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Valtellina
Trekking

La Cólmen di Dazio: un’oasi mediterranea in mezzo alle Alpi

DIFFICOLTÀ E
DISTANZA/LUNGHEZZA 5,7 km
DISLIVELLO 390 m
TEMPO DI PERCORRENZA 2,30 h
PERIODO MIGLIORE Tutto l’anno
PUNTO DI PARTENZA CONSIGLIATO Dazio, Cimitero

Dal parcheggio presso il cimitero di Dazio (m 557 s.l.m.) si imbocca la strada sterrata a sinistra, che si inoltra tra ampi prati verso la Cólmen (segnavia bianchi e rossi n. 5). Il percorso, nei boschi, passa in località Crotto, salendo deciso verso la cima. Prima della meta, presso alcuni affioramenti rocciosi vicino a una curva, si gode di una superba vista su tutta la media Valtellina, fino a Sondrio e oltre; finché, sulla vetta (m 921 s.l.m.), le radure tra i boschetti ombrosi invitano al meritato riposo. E certo non mancano scorci panoramici sulla valle dal rifugio La Casermetta, che, proprio sulla cima, prende il nome da una postazione militare di avvistamento realizzata durante il primo conflitto mondiale. Per il percorso di ritorno si segue la dorsale del monte verso ovest (sentiero n. 8), dove si incontrano alcuni piccoli laghetti stagionali, essenziali per i numerosi cervi che popolano l’area protetta della Cólmen. Dalla località Böcc, caratterizzata dalle gallerie di scavo delle antiche miniere di ferro, si prende il sentiero n. 6 per ridiscendere il versante nord della montagna fino al paese.

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Trekking

Sulla cresta tra Alpe Granda e San Cères

DIFFICOLTÀ E
DISTANZA/LUNGHEZZA 9,7 km
DISLIVELLO 850 m
TEMPO DI PERCORRENZA 3 h
PERIODO MIGLIORE Da maggio a ottobre e in inverno con la neve
PUNTO DI PARTENZA CONSIGLIATO Dazio, Cimitero

Tra i due maggenghi di Our di Fondo e Our di Cima inizia una strada sterrata che in un’ora circa porta al panoramico balcone prativo dell’Alpe Granda. Lasciando sulla sinistra il piccolo rilievo di Cima di Granda, si prende a destra, dove, risalito il pascolo, si trova il nuovo rifugio Alpe Granda (m 1688 s.l.m.). Una pista si inoltra nel bosco, passando per l’alpe Merla fino ad arrivare, dopo due tornanti, alla parte mediana dall’ampio alpeggio di Scermendone, a cavallo della lunga dorsale che separa la Valtellina dalla parte orientale della Valmasino. Da qui si gode di un panorama spettacolare, che spazia su gran parte della Valtellina e le Orobie a sud, sulle grandi cime della Valmasino a nord, sul monte Disgrazia a est e sui monti della Costiera dei Cèch a ovest. Oltrepassato il piccolo laghetto presso una baita, si prosegue lungo la cresta fino alla meta: l’antichissima chiesa di S. Quirico, qui conosciuta come San Cères (m 2131 s.l.m.). Il rientro prevede lo stesso itinerario.

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Il Lago Palù: una perla azzurra al centro della Valmalenco

DIFFICOLTÀ E
DISTANZA/LUNGHEZZA 8,5 km
DISLIVELLO 440 m
TEMPO DI PERCORRENZA 3 h
PERIODO MIGLIORE Da maggio a ottobre e in inverno con la neve
PUNTO DI PARTENZA CONSIGLIATO Chiesa Valmalenco, S.Giuseppe

Nei pressi del parcheggio della seggiovia di San Giuseppe, si imbocca la strada sterrata che parte dal ponte. Dopo alcuni tornanti tra i boschi di conifere, si giunge in località Barchi, dove il percorso si trasforma in sentiero, correndo per un breve tratto a lato di quella che in inverno è una pista da sci. Piegando a sinistra, si lascia l’ampia pista e, zigzagando per il bosco fin quando la pendenza diminui- sce gradatamente, si giunge al traguardo. A ripagare ampiamente la fatica, ecco svelarsi improvviso alla vista il lago (m 1921 s.l.m.), nel quale concedersi, nella stagione più calda, un bel bagno ristorato- re. Senza contare l’impareggiabile panorama dal rifugio Palù, sulla sinistra del lago, per chi giunge dal sentiero; mezz’ora di passeggiata lungo le sponde regala magnifici scorci. L’itinerario di rientro prevede due alternative: la stessa strada della salita oppure il sentiero che, al termine della discesa presso il rifugio, sulla destra si inoltra nel bosco passando per le località la Zocca, il Barchetto e Paluetto. Proseguendo da questa bella conca di prati sulla sinistra, ci si ricongiungerà in breve al percorso d’andata.

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Alpe Prabello e laghetti di Campagneda

DIFFICOLTÀ E
DISTANZA/LUNGHEZZA 10,1 km
DISLIVELLO 430 m
TEMPO DI PERCORRENZA 3 h
PERIODO MIGLIORE Da maggio a ottobre e in inverno con la neve
PUNTO DI PARTENZA CONSIGLIATO Lanzada, Campo Moro

Partendo dall’ampio piazzale con parcheggio di Campo Moro, nei pressi del rifugio Zoia (m 2021 s.l.m.), il sentiero accanto al rifugio costeggia a sud il monte Spundascia, che da un lato domina il lago artificiale, dall’altro l’ampio vallone di Campagneda. Lungo alcune pareti rocciose lisciate dai ghiacciai, attrezzate per l’arrampicata, si giunge in breve all’Alpe Campagneda, dove, seguendo le indicazioni, si supera il torrentello che scorre sul fondovalle, per arrivare in poco più di mezz’ora all’incantevole Alpe Prabello (m 2226 s.l.m.), dominata dalla maestosa mole del pizzo Scalino. Il rientro prevede lo stesso percorso; i più volenterosi potranno però effettuare un itinerario ad anello che, salendo ai laghetti di Campagneda (il primo a m 2279 s.l.m.), ridiscende dal vallone principale per ricongiungersi al sentiero originario, in corrispondenza dei rifugi dell’Alpe Campagneda. L’itinerario è consigliato anche agli amanti della mountain bike, per i quali il punto di partenza è il parcheggio poco più di un chilometro prima di Campo Moro, in corrispondenza della strada sterrata.