Tag: Bresaola della Valtellina IGP
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“Valtellina Taste of Emotion” al Meeting di Rimini: APF Valtellina presenta alla stampa nazionale il racconto di una destinazione alpina da vivere tutto l’anno.

Venerdì 21 agosto, nello stand di Regione Lombardia, due panel dedicati ad autunno, outdoor, montagna autentica, Olimpiadi, prodotti DOP e IGP.
Sondrio, 25 agosto 2026 – La Valtellina si è presentata alla 47ª edizione del Meeting di Rimini, in programma dal 21 al 26 agosto 2026, attraverso il brand “Valtellina Taste of Emotion”, portando nello stand istituzionale di Regione Lombardia, un racconto unitario del territorio provinciale, costruito attorno a turismo outdoor, sport, cultura alpina, sostenibilità, accoglienza e prodotti DOP e IGP.
La partecipazione, coordinata da APF Valtellina – Azienda di Promozione e Formazione della Valtellina, in collaborazione con il Distretto Agroalimentare di Qualità della Valtellina e con il supporto operativo dei Consorzi turistici della Valchiavenna e di Sondrio e Valmalenco, ha avuto il proprio momento centrale nelle giornate di venerdì 21 e sabato 22 agosto. Nel corso della giornata inaugurale sono stati promossi due momenti di presentazione rivolti ai giornalisti accreditati presso il Media Center del Meeting, ai quali hanno preso parte complessivamente circa 50 tra giornalisti e ospiti istituzionali.
Su incarico di APF Valtellina, il sistema valtellinese è stato rappresentato dal direttore del Consorzio Turistico Valchiavenna, Filippo Maria Pighetti, e da Giorgio Bianchi presidente del Consorzio Turistico Sondrio Valmalenco, in uno dei contesti nazionali più rilevanti per capacità di relazione e visibilità istituzionale, con una proposta di sistema: non singole località, ma una destinazione alpina coesa, capace di unire esperienze turistiche, grandi eventi sportivi, paesaggi, prodotti certificati e identità delle comunità locali.
Il Meeting, per sua natura, non è soltanto una manifestazione fieristica, ma un luogo di incontro tra territori, istituzioni, imprese, comunità, associazioni, media e pubblici qualificati. In questo senso, la presenza della Valtellina ha rappresentato un’occasione strategica per raccontare una destinazione alpina che, anche in continuità con il percorso di valorizzazione legato a Milano Cortina 2026, intende consolidare il proprio posizionamento come territorio autentico, accessibile, dinamico e capace di generare esperienze durante tutto l’anno.
Il primo panel, dal titolo “L’autunno in Valtellina: outdoor, paesaggi ed eccellenze enogastronomiche”, è stato condotto da Filippo Maria Pighetti, Direttore del Consorzio Turistico Valchiavenna, in rappresentanza di APF Valtellina.
“Abbiamo voluto presentare l’autunno non come una stagione intermedia tra estate e inverno, ma come un vero prodotto turistico della Valtellina”, dichiara Filippo Maria Pighetti. “È il periodo in cui outdoor, paesaggio, mobilità sostenibile, sagre, rassegne, prodotti identitari e grandi eventi sportivi, possono comporre un’esperienza completa.”
All’interno del primo incontro, è stato valorizzato anche il tema dell’“autunno che corre”, con particolare attenzione agli eventi di trail running e di corsa in montagna. Tra questi, il Valtellina Wine Trail è stato presentato come uno degli esempi più efficaci di integrazione tra sport, paesaggio vitato ed enogastronomia. A raccontarne l’esperienza è intervenuto Simone Bertini, skyrunner e Presidente del Valtellina Wine Trail, che ha catturato l’attenzione dei giornalisti e degli ospiti istituzionali presenti, grazie a un racconto appassionato, sostenuto da immagini emozionali e dai numeri di successo di una competizione ormai riconosciuta come prodotto turistico distintivo del territorio.
Nel pomeriggio, il secondo panel, dal titolo “La montagna autentica – L’inverno della Valtellina oltre le Olimpiadi”, è stato condotto da Giorgio Bianchi, Presidente del Consorzio Turistico Sondrio e Valmalenco, e dedicato all’offerta turistica invernale e al posizionamento della Valtellina nel periodo successivo ai Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali Milano Cortina 2026.
“L’eredità olimpica non può essere considerata un punto di arrivo, ma deve diventare una piattaforma di continuità”, sottolinea Giorgio Bianchi. “Con il secondo panel abbiamo voluto raccontare l’inverno della Valtellina oltre le Olimpiadi: dalle grandi località sportive, alle stazioni sciistiche familiari, dai progetti di turismo sostenibile, alle nuove prospettive aperte dai Giochi Olimpici Giovanili Invernali Dolomiti Valtellina 2028. La sfida è trasformare la visibilità internazionale in prodotti turistici stabili, riconoscibili e coerenti con l’identità autentica della montagna.”
Nel corso dell’incontro sono stati richiamati alcuni esempi concreti di innovazione e turismo sostenibile, tra cui HomeLand Spluga Bianco di Montespluga, in Comune di Madesimo, raccontato da Tomaso Luzzana, ideatore dell’iniziativa e CEO & Partner fondatore di Spiagames Outdoor Agency. Il progetto, sviluppato nell’ambito dell’Interreg Spluga Bianco, propone un modello di montagna “lift-free”, senza impianti di risalita, nel quale sci alpinismo, ciaspole, formazione alla sicurezza, esperienze nella neve e accoglienza diventano gli elementi di un nuovo prodotto turistico responsabile.
Uno dei momenti più apprezzati del secondo panel è stato il collegamento online con Arianna Fontana, Ambassador della Valtellina e atleta italiana più medagliata di sempre nella storia dei Giochi Olimpici, con 14 medaglie. La campionessa valtellinese ha portato una testimonianza capace di unire sport, radici, identità territoriale e sguardo internazionale, con un passaggio conclusivo dedicato anche ai pizzoccheri, simbolo della cucina valtellinese.
Al termine di entrambi i panel, Paola Dolzadelli, in rappresentanza del Distretto Agroalimentare di Qualità della Valtellina, ha accompagnato giornalisti e ospiti istituzionali in una degustazione guidata dei prodotti DOP e IGP simbolo del territorio. Bresaola della Valtellina IGP, Bitto DOP, Valtellina Casera DOP e vini valtellinesi, hanno completato il racconto turistico, trasformando l’incontro con la stampa in un’esperienza diretta di conoscenza della destinazione attraverso le sue filiere certificate.
“Valtellina Taste of Emotion” al Meeting di Rimini: APF Valtellina presenta alla stampa nazionale il racconto di una destinazione alpina da vivere tutto l’anno.
È l’era della snackification: il 56% sceglie spuntini al posto dei pasti
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È l’era della snackification: il 56% sceglie spuntini al posto dei pasti

5 consigli e 3 ricette sfiziose per snack bilanciati con la Bresaola della Valtellina IGP per chi cerca benessere e praticità
Sempre più persone sostituiscono i pasti tradizionali con snack consumati durante la giornata: una tendenza che i nutrizionisti invitano a gestire con equilibrio e attenzione alla qualità. In questo scenario, la Bresaola della Valtellina IGP si conferma una scelta versatile e adatta a spuntini sani o pranzi leggeri.
Lo specialista in Scienza dell’Alimentazione e in Medicina dello sport Michelangelo Giampietro propone 5 consigli per creare snack semplici e bilanciati con la Bresaola della Valtellina IGP, utilizzando ingredienti spesso già presenti in cucina. Dai suggerimenti dell’esperto sono nate anche tre proposte originali e sfiziose realizzate dagli studenti di Cucina di APF Valtellina – sede Sondrio.
Addio ai pasti tradizionali, spazio agli snack: la snackification sta rivoluzionando le abitudini alimentari, spingendo sempre più persone a consumare piccoli spuntini durante la giornata al posto dei classici cinque pasti. Una tendenza che arriva dai paesi anglosassoni, trainata dai ritmi frenetici della quotidianità che, se non gestita con equilibrio, potrebbe avere effetti negativi sulla salute. Secondo un sondaggio dell’International Food Information Council del 2024, il 56% delle persone dichiara di sostituire i pasti con snack o porzioni ridotte, mentre il 73% consuma almeno uno spuntino al giorno.
In questo contesto, la qualità degli ingredienti e la scelta dei nutrienti diventa sempre più importante: anche una pausa veloce può trasformarsi in un momento di benessere, energia e gusto. Un tema sentito anche in Italia, dove il 48% delle persone considera l’alimentazione uno spazio personale di benessere.[1] La Bresaola della Valtellina IGP si inserisce in modo naturale nella tendenza della snackification: pratica, versatile e facile da abbinare, permette di creare pause alimentari equilibrate.
5 CONSIGLI DELLO SPECIALISTA IN SCIENZA DELL’ALIMENTAZIONE PER CREARE SNACK SANI E BILANCIATI
Ma come costruire una pausa equilibrata senza ricette complicate? Il Lo specialista in Scienza dell’Alimentazione e in Medicina dello sport Michelangelo Giampietro parte da un principio semplice: quando viene consumata nelle giuste quantità e frequenze e se abbinata correttamente ad altri ingredienti, la Bresaola della Valtellina IGP può diventare la base di snack completi, gustosi e facili da preparare.
“La Bresaola della Valtellina IGP può essere una soluzione interessante anche all’interno delle nuove occasioni di consumo legate alla snackification”, spiega Michelangelo Giampietro. “Grazie alla sua versatilità, si presta ad abbinamenti semplici con frutta, cereali, verdure o ingredienti freschi, consentendo di costruire snack equilibrati, pratici e adatti ai ritmi della vita quotidiana”.
- Scegliere ingredienti freschi e di stagione: abbinare la Bresaola della Valtellina IGP a frutta fresca come il melone permette di creare spuntini leggeri, pratici e adatti alla stagione estiva. Erbe aromatiche, limone o spezie possono aggiungere gusto senza eccedere con condimenti elaborati.
