 950mila visualizzazioni dei video pubblicati.
Esperienze positive arrivano anche dal mondo dei salumi tutelati. Il Consorzio Mortadella Bologna, utilizza Facebook, Twitter, Instagram e Youtube per tenersi in contatto col pubblico di appassionati, per proporre ricette, segnalare gli eventi a cui partecipa durante l’anno, fino ad arrivare a trasmettere una diretta via web dell’evento MortadellaBò, la festa che si tiene abitualmente nel mese di ottobre ogni anno a Bologna. Oppure il Consorzio di Tutela Bresaola della Valtellina, che via Facebook offre spunti creativi in cucina con l’aiuto di una foodblogger e fra i tanti contenuti, propone anche le ‘pillole del nutrizionista’, cioè brevi interventi di carattere nutrizionale in cui un esperto consiglia come consumare la bresaola in una dieta corretta, unendo gusto ed equilibrio: un’iniziativa, questa, che denota la grande attenzione per il tema nutrizionale e che infatti aveva già trovato spazio sul sito del Consorzio, dove gli utenti possono chiedere un consiglio personalizzato all’esperto che è stato messo a loro disposizione.
E ancora, c’è chi anima la propria community con idee innovative, senza dimenticare il comparto trade, come il Consorzio del Prosciutto Toscano DOP, che tiene aggiornati i fan su Facebook e Twitter circa le manifestazioni a cui partecipa il Consorzio e ha indetto il concorso fotografico ‘La vetrina più bella del Natale 2015’ nel dicembre scorso, aperto a tutti gli operatori del dettaglio tradizionale o della ristorazione. Altri interessanti spunti vengono poi dalla pagina Facebook del Consorzio Zampone Modena Cotechino Modena IGP, che pubblica illustrazioni divertenti e diffonde in modo creativo le informazioni sui salumi che tutela, con l’obiettivo di condividere ricette diverse dal solito e destagionalizzare il consumo del prodotto, per portare cotechino e zampone sulle tavole italiane anche nei periodi lontani dalle feste natalizie.
Come non citare il salame italiano DOP più amato, il Salame Cacciatore, che su Facebook ha oltre 20mila fan – fra cui moltissimi giovani – a cui sottopone simpatici quiz, suggerisce accompagnamenti particolari o ricette semplici e veloci per spuntini in compagnia, senza dimenticare di informare il consumatore sul tema degli aspetti nutrizionali, sempre attuale. Il Prosciutto di Modena DOP invece, ha avviato di recente le attività sulle principali piattaforme, ma molto rapidamente ha registrato risultati positivi, come su Facebook (5mila fan), dove condivide ricette e idee creative, oltre a fare un grande lavoro di informazione sul sistema di tutela e garanzia proprio della DOP, con cenni storici sul Consorzio e il rigore con cui viene lavorato secondo regole condivise dai produttori dal 1969. Il Consorzio Salumi DOP Piacentini oltre a raccontare attraverso il proprio sito la storia dei tre salumi DOP, dà la possibilità di scaricare una serie di interessanti pubblicazioni come “I Salumi piacentini nella Storia” o “L’analisi sensoriale dei Salumi Piacentini DOP”. Ha anche una pagina attiva su Facebook con circa 3mila fan.
Diverso invece l’esempio dello Speck dell’Alto Adige IGP, che ha scelto fare sistema con gli altri prodotti tipici della zona del Sud Tirolo e promuovere sui social media in Italia e nel mondo (con la versione inglese del profilo Twitter) un esempio di coesione territoriale delle produzioni agroalimentari, per creare un filo diretto fra gli utenti e un intero paniere di prodotti tradizionali.