- Valorizzare ciò che si ha già in cucina: cereali già pronti come farro, orzo, quinoa o grano saraceno possono diventare una base semplice per snack equilibrati. Abbinati alla Bresaola della Valtellina IGP e a una porzione di frutta secca o fresca di stagione aiutano a rendere la pausa più varia e nutriente.
- Combinare consistenze diverse per una pausa più appagante: alternare elementi croccanti e morbidi aiuta a rendere lo snack più soddisfacente. Pane integrale tostato, crackers o gallette possono essere completati con ingredienti semplici come avocado, ricotta fresca o Bresaola della Valtellina IGP.
- Inserire frutta e verdura anche negli spuntini: frutta e ortaggi/verdure di stagione non dovrebbero essere riservati solo ai pasti principali. Carote, sedano, mele o pomodorini possono arricchire anche una pausa veloce, aggiungendo freschezza, colore e varietà, oltre a nutrienti preziosi.
- Costruire snack semplici ma bilanciati: anche uno spuntino può essere pensato in modo equilibrato, combinando carboidrati, proteine e grassi “buoni”. Bresaola della Valtellina IGP, creme di legumi, formaggi freschi o cereali integrali possono aiutare a creare pause pratiche e complete senza eccessi.
3 RICETTE SFIZIOSE E ORIGINALI CREATE DAGLI STUDENTI DI CUCINA DI APF VALTELLINA
Partendo da questi cinque suggerimenti gli studenti di cucina di APF Valtellina – sede Sondrio hanno elaborato tre ricette sfiziose e originali, capaci di unire gusto e creatività. Con il coordinamento dei professori Ermanno Fomiatti e Gianluca Cardoni, tre studenti di classe prima hanno quindi sviluppato tre proposte originali:
Bresaola e Melone in una versione “mangia e bevi”
La snackification apre la strada a nuove modalità di consumo, anche in formato “mangia e bevi”. Questa ricetta trasforma il tradizionale abbinamento tra Bresaola della Valtellina IGP e melone in un consommé servito in flûte, completato da melone fresco, menta e una granita dello stesso frutto. Una proposta fresca, leggera e originale per una pausa estiva fuori dagli schemi.
Per il consommé si utilizzano 150 g di Bresaola della Valtellina IGP tritata, 50 g di brunoise di carote e sedano, 800 g di acqua, 1 albume d’uovo, 10 g di gelatina in fogli e un rametto di timo. Gli ingredienti vengono uniti e portati a bollore, lasciando poi sobbollire il composto fino a ridurlo di circa un terzo. Una volta filtrato e lasciato raffreddare con la gelatina, il consommé viene servito in flûte con cubetti di melone fresco, julienne di Bresaola della Valtellina IGP e foglie di menta. La preparazione viene completata con una granita ottenuta da 150 g di succo di melone centrifugato, 150 g di zucchero, 2 cucchiai di sciroppo 1:1 e 350 ml di acqua calda.
Grano saraceno e bresaola: lo snack completo da arrotolare
La tendenza a prediligere pasti rapidi non deve significare rinunciare all’equilibrio nutrizionale. Questo involtino combina cereali, frutta secca, frutta fresca e Bresaola della Valtellina IGP in una proposta pratica e saziante, pensata per chi cerca una pausa veloce ma varia e bilanciata.
Il grano saraceno viene cotto in abbondante acqua salata per circa 20 minuti, scolato e lasciato raffreddare. Viene poi condito con noci tritate grossolanamente, mela a cubetti, olio extravergine di oliva e succo di limone. L’insalata ottenuta viene posizionata al centro di una fetta di Bresaola della Valtellina IGP e arrotolata per creare una rosetta. Il piatto viene infine completato con vellutata di Casera, crema di carote, crema di piselli e gocce di lampone.
Cialda croccante di riso Venere con avocado e bresaola
Croccante, pratica e ricca di consistenze diverse, questa ricetta risponde alle esigenze di chi cerca pause alimentari veloci sì, ma appaganti. La cialda di riso Venere diventa la base di una proposta contemporanea che unisce gusto, praticità e ingredienti semplici da abbinare.
Per preparare la cialda si cuociono 200 g di riso Venere in 1,5 litri di acqua fino al completo assorbimento del liquido. Il riso viene poi steso su carta forno, pressato con un mattarello e lasciato essiccare in forno a 60-70°C per circa 3 ore. Una volta pronto, viene spezzato in quadrotti e fritto a 180°C. La cialda viene farcita con avocado tagliato a cubetti e condito con olio e limone, quindi completata con una rosa di Bresaola della Valtellina IGP e gocce di Scimudin.
Consorzio di Tutela Bresaola della Valtellina
Costituitosi il 23 maggio 1998 e riconosciuto dal MIPAAF (oggi MASAF), il Consorzio di Tutela Bresaola della Valtellina ha l’obiettivo di promuovere, valorizzare e tutelare la Bresaola della Valtellina IGP in sinergia con le 13 aziende associate. A tal fine, favorisce e organizza iniziative volte a valorizzare il prodotto per accrescerne la rinomanza in Italia e all’estero, collabora, secondo le direttive ministeriali, alla vigilanza, alla tutela ed alla salvaguardia del prodotto da abusi, atti di concorrenza sleale, contraffazioni, uso improprio della denominazione tutelata e comportamenti comunque vietati dalla legge, e sostiene programmi recanti misure di carattere strutturale e di adeguamento tecnico finalizzate al miglioramento qualitativo della produzione.
[1] Report DECODE – Social Culture Beyond Food firmato da Say Social e Nextplora
Info e bandi: https://psr.regione.lombardia.
“Valtellina Taste of Emotion” al Meeting di Rimini: APF Valtellina presenta alla stampa nazionale il racconto di una destinazione alpina da vivere tutto l’anno.
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Bresaola della Valtellina IGP: nel 2025 valore al consumo a 502 milioni di euro. export in forte crescita (+32,34%)
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Bresaola della Valtellina IGP: nel 2025 valore al consumo a 502 milioni di euro. export in forte crescita (+32,34%)

Con una produzione complessiva pari a 11.947 tonnellate (-5,47%) e un valore al consumo che raggiunge i 502 milioni di euro (+4,6%), il 2025 conferma la resilienza del comparto della Bresaola della Valtellina IGP, che rafforza il proprio posizionamento sui mercati internazionali nonostante la contrazione produttiva, l’aumento dei costi di produzione e il peso crescente delle barriere doganali sulle importazioni extra-UE.
Con una produzione che tocca le 11.947 tonnellate (-5,47% sul 2024), il comparto della Bresaola della Valtellina IGP – rappresentato dalle 13 aziende certificate dall’Organismo di controllo CSQA (Certificazione Sicurezza Qualità Agroalimentare) – chiude il 2025 confermando la propria capacità di tenuta e resilienza in un contesto socioeconomico complesso. Nonostante l’aumento dei costi di produzione, che ha reso necessario un adeguamento dei prezzi incidendo sui comportamenti di consumo e sulla frequenza d’acquisto, il comparto conferma la propria solidità sia sul mercato nazionale sia soprattutto sui mercati esteri. Un dinamismo che si riflette anche nel valore al consumo, salito a 502 milioni di euro (+4,6% rispetto al 2024).
In notevole crescita i dati relativi all’esportazione. Nel 2025 sono state infatti esportate 836 tonnellate di Bresaola della Valtellina IGP (+32,34% rispetto al 2024), distribuite per il 64% nei Paesi UE (+17% sul 2024) e per il 36% nei Paesi extra UE (+70% sul 2024), dove spiccano diversi paesi del Medio Oriente, soprattutto nei paesi di religione islamica.
Tuttavia, nonostante i segnali di resilienza del comparto, restano elevate le preoccupazioni della filiera. La riduzione della materia prima disponibile sul mercato europeo spinge, infatti, i produttori ad aumentare le importazioni da Paesi extra-UE, sempre più onerose per l’evoluzione delle politiche commerciali internazionali e delle barriere doganali.
Le licenze GATT (General Agreement on Tariffs and Trade), che consentono l’importazione di carne con un dazio agevolato del 20%, restano infatti vincolate a contingenti rigidi e non ampliabili. Nel contesto attuale, caratterizzato da una persistente scarsità di materia prima, tali licenze non vengono più impiegate soltanto per l’importazione di tagli nobili – come la fesa utilizzata per la produzione di bresaola – ma anche per numerose altre lavorazioni dell’industria alimentare, incluse quelle destinate alla produzione di hamburger e preparati. Di conseguenza, il ricorso alle importazioni in regime extra-GATT è diventato strutturale e quasi inevitabile per i produttori di Bresaola della Valtellina IGP.
“Il comparto chiude un 2025 che riflette le complesse dinamiche socioeconomiche degli ultimi anni – dichiara Mario Francesco Moro, presidente del Consorzio di Tutela Bresaola della Valtellina -. Il valore al consumo pari a 502 milioni di euro (+4,6%) è stato sostenuto anche dalla diminuzione della produzione e dal conseguente adeguamento dei prezzi. A incidere ulteriormente sul settore sono oggi anche le difficoltà di approvvigionamento e l’aumento dei costi legati alle importazioni extra-UE, aggravati dalle attuali dinamiche tariffarie internazionali. Da un lato, è fondamentale sostenere i produttori europei, incentivandoli ad aumentare i volumi di produzione per rafforzare l’autosufficienza del continente. Dall’altro, è innegabile che, nell’attesa, le imprese di trasformazione della carne stanno subendo pesanti conseguenze, trovandosi a fronteggiare una carenza di materia prima che potrebbe comprometterne la stabilità”.
In questo contesto, il 2025 si rivela un anno di complessità per il comparto della Bresaola della Valtellina IGP, che dimostra solidità nonostante lo scenario economico caratterizzato da forti pressioni sui costi produttivi e di approvvigionamento. Il Consorzio sottolinea quindi la necessità di creare una maggiore sinergia tra istituzioni, filiera e operatori del settore, al fine di affrontare con strumenti condivisi le criticità legate alla disponibilità della materia prima e all’impatto crescente delle dinamiche tariffarie internazionali.