IVSI – Istituto Valorizzazione Salumi Italiani – opera dal 1985 con lo scopo di favorire la conoscenza dei salumi tipici e di diffondere una corretta informazione sui valori nutrizionali e sugli aspetti culturali, produttivi e gastronomici di questi prodotti. Sul territorio nazionale l’Istituto Valorizzazione Salumi Italiani ha promosso pubblicazioni editoriali, ricerche di mercato, indagini scientifiche ed altre iniziative ed eventi rivolti ai mass media, opinion leader, comunità scientifica e al vasto pubblico dei consumatori. All’estero sono stati realizzati programmi di promozione dei salumi in Francia, Germania, Belgio, Svezia, Finlandia, Russia, Brasile, Canada, Stati Uniti, Corea del Sud, Giappone ed Hong Kong.[/vc_column_text][vc_separator type=”normal” position=”center”][vc_column_text]I canali social dei Consorzi citati sono:[/vc_column_text][vc_separator type=”normal” position=”center” color=”#ffffff” up=”10″ down=”10″][vc_column_text]SALUMIAMO® (IVSI)
www.salumi-italiani.it
www.facebook.com/SalumiAmo
www.youtube.com/user/SalumiAmoTV[/vc_column_text][vc_separator type=”normal” position=”center” color=”#ffffff” up=”10″ down=”10″][vc_column_text]MORTADELLA BOLOGNA IGP
www.mortadellabologna.com
www.facebook.com/MortadellaBolognam
www.twitter.com/MortadellaBo?lang=it[/vc_column_text][vc_separator type=”normal” position=”center” color=”#ffffff” up=”10″ down=”10″][vc_column_text]BRESAOLA DELLA VALTELLINA IGP
www.bresaolavaltellina.it
www.facebook.com/BresaoladellaValtellinaIGP
https://twitter.com/BresaolaIGP[/vc_column_text][vc_separator type=”normal” position=”center” color=”#ffffff” up=”10″ down=”10″][vc_column_text]PROSCIUTTO TOSCANO DOP
www.prosciuttotoscano.eu
www.facebook.com/prosciutto.toscano
www.twitter.com/prosctoscano[/vc_column_text][vc_separator type=”normal” position=”center” color=”#ffffff” up=”10″ down=”10″][vc_column_text]ZAMPONE MODENA/COTECHINO MODENA IGP
www.modenaigp.it
www.facebook.com/consorziozamponecotechinomodenaigp[/vc_column_text][vc_separator type=”normal” position=”center” color=”#ffffff” up=”10″ down=”10″][vc_column_text]SALUMI DOP PIACENTINI
www.salumidoppiacentini.com
www.facebook.com/Salumi-DOP-piacentini-165280253521948[/vc_column_text][vc_separator type=”normal” position=”center” color=”#ffffff” up=”10″ down=”10″][vc_column_text]PROSCIUTTO DI MODENA DOP
www.consorzioprosciuttomodena.it
www.facebook.com/consorzioprosciuttomodena
www.twitter.com/ConsorzioModena[/vc_column_text][vc_separator type=”normal” position=”center” color=”#ffffff” up=”10″ down=”10″][vc_column_text]SPECK DELL’ALTO ADIGE IGP
www.speck.it
www.facebook.com/suedtirol.prodotti[/vc_column_text][vc_separator type=”normal” position=”center” color=”#ffffff” up=”10″ down=”10″][vc_column_text]SALAME CACCIATORE DOP
www.salamecacciatore.it
www.facebook.com/SalameCacciatore
wwww.twitter.com/CacciatoreDOP[/vc_column_text]
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Promossa a pieni voti la Bresaola della Valtellina IGP.

Sondrio 11 gennaio 2016
Per i bimbi della Valtellina nessun divieto riguardo la Bresaola. A ribadirlo chiaramente è Lorella Cecconami, Direttore Sanitario dell’ATS della Montagna, che riguardo alle notizie recentemente apparse in merito alla presenza del salume nella ristorazione scolastica precisa “Il nostro compito è quello di supervisionare i menù, dando indicazioni e consigli dal punto di vista nutrizionale, in modo da favorire un’alimentazione equilibrata ed adeguata ad ogni fascia d’età. Per quanto riguarda i bambini più piccoli della scuola dell’infanzia, consigliamo di somministrare la Bresaola sempre tagliata a pezzettini, proprio per facilitarne la masticazione, ma non di eliminarla”.