“Il comparto continua a dimostrare solidità e capacità di tenuta, ma senza interventi concreti sarà difficile sostenere a lungo questa situazione. L’aumento dei costi di produzione, che da anni pesa sulle aziende, non può più gravare esclusivamente sui produttori. Come Consorzio siamo impegnati nel contenere questo squilibrio, ma è necessario uno sforzo condiviso lungo tutta la filiera, che coinvolga non solo i produttori, ma anche la distribuzione, le Istituzioni e i decisori politici. Solo attraverso un’azione comune sarà possibile affrontare con efficacia le sfide del contesto attuale.” conclude il Presidente Moro.
Bresaola della Valtellina IGP: nuove norme nel disciplinare di produzione
Nel mese di marzo è stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana la domanda di modifica ordinaria del disciplinare di produzione della Bresaola della Valtellina IGP, entrata oggi ufficialmente in vigore.
Tra le principali novità del disciplinare figura il rafforzamento dei sistemi di tracciabilità e rintracciabilità del prodotto. In particolare, tutte le fasi del processo produttivo dovranno essere documentate attraverso una registrazione puntuale dei flussi in entrata delle materie prime e di quelli in uscita dei prodotti finiti.
A questo si affianca l’obbligo di iscrizione in appositi elenchi – gestiti dall’organismo delegato – per tutti gli operatori coinvolti nelle diverse fasi, inclusi elaboratori, porzionatori, affettatori e confezionatori, nonché la comunicazione tempestiva delle quantità lavorate. L’insieme di queste misure consente di garantire una piena tracciabilità e rintracciabilità del prodotto lungo l’intera filiera produttiva, da monte a valle.
Consorzio di Tutela Bresaola della Valtellina
Costituitosi il 23 maggio 1998 e riconosciuto dal MIPAAF (oggi MASAF), il Consorzio di Tutela Bresaola della Valtellina ha l’obiettivo di promuovere, valorizzare e tutelare la Bresaola della Valtellina IGP in sinergia con le 13 aziende associate. A tal fine, favorisce e organizza iniziative volte a valorizzare il prodotto per accrescerne la rinomanza in Italia e all’estero, collabora, secondo le direttive ministeriali, alla vigilanza, alla tutela ed alla salvaguardia del prodotto da abusi, atti di concorrenza sleale, contraffazioni, uso improprio della denominazione tutelata e comportamenti comunque vietati dalla legge, e sostiene programmi recanti misure di carattere strutturale e di adeguamento tecnico finalizzate al miglioramento qualitativo della produzione. Il Consorzio di Tutela Bresaola della Valtellina è socio del Distretto Agroalimentare di Qualità della Valtellina che è Sponsor dei Giochi Olimpici e Paralimpici invernali di Milano Cortina 2026.
Info e bandi: https://psr.regione.lombardia.
Ufficio stampa Consorzio di Tutela Bresaola della Valtellina
INC – Istituto Nazionale per la Comunicazione
Marta Ciurli 342 3858671 – m.ciurli@inc-comunicazione.it
Francesca Bellini 348 7241096– f.bellini@inc-comunicazione.it
“Valtellina Taste of Emotion” al Meeting di Rimini: APF Valtellina presenta alla stampa nazionale il racconto di una destinazione alpina da vivere tutto l’anno.
È l’era della snackification: il 56% sceglie spuntini al posto dei pasti
Bresaola della Valtellina IGP: nel 2025 valore al consumo a 502 milioni di euro. export in forte crescita (+32,34%)
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Sonno e alimentazione, “vero o falso?”

Il decalogo per disinnescare lo sleep terrorism e dormire meglio
Alcuni luoghi comuni sono ancora duri a morire… Per fare chiarezza sul rapporto tra qualità del sonno e alimentazione, Michelangelo Giampietro, medico specialista in medicina dello sport e in scienza dell’alimentazione, ha realizzato per il Consorzio di Tutela Bresaola della Valtellina un decalogo che sfata alcune delle fake news più diffuse su come le scelte alimentari – e non solo – influenzino l’orologio biologico.
- Bisogna dormire 8 ore per stare bene
FALSO! Non esiste una durata universalmente valida per tutti. Come dimostrato dallo studio della UK Biobank, contano molto di più la regolarità degli orari e la qualità del riposo. L’ossessione per il “numero perfetto” può generare lo stress da sleep terrorism.
- La temperatura corporea influenza il sonno più del buio
VERO! Per scivolare nel sonno profondo, la temperatura interna del corpo deve calare. Pasti ricchi di grassi innalzano il calore interno a causa di una digestione laboriosa, agendo come una “sveglia” biologica che disturba il ritmo circadiano.
- I carboidrati la sera sono “vietati” per chi vuole dormire bene
FALSO! Pasta, riso o pane (meglio se integrali) contengono triptofano e stimolano la produzione di insulina, che ne facilita il trasporto nel cervello. Una cena di sola carne, senza una quota di carboidrati, rende paradossalmente più difficile la sintesi della melatonina.
- La Bresaola della Valtellina IGP è una scelta strategica per chi cena tardi
VERO! Grazie al processo di stagionatura, le sue proteine sono già parzialmente “semplificate” (proteolisi) e quindi più veloci da digerire. Ciò contribuisce a rendere il processo digestivo più efficiente, senza appesantire l’organismo prima del riposo notturno.
- Il cioccolato fondente la sera è un ottimo rilassante
FALSO! Nonostante sia un alimento eccellente, contiene tracce di caffeina e teobromina. Queste sostanze nervine possono aumentare la frequenza cardiaca, rendendo più difficile l’addormentamento nei soggetti sensibili.
- Il magnesio è il minerale del relax
VERO! Contribuisce alla normale funzione del sistema nervoso e alla distensione muscolare. La Bresaola della Valtellina IGP, per esempio, è ricca di magnesio, così come di zinco e potassio, preziosi alleati per evitare risvegli contratti o tesi.
- La qualità delle proteine conta più della quantità
VERO! Non sono gli alimenti che contengono proteine a disturbare il sonno, ma la loro composizione. Alimenti ricchi di grassi richiedono una digestione più lunga e possono interferire con il fisiologico abbassamento della temperatura corporea necessario per addormentarsi. Le proteine magre e facilmente digeribili, come quelle della Bresaola della Valtellina IGP, si inseriscono meglio in una cena leggera, contribuendo a un equilibrio metabolico che favorisce il riposo.
- Il sonno non ha nulla a che fare con il recupero muscolare
FALSO! Durante la notte l’organismo attiva processi di riparazione e rigenerazione dei tessuti, sostenuti anche da un adeguato apporto proteico nella giornata. Inserire a cena una fonte proteica magra e facilmente digeribile – per esempio 40-50 gr di Bresaola della Valtellina IGP due volte la settimana – contribuisce a fornire gli amminoacidi necessari all’organismo senza sovraccaricare la digestione, favorendo un recupero più efficiente durante il riposo.
- Durante la digestione del latte si liberano sostanze sedative
VERO! La digestione delle caseine produce dei peptidi (casomorfine) che agiscono sui recettori cerebrali stimolando un naturale effetto sedativo e di benessere, ideale per conciliare l’arrivo del sonno.
- La regolarità dei pasti “allena” il nostro orologio biologico
VERO! Cenare ogni sera alla stessa ora aiuta a sincronizzare i ritmi circadiani. Il corpo impara a preparare la produzione di ormoni del riposo in anticipo, trasformando l’addormentamento in un processo fluido e naturale.
I contenuti nutrizionali presentati si riferiscono a una persona sana, senza allergie, intolleranze alimentari o problematiche di salute particolari. Le informazioni hanno scopo puramente informativo e non intendono sostituire il parere di un professionista sanitario. Per esigenze specifiche o condizioni cliniche individuali, è sempre consigliato rivolgersi al proprio medico o a un nutrizionista qualificato.
Info e bandi: https://psr.regione.lombardia.
“Valtellina Taste of Emotion” al Meeting di Rimini: APF Valtellina presenta alla stampa nazionale il racconto di una destinazione alpina da vivere tutto l’anno.
È l’era della snackification: il 56% sceglie spuntini al posto dei pasti
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Giornata mondiale del sonno – “Sleep terrorism” e il mito delle 8 ore: la qualità del riposo si costruisce anche a tavola
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Giornata mondiale del sonno – “Sleep terrorism” e il mito delle 8 ore: la qualità del riposo si costruisce anche a tavola

- L’ossessione per il sonno perfetto è il nuovo nemico: recenti studi clinici mettono in guardia dallo “sleep terrorism” o ortosomnia, l’ansia da prestazione che colpisce chi monitora ossessivamente il riposo. La scienza dimostra che la qualità biochimica del sonno conta più del conteggio delle ore.
- La crononutrizione come antidoto: non esistono cibi magici per dormire, ma scelte alimentari che rispettano il ritmo circadiano. Una cena pesante innesca processi termogenici che frammentano il riposo e tengono l’organismo in allerta.
- La Bresaola della Valtellina IGP, alleata della cena: grazie alla sua digeribilità (proteine “scomposte” dal processo di stagionatura) e all’apporto di triptofano e sali minerali, è un alimento ideale per non interferire con i meccanismi ormonali notturni.
- Alcuni luoghi comuni sono però ancora duri a morire… Per questo, al fine di fare chiarezza sul rapporto tra qualità del sonno e alimentazione, Michelangelo Giampietro, medico specialista in medicina dello sport e in scienza dell’alimentazione, ha realizzato per il Consorzio di Tutela Bresaola della Valtellina un decalogo che sfata alcune delle fake news più diffuse su come le scelte alimentari – e non solo – influenzino l’orologio biologico.
Per anni la narrazione collettiva ha imposto il “numero magico” delle otto ore di sonno come unico standard di benessere. Tuttavia, la ricerca scientifica internazionale sta scardinando questo paradigma. Un imponente studio della UK Biobank, condotto su mezzo milione di individui, ha dimostrato che non esiste una durata del sonno universale valida per tutti, ma che la differenza la fanno la regolarità e la qualità del riposo. Parallelamente, esperti come Giorgio Gilestro, neurobiologo all’Imperial College di Londra, denunciano il fenomeno dello “sleep terrorism”: quell’allarmismo mediatico e digitale che trasforma il sonno in una sfida numerica, generando un’ansia da prestazione (ortosomnia) che finisce paradossalmente per sabotare il riposo stesso. In occasione della Giornata Mondiale del Sonno (13 marzo), l’attenzione si sposta dunque dalla quantità alla biochimica del riposo, che inizia proprio a tavola.
L’ALIMENTAZIONE COME REGOLATORE DEL RITMO CIRCADIANO
Quando si parla di alimentazione e sonno, è importante fare una distinzione fondamentale: non esistono alimenti “che fanno dormire”, ma scelte alimentari che aiutano a non interferire con il naturale funzionamento del riposo notturno e in parte a conciliarlo. “Il sonno è un processo complesso, regolato principalmente da fattori ormonali e neurologici. Gli alimenti non inducono il sonno, ma posono contribuire a creare le condizioni affinchè il corpo non venga ostacolato nel suo naturale percorso verso il riposo”, spiega Michelangelo Giampietro, medico specialista in medicina dello sport e in scienza dell’alimentazione.
Secondo la crononutrizione, la disciplina che studia come l’assunzione del cibo interagisce con i ritmi circadiani (i cicli di circa 24 ore che regolano sonno, fame e metabolismo), una cena inappropriata può comportare un lavoro digestivo che innalza la temperatura corporea, inviando segnali di “veglia” al cervello e sabotando la fase REM.
BRESAOLA DELLA VALTELLINA IGP: LA PROTEINA CHE COLLABORA CON IL RIPOSO
In questo equilibrio delicato, la tipologia delle proteine assunte la sera gioca un ruolo cruciale. La qualità del sonno, infatti, può essere influenzata negativamente da pasti serali troppo abbondanti, ricchi di grassi o eccessivamente proteici, che rallentano la digestione e aumentano il lavoro dell’apparato digerente. Al contrario, una cena ben strutturata punta su volumi contenuti e alimenti poveri di grassi. In tal senso, la Bresaola della Valtellina IGP rappresenta una scelta strategica: infatti, il processo di stagionatura contribuisce a una parziale scomposizione delle proteine (proteolisi), agevolando la digestione e riducendo l’impegno gastrico.
“Una proteina magra e ben digeribile, se consumata nelle giuste quantità e abbinata ai carboidrati, non peggiora la qualità del sonno e non interferisce con i suoi meccanismi”. – sottolinea Giampietro – “La Bresaola della Valtellina IGP è inoltre fonte di proteine ad alto valore biologico e apporta nutrienti essenziali per il sistema nervoso come le vitamine del gruppo B (in particolare la B12), ferro, magnesio, potassio e zinco”.
I 5 CONSIGLI ALIMENTARI PER UN SONNO SENZA INTERFERENZE
Per contrastare gli effetti dello sleep terrorism e favorire una biochimica del riposo efficiente, la ricerca nutrizionale identifica alcuni alimenti chiave capaci di dialogare con il nostro orologio biologico:
- Proteine magre e digeribili: se consumate nelle giuste quantità (0,9-1,0g/kg di peso corporeo desiderabile/giorno) e abbinate ai carboidrati, non sovraccaricano la digestione serale e contribuiscono a non interferire con i meccanismi del sonno. In questo contesto, la Bresaola della Valtellina IGP, naturalmente povera di grassi e ricca di proteine ad alto valore biologico, rappresenta un’opzione leggera e facilmente digeribile. Il processo di stagionatura favorisce, infatti, una parziale scomposizione delle proteine in peptidi e amminoacidi più semplici, rendendole più assimilabili dall’organismo. Tra questi è presente anche il triptofano, un amminoacido essenziale che agevola la sintesi di serotonina e melatonina, molecole coinvolte nella regolazione del tono dell’umore e del ritmo sonno-veglia.
- Latte e derivati leggeri: Oltre al triptofano, questi alimenti contengono il lattosio, zucchero che facilita il passaggio di questo amminoacido al cervello. Durante la digestione delle caseine si producono inoltre peptidi bioattivi (β-casomorfine e α,β-lattorfine) che generano un effetto sedativo naturale.
- Legumi, in particolare la soia: Apportano aminoacidi e carboidrati complessi che contribuiscono a non interferire con i meccanismi ormonali. Sono inoltre una buona fonte di fitomelatonina (melatonina vegetale), con la stessa struttura chimica di quella sintetizzata dal regno animale.
- Pesce azzurro: Sgombro e sardine apportano acidi grassi omega-3, noti per il supporto al sistema nervoso. La presenza di grassi “buoni”, se controllati, non rallenta la digestione e favorisce un equilibrio nutrizionale favorevole.
- Carboidrati complessi: Pane, riso o pasta integrale favoriscono il rilascio di insulina e “aiutano” il triptofano a raggiungere il cervello. Un apporto equilibrato consente di evitare cali glicemici notturni e contribuisce a una digestione graduale.
LA SOLUZIONE PRATICA CONTRO L’ANSIA DA PRESTAZIONE NOTTURNA
In definitiva, per tutelare il riposo dall’ossessione dei dati digitali, la soluzione risiede in una cena semplice ed equilibrata. Un esempio funzionale può essere composto da 40-50gr di Bresaola della Valtellina IGP, una porzione (50gr) di pane integrale, verdure e frutta di stagione e un filo di olio extravergine di oliva. Un pasto completo che non sovraccarica la digestione e asseconda la fisiologia del corpo. Cosa evitare invece? Alcol e bevande nervine, cioè contenenti sostanze stimolanti del sistema nervoso centrale (come caffè, tè, cola ed energy drink), che agiscono come “sabotatori” chimici, interferendo con la fase di addormentamento e la continuità del riposo, alimentando così quel circolo vizioso di stanchezza che nessuna app di monitoraggio del sonno potrà mai risolvere.
I contenuti nutrizionali presentati si riferiscono a una persona sana, senza allergie, intolleranze alimentari o problematiche di salute particolari. Le informazioni hanno scopo puramente informativo e non intendono sostituire il parere di un professionista sanitario. Per esigenze specifiche o condizioni cliniche individuali, è sempre consigliato rivolgersi al proprio medico o a un nutrizionista qualificato.
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Un tocco di rosso light e gourmet? Ecco le ricette natalizie con la Bresaola della Valtellina IGP

Il Natale, si sa, è territorio di panettoni, lasagne fumanti e brindisi infiniti. Ma in un Paese in cui cresce la voglia di leggerezza — secondo il Rapporto Coop 2024 i consumi di prodotti ipocalorici salgono del +3% — è possibile trovare un nuovo equilibrio anche durante le feste?
La risposta arriva con stile (e un pizzico di ironia) dalla Bresaola della Valtellina IGP, che lancia cinque ricette natalizie inedite per dimostrare che gusto e leggerezza, sì, possono convivere anche nei menu più golosi dell’anno.
Il Natale è tradizione… ma anche benessere
Panettoni e primi importanti rimangono protagonisti assoluti, certo. Ma gli italiani stanno cambiando approccio: cresce l’attenzione al benessere, alla qualità degli ingredienti, alla voglia di sentirsi bene senza rinunciare alla convivialità.
E allora perché non portare un tocco “light” anche sotto l’albero? Con un po’ di fantasia, la Bresaola della Valtellina IGP — simbolo di gusto genuino e leggerezza — può diventare un ingrediente perfetto per aprire, accompagnare o reinterpretare le portate delle feste.
Cinque abbinamenti natalizi (e inaspettati) con la Bresaola della Valtellina IGP
Troppo spesso considerata un ingrediente “estivo”, la Bresaola della Valtellina IGP sa in realtà adattarsi anche ai menu invernali. E può persino stupire il parente più tradizionalista del pranzo di Natale. Ecco cinque idee facili e d’effetto:
- Insalata di Bresaola, finocchi e melograno
Fresca, croccante e festosa grazie ai chicchi di melograno — simbolo di buon auspicio — è il modo perfetto per iniziare il pranzo con leggerezza. Rosso e bianco: più natalizia di così?
- Radicchio al forno con Bresaola croccante
Basta una passata in forno a fine cottura per rendere la Bresaola della Valtellina IGP leggermente croccante. Il radicchio, con la sua nota amarognola, bilancia tutto con eleganza. Un contorno semplice ma scenografico.
- Fichi secchi ripieni di Bresaola e miele
Dolce e salato, morbido e sapido: un incontro sorprendente. Una versione “smart” dei classici abbinamenti natalizi che unisce energia, gusto e un tocco gourmet.
- Crostini integrali con caprino, noci e Bresaola
L’aperitivo che fa sentire virtuosi… anche con un calice in mano. Il caprino è cremoso, le noci croccano, la Bresaola fa il resto. Impossibile sbagliare.
- Risotto allo zafferano con Bresaola e scorza di limone
Un primo piatto dorato come le luci dell’albero. Le striscioline di Bresaola aggiungono profumo e struttura, mentre il limone regala una chiusura fresca e raffinata.
Perché la Bresaola della Valtellina IGP è l’alleata perfetta delle feste
Leggera, proteica, versatile: la Bresaola della Valtellina IGP è un alimento unico nel panorama dei salumi. Una porzione da 50 g apporta mediamente 76 calorie e solo 1,45 g di grassi, garantendo però circa 17 g di proteine facilmente digeribili e ricche di aminoacidi essenziali.
È quindi ideale per bilanciare i pasti più ricchi del periodo natalizio.
Come spiega il nutrizionista e medico dello sport Michelangelo Giampietro:
“La Bresaola della Valtellina IGP è povera di grassi, ricca di proteine nobili e fonte di ferro, zinco e vitamine del gruppo B. Inserirla nei menu delle feste permette di equilibrare la dieta senza rinunciare al gusto. Aiuta a sentirsi sazi più a lungo e a gestire meglio i pasti dei giorni di festa”.