Puntuale la risposta del Consorzio di Tutela Bresaola della Valtellina, che sul tema ha fatto studi scientifici e analisi che testimoniano la valenza del prodotto dal punto di vista nutrizionale, nelle diverse fasi di crescita del bambino.
Paola Dolzadelli, Coordinatrice del Consorzio, sottolinea infatti come la Bresaola della Valtellina IGP sia il salume più leggero per eccellenza. “Povera di grassi, ricca di proteine nobili, di ferro, di sali minerali e vitamine, è un alimento tradizionale, leggero e nutriente e adattissimo a tutte le fasi di crescita del bambino. Tenuto conto della difficoltà nella masticazione nei più piccoli, consigliamo a coloro che gestiscono la ristorazione scolastica di avvalersi al meglio della versatilità del prodotto. Possono essere tanti gli usi della bresaola in cucina, anche come ingrediente di primi e secondi piatti o di piatti unici completi da un punto di vista nutrizionale e spesso assai graditi ai bambini”.
“Oltre ad essere un alimento nutriente e gustoso, la Bresaola della Valtellina è anche un prodotto garantito e sicuro. Il Simbolo giallo e blu dell’Unione Europea, l’Indicazione Geografica Protetta, riportato su tutte le confezioni garantisce che non si tratta di una bresaola qualsiasi ma della Bresaola della Valtellina prodotta dalle nostre aziende locali nel rispetto di un rigoroso disciplinare di produzione” conclude il Consorzio.
Ulteriori rassicurazioni arrivano da Evelina Flachi, Specialista in Scienza dell’Alimentazione e Presidente di Food Education Italy “la bresaola apporta un buon valore proteico con un basso contenuto lipidico. Per i bambini in età scolare tra i 7 e 10 anni, è una buona fonte anche di zinco e ferro”.
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Bresaola della Valtellina: prodotto sicuro e sano, molta confusione generata dall’allarme OMS.

Dichiarazione del Presidente Mario Della Porta
Presidente del Consorzio di Tutela Bresaola della Valtellina
“Consideriamo inaccettabile il clamore creato intorno a questa vicenda e
assolutamente improprio il coinvolgimento della Bresaola della Valtellina come pure
di tutti gli altri salumi italiani di qualità a marchio DOP e IGP.
La ricerca non tiene conto delle specificità italiane né a livello di quantità di
consumi, né per qualità di prodotti e materie prime utilizzate. C’è tanto
sensazionalismo ingiustificato e dannoso per un settore importante per il made in
Italy.
Nel caso dello studio IARC – OMS, come già ribadito ampiamente da ASSICA, è
necessario sottolineare che il rapporto è stato eseguito su scala globale,
considerando quindi contesti alimentari molto diversi da quelli della dieta
mediterranea. Tanto è vero che l’incidenza delle patologie oggetto della ricerca
risultano avere in Italia un impatto nettamente inferiore rispetto agli altri paesi
analizzati.
Gli italiani consumano mediamente meno carne e salumi dei loro vicini europei e
ancora meno rispetto agli americani o australiani.
Inoltre per la qualità, per i metodi di produzione e per i controlli ha poco senso
paragonare il contesto italiano a quello di altri.
Per ciò che concerne in particolare la Bresaola della Valtellina IGP, basta pensare che
è un’eccellenza della nostra tradizione che si tramanda e si consuma da secoli,
prodotto secondo regole precise scandite da un Disciplinare di produzione, che
garantisce non solo il rispetto della lavorazione tradizionale, ma anche la sicurezza
igienico-sanitaria, la tracciabilità e la qualità del prodotto”.
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Il Sito del Consorzio di tutela al servizio del consumatore attento al buon cibo e alla nutrizione

Sondrio, 7 ottobre 2014 – Sito rinnovato nella grafica e nei testi per il Consorzio di Tutela Bresaola della Valtellina, dall’imprinting più moderno. Di più facile lettura, ora il sito www.bresaoladellavaltellina.it si apre agli utenti in modo semplice ed efficace mettendo in evidenza le sezioni fondamentali: il Consorzio, il prodotto, ricette, il nutrizionista risponde. Ed è proprio questa sezione, il nutrizionista risponde, quella che in questi primi mesi ha raccolto più interesse. L’utente può attraverso un form all’interno del sito rivolgere una domanda direttamente al professionista, che risponderà al quesito in forma privata. In questo modo ogni domanda che può sorgere spontanea ad un consumatore attento, da quelle relative ad una giusta e corretta alimentazione alle proprietà nutrizionali di questo pregiato salume, avrà la sua risposta gratuita grazie ad esperti qualificati pronti a rispondere quotidianamente online.
Al “nutrizionista risponde” si può accedere anche dalla pagina Facebook e Twitter del Consorzio di Tutela Bresaola della Valtellina, dove si trova direttamente il link che riporta al sito web.
Consorzio di tutela Bresaola della Valtellina
La vera Bresaola della Valtellina vanta il marchio comunitario IGP (Indicazione Geografica Protetta), concesso esclusivamente ai maestri salumieri della Provincia di Sondrio che si attengono al rigoroso Disciplinare di Produzione, sotto la sorveglianza dell’organismo di controllo CSQA e del Consorzio di Tutela. La sua qualità risiede in un’antica ricetta: la scelta dei tagli migliori del bovino, l’abilità nella rifilatura, il sapiente dosaggio degli aromi naturali utilizzati, il massaggio della carne in salagione, le giuste variazioni di temperatura e umidità sono tuttora l’eredità di una cultura scritta nella tradizione locale. Oggi il Consorzio per la Tutela del nome Bresaola della Valtellina si fa portavoce di una corretta alimentazione, offrendo il servizio gratuito online “La nutrizionista risponde”, attivo tutti i giorni sul sito www.bresaoladellavaltellina.it e sulla pagina Facebook “Bresaola della Valtellina IGP”: esperti qualificati sono pronti a rispondere in privato alle domande dei consumatori.
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“Invecchiare con gusto”: la Bresaola della Valtellina IGP è ideale per evitare la perdita di peso negli anziani.

Le proteine hanno una funzione strutturale che le rende fondamentali in ogni fase della vita: dall’infanzia fino alla terza età. Soprattutto gli anziani, a partire dai 65 anni, vanno incontro a una riduzione progressiva del peso che può avere serie ripercussioni sulla salute fisica. Muscoli meno allenati e ossa più fragili aumentano infatti le probabilità di andare incontro a limitazioni dei movimenti e osteoporosi. Uno studio pubblicato nel 2010 su International Journal of Obesity ha evidenziato come una perdita uguale o superiore al 15% del peso corporeo sia associata a un aggravamento delle condizioni di salute di uomini e donne: anche nei soggetti in sovrappeso o obesi.
Più proteine per gli anziani.