Un prodotto che racconta un territorio
La Bresaola della Valtellina IGP nasce da una tradizione secolare, protetta da un Disciplinare che unisce artigianalità e innovazione. Tutte le fasi produttive si svolgono nella provincia di Sondrio, dove il microclima unico e la maestria dei salumieri creano un prodotto autentico e riconoscibile.
Un salume moderno nella sua semplicità: genuino, pratico, ma allo stesso tempo gourmet. Perfetto per chi vuole vivere il Natale con gusto… e con leggerezza.
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Le fasi di produzione della Bresaola della Valtellina IGP

Nonostante la normativa europea sulle Indicazioni Geografiche Protette preveda che almeno una fase del processo produttivo debba avvenire nella zona geografica designata, nel caso specifico della Bresaola della Valtellina IGP, il Disciplinare di produzione stabilisce espressamente che tutte le operazioni di elaborazione del prodotto, come dettagliatamente descritte nel Disciplinare stesso, devono svolgersi nel territorio della provincia di Sondrio. È proprio qui infatti che il clima unico della valle, unito al sapere artigianale tramandato dai maestri salumieri, rende ogni fase di lavorazione della Bresaola della Valtellina IGP un autentico rituale di tradizione, tipicità e qualità.
Ma non si tratta solo di un luogo fisico: la Valtellina è un insieme di condizioni naturali, culturali e umane che, intrecciandosi, conferiscono al prodotto il suo carattere distintivo. L’aria fresca e pura che discende dalle Alpi e la particolare conformazione della valle generano le condizioni ideali per una stagionatura lenta e graduale, rispettosa dei ritmi della natura. Si tratta di un equilibrio irriproducibile altrove e che rappresenta uno dei segreti più autentici della qualità e specificità del prodotto gelosamente custoditi dai produttori.
La Bresaola della Valtellina IGP nasce dal secolare sapere artigianale dei salumieri valtellinesi, da mani che conoscono tempi, gesti e sensibilità maturate nel tempo. Le moderne tecnologie aiutano a controllare i processi e a garantire sicurezza e tracciabilità, ma è ancora la sensibilità umana a fare la differenza. Il Disciplinare prevede infatti che ogni fase di produzione avvenga in territorio valtellinese:
Rifilatura della carne. Il taglio selezionato viene accuratamente rifilato per rimuovere il grasso e le parti tendinose esterne, avendo cura di salvaguardare l’integrità di ogni singolo pezzo da salare ed essiccare.
Salagione a secco: la carne è cosparsa con una concia di sale, aromi naturali, spezie e piante aromatiche. Una limitata quantità di conservanti garantisce la massima sicurezza del prodotto. La soluzione salina si forma con il succo della carne. La salagione dura mediamente 10-15 giorni e prevede operazioni di massaggio per favorire la penetrazione uniforme del sale e degli aromi. Ogni produttore ha la sua ricetta distintiva, gelosamente custodita.
Stagionatura lenta e graduale: dopo la salagione e l’insacco, la carne viene sottoposta ad asciugatura per mediamente una settimana. La stagionatura, che dura tra 4 e 8 settimane, avviene in ambienti a temperatura e umidità controllate. È possibile la ventilazione e l’esposizione all’umidità naturale, tenuto conto dei fattori climatici della zona di produzione, ma sono vietate tecniche di disidratazione accelerata.
Controlli e confezionamento: nella lavorazione il prodotto stagionato è sottoposto a numerosi controlli. Solo la bresaola conforme agli standard del Disciplinare di produzione può essere marchiata IGP e commercializzata con l’uso della denominazione protetta Bresaola della Valtellina nei diversi formati: intera sfusa o sottovuoto, a pezzi o in tranci sottovuoto o affettata nelle vaschette in atmosfera protettiva.
In Valtellina, ogni fetta di bresaola racconta dunque una storia fatta di montagne, mani sapienti e tempo. È un racconto che unisce passato e presente, tradizione e innovazione, e che continua a fare della Bresaola della Valtellina IGP un simbolo autentico e riconosciuto del legame profondo tra prodotto e territorio.
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Bresaola della Valtellina IGP: gusto, territorio e certificazione. quanto ne sappiamo davvero?

La Bresaola della Valtellina IGP sarà protagonista della 118ª Mostra del Bitto, storica vetrina delle eccellenze agroalimentari della Valtellina. Un’occasione per raccontare l’identità unica di un prodotto certificato IGP, sottolineandone le garanzie di qualità, sicurezza e tracciabilità.
Il Consorzio di Tutela della Bresaola della Valtellina IGP affronta con trasparenza i temi dell’origine della carne, dell’approvvigionamento extra UE e delle barriere tariffarie, sottolineando il proprio impegno verso sostenibilità ambientale e filiera responsabile.
La Bresaola della Valtellina IGP: tradizione, territorio e qualità certificata
La Bresaola della Valtellina IGP nasce esclusivamente nella provincia di Sondrio, secondo un rigoroso Disciplinare di Produzione approvato dall’Unione Europea e sotto la supervisione dell’Organismo di Controllo CSQA Certificazioni.
Dalla scelta della materia prima alla stagionatura, ogni fase della lavorazione rispetta regole precise che combinano tradizione artigianale e innovazione, garantendo un prodotto sicuro, controllato e di eccellenza.
“La Bresaola della Valtellina IGP racconta il territorio e le persone che lo producono. Il marchio IGP è garanzia di trasparenza, sicurezza e qualità – afferma Mario Moro, presidente del Consorzio – La tradizione valtellinese si rinnova ogni giorno grazie al clima, ai saperi artigianali e alla passione dei produttori. È un patrimonio da proteggere e valorizzare, simbolo del futuro del nostro territorio”.
Carne di qualità: tagli, razze e controllo rigoroso
La Bresaola della Valtellina IGP utilizza solo i tagli più pregiati e teneri della coscia di bovini adulti, di età compresa tra 18 mesi e 4 anni. Le razze bovine selezionate includono:
- Europee: Charolaise, Limousine, Blonde d’Aquitaine, Garonnese, Piemontese e incroci Charolaise-Limousine.
- Sudamericane: Zebù (Nellore, Guzerat, Brahman).
Ogni pezzo è sottoposto a rigorosi controlli di età, origine, tracciabilità e sicurezza igienico-sanitaria, per garantire standard elevati e conformità al disciplinare IGP.
Approvvigionamento estero: una necessità, non una scelta
La disponibilità limitata di bovini italiani costringe il comparto a rivolgersi a mercati europei e sudamericani, dove la filiera è tracciata e garantita. Nel 2024, circa l’80% della materia prima proviene dal Sud America (Brasile, Paraguay, Uruguay, Argentina), mentre il 20% dall’Europa (Francia, Irlanda, Austria, Germania).
L’importazione non è economica: i tagli destinati alla Bresaola IGP hanno un costo più elevato rispetto ad altri salumi, a causa della qualità della carne e dei metodi di allevamento.
Barriere tariffarie e sostenibilità: il ruolo dell’EUDR
Le barriere tariffarie europee aumentano il costo della materia prima fino al 50%, rendendo complessa la programmazione del comparto. Il Consorzio di Tutela della Bresaola della Valtellina auspica un rafforzamento della capacità europea di autoapprovvigionamento e interventi rapidi per supportare la filiera.
In tema ambientale, il Consorzio sostiene l’entrata in vigore del Regolamento UE 2023/1115 sulla Deforestazione (EUDR), che impone l’importazione di prodotti a deforestazione zero, a partire dal 30 dicembre 2025 per le grandi imprese e dal 30 giugno 2026 per le PMI.
“Un ulteriore rinvio sarebbe un passo indietro per la tutela delle foreste. La nostra filiera si sta già adeguando alle disposizioni, confermando trasparenza e responsabilità ambientale”, spiega Mario Moro.
IGP e territorio: un legame imprescindibile
Solo la Bresaola della Valtellina che rispetta tutti i controlli può fregiarsi della denominazione IGP. Tutte le fasi di lavorazione avvengono nella provincia di Sondrio, dove il clima unico e il sapere artigianale garantiscono tipicità, qualità e autenticità.
Il Consorzio sottolinea come il valore territoriale della Bresaola vada oltre il prodotto: il comparto preserva un tessuto economico e culturale, offre lavoro a centinaia di famiglie e promuove una cultura alimentare basata su trasparenza e autenticità.
“La IGP identifica e tutela un prodotto che racchiude essenza e passione del territorio – conclude Moro – Tutto nasce in Valtellina: tradizione, clima e maestria artigianale si fondono per creare un’eccellenza autentica”.
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La campagna “Destinazione Bresaola – Valtellina Nascosta” vince il Travel Food Award come “Migliore Destinazione Gastronomica”

La campagna Destinazione Bresaola – Valtellina Nascosta, realizzata dal Consorzio di Tutela Bresaola della Valtellina, si è aggiudicata il Travel Food Award promosso dal GIST – Gruppo Italiano Stampa Turistica, come Migliore Destinazione Gastronomica. Il premio, che da otto anni valorizza territori e attività turistiche legate al patrimonio enogastronomico, nasce con l’obiettivo di incoraggiare le realtà locali impegnate nella conservazione delle proprie tradizioni culturali e gastronomiche, promuovendo un turismo sostenibile, diffuso e identitario. Il turismo enogastronomico ha un valore economico, culturale e sociale fondamentale per il nostro Paese. Favorisce la scoperta dei borghi, delle aree rurali e dei territori meno conosciuti, creando identità, sensibilizzando al consumo consapevole e preservando la biodiversità. Solo in Italia, infatti, ha registrato nel 2024 una crescita del 12% rispetto al 2023, generando 40 miliardi di euro di impatto[1].