Un dato che fa riflettere e ribadisce quanto sia importante, nel corso della terza età, seguire una dieta equilibrata e bilanciata in tutti i nutrienti. Un’ampia ricerca epidemiologica, i cui risultati sono stati appena pubblicati su The Journal of Nutrition ha evidenziato come un adeguato intake proteico nel corso della terza età prevenga la perdita di peso e, di conseguenza, i possibili effetti negativi per la salute. Secondo le indicazioni diffuse attraverso i recenti LARN (Livelli di Assunzione Raccomandata di Nutrienti), con l’inizio della terza età – dai 65 anni in poi – la Società Italiana di Nutrizione Umana raccomanda, nello stesso modo a uomini e donne, di consumare 0,9 grammi di proteine al giorno, per chilogrammo di peso corporeo. Ciò vuol dire che un uomo che pesa 70 chilogrammi dovrebbe consumare quotidianamente almeno 63 grammi di proteine. Livelli che, in un target di popolazione che tende a mangiare in maniera meno variegata, non appartengono alla dieta di molti anziani e che, se non rispettati, li espongono a diversi rischi per la salute. «Una dieta equilibrata per un soggetto anziano deve prevedere che il 15% dell’energia introdotta arrivi dalle proteine», afferma Giuseppe Paolisso, Professore Ordinario di Medicina Interna e Geriatria alla Seconda Università degli Studi di Napoli, nel pamphlet “Dieta per anziani in tempi di crisi”, presentato nel corso dell’ultimo congresso della Società Italiana di Gerontologia e Geriatria. Non tutte le proteine, però, sono uguali. Quelle ‘nobili’, ritenute di maggiore qualità perché in possesso di tutti gli amminoacidi essenziali, sono una prerogativa della carne, in grado di apportare, prontamente e nelle proporzioni adeguate, tutti i “mattoncini” che saranno poi coinvolti nella sintesi di nuove proteine.
La Bresaola della Valtellina IGP,
per il benessere degli anziani.
Oltre alla regolare pratica di attività fisica, dunque, l’organismo degli anziani ha bisogno di ingerire cibi ricchi in amminoacidi essenziali che l’uomo non è in grado di sintetizzare. L’allungamento della vita media ha reso necessario adeguare l’alimentazione alle particolari esigenze di un gruppo crescente di persone mature e anziane, fornendo loro alimenti con limitato apporto calorico, ma al contempo nutrienti e ricchi di fattori plastici. Per queste persone è importante scegliere alimenti gustosi, nutrienti e facilmente conservabili, come la Bresaola della Valtellina IGP: in grado di apportare più di 33 grammi di proteine, di elevato valore biologico e di facile digestione, per cento di prodotto consumato. Per l’anziano è essenziale soddisfare il fabbisogno di alcuni micronutrienti: come calcio, fosforo e zinco. Anche il selenio è un minerale importante per contrastare l’invecchiamento, insieme a vitamine antiossidanti come la C e la E. Il gusto allettante e l’ottima appetibilità, insieme alla facile masticabilità delle sottili fette di Bresaola della Valtellina Igp, aiutano a soddisfare le esigenze nutrizionali di questa fase così delicata della vita. Gusto, benessere e tradizione: la Bresaola della Valtellina IGP racchiude tutti i valori che oggi i consumatori ricercano sempre con maggior frequenza a tavola.
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Gli Stati Uniti aprono le porte alla Bresaola.

Dalla Valtellina fino…all’altra sponda dell’Atlantico. La Bresaola non ha più confini. Il parere dell’Animal Health Plant Inspection Service (APHIS) del ministero dell’Agricoltura degli Stati Uniti ha dischiuso le porte al celebre prodotto valtellinese, tra i pochi salumi a far registrare un trend in crescita nel 2012.
Via libera:
A due mesi dall’apertura del mercato ai salumi a breve stagionatura, le Autorità statunitensi hanno confermato la possibilità per le aziende italiane di esportare Bresaola ottenuta a partire da carni americane provenienti dal circuito garantito per assenza di utilizzo di ormoni della crescita. «È un grande risultato, ottenuto grazie a uno sforzo congiunto a livello istituzionale – commenta Mario della Porta, presidente del Consorzio di tutela della Bresaola della Valtellina IGP -. A partire dal Ministero della Salute, sostenitore di un’iniziativa che, seppur non in tempi brevi, ha finalmente garantito i risultati sperati».