LA CAMPAGNA: “DESTINAZIONE BRESAOLA – VALTELLINA NASCOSTA”
La campagna vincitrice ha proposto un viaggio multisensoriale in cui la Bresaola della Valtellina IGP si è trasformata in una sorta di “Virgilio”, capace di guidare i visitatori alla scoperta di luoghi nascosti, storie e sapori autentici di questa valle alpina che, in un territorio relativamente contenuto, racchiude un’infinita varietà di emozioni. Grazie a una web app interattiva, i turisti hanno potuto vivere un’esperienza digitale arricchita da immagini evocative e da un percorso che ha svelato 18 destinazioni segrete della Valtellina. Queste mete sono state raccontate con emozione e autenticità attraverso le “Storie Segrete”, una serie di podcast che offre prospettive originali e affascinanti su persone, tradizioni e paesaggi del territorio.
La campagna non si è limitata al digitale: 21 luoghi del cibo con una forte identità locale, tra ristoranti e bistrot, hanno ideato aperitivi e abbinamenti unici a base di Bresaola della Valtellina IGP e prodotti del territorio, creando così un’esperienza fisica e concreta per i visitatori. Un’iniziativa che ha saputo intrecciare online e offline, innovazione e tradizione, gusto ed emozione, consacrando la Valtellina come una destinazione enogastronomica d’eccellenza.
“Questo premio rappresenta per noi un importante traguardo e un riconoscimento al lavoro svolto nel valorizzare un prodotto simbolo come la Bresaola della Valtellina IGP, capace di farsi ambasciatore di un territorio unico – afferma Mario Moro, Presidente del Consorzio di Tutela Bresaola della Valtellina – Destinazione Bresaola è diventata negli anni un appuntamento fisso per il territorio. Quest’anno, per la prima volta, l’abbiamo presentata anche nella sua edizione invernale, in occasione del sempre più vicino appuntamento con le Olimpiadi Invernali del 2026, che rappresenterà una grande occasione di crescita e visibilità per la Valtellina. La campagna nasce infatti con l’obiettivo di accogliere al meglio turisti italiani e stranieri, per fare in modo che conoscano e apprezzino la vera identità del nostro territorio, con il suggerimento di luoghi particolari che solo chi è nato e vive in Valtellina può conoscere. Ed è un modo per il Consorzio di Tutela Bresaola della Valtellina di fare squadra con i produttori e attori locali in quanto socio del Distretto Agroalimentare di Qualità Valtellina Taste of Emotion, Sponsor delle Olimpiadi e Paralimpiadi Invernali Milano Cortina 2026”.
“Complimenti al Consorzio di Tutela Bresaola della Valtellina per questo importante riconoscimento che testimonia la bontà del lavoro svolto – afferma Elio Moretti, Presidente di APF Valtellina – La campagna “Destinazione Bresaola – Valtellina Nascosta” è un esempio vincente del binomio turismo ed enogastronomia, sempre più rilevante per la nostra destinazione. Vivere la Valtellina significa anche lasciarsi andare alle grandi emozioni che regala a tavola: la sua tradizione enogastronomica, fatta di materie prime genuine e di antichi saperi tramandati nel tempo, è una chiave preziosa per conoscere, custodire e tramandare la nostra identità alpina, con radici ben salde nella nostra storia e sguardo proiettato verso il futuro”.
La cerimonia di premiazione si è svolta oggi durante il TTG Travel Experience 2025 in corso a Rimini, alla presenza dell’Assessore al Turismo Marketing Territoriale e Moda della Regione Lombardia, Barbara Mazzali.
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[1] Rapporto 2024 – Aite-Associazione Italiana Turismo Enogastronomico
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BRESAOLA DELLA VALTELLINA IGP. TUTELARE LA TRADIZIONE, PROMUOVERE IL TERRITORIO

IL CONSORZIO DI TUTELA BRESAOLA DELLA VALTELLINA ORGANIZZA UN WORKSHOP PER GLI OPERATORI LOCALI DEL COMMERCIO ALIMENTARE E DELL’HORECA
Sondrio, 11 giugno 2025 – Nell’ottica di un impegno costante verso la valorizzazione del patrimonio agroalimentare valtellinese, il Consorzio di tutela Bresaola della Valtellina promuove un workshop formativo rivolto agli operatori locali del commercio alimentare e dell’HORECA, che si terrà venerdì 20 giugno, dalle 14.30 alle 16.30, presso la Camera di Commercio di Sondrio. L’iniziativa, organizzata in collaborazione con l’Unione del Commercio, del Turismo e dei Servizi della provincia di Sondrio, si inserisce in un percorso di lungo periodo che vede il Consorzio impegnato già da tempo nella promozione della Bresaola della Valtellina IGP e, più in generale, nella creazione di sinergie locali orientate allo sviluppo economico e culturale del territorio, anche in vista delle Olimpiadi e Paralimpiadi Invernali Milano Cortina 2026.
L’avvio dei lavori sarà affidato a Mario Francesco Moro – Presidente del Consorzio di tutela Bresaola della Valtellina, promotore dell’iniziativa – e a Loretta Credaro nel duplice ruolo di Presidente della Camera di Commercio Industria Artigianato Agricoltura di Sondrio e dell’Unione del Commercio, del Turismo e dei Servizi della provincia di Sondrio.
“Guidare un Consorzio che tutela un prodotto simbolo del nostro territorio significa assumersi la responsabilità di generare valore per l’intero comparto agroalimentare locale” – dichiara Mario Francesco Moro, Presidente del Consorzio di tutela – “La Valtellina si distingue per le sue eccellenze a marchio IGP e DOP, ed essere punto di riferimento del settore implica il compito di promuovere non solo un prodotto, ma l’identità stessa del territorio.
Iniziative come questa si inseriscono con coerenza in un percorso di valorizzazione già avviato, che punta a rafforzare il legame tra produzione, distribuzione e accoglienza turistica. Crediamo fortemente in questo approccio integrato, volto a costruire un sistema locale sempre più consapevole, qualificato e orientato alla qualità. Le Olimpiadi saranno un’occasione unica di visibilità nazionale e internazionale: vogliamo farci trovare pronti e contribuire, anche oltre il 2026, a una promozione autentica e strategica del nostro prodotto e della terra che lo rappresenta.”
«I prodotti tipici sono ambasciatori della Valtellina in Italia e nel mondo – sottolinea Loretta Credaro, Presidente dell’Unione del Commercio, del Turismo e dei Servizi della provincia di Sondrio – eccellenze apprezzate da chi vive in Valle e dai tanti turisti che scelgono il nostro territorio. La conoscenza approfondita di questo importante patrimonio è valore aggiunto sia per il settore commerciale, sia per quello turistico. In questa direzione va il momento di confronto che venerdì 20 giugno ci vedrà impegnati assieme al Consorzio di Tutela Bresaola della Valtellina».
In occasione del workshop sarà presentato il nuovo strumento formativo-divulgativo: un Vademecum che ha l’obbiettivo di raccontare la Bresaola della Valtellina IGP in ogni suo aspetto, facendone percepire l’essenza a chi sceglie di portarla in tavola, affinché possa apprezzarla a pieno e farsene ambasciatore presso il suo mondo, sia esso ristorazione, commercio, turismo o comunicazione. Uno strumento pratico che risponde all’esigenza di trasmettere informazioni corrette e coerenti agli operatori e ai consumatori, accrescendo la conoscenza del prodotto tutelato e del contesto territoriale da cui proviene. Nel corso dell’incontro interverrà Paola Dolzadelli, coordinatrice del Consorzio, che illustrerà il nuovo materiale formativo nel quadro delle strategie di marketing territoriale messe in campo dall’ente di tutela. Massimo Malnerich, Agente Vigilatore di Salumitalia, l’Associazione di riferimento dei Consorzi di tutela dei salumi DOP e IGP, approfondirà il tema della corretta etichettatura e presentazione dei prodotti a Indicazione Geografica, con particolare riferimento alla Bresaola della Valtellina IGP. Seguiranno i contributi di Claudio Palladi, Presidente del Distretto Agroalimentare di Qualità della Valtellina, che parlerà del ruolo strategico delle produzioni agroalimentari nell’offerta turistica ed enogastronomica del territorio, e di Manuel Pozzoni, Tourism marketing manager dell’Azienda di Promozione e Formazione della Valtellina, che presenterà le iniziative e gli strumenti di comunicazione sviluppati in vista di Milano Cortina 2026, pensati per promuovere il territorio in chiave integrata.
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10 TIPS SULL’ALIMENTAZIONE IDEALE IN ALTA QUOTA DALLA COLAZIONE

La montagna è alla portata di tutti, grandi e piccoli, professionisti e amanti dell’attività all’aria aperta, sia che si tratti di brevi che di lunghe distanze, a patto di essere in ascolto con sé stessi e con la montagna, con prudenza, che ci sia un buon allenamento e una sana alimentazione. Parola di nutrizionista.
“La premessa più importante è che un regime alimentare bilanciato per uno sportivo amatore o agonistico, dovrebbe prevedere circa il 60% di carboidrati, il 15% di proteine ed il 25 % di grassi, oltre ad un certo apporto di fibre che si possono assumere con frutta e verdura – afferma Manuela Mapelli, biologa nutrizionista. Un apporto adeguato di carboidrati aiuta a ripristinare le riserve di glicogeno muscolare, fondamentali per le prestazioni, le proteine aiutano a costruire e riparare i muscoli, contribuendo al recupero muscolare, i grassi forniscono un’ulteriore fonte di energia e aiutano a mantenere la sazietà e la frutta fresca di stagione fornisce nutrienti essenziali, quindi vitamine, minerali e antiossidanti, utili per sostenere il sistema immunitario e la salute generale”.
In generale, spiega l’esperta, il vero segreto è quello di mangiare di tutto, variando gli alimenti nell’arco della giornata e della settimana, tenendo conto che in uno sportivo il fabbisogno energetico sarà proporzionalmente superiore in base al tipo e all’intensità dell’esercizio fisico svolto. “Ad esempio, un fondista amatore avrà un consumo orario di circa 650 kcal. Questo vuol dire che avrà un fabbisogno energetico supplementare del 25-30% in più per ogni ora di attività rispetto al suo consumo normale a riposo. Da ciò ne consegue la necessità di un’alimentazione corretta che tenga conto di queste richieste. Ottimizzare la propria alimentazione vuol dire poter migliorare le prestazioni fisiche non solo degli sportivi ma di tutte le persone attive nel pieno rispetto della propria salute. Una corretta integrazione alimentare è indispensabile sia al campione che gareggia per vincere che all’appassionato amatore che pratica sport per mantenersi in forma”.