Mercato in crescita:
Per il mercato del salume valtellinese,inizia adesso un periodo dedicato alla promozione e alla valorizzazione del prodotto negli Stati Uniti. «Dovremo sostenere le nostre aziende consorziate in questo percorso che lascia intravedere margini di crescita molto interessanti per la Bresaola della Valtellina IGP»,prosegue Della Porta. Considerati gli alti standard di sicurezza igienico-sanitaria del mercato americano, l’apertura del mercato USA costituisce un riconoscimento della qualità e dell’affidabilità del salume che, nato da una tradizione locale, ha scalato la montagna fino a diventare un’eccellenza dalla gastronomia nostrana.
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La Bresaola della Valtellina IGP conferma il suo “valore”.

In un contesto di rallentamento della produzione e delle vendite dei salumi, il mercato della Bresaola della Valtellina IGP conferma untrend positivo. Nel 2012 la produzione del prodotto valtellinese tutelato è arrivata a 12.500 tonnellate, con una crescita pari al 2,03% rispetto all’anno precedente. Dati che trovano conferma anche nell’ultimo rapporto annuale stilato da Assica (Associazione Industriali delle Carni e dei Salumi), secondo cui la produzione complessiva di Bresaola è salita a 15900 tonnellate (+0,6%), per un valore di 256,6 milioni di euro (+2,1%).
Dal banco alla… vaschetta.
Considerando che la capacità di spesa lungo la Penisola si è ridotta a tutti i livelli, il mercato della Bresaola della Valtellina IGP ha puntato sull’export e sul preconfezionato in vaschetta. Un dato brillante quello rilevato da Assica, secondo cui l’export di Bresaola ha registrato incrementi a due cifre: un +13,2% in quantità per 2.780 tonnellate e un +13,4% in valore (49,6 milioni di euro).
A contribuire all’aumento delle vendite sul territorio nazionale, è stata, invece, la produzione delle vaschette di Bresaola della Valtellina IGP. Il banco rappresenta ancora l’opzione preferita, ma il prodotto preparato e confezionato in atmosfera protettiva è scelto sempre con maggior frequenza e oggi corrisponde a quasi il 36% del totale. Un dato che stimola un’ulteriore innovazione: la valorizzazione del prodotto nelle formulazioni pronte, con l’obbiettivo di mantenere lo stesso profilo nutrizionale e l’attenzione al benessere e al gusto.
Un alimento per tutti.
Dalle mense scolastiche alle cucine di tutte le abitazioni: l’excursus illustra in maniera esaustiva le qualità nutrizionali della Bresaola della Valtellina IGP, che contiene proteine di alto valore biologico (amminoacidi essenziali), vitamine del gruppo B (in particolare B1, B3 e B12), minerali quali ferro e zinco. Una recente indagine compiuta da INRAN (Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione, oggi CRA: Centro per la Ricerca e la Sperimentazione in Agricoltura) e SSICA (Stazione Sperimentale per l’ndustria delle Conserve Alimentari) ha confermato che la Bresaola della Valtellina IGP è il salume più magro in assoluto. Una porzione da 50 grammi (consigliata) apporta infatti 76 chilocalorie, è nutriente e adatta anche per lo spuntino successivo all’attività fisica. Pronta da gustare al naturale, la Bresaola della Valtellina IGP può essere accompagnata con il pane, diversi tipi di formaggi e le verdure, cotte o crude. Ma è l’abbinamento tradizionale a risultare il più apprezzato: con rucola, scaglie di grana e olio extravergine d’oliva.
IGP: qualità garantita.
Il successo della Bresaola della Valtellina IGP è legato al territorio d’origine. Il particolare clima locale, fresco e secco, e la scelta dei migliori tagli del bovino, ottenuti dalle cosce di animali di età compresa tra i 18 mesi e i quattro anni, caratterizzano il prodotto, la cui qualità è garantita anche dall’obbligo di eseguire tutte le fasi di lavorazione in Valtellina. Una tradizione locale che, negli anni, ha permesso di ottenere un’eccellenza della tradizione gastronomica italiana.