Una corretta alimentazione ed un’opportuna integrazione, quando è necessario, devono diventare una vera e propria regola per tutti gli amanti della montagna. Andando in montagna si suda, si fa fatica e soprattutto in quota, dove l’aria è più rarefatta, ci si disidrata di più ed il dispendio energetico diventa sempre più elevato. “La regola base è la preparazione alimentare, che diventa un momento fondamentale della giornata sia per chi si avvicina per la prima volta alla montagna che per l’alpinista più esperto – continua l’esperta – Il consiglio è di consumare un pasto abbondante circa 2-3 ore prima della prestazione. Si raccomandano carboidrati complessi da integrare nella sosta con proteine, indispensabili per il recupero muscolare. In questo la Bresaola della Valtellina IGP si conferma il cibo ideale. Pochi grassi, tante proteine, sali minerali, vitamine. A differenza della maggior parte degli altri salumi, la Bresaola della Valtellina IGP ha pochissime calorie, perché viene prodotta dalla lavorazione da tagli di manzo magri. Nelle soste intermedie sarà poi bene spartire piccoli recuperi di proteine per minimizzare l’affaticamento, e anche qui la bresaola può dare quel contributo capace di fare la differenza”.
Ecco, quindi, le linee guida della nutrizionista per l’alimentazione in montagna, tenendo a mente che questi consigli sono validi solo per soggetti sani e vanno considerati unicamente come linee guida di riferimento per personalizzare la propria alimentazione sportiva in alta quota.
1.LA COLAZIONE? ABBONDANTE ED ENERGETICA
La prima colazione deve essere particolarmente abbondante, composta da carboidrati complessi (come fiocchi d’avena, pane integrale/segale o cereali senza zuccheri aggiunti), proteine (ok a yogurt greco bianco naturale, uova strapazzate, sode o in omelette, salumi magri come bresaola, tacchino o prosciutto cotto oppure latte o bevande vegetali), grassi (noci, mandorle, nocciole, semi misti e avocado) e frutta fresca di stagione.
Almeno il 20-25% dell’apporto calorico giornaliero deve essere assunto a colazione.
2.IDRATAZIONE FA RIMA CON PRESTAZIONE
In qualsiasi situazione l’organismo umano riesce ad assumente 125 ml d’acqua all’ora o poco più. Bisogna, quindi, bere con regolarità un sorso ogni 15/20 minuti al fine di favorirne un reale assorbimento. Già nell’ora che precede l’inizio dell’attività fisica, è importante bere a piccoli sorsi e con una certa frequenza acqua naturale e non fredda, specialmente se l’attività fisica è intensa.
3.GLI SPUNTINI MERITANO LA LORO DIGNITÀ
Per quanto riguarda l’aspetto energetico, è inutile digiunare per ore e poi mangiare in abbondanza, meglio nutrirsi costantemente durante l’impegno fisico ogni 60 minuti circa, con piccoli spuntini, snack nutrienti come frutta secca (noci, mandorle, nocciole), frutta essiccata (datteri, albicocche e prugne), un panino con la Bresaola della Valtellina IGP, cioccolato extra fondente, barrette energetiche home made o fette biscottate/pane secco tostato per mantenere alti i livelli di energia durante le escursioni. Limitare il consumo di alimenti contenenti zuccheri semplici per evitare sbalzi glicemici.
4.IL PRANZO IDEALE È MONOPIATTO
Se a pranzo si opta per una pausa in qualche rifugio, meglio evitare un pasto completo per orientarsi preferibilmente su un mono-piatto, un piatto di pasta o di riso, con verdure e proteine, che risulta sicuramente più facilmente digeribile di un secondo elaborato e permetterà di avere sufficiente energia per sostenere la forza e continuare le attività. Il messaggio è utilizzare alimenti che consentano tempi di digestione rapidi, alternando alimenti liquidi ad alimenti solidi.
5.MENZIONE SPECIALE PER LE PROTEINE
Includere fonti di proteine magre ai pasti – come carne bianca, pesce specialmente quello azzurro ricco anche di omega 3, salumi magri come la Bresaola della Valtellina IGP, legumi o tofu, formaggi/latticini magri e freschi – favorisce il recupero muscolare. Una porzione da 50 grammi (consigliata dai LARN) di Bresaola della Valtellina IGP apporta 16 g di proteine nobili di alto valore biologico. Inoltre, non mancano le vitamine (B1, B6 e soprattutto B12), i sali minerali, soprattutto ferro, zinco, fosforo, potassio e selenio, preziosi alleati del metabolismo, con proprietà antiossidanti e “amici dei muscoli.
6.GLI ZUCCHERI DEVONO ESSERE INTELLIGENTI
Evitare di mangiare zollette di zucchero comune o dolciumi, perché il glucosio che contengono provoca degli innalzamenti repentini della glicemia a cui segue, dopo un primo momento di benessere, la cosiddetta “ipoglicemia reattiva”, con conseguente senso di svuotamento fisico e successivo calo energetico. Meglio invece mangiare della frutta secca.
7.L’APERITIVO PER CONCLUDERE LE ATTIVITÀ “IN LEGGEREZZA”
Il bicchiere di vino o quello di grappa alla sera ogni tanto è concesso. Quando stanchi ma soddisfatti rientrerete a valle, potrete finalmente concedervi un aperitivo completo, sufficientemente ricco, per riprendervi le energie perse durante l’ascensione, concludendo in “leggerezza” la giornata in montagna. Come accompagnamento, si consiglia un mix di olive, formaggi stagionati come il Parmigiano, grissini integrali e una fonte proteica magra come la Bresaola della Valtellina IGP.
8.CENA LEGGERA MA NUTRIENTE E CHE FAVORISCA IL SONNO
Per la cena, scegliere piatti leggeri ma nutrienti – come zuppe di cereali e legumi, minestroni o insalate fresche miste con legumi o anche formaggi magri, ovvero cibi che aiutano la digestione dopo una giornata attiva – e non appesantirsi troppo prima di andare a dormire. Il suggerimento in più? Optare per alimenti che contengono il Triptofano l’amminoacido che insieme ai carboidrati favorisce la produzione di serotonina (l’ormone della felicità), migliorando umore, concentrazione, riposo e memoria. 100 grammi di bresaola ne contengono 336,2 mg, di cui 15 mg liberi.
9.SCEGLIERE LE SCORTE ALIMENTARI PER CHI FA ESCURSIONI
Scegliere le scorte alimentari per giornate di escursionismo è molto importante. Prima di tutto bisogna sapere quello di cui si ha bisogno e poi pensare all’organizzazione vera e propria. Tutti gli sportivi sono molto attenti alla valutazione dell’equipaggiamento, dell’abbigliamento, del peso dell’attrezzatura mentre, spesso, viene trascurata l’alimentazione. È invece responsabile organizzare le scorte alimentari pensando al tipo di attività e alla sua durata, informandosi sui punti acqua, bar e rifugi presenti sul percorso, visionando l’itinerario che si andrà a compiere e valutando il giusto peso da portarsi dietro.
9.CARBOIDRATI, PROTEINE E FIBRE, IL MIX VINCENTE PER BILANCIARE BENE I PASTI
Tra i 70 e 120 g di carboidrati post attività aiutano a ristabilire la quota di glicogeno muscolare consumato, 80 g di bresaola + 40 g di formaggio (a fette o spalmabile) rappresentano l’apporto di amminoacidi essenziali per la sintesi proteica. Tra i 100 e i 250 g di verdure danno un importante apporto di fibre e vitamine. Dai 10 ai 20 g di olio extravergine di oliva forniscono il giusto apporto calorico, con la quota raccomandata di antiossidanti. Questi consigli sono validi solo per soggetti sani e vanno considerati unicamente come linee guida di riferimento per personalizzare la propria alimentazione sportiva in alta quota.
10.ASCOLTARE IL CORPO E LA MONTAGNA
Infine, due raccomandazioni. È fondamentale essere in linea con le esigenze del proprio corpo: mangiare quando si ha fame e fare attenzione a come ci si sente dopo i pasti per ottimizzare la propria alimentazione. È bene essere rilassati prima di ogni attività: la tensione può influire negativamente sui tempi di digestione. E per concludere, mantenersi in connessione con la montagna permette di affrontare in sicurezza e tranquillità tutte le attività di escursionismo, che si tratti di trekking o alpinismo, per non avventurarsi in percorsi o attività al di sopra delle proprie capacità o preparazioni.
Info e bandi: https://psr.regione.lombardia.
“Valtellina Taste of Emotion” al Meeting di Rimini: APF Valtellina presenta alla stampa nazionale il racconto di una destinazione alpina da vivere tutto l’anno.
È l’era della snackification: il 56% sceglie spuntini al posto dei pasti
Bresaola della Valtellina IGP: nel 2025 valore al consumo a 502 milioni di euro. export in forte crescita (+32,34%)
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MONTAGNA CHE PASSIONE: SEI ITALIANI SU 10 AUMENTANO IL CONSUMO DI CIBI PROTEICI (IN TESTA BRESAOLA DELLA VALTELLINA IGP E FORMAGGI)

Cresce la passione degli italiani per la montagna (un giro d’affari che nel 2024 ha toccato i 24 miliardi di euro e una crescita del +7,5% prevista con le Olimpiadi 2026). La Valtellina si posiziona tra le mete top con Bormio e Livigno. Tra i motivi di questo trend, l’offerta di sport e attività (57,3%), la possibilità di fare escursioni (63,7%), la ricerca di benessere e relax (63%) – Fonte: AstraRicerche. L’alimentazione è fondamentale per affrontare il freddo e il 60,5% modifica in montagna le proprie abitudini a tavola. La 2° edizione della campagna “Valtellina Nascosta” cavalca questo trend e vive, per la prima volta, nella versione “winter edition”: 3 destinazioni in alta quota, 3 “Bresaola experience point” in cui degustare la Bresaola della Valtellina IGP, una web app, un podcast dedicato e 10 Tips della nutrizionista Manuela Mapelli sull’alimentazione ideale in montagna
La montagna è democratica: è di tutti, non più solo degli alpinisti, degli escursionisti appassionati, di chi ci lavora e ci abita. La montagna è, per gli italiani, una passione che corre fino in vetta e che soddisfa gusti ed esigenze diverse, fosse anche per pochi giorni. Nel 2024, il turismo montano italiano ha generato un giro d’affari di 24 miliardi di euro, con prospettive di ulteriore crescita grazie alle Olimpiadi del 2026 con previsioni del +7,5% dei visitatori internazionali (Fonte: Osservatorio Italiano del Turismo Montano Jfc). La Valtellina conquista le posizioni di testa nella classifica, con Livigno (al secondo posto) e Bormio (al sesto) a fare da damigelle d’onore, per la prima volta sedi delle gare di sci alpino a Milano Cortina 2026. Con più di 400 km di percorsi per lo sci e 200 km per lo snowpark, ma anche un‘offerta di tutto rispetto per gli après-ski mondani, la Valtellina è una destinazione invernale ideale per una vacanza in alta quota. A questo, si aggiunge la possibilità di escursioni tra paesaggi mozzafiato ed esperienze di enogastronomia locale, rispondendo alle esigenze dei nuovi appassionati.
Se da un lato, tra i motivi della passione in crescita per la montagna compare la grande offerta di sport e attività classiche e unconventional (indicata da oltre 5 italiani su 10 – 52,73%), resta centrale la scoperta dell’enogastronomia locale: per circa 7 italiani su 10 (64,3%), la montagna è l’ideale per provare i piatti tipici locali tra malghe, rifugi e baite. Seguono, quasi a pari merito, la possibilità di fare escursioni (63,7%) o la ricerca di benessere e relax (63%). L’alimentazione si rivela elemento fondamentale per affrontare il freddo e supportare le attività fisiche in montagna: il 60,5% modifica le proprie abitudini a tavola adattandole alle esigenze diverse che si hanno in montagna, soprattutto privilegiando il consumo di cibi proteici (61,7%) come la Bresaola della Valtellina IGP che compare tra gli alimenti proteici preferiti in montagna insieme ai salumi (56,1%) quasi a pari merito con formaggi e latticini (56,9%).
È quanto emerge dalla ricerca “Gli italiani, la montagna, e il suo cibo”* realizzata da AstraRicerche per il Consorzio di Tutela Bresaola della Valtellina che indaga la passione degli italiani per la montagna, le attività sportive da fare in alta quota e, per la prima volta, un focus sull’alimentazione dei nostri connazionali in inverno, quando trascorrono un soggiorno in alta quota. Sono questi gli aspetti che hanno ispirato “Valtellina nascosta” Winter Edition, spin-off della campagna “Destinazione Bresaola” che quest’anno arriva alla sua seconda edizione, per la prima volta in versione invernale, con tre nuove destinazioni segrete tra Bormio, Livigno e Valmalenco. Dopo il successo degli anni precedenti, la campagna vive sul territorio e invita a scoprire l’anima autentica della Valtellina attraverso mete, luoghi del cuore, tradizioni e bellezze ancora tutte da scoprire con la web app “Valtellina nascosta”, destinazioni segrete che raccontano una Valtellina inedita (anche attraverso i podcast dedicati) e tre “Bresaola Experience point” luoghi del cibo con una forte identità locale, dove degustare sapori del territorio e in primo luogo la Bresaola della Valtellina IGP, nei week end a partire dal 28 febbraio al 23 marzo, dal venerdì alla domenica.
“La campagna Valtellina Nascosta – afferma Mario Moro, Presidente del Consorzio di Tutela Bresaola della Valtellina – è diventata un appuntamento fisso per il territorio. Quest’anno, per la prima volta, la presentiamo nella sua edizione invernale e per noi sarà particolarmente importante perché ci avviciniamo sempre di più all’evento olimpico 2026, che in parte si svolgerà proprio nel nostro territorio. È una grande occasione che rappresenta un’opportunità unica di crescita e visibilità per la Valtellina. La campagna nasce proprio per accogliere al meglio i turisti italiani e stranieri che arriveranno, per fare in modo che conoscano e apprezzino la vera identità del nostro territorio, con il suggerimento di luoghi particolari che solo chi è nato e vive in Valtellina può conoscere. Ed è un modo per il Consorzio di Tutela Bresaola della Valtellina di fare squadra con i produttori e attori locali in quanto socio del DAQ , sponsor delle Olimpiadi e Paralimpiadi Invernali Milano Cortina 2026”.
SEDUTI A TAVOLA, IN MOVIMENTO O CON TANTI SPUNTINI: COME SI ALIMENTANO GLI ITALIANI IN MONTAGNA
Che gli italiani fossero testimoni e amanti della convivialità a tavola non è una novità, questo vale anche quando sono in montagna per un soggiorno turistico. Consumare un pasto completo, seduti a tavola, in un ristorante tipico è la modalità preferita da circa un terzo degli italiani (31,9%, soprattutto i 40-49enni) e un ulteriore 20,2% alterna il pasto completo con diversi spuntini in movimento (soprattutto donne 18-29enni). C’è poi chi ama andare alla scoperta dell’enogastronomia locale facendo tanti spuntini (19,3%, specie i 30-39enni) o ancora chi fa tanti break tra una attività e l’altra e finisce la giornata con un après-ski (16,7%, soprattutto i 18-29enni) o, infine, chi pranza in modo pratico e veloce al sacco (11,9%). Quanto alle scelte alimentari in senso stretto, del 61,7% che privilegia il consumo di cibi proteici, il 44,9% sceglie quelli di origine animale e il 25% sceglie le proteine vegetali contro oltre un terzo che si orienta su carboidrati o frutta e verdura (rispettivamente indicate dal 36,3% e dal 36,1%). C’è anche una fetta che sceglie i prodotti alimentari specifici per sportivi (22,1%).
BRESAOLA DELLA VALTELLINA IGP, PER CIRCA 4 ITALIANI SU 10 È ESPRESSIONE IDEALE DEL CIBO DI MONTAGNA
Grazie alle proteine nobili di alta qualità, la Bresaola della Valtellina IGP si candida ad alimento ideale, anche in montagna. Versatile e pratica, è perfetta per ogni momento della giornata: dalla colazione salata al panino da portare in escursione, fino all’aperitivo dopo una giornata sugli sci. E gli italiani sono piuttosto informati: per il 43% è un alimento ricco di proteine (più donne e giovani), ma è anche ideale per chi pratica sport perché è leggera (38,5% – uomini, 30-39enni), è un prodotto tradizionale, realizzato ancora come si faceva un tempo (36,4% – uomini, crescente con età), è una delle migliori espressioni del cibo di montagna (35,5% – uomini, 30-39enni e 50-65enni), è considerata al pari di un integratore alimentare (15,9% – uomini, 18-29enni). È un prodotto amato e portato in tavola da oltre 8 italiani su 10 (85,4%), indipendentemente dalle gite in montagna, dimostrando una destagionalizzazione sempre più marcata, con un quarto degli italiani che la consuma spesso (25,3%, soprattutto donne, 40-49enni, residenti nel nord-ovest) nel corso di tutto l’anno, forse proprio perché sono oggi più informati su tutti i plus del salume light tipico certificato.
ALIMENTAZIONE IN MONTAGNA, ECCO IL VADEMECUM DELL’ESPERTA, CON LA BRESAOLA DELLA VALTELLINA IGP
Proprio per rispondere all’attenzione crescente degli italiani sull’alimentazione in montagna, per questa edizione invernale di “Valtellina Nascosta” il Consorzio di Tutela Bresaola della Valtellina ha ideato, con la supervisione della biologa nutrizionista Manuela Mapelli, un vademecum sull’alimentazione più indicata in montagna con tre panini con la Bresaola della Valtellina IGP, associati a 3 attività sportive praticate in quota (sci, snowboard, ciaspole). Il vademecum è disponibile sul sito ufficiale del Consorzio di Tutela Bresaola della Valtellina ed è un prontuario in 10 tips facili da seguire tenendo conto che in uno sportivo il fabbisogno energetico sarà proporzionalmente superiore in base al tipo e all’intensità dell’esercizio fisico svolto e che i consigli sono validi solo per soggetti sani, quindi, vanno considerati unicamente come linee guida di riferimento per personalizzare la propria alimentazione sportiva in alta quota. Il vademecum è disponibile sul sito ufficiale del Consorzio di Tutela Bresaola della Valtellina (per il vademecum vedi focus 1).
“VALTELLINA NASCOSTA WINTER EDITION”: 3 NUOVE METE INEDITE TRA LUOGHI, SAPORI E TRADIZIONI
Chi dice Valtellina dice bresaola, e viceversa: hanno in comune persone, tradizione, cultura e storia. Per omaggiare questo legame, il Consorzio di Tutela Bresaola della Valtellina ha ideato la seconda edizione della campagna “Valtellina Nascosta” Winter Edition. Inoltre, l’utente accederà a storie e curiosità del luogo grazie al podcast “Storie segrete”: audioguide con una voce narrante che inviterà a esplorare i luoghi e a provare sensazioni inedite attivando i sensi. Luoghi e bresaola experience point sono geolocalizzati tramite QRcode. Infine, nella web app sono raccolte anche le 15 regole d’oro da ricordare per assaporare e abbinare al meglio la Bresaola della Valtellina Igp. Le nuove mete sono state selezionate in parte dalla classifica dei valtellinesi, con l’ausilio di Rossana Pelliccioni, storica dell’arte ed esperta di territorio, validati da APF Valtellina – Azienda di Promozione e Formazione della Valtellina.
Info e bandi: https://psr.regione.lombardia.